CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Cossiga: quale democrazia nel nostro Paese?

Scritto da juribossuto.it il 1 novembre 2008

Ritengo gravissime le dichiarazioni rilasciate dall’ex Presidente Cossiga, in merito alla repressione del movimento studentesco che, in questi giorni, riempie atenei, scuole e piazze con spontaneismo e fantasia.Il Senatore a vita ha replicato alla già grave affermazione data alla stampa dal Presidente Berlusconi, il quale annunciava l’invio della polizia nelle sedi universitarie occupate dagli studenti. Alle critiche sorte in seguito a tale affermazione si aggiunge quella “costruttiva “ del Senatore Cossiga, il quale ne contesta la proposta invitando più semplicemente a fare uso di “provocatori pronti a tutto” cosicché le sirene della polizia siano sovrastate da quelle delle ambulanze. Agli occhi di chi ancora si illudeva di vivere in un Paese democratico temo si spalanchi, oggi, uno scenario da shock: uno scenario che ci riporta all’Argentina dei militari o al Cile di Pinochet.La cosa però ancora più grave è l’ammettere, neanche troppo tra le righe, come in passato il senatore, quando era ministro agli Interni, abbia fatto di tale suggerimento una prassi cancellando così di fatto movimenti politici ed una intera generazione di giovani.Quando alcuni gridavano nelle piazze il nome di Cossiga indicandolo tra i responsabili morali della morte di Giorgiana Masi, la replica era sempre contenuta nel tacciare i medesimi quali faziosi; così come era ritenuto quasi eversivo lo scrivere il nome del senatore con la doppia s nazista.Oggi le sue dichiarazioni possono andare in due direzioni: parole di un ex “picconatore” dal fare stravagante; o ammissioni di un ex, anziano, ministro in merito alle proprie colpe in un clima di terrore alimentato ad arte. In ogni modo, non riferendoci neppure all’istigazione di reato contenuta in tali dichiarazioni, sarebbe bello che la Magistratura su queste ammissioni aprisse un doveroso fascicolo di inchiesta almeno per quanto concerne il passato    

Un Commento a “Cossiga: quale democrazia nel nostro Paese?”


  1. alba Scrive:

    Cossiga non ha fatto altro che confermare ciò che tutti sapevamo e cioè che l’uso dei provocatori infiltrati nelle manifestazioni democratiche e la successiva repressione con la forza sono state, e a quel che sembra, sono ancora la prassi qui in Italia.

    I fatti di Piazza Navona testimoniano come non sia cambiato molto nella testa di chi dà ordini alla polizia; l’intervento degli infiltrati e dei poliziotti che hanno picchiato non è certo dipeso da una decisione autonoma, certamente c’è stato un regista!

    I tempi però stanno cambiando, la relazione del sottosegretario Francesco Nitto Paola: «Ad attaccare sono stati gli studenti di sinistra. Le forze dell´ordine hanno agito con equilibrio e prudenza» non ha fatto i conti con la tecnologia del 2008 e con il post G8 di Genova.

    Non è più tempo di menzogne, ci sono telefonini e videocamere che in meno di mezza giornata hanno sbugiardato il portavoce del governo.

    Non è più tempo di imbavagliare la gente, la situazione della scuola è così drammatica che sono scese in piazza persone delle estrazioni sociali più diverse, anche persone che non lo avevano mai fatto prima.

    E’ a queste persone in particolare che si deve una risposta, a quelle persone che non hanno mai dubitato del fatto che in Italia la democrazia è malata.

    Fare luce su quanto è accaduto in Piazza Navona, su chi ha “seguito i consigli di Cossiga”, e su chi li ha attuati è doveroso. Lo si deve a tutti coloro che sono scesi in piazza pensando che la nostra è ancora una democrazia e che “la sovranità appartiene al popolo” come recita l’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana.

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