CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Cabind e Stabilus: la soluzione può essere l’autoimprenditorialità.

Scritto da juribossuto.it il 6 maggio 2009

     Da alcuni mesi osserviamo, quasi impotenti, l’estinzione  di molte realtà produttive piemontesi. La delocalizzazione di stabilimenti, o la loro chiusura, poiché ritenuti insoddisfacenti nei profitti, sono un vero e proprio dramma, che lacera territorio e famiglie dei lavoratori.Quando un’attività produttiva chiude, l’ammortizzatore sociale destinato ai dipendenti, conseguente a mobilità o licenziamento, è spesso la misura più immediata da attivare, pur rimanendo una soluzione parziale.L’impoverimento del territorio, derivante dall’abbandono produttivo, equivale sempre alla sua condanna a morte. Chiudere uno stabilimento equivale all’avvio di un pericoloso effetto domino che, lentamente ed inesorabilmente, allarga di giorno in giorno la rosa dei soggetti interessati: gettando sul lastrico numeri esponenziali di famiglie e,inoltre, nella disperazione decine di piccoli comuni.Le amministrazioni locali, nella maggioranza dei casi, reagiscono unendo le forze ed intraprendendo tutte le vie possibili, dirette ad alleviare i danni subiti dai loro concittadini.Ne abbiamo un recente esempio guardando le convenzioni stipulate in molti comuni della Valle Susa: un modo per tentare di arginare i devastanti effetti di una guerra silenziosa, la guerra dichiarata da multinazionali senza troppi scrupoli e delocalizzazioni selvagge.Occorre vivere questa situazione come una vera emergenza regionale: una situazione su cui concentrare le forze e le attenzioni dell’istituzione Regione. Porre al fianco dei comuni e delle comunità montane strutture organizzative e fondi per arginare, frenare, la deriva occupazionale a cui quotidianamente assistiamo.Da questa premessa nasce una proposta assolutamente fattibile e non afflitta da facile demagogia: intraprendere un percorso di intervento pubblico, che veda quali realtà su cui agire, per ora in modo “sperimentale”, l’azienda Cabind di Chiusa San Michele e lo stabilimento Stabilus sito a Villar Perosa. Un esperimento, quindi, da incentrare presso due realtà molto simili nelle caratteristiche strutturali e nelle cause della loro chiusura, ossia delocalizzazione della produzione in altra area con conseguente perdita del posto di lavoro per 70/80 operai, per ognuna delle due sedi. L’invito, rivolto alle istituzioni ed in prima battuta alla Regione Piemonte, è quello di inaugurare nelle due sedi industriali, esperienze di autoimprenditorialità: investire quindi fondi pubblici non solo in ammortizzatori sociali, ma nell’obiettivo di riavviare la produzione e mantenere l’occupazione.Grazie all’intervento regionale, e preso atto delle dichiarazioni espresse dalla proprietà (soprattutto Cabind) in cui si ribadiva disinteresse per produzione e macchinari presenti nelle officine, sarebbe possibile finanziare e favorire, coprendo alcune spese legate all’attività industriale, l’organizzazione dei lavoratori in entità idonee al mantenimento dell’iniziativa produttiva. Una piccola spinta ad un motore che potrebbe, appena caldo, funzionare da solo in maniera ottimale per assicurare la tenuta del tessuto industriale in zone a rischio di “saccheggio” speculativo.Inoltre la montagna stessa necessiterebbe di stimoli alla nascita di gruppi, organizzati, capaci nel ricavare sostentamento da risorse troppo spesso abbandonate a sestesse: boschi, sentieri, turismo ambientale. Anche in questo caso, investire fondi pubblici per avviare esperienze capaci di valorizzare i percorsi montani, l’incontro tra natura e turisti, “far respirare” i boschi è cosa realmente utile: azione positiva di ausilio ai territori ed alla creazione sostanziale di occupazione.  Poche righe per chiedere, ai destinatari della presente, un pizzico di coraggio in più nell’affrontare una situazione che ogni giorni si fa maggiormente drammatica: sia per i territori che per le tante famiglie private di qualsiasi prospettiva futura. 

          

 

Lascia un Commento

XHTML: Puoi usare i questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 

Bad Behavior has blocked 256 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok