Svendere la Città: ad errori seguono errori irrimediabili.

La decisione in capo al comune di Torino, di cedere alle fondazioni o a privati i gioielli comunali (quali la Mole, il Regio, il Teatro Carignano, ex strutture socio sanitarie) significa comunque assegnare a terzi esterni al pubblico, anche affermando che così facendo si favorisce la sopravvivenza del bilancio delle fondazioni stesse.

Qualsiasi cosa si dica a giustificazione, se questo non è privatizzare beni monumentali o di pubblico servizio, rimane sicuramente il primo passo verso l’espulsione dal sistema pubblico dei medesimi.

Nel 1990 venivano denunciata, e denunciavo, lo spreco, unito alla non necessità, nel costruire lo stadio delle Alpi. Si diceva, a chi contestava quell’opera, che si era di fronte ad un muro ottusamente conservatore.

Ora, noi ottusi, vediamole ruspe che abbattono lo stadio stesso: abbattimento naturalmente non gratuito. Le Olimpiadi invernali, e la conseguente svendita della Città, dimostrano come errare è umano, ma perseverare è diabolico.

Lascia un Commento

Bad Behavior has blocked 59 access attempts in the last 7 days.