CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Archivi per ottobre, 2009

Atl: prima si fanno e poi si disfano, territori e lavoratori a rischio.

Scritto da juribossuto.it il 27 ottobre 2009

“Sono profondamente preoccupato – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del Prc - per la riorganizzazione che l’Atl provinciale ha pensato di portare avanti. Da una parte il Consiglio d’Amministrazione vorrebbe chiudere alcune sedi Iat di montagna, dall’altra si ridurrebbero i posti di lavoro”. “Un membro del cda nominato dal Consiglio regionale, Mauro Sonzini, ha giustamente sollevato obiezioni su questo piano di tagli. Per questo abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio Davide Gariglio di convocarlo al più presto per ascoltare le sue posizioni, che tra l’altro dovrebbero essere espressione dell’ente regionale”. “In generale la vicenda dell’Atl sembra nata male fin dall’inizio (la cosiddetta “legge Angeleri” che istituiva l’ente) e continua oggi a dare segni preoccupanti di un restringimento di un suo agire proprio quando si sperava in una ripresa della sua opera. Chiudere uffici e sedi in un momento in cui si fanno azioni per rilanciare l’attività, sembra essere un pericoloso ritorno al passato in cui rischiano di farne le spese i territori – specialmente quelli marginali e montani – e soprattutto i dipendenti. Si tratta infatti di considerare il territorio provinciale nel suo complesso per evitare, ancora una volta, che le scelte siano puramente torinocentriche”. “Per queste ragioni chiediamo dei chiarimenti per valutare la fondatezza di questi timori e le azioni che la Regione Piemonte intende mettere in campo”. 

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Libera espressione per xenofobi e neofascisti, bavaglio alle realtà vivaci di aggregazione sociale e solidale.

Scritto da juribossuto.it il 26 ottobre 2009

Alla prima tensione, qualsiasi sia la causa, la prima cosa chiesta dalla destra è la chiusura dei centri sociali. Il Sindaco ha, purtroppo, per l´ennesima volta, ribadito di appoggiare l´eventuale decisione del Viminale sullo sgombero e il via per questa operazione verrà rilasciata con grande gioia.

La scelta ci lascia per lo meno perplessi se pensiamo al giro di vite che invece non viene mai applicato a manifestazioni chiaramente di stampo xenofobo e fascista, che quotidianamente si moltiplicano. E nessuno si è mai posto problemi dinnanzi a senatori, ministri o deputati (o consiglieri comunali) che invocano l´uso delle armi (o brandiscono cinghie) contro, di volta in volta, la giustizia “rossa”, le politiche migratorie, ecc… O quando si decide di piazzare un gazebo per condannare un´azione umanitaria (ovvero l´istituzione di un ambulatorio medico per migranti) che dovrebbe essere garantita dalle istituzioni di ogni colore.
Quello che si decide invece è tentare di mettere un grave e pericoloso bavaglio su realtà vivaci di aggregazione sociale, che fanno della solidarietà e dei valori antifascisti la loro azione caratterizzante.

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Approvato odg omofobia: primo passo verso la legge regionale contro ogni discriminazione?

Scritto da juribossuto.it il 21 ottobre 2009

“L’ordine del giorno – dice Juri Bossuto –  impegna la Giunta a manifestare pubblicamente la più assoluta indignazione nei riguardi delle aggressioni avvenute ultimamente e, al contempo, la piena solidarietà alle numerose vittime delle aggressioni. Ed ancora ad esercitare tutte le pressioni istituzionali possibili perché il Parlamento riavvii al più presto l’esame della proposta di legge che introduceva un’aggravante ai reati commessi “per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”.      “Mi auguro – conclude Bossuto - inoltre che l’ordine del giorno apra la strada all’approvazione della legge regionale contro le discriminazioni che è fortemente attesa. In ogni caso il Consiglio regionale dimostra, per fortuna, di andare in controtendenza rispetto ad una cultura sociale e politica che tende a escludere e non riconoscere diritti uguali per tutti”.

