CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Ancora Ferragosto in carcere: nel dettaglio di Biella ed Ivrea.

Scritto da juribossuto.it il 16 agosto 2009

Il Consigliere Bossuto, insieme alla militante Radicale Jolanda Casigliani, si è recato nella giornata di Ferragosto negli istituti penitenziari di Biella ed Ivrea, aderendo in tal modo alla giornata “Ferragosto in carcere” indetta dal Comitato Radicale Nazionale.“La giornata di Ferragosto ha offerto l’opportunità di recarci in una giornata calda, e di desolazione nelle principali città piemontesi, all’interno di due istituti carcerari, con lo scopo di osservare lo stato di “salute” in cui gli stessi versano, nonché le condizioni di vita dei detenuti, in essi ospitati, e degli agenti di polizia penitenziaria che operano nei medesimi”.“Pur trovandoci, sia  a Biella che ad Ivrea, in situazioni di non grave allarme per quanto concerne l’oramai usuale sovraffollamento carcerario, purtroppo abbiamo constatato che anche in tali realtà l’uso originariamente singolo delle celle si è lentamente trasformato in aree di detenzione destinate a due detenuti, non garantendo così i sette metri quadri a persona.”

“Si è potuto osservare, inoltre, la carenza grave di fondi in capo alle case di reclusione, un taglio tale da non potere più fornire, agli ospiti, carta igienica e strumenti destinati alla pulizia delle celle. Anche i farmaci pare scarseggino così come il sostegno psicologico ai detenuti che ne necessitino. A questo si aggiunge la scarsa presenza di educatori e di attività giornaliera indirizzata alla lotta contro la forzata inedia, ed a favore dell’inserimento sociale (come rilevato specialmente a Biella, mentre ad Ivrea un laboratorio tipografico offre buone possibilità di attività diurna)”.

“Ambedue le visite sono state caratterizzate da episodi di “battitura”, ossia una forma pacifica di protesta indetta dai detenuti, consistente nel battere una contro l’altra pentole ed altri oggetti metallici. Un clima che ha ben evidenziato le condizioni di stress in cui operano gli agenti di polizia penitenziaria. Un’attività di per sé complessa, resa ancor più difficile dal sotto organico perenne  unito all’assenza di fondi che si concretizza in mancati pagamenti salariali e il  quasi “fai da te” nel comporre il proprio vestiario: condizioni oggettivamente impossibili che sembrano peggiorare di giorno in giorno”.“Noi speriamo che  esperienze come quella di Ferragosto portino presto parlamentari e opinione pubblica a meditare meglio in merito a concetti quali “sicurezza” e “pena carceraria”: concetti sempre ricchi di demagogia e sempre slegati da ogni visione sociale e concreta; concetti che nulla hanno a che fare con la difficile realtà che  circonda quotidianamente il mondo carcerario e giudiziario (come sembra insegnare anche la “non gestione” della Cassa Ammende).”  

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