CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Archivi per settembre, 2008

Basso vercellese: una groviera velenosa

Scritto da juribossuto.it il 29 settembre 2008

Nella giornata di sabato 27 i comitati che si riuniscono nel Movimento Valledora, hanno organizzato un tour nella zona compresa tra i comuni di Tronzano, Santhià, Borgo d’Ale ed Alice Castello.

Lo scenario che si è presentato innanzi ai miei occhi è stato sconvolgente: immensi terreni, una volta agricoli, trasformati in cave sterminate o discariche per rifiuti. L’area sembra una groviera velenosa e dannosa, dove si transita per voragini infinite e depositi di scarti cittadini.

Solo poche cascine resistono, tra cui una in particolare paga il suo legame con il territorio con disagi, immissioni di odori e presenza di gas in cantina e nel pozzo idrico. Una seconda, presso Santhià, sarà presto circondata da una cava che andrà a lambire anche l’autostrada.

Posso comprendere il business che trasforma milioni di metri cubi di cava in milioni di euro per qualcuno, ma questo non può giustificare la completa assenza di programmazione in cui il territorio è drammaticamente caduto, oltre ai danni sociali ed economici riservati alla popolazione.

Invito la Giunta a coordinare i vari settori che si occupano della materia (Ambiente, Bilancio, Territorio) al fine di crear regole più garantiste nella concessione, oggi indiscriminata, consegnate ai sempre più potenti, in assenza di regole autorevoli, cavatori .

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APPELLO ALLA GIUNTA DI PREDAPPIO

Scritto da juribossuto.it il 29 settembre 2008

Una settimana fa, circa, il comune di Predappio (giunta di centrosinistra) ha partorito l’idea di rivalutare, tramite iniziative pubbliche,lo stile architettonico razionalista mussoliniano. Alla proposta hanno aderito, immediatamente, comuni di varia tendenza politica, aventi la caratteristica di essere stati fondati da Mussolini o di aver dallo stesso ricevuto un’impronta razionalista.

L’iniziativa credo desti in molti italiani una profonda preoccupazione: quella che a piccoli passi uniti a larghe concessioni, si giunga alla piena riabilitazione del periodo storico fascista.

Da tempo assistiamo, infatti, a continui organizzati attacchi alla Costituzione repubblicana, a cui si affiancano quelli diretti alle forze sindacali ed alle organizzazioni democratiche. Si accentuano poteri esecutivi, si liquidano i partiti fastidiosi tramite continue modifiche alle varie leggi elettorali ed, infine, si rivaluta il “buon” fascismo (ma quale?).

Mi appello, allora, a tutti i democratici per fermare questa pesante deriva, e quindi l’iniziativa di cui sopra. Non occorre scandalizzarsi davanti a campagne elettorali comunali che, magari con poca sensibilità, fanno leva sull’immagine di una donna seminuda (lo dico ai consiglieri comunali di Torino), per richiamare l’attenzione dei cittadini. Occorre invece non lasciare gli stessi nell’oblio, magari ricordando ciò che regimi totalitari possono fare alla collettività, e come sia poi difficile scrollarseli da dosso.

L’architettura fascista ha fatto spesso tabula rasa di storia antica ed importanti edifici antichi; ha  stravolto Termini (Roma) annientando vecchie vestigia romane, su cui vantava la sua stessa nascita; ha distrutto in Torino l’originale via Roma ed edificato un grattacielo nel nome dell’esaltazione di un regime liberticida: scopi molto lontani dl concetto di urbanistica dal volto umano.

E’ ora di aprire bene gli occhi, guardare alla trappola  che molti, anche a sinistra, stanno costruendo per imprigionare noi tutti.