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Sistema digitale: comunicato PRC

Scritto da juribossuto.it il 20 ottobre 2009

“L’iniziativa di protesta delle tv locali – dicono i Consiglieri Regionali del Prc Juri Bossuto e Alberto Deambrogio –, che hanno deciso di non invitare più alle trasmissioni di dibattito politico i consiglieri regionali per sollevare il problema della mala-gestione della Regione rispetto al passaggio al digitale, è giusta”.“Pur essendo noi le “vittime”, riteniamo infatti condivisibile l’atteggiamento delle emittenti che sono state lasciate sole nel difficile passaggio al digitale (dal punto di vista economico, di gestione, di organizzazione)”.“Le lamentele delle emittenti locali si sommano a quelle delle migliaia dei cittadini che hanno riscontrato ogni genere di inconveniente dopo lo switch-off: famiglie (e anziani in particolar modo) in difficoltà nella sintonizzazione, comuni oscurati, antennisti introvabili, ecc”.“Il nostro gruppo consiliare aveva sollevato questi problemi diversi mesi fa con interventi in aula, ordini del giorno e conferenze stampa: ci avevano bollati come “passatisti” e “non aperti alle nuove tecnologie. Ora si dimostra che avevamo ragione”.

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Circoscrizione 2: triste ritorno al passato remoto.

Scritto da juribossuto.it il 15 ottobre 2009

Sono molto amareggiato per ciò che sta avvenendo all’interno della Giunta della Circoscrizione 2, circoscrizione di centro-sinistra in cui, dopo anni di Governo, il Prc è in minoranza.Per la seconda volta in pochi anni il Presidente Stara (ex Pdci) presenta le sue non irrevocabili dimissioni.Anche in questa occasione Il Presidente uscente sarà probabilmente anche entrante. E tutto si risolverà in realtà con un rimpasto di giunta che manterrà lo stesso programma d’intenti, ma un diverso coordinatore.  E’ chiaro che le dimissioni sono strumentali per far dimettere, ancora una volta, un coordinatore, senza passare dall’imbarazzante mozione di sfiducia: in passata questa curiosa procedura aveva colpito Bottiglieri (vice presidente, appartenente al Prc). Oggi è il turno di Nicola Pomponio, coordinatore alla cultura dell’Idv. Quello che appare ai nostri occhi è in realtà una pesante lotta di dominio attuata da un presidente che non sembra voler accettare pareri in Giunta difformi dal suo. Una gestione che trasforma la Circoscrizione 2 in un vero e proprio feudo, una terra dal ricordo medievale con tanto di monarca ed Inquisizione epuratrice. In questo modo non solo non si governa un territorio, ma si dà pericolosamente adito a chi vorrebbe spazzare vie tutte le circoscrizioni con una delibera comunale. 

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Tangenziale Est Torino: trasparenza ed “ordine” progettuale alla base di un serio confronto.

Scritto da juribossuto.it il 15 ottobre 2009

Il 4 marzo 2008 la Giunta della Provincia di Torino approva la delibera 186- 19830/2008, avente oggetto:”Collaborazione con il Politecnico di Torino di carattere metodologico applicativo per la valutazione di tracciati alternativi, finalizzata alla determinazione del corridoio di minor impatto e degli indirizzi per le opere di inserimento ambientale- Tangenziale di Torino. Il 30 dicembre 2008 la Giunta della Provincia di Torino vota ed approva la delibera 1840- 64309/2008, avente per oggetto: ”Collaborazione con il Politecnico di Torino di carattere metodologico applicativo per la valutazione del miglior tracciato, all’interno del corridoio scelto nella prima fase, e degli indirizzi per le opere di inserimento ambientale- Tangenziale Torino- II fase. La delibera prevedeva che lo studio fosse consegnato al committente, da parte del Politecnico, entro quattro mesi dalla data di approvazione della stessa, cosa ad oggi non ancora avvenuta; La Regione Piemonte ha siglato nel mese di settembre ultimo scorso un accordo di programma con la Provincia di Torino con cui si consegna ufficialmente un riconoscimento unito ad ulteriore impulso all’opera progettuale della Tangenziale di Torino, seppur lo stesso sembri inserito in un contesto di articolato disciplinare più somigliante ad una pura presa d’atto anziché ad un’ azione propulsiva. Alcuni cittadini il 19 giugno ultimo hanno presentato richiesta di accesso agli atti presso l’ente provinciale cosicché poter visionare il lavoro redatto dal Politecnico, la stessa richiesta è stata fatta presso la Regione da un consigliere regionale, ricevendo un parziale diniego dovuto alla non consegna degli elaborati da parte del Politecnico stesso alla Provincia e quindi alla Regione Piemonte medesima.  

