CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Archivi per settembre, 2009

La Vita umana contrasta con la cultura attualmente in voga?

Scritto da juribossuto.it il 13 settembre 2009

Ho avuto modo di vedere il “dopo” del drammatico incidente che ha causato l’assurda morte di una donna in corso Cosenza a Torino. Lo scenario era davvero raccapricciante, il tratto di corso Cosenza adiacente a via Buenos Ayres, si presentava simile ad un’area di guerra: rottami a terra, scarpe ed un casco sparsi intorno ai resti di una moto e tanto sconcerto intorno misto ad un silenzio irreale.

E’ cosa vera: spesso i cittadini hanno richiesto i dossi in quel tratto do strada: una strada che sin da piccolo ho visto segnata da eventi disastrosi come quello ultimo. Dal balcone di casa mia ho assistito alle conseguenze di innumerevoli arrotamenti, sia in prossimità dei grandi incroci di via Gorizia e Tripoli, sia in corrispondenza del tratto che porta al mercato coperto di via Don Grioli. Vero anche che la risposta del Comune, e conseguentemente della Circoscrizione Due, alle richieste dei residenti è stata sempre legata alla impossibilità di collocare i dossi causa contrarietà dell’atto alla legge, a cui si unisce, quasi sempre in seguito, il malumore dei cittadini residenti nei pressi di dossi artificiali: malumori dovuto al frastuono che di notte questi producono.Quando in occasione dell’evento olimpico si pose mano ai viali alberati centrali di corso Cosenza, collocando i famosi massi a scapito dei parcheggi, la Città perse una valida occasione per ristudiare il corso stesso, sia a livello urbanistico che viabile, dedicandosi solo a brutti rattoppi olimpionici.

Certo è, comunque, che la dinamica dell’incidente mortale di ieri è tristemente classica: strisce zebrate, pedone passa affidandosi alla segnaletica, si ferma un primo mezzo mentre il secondo, incurante di tutto lo scenario, travolge colui che “sicuro” attraversa.

Mi spiace dirlo, ma ancora una volta siamo di fronte alla urgente necessità di educare molti  automobilisti e motociclisti, al rispetto della segnaletica nonché, soprattutto, al rispetto della Vita altrui. Vita altrui quale bene assoluto e fondamentale: da mettere prima di ogni altra cosa e specialmente a cui dare priorità nei riguardi di fretta, velocità ed arroganza personale unita ad incoscienza totale del tipo “tanto non capita nulla”.  

  

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Legge regionale elettorale: un sarto per cucire addosso ai partiti la legge loro più consona!

Scritto da juribossuto.it il 13 settembre 2009

 

Le nuove suggestioni in merito alla proposta di nuova legge elettorale, presentate dal Presidente del Consiglio Regionale Gariglio, si presentano quali punto di partenza, seppur a tratti pericoloso per il confronto democratico,  all’avvio di una nuova fase del dibattito in corso in seno l gruppo di lavoro che si occupa della legge elettorale.

E’ doveroso rilevare il peso preponderante dei gruppi consiliari maggiori, i quali sembrano non voler rinunciare alla possibilità di contare su maggioranze bulgare nella prossima legislatura; possibilità unita alla recente approvazione di un regolamento assembleare che limita di fatto molto la discussione in aula.Il non aver voluto ad oggi rinunciare alle soglie di sbarramento ed il contare due volte i voti presi dalle liste, nel momento in cui si attribuiscono i seggi del listino, sembra condurre sulla strada dell’ennesima legge elettorale cucita su misura in base al principio di non disturbare mai il manovratore.La proposta di consegnare fondi specifici ai gruppi consiliari che eleggono donne in regione, pare lesiva gravemente della dignità di chi da anni conduce lotte sacrosante in difesa del principio di parità di genere, nonché assurda se legata alla discussione in corso sui costi della politica.Alcuni alfieri delle battaglie dette di “Sinistra”, fatte da chi però milita nel PD sedendo in poltrone istituzionali, dovrebbero riflettere su spazi democratici che si restringono di giorno in giorno, anziché dare lezioni ad altri cavalcando lotte strumentalmente moralistiche.   

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Chivasso: si oscuri ciò che non garba al Sindaco.

