CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Archivi per febbraio, 2009

Un’idea: rilanciare il premio Grinzoso Balurd.

Scritto da juribossuto.it il 24 febbraio 2009

Mi è giunta una proposta che nel suo essere provocatorio ha però una fondatezza e dunque, ritenendo interessanti gli spunti, la faccio mia e la invio. “La mia proposta è che il Premio Grinzane Cavour per il 2009 sia assegnato a Hemratjing Dabeedin alias Nitish, il ventottenne delle isole Mauritius, che con il video del telefonino e la sua denuncia ha dato un sostanziale contributo alla letteratura dello sperpero e ha  fatto quello che Assessori alla Cultura, bancari e banchieri, Ministri dei Beni Culturali, intellettuali, scrittori e scrittrici, critici letterari e cinematografici, addetti ai lavori ai sapori allo scrocco e allo sbafo non hanno mai trovato il tempo di fare: dare un’occhiata oltre i lustrini, le tavole imbandite, i battimani e le targhe onorifiche”.“Propongo inoltre che al medesimo Nitish,  in quanto “…negro di merda…nato per fare lo schiavo” [parole del Presidente del Grinzane, Giuliano Soria] sia assegnato anche il neo costituito Grinzane for Africa e allo stesso Presidente il Premio Grinzane - Terra d’Otranto che è “un premio internazionale sul tema del dialogo, della tolleranza, della solidarietà e dell’integrazione“.“Propongo altresì che al solito Nitish siano assegnati anche i seguenti premi Grinzane: Civiltà delle minoranze [Mauritius luogo di molteplici minoranze],  Scrivere la notizia. Comunicare la notizia [un vero scoop], Scrivere il futuro di Torino [il futuro, il presente e il passato], Cinema [un video d’impatto], Cene letterarie [in quanto maggiordomo del Presidente].“Indìco ipso facto il Premio Grinzoso Balurd da assegnare  a chi scoprirà - sulle numerose Photogallery del sito ufficiale www.grinzane.it - chi si sia sobbarcato l’oneroso compito di seguire il Presidente nelle cerimonie di premiazione in Africa, Uruguay”.

Pubblicato in Cultura | Nessun commento »

Delocalizzazioni selvagge: a quando una legge che impedisca il “prendi i soldi e scappa!”

Scritto da juribossuto.it il 22 febbraio 2009

I lavoratori della Cabind, Chiusa San Michele, hanno ricevuto da poco 78 lettere di licenziamento. Il loro stabilimento viene spostato in Polonia, nazione sull’orlo del crack come parte dell’est Europa, azienda che segue, nelle scelte, l’Olimpias (gruppo Benetton) pronta a trasferirsi, invece, in Tunisia.

L’elenco dell’industria che va via, potrebbe essere lungo così come quello dei lavoratori che di conseguenza si trovano all’improvviso senza lavoro. Migliaia di famiglie espulse da ogni possibilità di sostentamento, nel nome di una globalizzazione a vantaggio solo di alcuni. Infatti non sono stati globalizzati i diritti, ma solo le speculazioni, cosicchè laddove  le garanzie per chi lavora diventano inesistenti vale la pena, nel nome del profitto più che mai senza scrupoli, spostare sedi e macchinari: alla faccia, magari, dei contributi incamerati grazie agli enti locali del paese di origine.

Vi sono frontiere da depredare o tramite l’apertura di sportelli bancari (ed all’improvviso chiusi, come in Ucraina l’Unicredit ed Intesa) o per mezzo del maggior sfruttamento del lavoro altrui. Il tutto grazie all’aiuto di normative che favoriscono il “far west” per alcuni e le ronde, contemporaneamente, per altri.

Da due anni abbiamo depositato in Regione, un progetto di legge che interviene sulla materia delle delocalizzazioni, laddove l’ente ha erogato contributi i sostegno. Una legge semplice: hai preso contributi, allora ti impegni a ripsettare la collettività che te li ha erogati, se invece scappi via l’azienda rimane a noi.

Un testo premiante nei riguardi degli imprenditori seri, che tra l’altro approvano l’iniziativa, e dei territori; al contario punitivo per i pirateschi speculatori. Un testo che giace nella commissine, che presiedo, poichè ad alcuni assessori non piace a causa del tentativo di regia pubblica sull’economia che, il testo di legge, porta con se.

Chissà quando una certa sinistra riaprirà i propri occhi sulla realtà che la circonda?

Pubblicato in Lavoro | Nessun commento »

Caso Grinzane: cambiamo aria al salotto della cultura.