Per questo si interroga la Giunta Regionale per sapere:

  • su quali motivazioni e sulla base di quale produzione progettuale esistente, la Regione ha siglato l’ accordo di programma con la provincia di Torino in data 3 settembre 2009 (“Estratto BUR n.35 del 3-9-09”);
  • il motivo per cui sembrano sovrapporsi le due fasi di incarico al Politecnico: ossia la seconda fase dell’accordo risalente al 30.12.08, con elaborato da consegnare in 4 mesi ed attualmente non disponibile, con il contenuto presente nell’accordo Provincia Regione del 3.9.09 in cui si torna a fare riferimento alla cosiddetta II fase di progettazione; 
  • se per un’opera autostradale di così forte valenza strategica a seconda dell’istituzione provinciale, che avrà implicazioni nel sistema integrato delle grandi infrastrutture attuali e progettate per il futuro (tra cui il passante Corso Marche) sia corretto assegnare in una prima fase gli studi prefattibilità di tracciato, e poi, solo in seguito, commissionare studi di traffico e di valutazione impatto economico.

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Valledora: continua la distrazione istituzionale.

Scritto da juribossuto.it il 15 ottobre 2009

 La situazione in cui versa la Valledora, insieme ai comuni limitrofi è nota ormai a tutte le Amministrazioni pubbliche coinvolte sul territorio.La Regione Piemonte, con l’attività dell’Assessorato alla Pianificazione Territoriale, ha riconosciuto recentemente la gravità della situazione commissionando l’elaborazione di un’”Ipotesi  di Studio di Piano strategico della Valledora”.Tale ipotesi di studio,  primo documento che va ben oltre i dettami di una piano estrattivo territoriale, costituisce in realtà uno sguardo d’insieme su quella porzione di  territorio piemontese in cui insiste una situazione delicata e particolare dovuta all’alta concentrazione di insediamenti di ogni genere.Verificato che cave, discariche, Alta Capacità, cementificazione, due centrali termoelettriche, il deposito di scorie nucleari, centrali a biomasse, industrie chimiche sono il quadro che raffigura bene quanto la piana vercellese e biellese accoglie in 32.000 metri quadrati circa. Ed ancora risulta che i Protocolli di Intesa, su cui versava parte della speranza di cittadini e territorio,  siano stati disattesi dalla Provincia di Vercelli e dai Comuni di Alice Castello e Santhià, creando di fatto una situazione di stallo nel percorso di tutela dell’area stessa.

Si interroga la Giunta Regionale per sapere

 -         se la Regione possa adottare strumenti immediati al fine di intervenire sulla situazione più volte denunciata dalle richieste dei cittadini, tutelandone i diritti medesimi; 

-         se risponda a qualche verità che la situazione, già critica, in cui versa il territorio sia destinata ad una ulteriore degenerazione, anche a causa  dell’apertura di vari fronti di cava a pochi chilometri di distanza, uno dall’altra, nel tratto posto tra Livorno Ferraris e Borgo d’Ale-Moncrivello;       

  -      se mentre i Piani Estrattivi siano tecnicamente e politicamente attuati, anche sulla base dell’enorme richiesta di mercato, siano invece passati nel dimenticatoio altri strumenti quali i Piani Paesaggistici e i Piani Territoriali delle acque per i quali, ovviamente, non sussiste particolare domanda di applicazione da parte di ditte concessionarie e spesso anche da parte degli enti locali;

 -         se le ditte stesse, già presenti in zona, abbiano accelerato la loro domanda senza giustificato motivo di urgenza, dal momento che  risultano ancora numerose autorizzazioni di prelievo inerti valide, ricche, nonché di data anteriore alla presentazione delle nuove richieste;

 -         se la pura valutazione commerciale della ghiaia di quei territori, con il conseguimento profitto dei cavatori, non debba essere quanto meno parametrata, da parte di chi rilascia la concessione, al costo della protezione delle falde acquifere, degli acquedotti comunali, delle riserve d’acqua per le comunità presenti e per quelle future e di tutto il patrimonio messo a rischio dall’attività di cava; 

