Legge regionale elettorale: un sarto per cucire addosso ai partiti la legge loro più consona!
Le nuove suggestioni in merito alla proposta di nuova legge elettorale, presentate dal Presidente del Consiglio Regionale Gariglio, si presentano quali punto di partenza, seppur a tratti pericoloso per il confronto democratico, all’avvio di una nuova fase del dibattito in corso in seno l gruppo di lavoro che si occupa della legge elettorale.
E’ doveroso rilevare il peso preponderante dei gruppi consiliari maggiori, i quali sembrano non voler rinunciare alla possibilità di contare su maggioranze bulgare nella prossima legislatura; possibilità unita alla recente approvazione di un regolamento assembleare che limita di fatto molto la discussione in aula.Il non aver voluto ad oggi rinunciare alle soglie di sbarramento ed il contare due volte i voti presi dalle liste, nel momento in cui si attribuiscono i seggi del listino, sembra condurre sulla strada dell’ennesima legge elettorale cucita su misura in base al principio di non disturbare mai il manovratore.La proposta di consegnare fondi specifici ai gruppi consiliari che eleggono donne in regione, pare lesiva gravemente della dignità di chi da anni conduce lotte sacrosante in difesa del principio di parità di genere, nonché assurda se legata alla discussione in corso sui costi della politica.Alcuni alfieri delle battaglie dette di “Sinistra”, fatte da chi però milita nel PD sedendo in poltrone istituzionali, dovrebbero riflettere su spazi democratici che si restringono di giorno in giorno, anziché dare lezioni ad altri cavalcando lotte strumentalmente moralistiche.