Scritto da juribossuto.it il 17 febbraio 2009


Pur nella cautela dovuta che bisogna usare quando un’inchiesta della magistratura è in corso, ritengo che la questione di Giuliano Soria e del Grinzane Cavour possa servire a mettere in discussione l’architettura di molti “professionisti della cultura” che operano nella nostra Regione.Mi pare innanzitutto vada fatta chiarezza su chi usa la facciata dell’associazionismo per creare vere e proprie società/industrie della cultura. Bisogna invece valorizzare al meglio l’associazionismo diffuso, reale, portatore di idee nuove ed innovative, quello che non è solo facciata o, peggio, un riferimento politico.Inoltre non si può permettere quello che emerge con forza dagli articoli giornalistici ovvero che in in una grande associazione come il Grinzane Cavour i lavoratori siano pagati in nero o non pagati del tutto. Le persone che diffondono saperi e cultura devono essere integerrimi nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori, devono avere una spiccata qualità morale e sociale. Dobbiamo davvero porre attenzione su un mondo che rischia di diventare baronale, un salotto dove gli invitati sono i soliti noti. Infine si impone una riflessione sulle politiche culturali attuate negli anni recenti tanto a Torino quanto in Regione. La verità è che oggi un intero modello di politica culturale mostra la corda. E cioè la politica culturale basata sui “grandi eventi”, sulla progettazione di manifestazioni costosissime e che riducono la cultura a “spettacolo”, facendone un bene di investimento come un altro. La nostra idea di cultura è diversa. Per noi la cultura è costruzione di coscienza civile, di sapere critico, possibilità di lavoro non basato sullo sfruttamento, in un mondo della cultura a cui è giunta l’ora di fare cambiare aria al “salotto”.    

Pubblicato in Cultura | Nessun commento »

Se si perde la chiave della cassaforte, come si esce dalla stessa?

Scritto da juribossuto.it il 8 febbraio 2009

 Quando ci si chiude in cassaforte è importante avere con sé la combinazione per uscirne quando si vuole. Può capitare che si chiuda la porta blindata alle spalle, magari in seguito ad un attacco di panico, e poi si scopra di non avere a portata di mano la chiave per tornare alla libertà: in questo caso o arrivano i fabbri o si rischia la morte per asfissia, per entropia. In Italia noi ci stiamo chiudendo nella camera blindata, a presunta prova di scasso, senza verificare l’esistenza di una via di uscita, una fuga di emergenza. Il pacchetto sicurezza al varo del Parlamento regala l’idea di protezione, ma senza avere negli optional antidoti funzionali nel caso il sistema impazzisca.Certo l’opinione pubblica, stimolata a dovere con maestria da politici molto più bravi di noi a sinistra, può dichiararsi soddisfatta, ma cosa può accadere cittadino per cittadino. Nei secoli scorsi il controllo sociale era affidato a carceri disumane e presenza militarizzata delle forze dell’ordine nelle città. Malgrado ciò la delinquenza non diminuiva, anzi, vivevano solo peggio le persone: i controllati come i controllori. Sono modificando alcune condizioni di equità tra le classi, si è giunti ad una relativa sicurezza generale.Il ritorno al passato non curerà il male, molto meno acuto di come viene raccontato, nelle nostre metropoli, ma aprirà ferite nel corpo delle nostre comunità umane difficilmente curabili e pesanti negli effetti a lungo- medio periodo.Pensateci tutti. Un quadro fatto di immigrati irregolari, comodi all’industria ed ai caporali, che continueranno a fare affari, i quali malati non andranno a farsi curare per paura della denuncia a cui si vincola il medico, andando così a morire nelle cantine, nei sotterranei cittadini e trasmettendo probabilmente ceppi virali a chi incontreranno senza sapere neppure di esserne vittima.Al contempo le ronde, spesso composte da cittadini con voglia di “fare” magari anche per apparire e scaricare le frustrazioni dovute ai capo ufficio, si prenderanno cura delle nostre strade: fermando giovani sospetti per gli abiti o perché gioiosi disturbatori su pubbliche panchine. I guardiani della rivoluzione neo fascista interverranno, ma come? Allontanando, strattonando, facendo scappare uno schiaffo o un pugno? Come interverranno, e quale dei vostri figli sarà la prima vittima della presunta sicurezza?Temo che ne riparleremo presto. Temo però che quando cercheremo la chiave per uscirne, potremo inciampare su stivali neri e fez: il nuovo look a protezione dalle misure per la sicurezza. Così la cassaforte sarà la nostra tomba, anche senza decreti fuorilegge firmati da Berlusconi diretti ad assicurare la Chiesa sul fatto che non trattasi di eutanasia, ma solo strage ai danni della libertà.    

Pubblicato in Diritti | Nessun commento »

 

Bad Behavior has blocked 59 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok