Democrazia non significa sdoganare le nostalgie fasciste!

9 Febbraio 2010

“A Torino la fiaccolata di una quarantina di militanti di Casa Pound ha dimostrato come la scelta squisitamente politica - purtroppo sostenuta anche dai DS dell’epoca oggi PD – di commemorare le foibe il 10 febbraio è stata un’operazione storicamente debole. Poiché non solo non ha approfondito che cosa sono state realmente le foibe (dentro vi sono finite le varie componenti politiche incluse quelle comuniste), ma ha dato al contempo l’alibi a gruppi neo-fascisti di avere una giornata dedicata a loro in cui poter scendere in piazza con i loro vessilli indisturbati”.

“Esprimo quindi profonda preoccupazione per la seppur piccola fiaccolata tenutasi in Piazza Cirene a Torino, preoccupazione ancor più rafforzata dalla presenza tra le file di militanti di estrema destra di oggetti offensivi e contendenti”.

“Democrazia non credo certo significhi sdoganare le nostalgie fasciste dalla sconfitta in cui la Resistenza le mise.  


Banca Italia svende tra sprechi e incuranza verso il destino delle attività commerciali.

3 Febbraio 2010

 Gentile ed Illustrissimo Presidente,Gentile Governatore, 

con la presente è mia intenzione segnalare alla Vostra attenzione il mio personale disagio nell’osservare le scelte, gestionali, attuate da Banca Italia Torino. La medesima ha sede in via Arsenale, in un palazzo storico che, in passato, era anche residenza di affittuari, parti contrattuali con Banca d’Italia, privati e commerciali. Lentamente Banca d’Italia non ha rinnovato i contratti di locazione e l’edificio si è lentamente svuotato riducendosi ad ospitare, oltre la Banca, due attività commerciali a cui è già stata comunicata l’intenzione di non rinnovare il patto, giungendo in un caso al proprio e vero sfratto esecutivo. 

La piccola impresa sfrattata è un bar, la cui licenza è stata acquisita da non molto tempo dalla famiglia che lo conduce, la quale è sull’orlo della disperazione in seguito alla cessata attività forzata verso cui va incontro. In tempi di grave crisi economica, come gli attuali, ritengo paradossale che Banca d’Italia crei altri tre disoccupati almeno, così come è assurda la collocazione di un ponteggio a ridosso della facciata aulica del palazzo che da quattro anni ne caratterizza i contorni: ponteggio elevato a causa di un tema architettonico pericolante il cui costo di messa in sicurezza, probabilmente, era minore del noleggio dei tubi in ferro medesimi.

Il tutto sembra sempre più un grande spreco di risorse pubbliche: alloggi ed esercizi vuoti da anni con il mancato introito conseguente, si sommano al costo del ponteggio stesso. Suggerirei, con umiltà, che sarebbe cosa opportuna evitare gli ultimi sfratti almeno sino all’alienazione effettiva dello stabile: un piccolo gesto di umanità ed intelligenza in mezzo a tanti atti incomprensibili e, ritengo, opposti al concetto di chi amministra da “Buon padre di famiglia” i beni pubblici. 

Ringrazio per l’attenzione prestata a questa mia e, con l’occasione, porgo i più cordiali saluti.     

 


L’Osservatorio Tecnico di Virano ha un difettino: non ha fondamento giuridico.

28 Gennaio 2010

L’Osservatorio tecnico di Virano pare che abbia cambiato decisamente composizione e finalità, non aderendo più in alcun modo al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri varato il 1°marzo 2006. 

Malgrado questo il presidente Virano pare si appresti a raccogliere adesioni di sindaci e tecnici per poter recare a Roma, nelle prossime ore, un regalo di Natale fuori tempo: ossia il via libero alla progettazione vera e propria. 

Tale velocità nell’agire insospettisce in merito alle procedure, ed alle scelte, a cui oramai ci abitua la vicenda Torino Lione: atti avviati nella notte, le trivellazioni, e decisione prese in prassi inventate di minuto in minuto. 

La stessa scelta riguardante tecnici e loro indennità non pare derivare né da atti formali regionali e, tanto meno, da atti ad evidenza pubblica. 

Di questa affermazioni chiedo conferma alla Giunta regionale, poiché vorrei essere rassicurato sul non trovarmi di nuovo innanzi ad atti, provenienti dal fronte Si Tav, che di nuovo presentino le caratteristiche per essere definiti “pericolose Tav-Anate” .       


Dipendenti Aviapatner: profondamente deluso per assenza Regione.

