Estratto intervento consiliare su vicenda Iran.

Anche io molto brevemente volevo giustificare il mio voto di presenza, che non è assolutamente una condivisione verso un regime oscurantista e teocratico, quale quello iraniano, dove le persone vengono impiccate con velocità inquietante. La parola “regime” già provoca un sentimento di condanna, ma quando, come spesso avviene, il regime si sostiene con la pena di morte, la condanna è senza alcun dubbio assoluta. Il regime che applica con facilità la pena di morte agli oppositori, il maltrattamento delle donne e dei soggetti deboli non porta assolutamente ad esprimere alcuna solidarietà. Allo stesso modo, ogni forma di repressione deve sempre essere condannata sia quando avviene in Italia - ricordo i fatti di Genova - sia all’estero. Pertanto questo ordine del giorno è condivisibile, ma sottolineo che la violenza deve essere sempre condannata: non si deve godere quando avviene fuori casa e dispiacersene quando accade a casa propria.Oltre al ricordo delle vittime e alla solidarietà nei loro confronti, chiedo di prestare attenzione ad appoggiare incondizionatamente leader come Mousavi e altri, che hanno ben poche differenze con il regime stesso che criticano. Stiamo molto attenti perché spesso e volentieri queste opposizioni ci portano a sposare posizioni che in futuro si possono rimpiangere. È avvenuto con il caso dell’Ucraina quando si affidò quel Paese ad un regime che, poi, la storia definì corrotto, con il quale noi, purtroppo, solidarizzammo: ricordiamocelo!Questo è il motivo del mio distinguo e, di conseguenza, anche del collega compagno Dalmasso.

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