CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Amici, digitale e Piazza San Carlo: elementi di riflessione.

Scritto da juribossuto.it il 12 maggio 2009

Siamo alla vigilia del passaggio da analogico a digitale del segnale televisivo: tra pochi giorni si compirà la rivoluzione tecnologica, portando con se tutto il suo gravoso carico destinato, pare, a ricadere sulle schiene dei cittadini piemontesi.

Al fine di favorire l’informazione in merito all’evento, Mediaste porterà in Piazza San Carlo, Torino, un concerto di raro e gran pregio: canteranno gli “AMICI” di Maria De Filippi.

Non voglio entrare in merito alla qualità del programma televisivo “Amici”, se dovessi farlo potrei optare alla rinuncia del beneficio di qualsiasi segnale tv, ma all’uso discutibile che ancora una volta si attua della piazza “cuore” di Torino. Viene da sorridere pensando all’esborso pubblico, e collettivo, impegnato al miglioramento delle opportunità di segnale offerto, quasi gratuitamente, ai tanti programmi “spazzatura” che oggi intasano l’etere demaniale, sorriso amaro se si vuole riflettere sul fatto che in futuro saranno più numerose le frequenze da occupare con palinsesti da delirio mentale, ma aumenta ancor più lo sconcerto meditando su un dato importante: il fatto che il salotto buono torinese non sarà, neppure minimamente, interessato  dalla Fiera del Libro nei giorni dello svolgimento della stessa, bensì messo a disposizione di improvvisati cantanti posti innanzi a ragazzini strillanti. 

Molti amministratori pubblici dicono che Torino ha le carte in regola per diventare la Città della Cultura, malgrado i gravi tagli contributivi che il Regio sta subendo, non concretizzando però tale intenzione anche con un coerente uso di Piazza San Carlo. Un turista che voglia attraversare l’agorà barocca del Caval ‘d Brons, potrebbe facilmente perdersi tra mostre di nuovi modelli automobilistici o motoscafi; potrebbe perdere il suo orientamento in mezzo allo svolgimento di concerti Karaoke; potrebbe inorridire nel bel mezzo di una festa modello pro loco di un piccolo comune.

Forse la martoriata Piazza San Carlo, o meglio la trasformazione in brutta vetrina che se ne fa rappresenta bene questa nostra metropoli. Una citta’ legata alla sagra paesana, incapace di spiccare il volo evitando, al contempo, i salotti asfittici della Torino che conta. Una citta’ in cui il cuore e’ scosso da chiusure di locali storici, in seguito a verifiche della Finanza, ed eventi la cui assenza sarebbe, addirittura, salutata con piacere.

 

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