CONTRO IL NUMERO CHIUSO ALL’UNIVERSITA’
Ritengo condivisibile l’iniziativa attuata dal collega Turigliatto, riguardo il numero chiuso di ingresso all’Università. Il diritto allo studio è sancito dalla Carta Costituzionale, il limitarlo, in qualsiasi modo, diventa un atto contrario alla Costituzione ed ai diritti fondamentali del cittadini.
L’Italia continua ad essere il Paese fanalino di coda per quanto concerne il numero di laureati. Il complesso universitario tende purtroppo spesso ad allontanare i suoi iscritti, in una logica sempre più restrittiva e legata alle esigenze di mercato, mentre al contempo svanisce il riferimento alla cultura, al sapere.
Molti ancora sperano di trovare all’interno degli atenei delle figure di riferimento che facilitino la crescita personale, una speranza che svanisce già nel primo impatto con il mondo accademico: un impatto modello a metà tra la caserma ed il tentare il terno al lotto; un impatto affidato alla speranza di scavalcare gli altri ed accedere nel ristretto numero chiuso. Aumentare la capienza delle sedi ed alimentare gli atenei di fondi e studenti, unito il tutto a logiche di crescita intellettuale e non solo domanda- offerta, è un’esigenza che qualsiasi nazione realmente civile dovrebbe porre tra le sue priorità