CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Archivi per luglio, 2009

Come odio ed indifferenza distruggono la comunità umana.

Scritto da juribossuto.it il 9 luglio 2009

I fatti avvenuti nei giorni scorsi presso la Cascina Giajone sono gravi e preoccupanti. L’aver agito alcuni giovani in modo tale e quale a quello di un branco, di una squadraccia di picchiatori, ai danni di un cittadino del quartiere la cui unica responsabilità, se così vogliamo definirla, è quella di essere di un color di pelle diverso dal bianco è atto che richiama alle nostre menti scene, ed immagini, di un passato oscuro e razzista che speravamo, con il progresso e l’istruzione collettiva, di aver lasciato alle nostre spalle per sempre.

La cascina Giajone è luogo pubblico, nonché sede della circoscrizione 2, Santa Rita- Mirafiori Nord, di cui mi pregio essere stato presidente dal 2001 al 2006. Da sempre è luogo di ritrovo giovanile ed anche spazio pubblico estivo: le due cose, seppur con qualche difficoltà di tanto in tanto, hanno sempre convissuto pacificamente. Poteva accadere di incontrare gruppi di ragazzi “difficili”, come è avvenuto ad esempio in un centro giovanile in cui le incursioni ai danni di altri giovani sono state all’ordine del giorno per un mese circa, ma educativa di strada, vigili di prossimità, forze dell’ordine ed istituzioni sono sempre riuscite a creare un clima costruttivo di confronto e riduzione dei danni: attivando in tal modo una sorta di controllo non repressivo ma efficace di quello che possiamo definire “disagio”.

Episodi di razzismo, di tale portata, non se ne erano mai annoverati, in un quartiere quale “la Due”  che nel tempo era cambiato molto: da rione storico a luogo aperto all’immigrazione soprattutto della seconda generazione. Per queste ragioni l’aggressione è stata per me una doccia gelata, da togliere letteralmente il fiato.

La domanda è sempre solo quella: perché. Noia, solitudine di gruppo e mentale, non conoscenza e cecità mista a diffidenza verso il mondo esterno al proprio: sono ipotesi tra le tante  che non devono nascondere il dovere di vigilanza da parte delle famiglie e delle istituzioni pubbliche verso un’alienazione sociale che genera frutti mostruosi, ossia micidiali “spappolamenti” delle comunità. 

Tra le grida disperate di una bambina, un uomo è stato aggredito e ferito pesantemente a sangue freddo. Quell’uomo è finito in ospedale dove alcune ferite non si rimargineranno: sono le ferite inferte alla fiducia nel vivere in una città fatta di persone “umane”, priva di stupidità e miserie varie. Sarà impegno doveroso di tutti noi dimostrare che le istituzioni, le persone saranno in grado di correggere la lucida follia che a volte essi stessi producono (magari sullo stimolo di convenienze strumentali politiche).

Una fiducia da consegnare anche ai profughi attualmente destinati a via Asti: persone che hanno imparato, purtroppo, a soffrire in silenzio, vivendo la loro esistenza tra l’essere cacciati e l’essere guardati con sospetto. Magari invece di pensare solo come mandarli via, non sarebbe male che i cittadini del quartiere provassero almeno a guardarli in volto: come si fa quando si tratta di uomini e donne in carne ed ossa. Uno sguardo umano da cui magari far nascere un dialogo che conduca alla tutela dei profughi stessi e dei cittadini residenti in zona. Con dialogo e regole condivise la convivenza di ogni comunità è garantita sino al divenire inviolabile, non spappolabile.

   

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Dormitori: ipotesi di chiusura strada Castello Mirafiori.

Scritto da juribossuto.it il 5 luglio 2009

OGGETTO: chiusura dormitorio di Strada Castello di Mirafiori, Torino. 

Premesso che:

-a fine aprile, il comune di Torino ha deciso unilateralmente di chiudere il dormitorio di Strada Castello di Mirafiori (24 posti letto) e di altre strutture più piccole;

-tale decisioone porterà ad una perdita complessiva di circa 50 posti letto e di una decina di posti di lavoro. La scelta è stata motivata come una taglio doloroso, ma “NECESSARIO”, dovuto al bilancio in rosso del comune stesso;

-si ritiene la scelta in oggetto grave, poiché la partita in gioco comprende orizzonti ben più vasti, che coinvolgono il panorama del sociale a Torino, e, nello specifico, le politiche di Bassa Soglia e di Riduzione del Danno;

-gli effetti degli impegni finanziari olimpici, uniti alla crisi economica non devono essere sempre pagate dai cittadini, riducendo i servizi, e dai lavoratori meno garantiti.  

  INTERROGA

la Giunta regionale,

per sapere: 

  • quali misure alternative possa adottare per porre rimedio alle conseguenze sociali derivanti dai tagli che il Comune di Torino, così come altri enti in Piemonte, sta realizzando nelle politiche riguardanti il welfare;
  • se è ipotizzabile, in seguito alla decisione in oggetto, una riduzione dei trasferimenti regionali, quali ad esempio i fondi destinati al contrasto dell’emarginazione, diretti al comune di Torino; cosicché indirizzare gli stessi contributi alle realtà virtuose che tenacemente non arretrano nella lotta alle povertà.

        

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Estratto intervento consiliare su vicenda Iran.

Scritto da juribossuto.it il 5 luglio 2009

Anche io molto brevemente volevo giustificare il mio voto di presenza, che non è assolutamente una condivisione verso un regime oscurantista e teocratico, quale quello iraniano, dove le persone vengono impiccate con velocità inquietante. La parola “regime” già provoca un sentimento di condanna, ma quando, come spesso avviene, il regime si sostiene con la pena di morte, la condanna è senza alcun dubbio assoluta. Il regime che applica con facilità la pena di morte agli oppositori, il maltrattamento delle donne e dei soggetti deboli non porta assolutamente ad esprimere alcuna solidarietà. Allo stesso modo, ogni forma di repressione deve sempre essere condannata sia quando avviene in Italia - ricordo i fatti di Genova - sia all’estero. Pertanto questo ordine del giorno è condivisibile, ma sottolineo che la violenza deve essere sempre condannata: non si deve godere quando avviene fuori casa e dispiacersene quando accade a casa propria.Oltre al ricordo delle vittime e alla solidarietà nei loro confronti, chiedo di prestare attenzione ad appoggiare incondizionatamente leader come Mousavi e altri, che hanno ben poche differenze con il regime stesso che criticano. Stiamo molto attenti perché spesso e volentieri queste opposizioni ci portano a sposare posizioni che in futuro si possono rimpiangere. È avvenuto con il caso dell’Ucraina quando si affidò quel Paese ad un regime che, poi, la storia definì corrotto, con il quale noi, purtroppo, solidarizzammo: ricordiamocelo!Questo è il motivo del mio distinguo e, di conseguenza, anche del collega compagno Dalmasso.

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