Scritte su commissione: ecco come si getta il discredito!

11 Marzo 2010

Ribadendo la piena fiducia nelle indagini che si stanno conducendo sulle “scritte su commissione “ dei due ragazzi fermati, mi pare venga a galla in maniera chiara la prova di una strategia della tensione che viene montata ad arte da settori della politica e dell’imprenditoria poco sana.  In attesa dell’esito finale delle indagini, gli indizi emersi sembrano far emergere come le scritte sia state commissionate, su regia ad hoc, per gettare discredito verso chi si oppone, a Torino come in Valle di Susa, in modo democratico, popolare e non violento contro un’opera inutile.


Di quale Democrazia parla, Onorevole? Forse lei preferisce la dittatura!

7 Marzo 2010

Rimango inorridito innanzi alla grande campagna di propaganda che si sta attuando, da tempo, ai danni del Movimento No Tav. Sono colto dalla netta impressione che fallendo l’azione militare del 2005, tramite cui si tentò di occupare la valle sul modello Belfast, oggi si sia giunti ad una strategia più subdola, fatta di false informazioni al fine di dividere e spaccare il Movimento stesso. 

Sul Movimento, infatti, sta salendo l’ombra nera della strategia della tensione: un’ombra costituita da gravi menzogne che trovano legittimazione nell’opinione pubblica. Il fulcro, della strategia stessa, consiste nel fare credere che in Valle i No Tav siano dei pericolosi esseri a caccia di cibo vivo,  e non bastano teste e nasi rotti dei valsusini, causati forse da chi male addestrato dovrebbe difenderci tutti, per fare emergere la verità. Ho sorriso amaramente quando leggo di violenti raggi laser contro le forze dell’ordine, immaginando un traffico di pericolose armi tra i venusiani ed i valsusini, ma poi lo stesso si è spento immaginando che questo si voglia davvero far credere al resto della nostra Regione: negando ai piemontesi che i “laser” erano in realtà piccole pile porta chiavi.  

Gentile Esposito, quale sarebbe, alla luce di ciò che scrivi e di ciò che vedo ogni qualvolta vado in Valle, la Tua Democrazia. Se Ti riferisci al militarizzare una valle, togliendo al contempo il diritto di parola e rappresentanza a chi osa criticare il totem Tav,  allora temo Tu ti riferisca ad un clamoroso ritorno al ventennio fascista, forse più vicino alle Tue posizioni ultime. 

Se al contrario la Democrazia è rappresentanza di comunità umana, la quale si ritrova compatta nell’esprimere un proprio dissenso, unito a proposte, allora questa ha piena cittadinanza in Valle e poco nei Tuoi concetti politici. La Democrazia, lo Stato è in realtà rappresentato solo da quei giovani, da quelle famiglie, da quegli anziani, da quelle donne e quegli uomini che sfidando repressione, e freddo, gridano la loro voglia di giustizia contro le lobby ed i poteri che decidono per loro. Persone autorganizzate e senza leaders  (questo spaventa il potere e lo dimostra la Tua vergognosa azione di discredito verso alcuni soggetti che nomini), persone spesso in cortei partecipati, ma inesistenti per l’opinione pubblica. 

La Tua Democrazia, Esposito, è quella del potere che non vede più nulla oltre ai suoi discutibili interessi, peccato che ci vorranno trent’anni per dimostrarlo ai nostri concittadini (vedi sprechi Olimpici); la Tua democrazia costringe a spese enormi, sottratte ai servizi per la cittadinanza, al fine di proteggere trivelle che bucano nei rifiuti o in terra riportata; la Tua democrazia è falsa informazione e verità distorte ad arte. 

Ho paura della Tua Democrazia, la stessa paura che provo innanzi a chi pur di raggiungere i suoi scopi ad ogni costo, adotterebbe ogni mezzo .                    


CIE di corso Brunelleschi: paradossi di uno Stato che dice di essere democratico.

1 Marzo 2010

Se la struttura è notevolmente migliorata rispetto alle precedenti visite,  in quanto le persone rinchiuse non vivono più in container ma in “case” di muratura, permangono tutti i problemi politici legati alla legislazione di emergenza voluta dal governo delle destre, al reato di clandestinità e alla grave carenze di servizi sociali e di strutture sul territorio atti a sostenere una migrazione di massa che tende a crescere. Sono i motivi per cui crediamo che la struttura dei CIE debba essere superata.