28 Gennaio 2010

“Sono profondamente deluso – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC Piemonte - per come si è chiusa la verifica svolta oggi in Prefettura in merito alla cassa integrazione, e prossimo licenziamento, dei 24 dipendenti di Aviapartner aeroporto di Caselle.

Sia in comune a Torino, che in Regione è stata votata una mozione che prevede il reintegro dei lavoratori in conseguenza ai grandi investimenti pubblici che si dirottavano sullo scalo torinese.

Il mandato, diretto alle giunte, era chiaro, ma non è stato assolutamente perseguito. Non è questa una vicenda da lasciare solo agli ammortizzatori sociali, tra l’altro il settore era presente alla riunione in cui spiccava però l’assenza di chi doveva proporre un rilancio del lavoro e non del solo welfare, ma va presa in carico da chi può e deve intervenire per dare seguito al volere del Consiglio Regionale.

Francamente mi sconcerta tanto disinteresse in merito, a cui però corrisponde un interesse a tutto piano esclusivamente per la TAV. Credo sia questo il segnale della necessità di uscire dagli slogan utopistici per tornare ad occuparsi dei problemi reali.

Con un po’ meno fiducia di ieri, attendo risposte ed azioni congrue alla gravità della situazione, che non si limitino a dire ai lavoratori, assunti a tempo indeterminato, di accettare l’ingresso in una cooperativa di servizi.

  

 


Tav: è pronta per la pubblicazione l’ennesima pagina buia della storia italiana.

25 Gennaio 2010

Nulla a che vedere i numeri, e le motivazioni, di coloro che hanno partecipato al Lingotto oggi, con i 40.000 reali di ieri a Susa. 

Se quella di ieri era una minoranza, a detta di Chiamparino, oggi allora abbiamo assistito al ritrovo di una piccolissima parte di piemontesi, tra cui molti “interessati” all’opera:  alcuni pare motivati da incentivi economici elargiti dai propri datori di lavoro, in questo, se confermato, si vede che Berlusconi ha fatto scuola anche nel PD. 

Soldi, sponsor, comode e calde sale hanno partorito un topolino, molto lontano dal logo coniato da Esposito & C. per celebrare l’occasione. 

Ritengo molto grave che le Istituzioni pubbliche alzino il tono dello scontro sino a dare di fatto  legittimazione a chi di notte incendia i presidi No Tav, ultimo quello di Borgone su cui si indaga, dove nei paraggi sono comparse scritte Si Tav, ed al contempo a chi censura le scritte No Tav sui monti simbolo della Valle stessa (atto rivendicato da Giovine Italia, ex Fronte,  molto lontana dagli ideali liberali di Mazzini).

Pare chiaro l’intento di aprire un nuovo clima di tensione, intento aiutato da chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica anziché indossare i panni del grande imprenditore. 

Virano ha preso parte ai lavori del Lingotto, abbandonando così definitivamente quel poco che gli era rimasto addosso di panni super partes: l’Europa, ricordo che ieri manifestazione analoghe a Susa si sono svolte in Francia e Spagna, conosca le cronache di queste ultime due giornate prima di elargire alla Tav anche solo un centesimo.        

  


Phonmedia: oltre il danno la beffa?

21 Gennaio 2010

Secondo quanto deciso dal Consiglio regionale, la Regione potrà anticipare il salario ai lavoratori in organico ad aziende in grave crisi e di conseguenza privi di stipendio da mesi. 

Questa operazione si basa su una certificazione del datore di lavoro, in seguito alla quale il sistema bancario convenzionato anticipa,lo stipendio sotto forma di prestito garantito, e coperto negli interessi, dalla Regione medesima. 

Alcuni lavoratori non hanno modo di rintracciare il proprio datore di lavoro al fine di certificare l’anticipo di stipendio stesso, ed inoltre dovranno a febbraio già rimborsare prestiti aperti tramite altri enti locali, come ad esempio i lavoratori Phonemedia, mentre tra dodici mesi sarà loro dovere rimborsare anche l’anticipo.

Per questi motivi Il Consiglio regionale,invita la Giunta a individuare, tramite i mezzi dispositivi, regolamentari, giuridici a propria disposizione, un metodo di erogazione ed anticipazione dei salari che tenga conto di questi aspetti. Ed inoltre la Regione dovrebbe assumersi il mutuo in caso di impossibilità di onorare il debito verso il sistema bancario da parte dei lavoratori e deve definire urgentemente la proroga dei termini per la restituzione agli Istituti bancari per quei lavoratori che, allo scadere dei 12 mesi previsti dalla normativa, non fossero in condizioni di provvedere a causa del mancata erogazione delle spettanze.

Osservatorio: troppe tav-anate, oggi caduta la maschera.

20 Gennaio 2010

La giornata di oggi, contraddistinta dalle due cariche di polizia, unite alla mancata comunicazione dei sindaci in merito ai sondaggi in corso, rivela come tutta l’operazione, rivestita ufficialmente da un tono di condivisione e trasparenza da parte del’Osservatorio e di chi ha interesse a fare l’opera, dimostra la vera essenza: azione dai caratteri fortemente repressivi ed alquanto irresponsabili.

L’Osservatorio smette definitivamente i panni di tecnico super partes e indossa quelli di apparato repressivo. Non crediamo davvero più alle “tav-anate” di Virano. Sempre più torna il clima del 2005, ma altrettanto forte torna la risposta di una comunità più cha mai unita. Ci attiveremo per far arrivare anche in Europa la voce che l’opera non è condivisa.

 

 


L’incendio doloso di Bruzolo deve fare riflettere le forze politiche pro Tav!

17 Gennaio 2010

Ritengo molto grave ciò che è accaduto a Bruzolo. L’incendio, doloso, applicato al presidio No Tav in Valle Susa, su cui sono in corso le indagini, bene evidenzia i frutti creati da di chi, da anni, sostiene l’opera indicando nel Movimento la sintesi di tutti i mali possibili ed immaginabili: un clima di odio preparato a tavolino in modo irresponsabile. 

E’ sempre più chiaro che la Tav attira grandi golosità di profitto e malaffare di cui assistiamo le conseguenze intimidatorie: l’incendio del presidio di Bruzolo sembra avere tutte le caratteristiche di un chiaro avvertimento di stampo mafioso. 

Di fronte ad atti di questo genere è dovere delle forze democratiche prendere posizione a difesa della popolazione, dei lavoratori, del territorio, del Movimento No Tav stesso e delle imprese sane che non dalla Tav, ma da una seria politica industriale attendono segnali. 

Dispiace che la Chiesa, che prima annuncia (così come dovrebbe fare) di stare fuori dalle contese, si dichiara poi (tramite il Cardinal Paletto) a favore della Tav, non vedendo i gravi pericoli, per le persone ed i territori, che nel nome dell’Alta Velocità si affacciano sulla nostra Regione.

Per questo0 aderisco alla fiaccolata prevista a Bruzolo questa sera, invitando le forza politiche tutte a meditare su cosa rischiano di avallare con le loro scelte speculative.


La verità si tocca con mano in Valle!

14 Gennaio 2010

“La lettura che la politica dà in merito alla vittoria riportata tramite le trivelle – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC - è una lettura di comodo ed intrisa di ideologismo sino al punto di non voler vedere la verità della situazione in valle”.

  “Ricordiamo le varie camminate No Tav che si sono susseguite da settembre ad oggi sempre partecipatissime, la grande assemblea popolare di Bussoleno di sabato 9 e il frequente turn-over di presenze al presidio, notturno, feriale e gelido, di Susa. Tutto questo è miracoloso se pensiamo alla fase di riorganizzazione che attraversa il movimento”. 

“Non voglio mettere ansia a chi ha sposato interessi che accompagnano la Tav , ma temo per loro che l’apparente vittoria delle trivelle possa frantumarsi presto nel caso di ulteriori e insensate sfide alla comunità”. “Vedremo se chi ha soldi, potere e grande visibilità potrà risolvere a suo modo in maniera definitiva la vicenda tramite l’ormai famoso modello “marcia del 40mila” (che in realtà non erano più di 15mila)”. 

“Per ora rimane una spesa di parecchi milioni di Euro a fronte di alcune “carote”: il tutto a danno di una collettività sempre più defraudata di soldi e futuro”.


Gatti liberi, politici non sempre!

14 Gennaio 2010

Una ricerca del settimanale inglese New Scientist, incentrata su chi sia migliore tra cane e gatto  si è conclusa con un sostanziale pareggio. Il confrointo era su undici categorie, tra cui spicca quella “cervello”: i neuroni della corteccia felina sono quasi al doppio della controparte canina, ossia 300 milioni anziché 160. Il cani comunque vince nelle categorie “comprensione”, “creatività” ed “addestrabilità”.

 Probabilmente è vero: i neuroni in più che possiede il gatto sono utili alla sua indipendenza.

La libertà richiede di certo più neuroni che l’obbedienza.