Scritto da juribossuto.it il 13 settembre 2009

  “La decisione del Sindaco di Chivasso Bruno Matola di vietare la rappresentazione su Mara Cagol provoca inquietudine e disagio. Il comune dimostra di avere un rapporto ambivalente con la cultura: da una parte il Sindaco accoglie e promuove iniziative con una matrice decisamente di destra, dall’altra pare meno sensibile laddove l’attività culturale del suo comune si pone più lontana dal suo punto di vista ideologico. Al punto di dare vita ad atti dal sapore inquisitorio”.“Purtroppo, visti i precedenti, non stupisce che la forbice censoria del sindaco sia caduta su di un opera teatrale dal sapore storico e non certo apologetico, su una vicenda che narra i fatti avvenuti in anni in cui questa Italia era attraversata da fenomeni di rivolta armata. Tra questi si innesta sicuramente la vicenda di Mara Cagol, tra le protagoniste delle Brigate Rosse, che in teatro si voleva narrare tra sfaccettature storiche e personali e non solo politiche”.“Il fatto di sbarrare la porta del teatro dà l’idea di una amministratore che gestisce il suo teatro con metodi medievale e feudali. Non possiamo che augurarci, proprio in una data significativa come l’8 settembre, che anche su Chivasso scenda la luce della libertà di espressione e parola sancita dall’articolo 21 della Costituzione”.   

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Poste Italiane, scuola e trasporti: cronaca di uno sfascio annunciato.

Scritto da juribossuto.it il 13 settembre 2009

Il nuovo modello organizzativo di Poste Italiane prevede una diminuzione delle zone di distribuzione (pensiamo al ritiro raccomandate o atti giudiziari) con conseguente aumento dei carichi di lavoro per i dipendenti e scomodità e disagi per i cittadini.I punti di consegna sono pochi e creano parecchi problemi agli utenti che devono spostarsi e aspettare di più per poter ritirare le proprie comunicazioni.A Torino, ad esempio, dal primo agosto il ritiro delle raccomandate non si effettua più all’ufficio postale di zona, ma nei tre “sportelli inesitate”, in via Nizza, corso Tazzoli, corso Grosseto. Il risultato è che per ritirare una raccomandata il tempo medio d’attesa, documentato da diversi articoli giornalistici, è piuttosto alto, come ho potuto personalmente rilevare ieri. Ma non solo. Recentemente Poste Italiane, di cui il dicastero del tesoro detiene il 65% delle azioni, ha indetto una gara d’appalto al massimo ribasso per i servizi di pulizia, con una base d’asta il cui valore è già in partenza incompatibile con i costi di una persona assunta applicando un regolare contratto. Non è accettabile che aziende di proprietà pubblica diventino complici di una situazione che ripropone il tema dell’uso improprio dei contratti di lavoro o addirittura del lavoro nero e del meccanismo incontrollato di appalti e subappalti. Il Governo sta operando ad un minuzioso smantellamento del Pubblico, e la Posta e i precari della scuola ne sono due degli esempi più eclatanti.Come Presidente della Commissione Lavoro proporrò l’audizione dei vertici regionali delle Poste per tentare di porre dei freni ad uno scadimento del servizio che è sotto gli occhi di tutti i cittadini.

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Sostegno al reddito: lacune e carenze.

Scritto da juribossuto.it il 8 settembre 2009

“La discussione che si sta sviluppando sul prossimo bando sul sostegno al reddito è lacunosa in alcune sue parti”.“Se da un lato condividiamo l’esigenza di provare a coprire, seppur parzialmente,  chi non dispone di alcun sostegno ed è disoccupato da tempo, dall’altra non possiamo condividere l’ipotesi, finora emersa, di destinare tutte le risorse ai disoccupati a discapito di cassintegrati e lavoratori in mobilità, aprendo una guerra tra coloro che hanno bisogno”.“L’assessorato stima che dei 52mila precari che hanno perso il lavoro al 30 giugno e non dispongono di alcun ammortizzatore, 18mila siano registrati al’ufficio di collocamento e circa 5mila stiano al di sotto dei 13mila euro ISEE e dunque abbiano i requisiti per presentare domanda. Se il sussidio sarà di 3.000 euro l’anno, con i 15 milioni messi a bando si coprirebbero esclusivamente le domande di questi lavoratori”.“Peccato però in questo modo rimarrebbero del tutto esclusi i cassintegrati e i lavoratori in mobilità. L’anno scorso il bando ha accolto 6.157 domande e quest’anno si stima che gli interessati siano molti di più perché i lavoratori posti in cig e in mobilità sono aumentati in maniera esponenziale e drammatica. E’ dunque essenziale trovare altre significative risorse, aggiuntive ai 15 milioni messi in campo, per mantenere un sistema di sostegno e sussidio al reddito come è stato finora e, allo stesso tempo, garantire un qualche aiuto a chi è disoccupato”.“Ci pare una priorità indifferibile per una coalizione di centro-sinistra che governa la regione d’Italia più colpita dalla crisi: dal bilancio della Regione si devono trovare altri soldi – almeno 20-25 milioni - per sostenere tutti coloro che sono in difficoltà”.   

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