CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

SITO S.p.A. di Orbassano.

Scritto da juribossuto.it il 18 marzo 2009

Noi avvertiamo, oggi, un elemento di grande novità, che riguarda il fatto che la politica abbia anticipato la Magistratura. L’azione intrapresa dalla Presidente Bresso, volta a bloccare l’acquisizione delle quote private a fronte dei 28 milioni di euro ceduti agli stessi, credo che sia forte ed importante, e che anticipi quella che sarà sicuramente un’attenzione che la Magistratura vorrà porre su questo tema: per alcuni aspetti, ha già iniziato ad essere coinvolta, perché abbiamo peraltro assistito al deposito di atti presso la Procura, sia da parte del Presidente di SITO (così ci risulta), sia da parte di alcuni Consiglieri del Consiglio di Amministrazione.La Magistratura interverrà certamente su questa partita, ma oggi la politica ha anticipato le scelte e l’attenzione che la stessa porterà avanti. Non vi sono critiche, dunque, sulla modalità di gestione della Presidenza. Semmai, può essere mossa una critica sul coinvolgimento dei Consiglieri, sul fatto che il Consiglio spesso non è coinvolto, non sa o non è al corrente, o che le Commissioni intervengono a cose fatte, fornendo talvolta poche informazioni: è colpa di noi Presidenti o dei Consiglieri stessi che non sempre si attivano; è colpa anche di un meccanismo che, da questo punto di vista, non è certo tra i più efficaci. Spesso apprendiamo anche noi le notizie dai giornali, e non è mai piacevole. Comunque, non mancano certo i paradossi in questa vicenda - e sono tanti - a partire da quelli relativi ad un contratto, quello citato più volte anche dal collega Rossi, che ha avuto la firma di soci di minoranza, tra l’altro, i quali decidono; le due quote di Finpiemonte e SOCOTRAS non arrivano al 51% (all’epoca le quote erano ancora della Regione, ed erano in sovra-unità alla stipula di quel contratto). Abbiamo quindi il paradosso di due soci che decidono per tutti la scissione e l’uscita della società, dando vita ad un documento che è, di fatto, secretato a tutti, anche ai Consiglieri di Amministrazione. Ci risulta che abbiamo avuto noi, come Consiglieri, il documento prima degli stessi Consiglieri di Amministrazione, ossia dei nostri rappresentanti pubblici in SITO. Questa è un’altra grave anomalia. Il fatto che questo documento circolasse, fosse pubblicato dai giornali e che i nostri Consiglieri pubblici in assemblea non ne avessero traccia, è una grossa anomalia. Oltre, naturalmente, al paradosso delle quote percentuali, in merito alla quale subentra un’altra anomalia: di solito, una minoranza che va via entra nella trattativa. La quota di minoranza solitamente non ha un valore: ci spiace dirlo, ma è vero. Su altri aspetti sono molto distante dal pensieri del collega Rossi, ma questa è sicuramente un’affermazione di fatto, ed è proprio il diritto societario - il Codice Civile - che ce lo insegna. C’è una trattativa in corso, quindi ben vengano le perizie. Tra l’altro, sarebbe opportuno disporre sempre di due perizie, perché si parla di due interessi contrapposti, ossia quello del pubblico e quello del privato. Ma si può anche decidere che nel dare e avere, nell’offerta e nella domanda, quelle quote valgano anche solo - paradossalmente - 100.000 euro. Anche perché i privati - questa è un’altra piccola anomalia - tra la distribuzione del profitto (gli utili), i loro investimenti e le quote distribuite, hanno già avuto modo di far valere il loro investimento. Se mai fosse avvenuta la sciagura di questa scissione a 28 milioni, avrebbero avuto una ulteriore valorizzazione (moltiplicata al loro investimento, parliamo addirittura di 43 volte!). Si tratta, dunque, di un grande vantaggio per i privati e, forse (anzi sicuramente) un grande svantaggio per il pubblico, che, ancora una volta, avrebbe rimesso dei soldi del contribuente - soldi nostri, senza voler essere demagogici - a vantaggio di arricchimenti da parte del privato. Avvertiamo quindi un’anomalia in questo primo contratto, che precede già un arbitrato di 500.000 euro (poi ridotti a 350.000) su una causa che era da vedere se andava vinta o persa. Emergono una serie di contraddizioni e di paradossi. Spunta anche la cosiddetta “contraddizione Tealdi”, scusate il nome, quella relativa al consulente, che già redige una perizia per la Regione Piemonte, in più SITO gli affida l’incarico di una seconda perizia, che richiede addirittura l’ausilio di un tecnico esperto in valori immobiliari (tecnico che per la Regione Piemonte non ha speso, ma in questo caso pensa di avvalersi anche di questa figura), e presenta fattura. Quindi, se c’è un atteggiamento da verificare, credo che sia proprio quello in capo al professionista stesso, che forse - uso il condizionale, perché non sono un giudice - ha peccato un po’ di leggerezza. Sarà comunque compito di chi avrà il dovere di giudicare - magari proprio l’ordine professionale a cui appartiene il professionista - la legittimità della presentazione di una parcella (che tra l’altro varia da un minimo di 70.000 euro in su) in merito a questa seconda perizia che, secondo alcune notizie di giornale, oltre che alcune segnalazioni all’interno del Consiglio di Amministrazione, pare essere la “fotocopia” dell’altra perizia. Qualcuno, scherzando di fronte al Presidente SITO, diceva: “Sì, abbiamo risparmiato”. Qualcun altro diceva ancora: “Sì, ma forse con le fotocopie si risparmiava addirittura di più rispetto a questa opportunità”. È un’altra eventualità da prendere in conto.Non dimentichiamoci però del privato: va bene controllare il pubblico, ma ogni tanto sarebbe opportuno dare un’occhiata anche agli atteggiamenti del privato, anche quando questo è un professionista (forse ancora di più).È una vicenda alquanto contorta e per quanto riguarda le sue premesse, ci chiediamo anche qual è stato il ruolo dei nostri Consiglieri pubblici, ossia i Consiglieri del Consiglio di Amministrazione, che sicuramente sono state le “vittime” di una mancanza di trasparenza. Non è cosa da poco il fatto che atti di una società privata siano qua a nostra disposizione, come Consiglieri. Tutto sommato, sono atti di una società, per cui bisogna capire fino a che punto il diritto nostro arriva a possedere quei documenti. È una concessione? Va bene, ne siamo grati, però è anomalo che i Consiglieri pubblici di quell’ente non potessero avere quei documenti in visione. Questa è una grave lacuna di trasparenza che credo debba preoccuparci non poco.Nel verificare il loro atteggiamento, occorrerebbe anche visionare i verbali, poiché quelli distribuiti in questa occasione sono un po’ stringati. A noi risulta, per esempio, che da luglio alcuni Consiglieri abbiano dato vita ad una battaglia con la Presidenza di quella società; battaglia che penso risulti anche dai verbali. Mi ero fatto carico anche di una richiesta in II Commissione affinché venissero auditi anche i Consiglieri di SITO, perché si deve sapere qual è stata la loro posizione. A noi risulta che l’opposizione dei Consiglieri di minoranza non sia stata molto combattiva, se non in questi ultimi giorni. È strano, ma si sa che in politica ci sono delle alchimie o delle manovre oltre che machiavelliche, che legittimano anche atti di questo tipo, magari per coprire (politicamente), per fare, per aiutare o mettere qualcun altro (politicamente) nei guai. Chi lo sa cosa c’è alla base di queste belle e sante manovre !Mentre altri Consiglieri, che hanno avuto meno visibilità ma che hanno lavorato mostrando forse un’attenzione più leale verso il pubblico, quindi meno portata al clamore… Ma la battaglia è difficile nei Consigli di Amministrazione, non è come quella politica: solitamente è una battaglia astiosa e complessa. A mio avviso, sarebbe interessante chiedere a questi Consiglieri la loro opinione e la loro attività. Sono sicuro che rimarremmo sorpresi nell’osservare un ribaltamento, nel vedere che i Consiglieri cosiddetti “espressi” da una certa parte del Consiglio hanno dato prova di grande combattività, mentre altri - forse - non tanto, se non all’ultimo momento. Questo è un altro punto che sarebbe bene che la II Commissione verificasse nel suo momento di inchiesta e di discussione. La politica, che in questo caso ha giocato sicuramente di anticipo, ma che altre volte dovrebbe davvero tenersi lontana da queste sedi amministrative, da questi luoghi, o perlomeno dovrebbe essere garante e prestare attenzione per evitare scivoloni come quello che per poco non si stava facendo, dovrebbe essere magari più vigile a non mescolarsi troppo con dinamiche che danno adito a delle letture molto ambigue, pericolose, molto vicine agli accertamenti della Magistratura di cui abbiamo parlato prima. La politica dovrebbe essere in grado, ogni tanto, di fare un passo indietro, di essere meno strumentale a certi ambiti all’interno di questo Consiglio ed essere più in grado di fare il suo lavoro di verifica, senza rispondere a dei legami non sempre chiari e non sempre limpidi. Naturalmente, in questo contesto, noi ribadiamo che sarebbe opportuno far luce - questo è indubbio - e bloccare la cessione, specialmente su cifre di quel tipo, che ci paiono assurde, anche se forse sono il frutto di un appalto mancato da parte di SOCOTRAS per quanto riguardava alcuni capannoni, che ha creato un po’ di animosità.Tutto sommato, riteniamo opportuna una verifica sugli esponenti pubblici, a partire dal Presidente di SITO.Siamo convinti che non si debbano cercare capri espiatori, in questa occasione facili; non si deve colpire qualcuno grazie a legittime manovre politiche, magari ben architettate. Occorre verificare questa mancanza di trasparenza e attenzione non tanto da parte di un Consiglio, ma, forse, di chi riveste un ruolo esecutivo importante, quale il Presidente, che mi pare esca da questo dibattito “intoccato”, assolutamente come se fosse inesistente.C’è un Presidente, che è responsabile, pertanto riteniamo utile un azzeramento del Consiglio d’Amministrazione, della parte pubblica naturalmente, a partire dal suo Presidente, che, tra l’altro, avrà modo in opportune convocazioni di chiarire la ragione di alcune scelte e atteggiamenti all’interno del Consiglio stesso.Grazie, Presidente; chiedo scusa per aver superato il tempo a mia disposizione.  

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