Tra i paradossi osservati, frutto di questa legislazione, la vicenda di un maghrebino 23enne da 21 anni in Italia, diplomato, e prossimo all’espulsione in Marocco per un reato minore, cosa a dir poco assurda e disumana.L’incontro con le migranti e i migranti presenti al CIE ha evidenziato la necessità di mediazione culturale, di maggiore contatto con gli avvocati e con le associazioni dei migranti.

Anche per questo  è un fatto negativo che la nostra e altre proposte di legge regionali sulla migrazione non siano state discusse in questi anni e siano state “rimandate” al prossimo Consiglio Regionale.


UN’IDEA: SMETTERLA CON I CAROTAGGI E TRASFERIRE IL PREFETTO IN ALTRO CAPOLUOGO!

23 Febbraio 2010

C’è da rimanere basiti ancora una volta di fronte all’apparente cecità di chi dovrebbe garantire il rispetto dei territori e delle persone nel nome dello Stato.

La scelta annunciata dal Prefetto di proseguire nella fase dei sondaggi, pare la classica scelta fatta a tavolino da chi non conosce o meglio non vuol conoscere gli avvenimenti del territorio.

Continuare nell’opera in un momento delicato di campagna elettorale ed ancor più dopo la repressione di ogni opinione che si è tradotta nel ricovero ospedaliero di due manifestanti feriti pesantemente, sembra azione più affine ad alimentare una sorta di strategia delle tensione che un’opzione lucida da parte di chi gestisce il nostro stato.

Ci auguriamo che i fautori delle tante linee dure a Torino, città in profonda crisi che avrebbe bisogno di dialogo e confronto, vengano presto trasferiti in luoghi dove possano meglio attuare i loro intenti bellicosi.


LYRI: ancora una volta la proprietà è cinica.

23 Febbraio 2010

Innanzi all’ennesima sciagura industriale riguardante la nostra provincia, ossia la vicenda Lyri di Nichelino, auspichiamo che la Giunta regionale possa addivenire ad una soluzione che salvaguardi i lavoratori, i lori diritti e i territori coinvolti.

Ci amareggia scoprire dai media che le rassicurazioni pervenuteci - in seguito ad una nostra interrogazione - nei riguardi del futuro dei dipendenti stessi, vengano smentite dagli annunci di una proprietà assolutamente cinica nel decretare la cassa integrazione dei lavoratori oppure il costringerli a trasferte di 140 km quotidiani per recarsi dall’attuale loro sede di Nichelino a quella, per ora solo annunciata, di Pont Canavese.

Ancora una volta imprenditori faciloni mettono a rischio il futuro di lavoratori.


Le lobby comandano sui politici ed in Valle torna la repressione!

18 Febbraio 2010

“E’ preoccupante rivedere immagini – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC, presente ieri sera in Valle - che riportano un pezzo importante del nostro territorio ad un clima di militarizzazione di cui sono già state vittime due nostri concittadini. Il pensiero va sia al giovane Simone che alla signora valsusina che dovrà subire un delicato intervento al volto”.

“Ricordo che il vero pericolo per la democrazia non è esprimere la contrapposizione ad un’opera inutile e dispendiosa, ma negare costantemente il sacro diritto di rappresentanza a chi critica, dati alla mano, il frutto di una lobby così potente da piegare al suo volere anche molti nostri politici locali. Tra questi i deputati Stefano Esposito e Mimmo Portas che dal caldo delle loro poltrone romane sentenziano ed accusano senza conoscere nulla di ciò che è avvenuto”.

“Da quello che dicono è chiaro che Esposito e Portas non si recano in Valle da anni, al punto da  non aver mai avuto consapevolezza della tante manifestazioni che hanno raccolto intorno alla bandiere No Tav migliaia e migliaia di cittadini”.

“Ricordo ancora che l’atto grave per la democrazia è non avere la possibilità di individuare tra le forze dell’ordine coloro che violano il loro giuramento verso la Costituzione menando fendenti che spesso cadono su persone innocenti e indifese”.

“L’ultimo paradosso è che lo Stato in Val Susa è rappresentato solo da quei cittadini e amministratori che si pongono a difesa del bene pubblico, opponendosi a uno sperpero di risorse quale è la Tav ”.

 


Solidarietà a Laura Orsucci.

17 Febbraio 2010

Esprimiamo vera preoccupazione per il grave atto intimidatorio che ha colpito la nostra compagna consigliera di Gassino Laura Orsucci.
Oltre alla nostra solidarietà il pensiero va subito alla similitudine tra la tipologia di attentato di cui è stata vittima e ciò che è avvenuto nei presidi valsusini.
L’impressione è che di questi tempi amministratori e cittadini schierati contro le faraoniche grandi opere siano soggetti a attacchi che non esito a definire di intimidazione  di stampo mafioso.
Richiamo la politica alla responsabilità del momento in cui valgano le scelte migliori per la collettività che dovrebbero, ricordo, essere al riparo da pressioni lobbistiche e interessi speculativi.


119 TELECOM ITALIA: ENNESIMO DRAMMA DI DELOCALIZZAZIONE.

17 Febbraio 2010

“Lo sciopero che ha interessato il 119 di Telecom Italia – dice Juri Bossuto, Consigliere regionale del PRC - è nient’altro che l’ennesima conferma di quanto ormai sia diventato grave il fenomeno delle delocalizzazioni  d’impresa. I dipendenti Telecom stanno vivendo fasi drammatiche, toccate prima di loro da moti operai dell’industria e dipendenti di grandi banche quali san Paolo e Unicredit”.

“Nel dramma, apprendiamo con soddisfazione delle dichiarazioni rilasciate dall’Assessore Bairati che si dice preoccupato e pronto a intervenire sul fenomeno. Innanzi a questi intenti da Giano bifronte (doppia faccia di chi in campagna elettorale promette e da assessore non ha mai dato seguito agli intenti annunciati), è bene che si sappia che lo stesso assessore e il suo partito di riferimento (insieme al centro-destra) ha da poco bocciato una nostra proposta di legge che  poteva davvero dare una mano per porre fine al drammatico fenomeno delle delocalizzazioni”.

“Chiediamo a tutti coerenza e di evitare annunci elettorali che si infrangono regolarmente nelle scelte concrete fatte dagli stessi in questi anni”.


Nuovi arresti tra politici:le candidature per le regionali siano dettate da spirito di servizio e non da interessi privati.

12 Febbraio 2010

“L’arresto del Presidente della Provincia di Vercelli Masoero del Pdl – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC - getta l’ennesima ombra sulla grave connessione tra affari e politica”.

“Sarebbe tempo – continua il consigliere - che le lobby economiche venissero tenute a doverosa distanza dalle istituzioni e le loro rappresentanze popolari. Il vercellese conosce bene l’invadenza di alcune azioni imprenditoriali che ricadono da tempo sul territorio, tra queste le tante cave della Valledora e la Tav di cui Masoero è stato primo sostenitore”.

“In attesa che la giustizia faccia chiarezza – conclude Bossuto - lanciamo l’appello a tutte le forze politiche al fine che le candidature alle prossime elezioni regionali siano dettati da principi di servizio pubblico e non da interessi privati. Ci auguriamo anche, vista la gravità delle accuse, che la destra abbia la decenza di non candidare il presidente provinciale inquisito”.

 

 

 


Democrazia non significa sdoganare le nostalgie fasciste!

9 Febbraio 2010

“A Torino la fiaccolata di una quarantina di militanti di Casa Pound ha dimostrato come la scelta squisitamente politica - purtroppo sostenuta anche dai DS dell’epoca oggi PD – di commemorare le foibe il 10 febbraio è stata un’operazione storicamente debole. Poiché non solo non ha approfondito che cosa sono state realmente le foibe (dentro vi sono finite le varie componenti politiche incluse quelle comuniste), ma ha dato al contempo l’alibi a gruppi neo-fascisti di avere una giornata dedicata a loro in cui poter scendere in piazza con i loro vessilli indisturbati”.

“Esprimo quindi profonda preoccupazione per la seppur piccola fiaccolata tenutasi in Piazza Cirene a Torino, preoccupazione ancor più rafforzata dalla presenza tra le file di militanti di estrema destra di oggetti offensivi e contendenti”.

“Democrazia non credo certo significhi sdoganare le nostalgie fasciste dalla sconfitta in cui la Resistenza le mise.