-         se corrisponda al vero che le voragini realizzate, in cava, risultino poi  utilizzate come siti di riempimento per rifiuti tra cui quelli provenienti dalla raccolta differenziata, la stessa che nel Biellese e nel Vercellese non pare realisticamente in grado di avviarsi concretamente, in base alle normative europeee e regionali, costituendo, forse, di conseguenza ancor più una lucrosa attività per ditte di smaltimento; 

-         se la Regione Piemonte possa permettere che un’area, appartenente al suo territorio, diventi ogni giorno di più un bacino di  conferimento per rifiuti provenienti da altre regioni d’Italia; se, al contempo, tutto questo sia accettato dalla nostra Amministrazione Regionale senza che si tenti di arginare il fenomeno a tutela della vita, della salute, dell’ economia di un territorio  e dei suoi cittadini.

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Agess: lo scandolo dei lavoratori “dimenticati”.

Scritto da juribossuto.it il 14 ottobre 2009

Le risposte all’interrogazione consegnate oggi dal vice Presidente Peveraro in merito alla vicenda Agess, ci pongono di fronte ad un paradosso o meglio ad un’ingiustizia.
Da una parte la Regione ha concluso l’iter di acquisto della Crumiere versando alla curatrice fallimentare, Dott.ssa Giuliana Barra, la somma di 1.750.000 euro + Iva, ovvero 2,1 milioni. Si sta inoltre definendo anche formalmente la cessione dello stabile in comodato d’uso al Comune di Villar Pellice con il vincolo di mantenere la destinazione prevista dai contributi europei.
Dall’altra rimane invece aperta la questione legata ai crediti che i lavoratori hanno maturato nei riguardi di Agess: una vicenda slegata, da questo punto, dall’impegno regionale, che fa i conti con l’assurdo di una legge che prevede di ripagare prima i creditori privilegiati bancari, che vantano un credito ipotecario sugli immobili, a scapito dei lavoratori stessi.
Non è dato infatti sapere quando i circa 50 lavoratori ex Agess potranno recuperare anche solo in parte i loro crediti che vanno da poche migliaia di euro a 20-25mila (stipendi non percepiti). Il recupero sembra farsi sempre più difficile.
Noi pensavamo che questa, come dice la nostra Costituzione, fosse una Repubblica fondata sul lavoro. Ci sbagliavamo: le leggi dicono che è una Repubblica fondata sul capitale e sulle banche

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Rivoli: diamo aria ai salotti, bando internazionale.

Scritto da juribossuto.it il 14 ottobre 2009

Preso atto che la sede artistica di Rivoli ha visto il rinnovo del suo consiglio di amministrazione, espresso dai soci fondatori, nominando figure istituzionali e di cultura al suo interno. Considerato che il nuovo consiglio di amministrazione inizierà presto a lavorare in attesa della nomina del direttore stesso del Castello di Rivoli, attrezzandosi per operare nella cura di iniziative destinate a guardare ben oltre i nostri confini nazionali.

L’ordine del giorno del Consiglio regionale chiede alla Giunta di operare al fine di costruire ed indire un bando di carattere internazionale, tramite cui procedere alla nomina del nuovo Direttore del Castello di Rivoli.

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Bigliettaio sui mezzi GTT: lavoro e garanzia di buon servizio pubblico.

Scritto da juribossuto.it il 6 ottobre 2009

“Le statistiche fornite dal Presidente GTT Guiati inerenti i casi di aggressione, bullismo e scippi che annualmente interessano i nostri mezzi pubblici sono allarmanti e specchio di una società sempre più conflittuale”, dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC

“La proposta di mettere telecamere ed altri aggeggi elettronici - continua il consigliere - ritengo sia atto gradito soprattutto ai produttori di questi strumenti, ma poco incline ad una reale soluzione del problema. Probabilmente l´unica misura in grado di evitare per il futuro che un cittadino privato perda la sua vita per difendere le ragioni di un autista e di tutti i passeggeri sia quello di reintrodurre la figura del “bigliettaio fisso” su ogni mezzo”.

“Si tratta - conclude Bossuto - di una figura di protezione dei viaggiatori e colleghi conducenti, di servizio per chi è sprovvisto di biglietti e anche di controllo sulla regolare obliterazione. Non possiamo delegare a cittadini volonterosi, con sviluppi drammatici, compiti che spettano all´azienda e alle istituzioni. Tra l´altro in questo modo si aumenterebbero le occasioni di impiego.”.

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