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PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE: Azioni per prevenire e contrastare il fenomeno del mobbing e lo stress psico-sociale nei luoghi di lavoro

Scritto da juribossuto.it il 26 settembre 2008

Il mobbing è fenomeno quantitativamente sempre più preoccupante: secondo i dati forniti dall’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, in Europa sarebbero 40 milioni i lavoratori mobbizzati per un costo sociale ammontante a 20 miliardi di euro. In Italia il fenomeno che, all’inizio aveva colpito prevalentemente l’industria privata, si è diffuso nel corso degli anni nella pubblica amministrazione presentando aspetti e dati allarmanti.

Fitto è l’elenco delle conseguenze di questo fenomeno “impalpabile”: esaurimenti nervosi, uniti a patologie psicosomatiche, che minano la vita di relazione e la vita stessa di chi subisce tale problema. Le conseguenze ricadono sulla società, oltre che sulla famiglia e sull’azienda di appartenenza: la collettività si trova gravata dai pesanti oneri che ricadono sul servizio sanitario pubblico a causa delle patologie connesse, da un ricorso più ampio alle pensioni anche da parte di persone che potrebbero ancora lavorare e al conseguente depauperamento di patrimoni professionali che in tal modo non vengono più utilizzati. Anche la produttività subisce un calo..

Negli ultimi anni il fenomeno “mobbing” è emerso in tutta la sua gravità grazie all’attento e approfondito lavoro di alcuni centri pubblici specializzati sulla materia in Italia e di altre strutture dell’ASL, al lavoro dei centri di ascolto, che anche le organizzazioni sindacali hanno attivato, all’attività delle associazioni di volontariato che hanno anche istituito gruppi di mutuo aiuto, insieme all’opera svolta nel tempo dai servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro e alla crescente consapevolezza delle persone interessate al fenomeno.

Manca ancora però una legislazione specifica sull’argomento sia a livello nazionale che regionale

 I punti salienti della proposta di legge

- Stanziamenti per attivazione di specifici corsi di formazione professionale per gli operatori sociali e sanitari.

- Finanziamenti rivolti allo svolgimento di campagne informative in merito al mobbing, nonché studi e ricerche e corsi post laurea inerenti la materia

-  Incentivi per l’assistenza legale, medica e psicoterapeutica a favore dei lavoratori e delle loro famiglie

- Istituzione di soggetto esterno all’ente con funzione di “consigliere di fiducia”

-  Sportelli di assistenza e di ascolto dei lavoratori che abbiano avuto esperienze di mobbing o di disagio lavorativo, da attivarsi presso i comuni e le province

- Osservatorio regionale sul mobbing e il disagio lavorativo con funzione di monitorare e analizzare il fenomeno mobbing, di realizzare studi, ricerche e campagne di sensibilizzazione sul tema, di promuovere collaborazioni volte a contrastare il fenomeno del mobbing

- Attività di controllo e misure di tipo amministrativo nei confronti dei datori di lavoro dove si verificano episodi di mobbing

- Stanziamento di quasi 2 milioni di euro per il biennio 2009-2010

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CONFERENZA STAMPA: “NUOVA PROPOSTA DI LEGGE SU MOBBING ”

Scritto da juribossuto.it il 22 settembre 2008

Sala dei Presidenti – Consiglio Regionale del Piemonte – Via Alfieri 15 Martedì 23 Settembre 2008 - Ore 13

Il Gruppo del Prc presenta la proposta di legge “Azioni per prevenire e contrastare il fenomeno del mobbing e lo stress psico-sociale nei luoghi di lavoro”. Un fenomeno che, dicono le statistiche, è quantitativamente sempre più preoccupante ed ha pesanti conseguenze che ricadono sulla società, oltre che sulla famiglia e sull’azienda. I punti salienti della proposta di legge:-  attivazione di specifici corsi di formazione professionale per gli operatori sociali e sanitari; - finanziamenti rivolti allo svolgimento di campagne informative;- incentivi per l’assistenza legale, medica e psicoterapeutica a favore dei lavoratori e delle loro famiglie;- sportelli di assistenza e di ascolto dei lavoratori che abbiano avuto esperienze di mobbing o di disagio lavorativo, da attivarsi presso i comuni e le province;- osservatorio regionale sul mobbing e il disagio lavorativo;- attività di controllo e misure di tipo amministrativo nei confronti dei datori di lavoro dove si verificano episodi di mobbing- stanziamento di quasi 2 milioni di euro.

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RIFORMA GELMINI, PIENO SOSTEGNO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 4 OTTOBRE – LA PRESIDENTE BRESSO SI IMPEGNI A PARTECIPARE

Scritto da juribossuto.it il 18 settembre 2008

L’assemblea indetta da genitori di alunni ed insegnanti della scuola, che si è svolta ieri sera presso la GAM, ha rappresentato un importante momento, partecipato, di mobilitazione contro una riforma governativa del sistema scolastico che si annuncia quale ennesimo esempio di ritorno alla Restaurazione ottocentesca”.

 

“Il Ministro Gelmini, infatti, sembra determinato nel voler creare una scuola basata su distinzioni di censo e su scelte, educative e pedagogiche, lasciate alla mercé, al libero arbitrio, dei finanziatori privati”. 

“Riportare all’ordine del giorno, della cosiddetta “Riforma”, la cancellazione del tempo pieno unita a prospettive, dichiarate, di trasformazione della suola pubblica in fondazione privata, dove caso per caso si stabiliscono criteri gestionali e tasse di iscrizione, significa il contrario esatto dell’agire nel nome del benessere sociale e culturale del Paese: anzi siamo innanzi ad una proposta di legge che imita modelli ampiamente sperimentati, con pessimi risultati, nei secoli scorsi”.

“Ricordo che la riforma universitaria varata negli anni ’90, e caratterizzata da principi molto simili a quelli al varo oggi per la scuola, ha peggiorato l’offerta di studio, innalzato le tasse di iscrizione, diminuito contemporaneamente cultura e laureati”.

“Al peggio pare non esserci mai fine. Un peggio che deve essere contrastato nel nome del futuro delle giovani generazioni. Credo quindi giusto dare pieno sostegno alla manifestazione indetta a Torino il 4 ottobre prossimo, che vedrà genitori ed insegnanti sfilare insieme per ribadire la critica forte al disegno sciagurato composto dal ministro berlusconiano”.

In allegato il testo dell’ordine del giorno che ho presentato in Consiglio Regionale con il quale chiedo alla Presidente della Regione di partecipare alla manifestazione del 4 ottobre. 

 

OGGETTO: Riforma della Scuola.

 

Premesso che:il Governo, nella veste del Ministro alla Pubblica Istruzione, ha varato un progetto di riforma della scuola pubblica che prevede, tra le altre cose, il ritorno al maestro unico e tagli importanti al personale.

 

Preso atto che:

la proposta di legge governativa considera la possibilità per le scuole di trasformarsi in fondazioni di diritto privato, comprendenti di consigli amministrativi anziché consigli di istituto.

 

Considerato che:

l’ipotesi in oggetto consegna ampi poteri arbitrari ai dirigenti scolastici, autorizzati ad assumere insegnanti fuori graduatoria ed, al contempo, a stabilire i costi di iscrizione nei diversi istituti di appartenenza.

 

Evidenziato che:

il taglio di personale ipotizzato colpirà, secondo alcune stime, 89.000 docenti insieme a 43.000 tecnici, incrementando così sia la precarietà lavorativa nel mondo della scuola che l’incertezza dei percorsi pedagogico culturali degli allievi.

 

Preso ancora atto che:

presto proposte simili investiranno anche il settore universitario e della scuola superiore.

 

 

 

Il Consiglio regionale,
invita la Presidente della Giunta:

 

Ø  a sostenere una posizione di netta e totale contrapposizione al progetto di legge in oggetto, presso la Conferenza Stato-Regioni;

Ø  a partecipare alla manifestazione indetta da genitori ed insegnanti per il prossimo 4 ottobre a Torino. 

 

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CRISI TELECOM TORINO, LA POLITICA NON PUO’ LIMITARSI A CONTINUE PRESE D’ATTO

Scritto da juribossuto.it il 15 settembre 2008

Vi è forte inquietudine dovuta a quadro occupazione che non può che destare forti preoccupazioni; sembra non passare giorno in cui azienda o società non chiuda i battenti o riduca fortemente il suo personale per motivi legati alla speculazione finanziaria o manovre di profitto puro.

 

Telecom è stata una realtà importante della vita produttiva del nostro Paese: in pochi anni ha pressoché dimezzato i proprio dipendenti in Italia ed ha scelto di relegare ad un ruolo secondario Torino; non si può quindi che cogliere con angoscia il grido d’aiuto dei lavoratori pensando però sempre più ad un’azione politica regionale che non può limitarsi a continue prese d’atto di crisi su cui si mettono faticose “pezze”, ma occorrerà avere il coraggio di pensare ad un ritorno della politica nella co-gestione di grandi scelte economiche e strategiche, specialmente se inerenti a importanti gruppi finanziari ed industriali.

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«Ormai siamo alla vigilia dell’emergenza sanitaria»

Scritto da juribossuto.it il 10 settembre 2008

Intervista su La Stampa di Gianni Giacomino

Qualche settimana fa, Yuri Bossuto, consigliere regionale di Rifondazione comunista, aveva presentato un interrogazione inerente la presenza di rifiuti abusivi in provincia. Presenza confermata dalle segnalazioni dei lettori de La Stampa.

È un problema grave?
Certo, perché da tempo si nota la pessima abitudine di utilizzare le piazzole di sosta a lato dei percorsi stradali quali aree rifiuti abusive: si inizia con un sacchetto per finire a mucchi ingestibili fatti di scarti organici e vecchi elettrodomestici.

Esiste un rimedio?
Il controllo del territorio, da parte di chi ne ha competenza, è cosa essenziale per evitarne il degrado unito al cattivo uso di spazi collettivi. È cosa buona conoscere il territorio che si amministra, come sindaco o responsabile della gestione di aree pubbliche, cosicché intervenire prontamente al primo segnale di cattivo uso dello stesso da parte di chicchessia.

Si rischia l’emergenza?
A forza di distrazione, carenza di fondi o semplice interpretazione restrittiva delle proprie competenze, siamo ora alla vigilia di una emergenza anche sanitaria.

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CONTRO IL NUMERO CHIUSO ALL’UNIVERSITA’

Scritto da juribossuto.it il 6 settembre 2008

Ritengo condivisibile l’iniziativa attuata dal collega Turigliatto, riguardo il numero chiuso di ingresso all’Università. Il diritto allo studio è sancito dalla Carta Costituzionale, il limitarlo, in qualsiasi modo, diventa un atto contrario alla Costituzione ed ai diritti fondamentali del cittadini.

 

L’Italia continua ad essere il Paese fanalino di coda per quanto concerne il numero di laureati. Il complesso universitario tende purtroppo spesso ad allontanare i suoi iscritti, in una logica sempre più restrittiva e legata alle esigenze di mercato, mentre al contempo svanisce il riferimento alla cultura, al sapere.

 

 Molti ancora sperano di trovare all’interno degli atenei delle figure di riferimento che facilitino la crescita personale, una speranza che svanisce già nel primo impatto con il mondo accademico: un impatto modello a metà tra la caserma ed il tentare il terno al lotto; un impatto affidato alla speranza di scavalcare gli altri ed accedere nel ristretto numero chiuso. Aumentare la capienza delle sedi ed alimentare gli atenei di fondi e studenti, unito il tutto a logiche di crescita intellettuale e non solo domanda- offerta, è un’esigenza che qualsiasi nazione realmente civile dovrebbe porre tra le sue priorità

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