CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Archivi per novembre, 2009

Misure anti crisi: tutelare i lavoratori oltre alle imprese.

Scritto da juribossuto.it il 24 novembre 2009

La crisi ha colpito e sta colpendo in maniera pesante i lavoratori. I dati sono allarmanti: quasi il 10 per cento dei contratti a termine, nella prima metà dell’anno, non sono stati rinnovati, scende il lavoro dipendente, 100mila under 34 in tutta Italia hanno perso il lavoro. Le imprese, soprattutto le medie e piccole, sono anch’esse in situazione di forte debolezza.

Le politiche messe in atto dalla Regione nei confronti delle PMI, come la moratoria di un anno per la restituzione dei contributi concessi al sistema produttivo piemontese, sono sicuramente positivi e danno una boccata d’ossigeno. 

Dettò ciò bisogna distinguere tra imprese “buone” e imprese “cattive”, da chi è in obbiettiva difficoltà per la contrazione del mercato e il problema dell’accesso al credito e tra chi approfitta dalla crisi per licenziare e/o delocalizzare. 

Per questo come Rifondazione abbiamo presentato diverso tempo fa una proposta di legge che prevede di porre delle regole di erogazione ai contributi pubblici per le aziende, rendendo gli stessi realmente utili allo sviluppo ed alla crescita economica del territorio, al quale devono rimanere legate per un numero consistente di anni.

Mi auguro che nella discussione in corso venga prese seriamente in considerazione e possa rientrare nel “pacchetto anti-crisi. 

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Il Piemonte vara la legge che istituisce il garante per i detenuti.

Scritto da juribossuto.it il 24 novembre 2009

Finalmente approvata la legge regionale che istituisce il Garante delle persone sottoposte a restrizione di libertà personale.E’ grande la felicità per il voto favorevole del Consiglio nei riguardi di una proposta di legge che giaceva da anni negli ordini del giorno. 

La legge approvata racchiude anche il nostro testo depositato come primo atto del gruppo nel lontano 2005. Non ci speravamo più, ma per fortuna l’idea di recupero sociale di chi incontra le case penitenziarie, ha avuto la meglio sull’oscurantismo che caratterizza questi ultimi anni del nostro Paese. Il garante è un mediatore super partes (o difensore civico “specializzato”) che può efficacemente intervenire al fine di migliorare una serie di interventi, posti in essere dagli enti operanti nella realtà degli istituti di pena.

Si tratta di uno strumento in più per garantire i diritti di cittadinanza anche nella realtà difficile e drammatica del carcere e va a favore sia dei detenuti sia della polizia penitenziaria sia di tutte le associazioni di volontariato che operano in carcere.  

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Sconcertante proposta, quasi da sciacallaggio, ai danni del Gabrio.

Scritto da juribossuto.it il 23 novembre 2009

 

E’ sconcertante la proposta avanzata dall’associazione sportiva Cenisia di inglobare, nelle sue pertinenze, i locali oggi gestiti dal Gabrio.
 
Sconcertante poiché priva di un qualsiasi atteggiamento solidale tra realtà che gestiscono spazi pubblici: Cenisia non è padrona di casa, ma guarda a facili ampliamenti sulle disgrazie politiche di altri. Sconcertante poiché bene evidenzia i meccanismi con cui il Comune privatizza da tempo gli spazi pubblici.
 
Le associazioni sportive sorgono in aree comunali date in concessione; in seguito a tale atto le piccole sopravvivono a fatica nella dimenticanza comunale, mentre quelle grandi – che portano voti tramite la vecchia pratica clientelare – fanno proprie le strutture e i campi impiantando bar, attività varie e costosi corsi: il tutto quasi sempre esente tasse.
 
Così spariscono aree verdi ed impianti sportivi di base (quelli veri) in cui si fa lo sport gratis ed ora spariscono così i centro sociali.
 

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Lettera a “La Repubblica”: tra disattenzione e populismo spregiudicato svanisce la libertà di opinione.

Scritto da juribossuto.it il 23 novembre 2009

Avendo letto e condiviso in gran parte il servizio apparso su “la Repubblica”, a firma Massimo Novelli, ritengo opportuno un contributo personale al dibattito.   Ho rispettato un periodo di silenzio prima di esprimermi in merito alla recente polemica che, dopo i fatti avvenuti presso la sede locale della PDL, avvolge ancor più centri sociali e movimenti, studenteschi o no TAV essi siano.

Un silenzio dedicato al far placare animi ed intemperanze, nonché all’osservazione di ciò che accadeva nell’opinione pubblica collettiva mentre si aggiungeva, al quadro già di suo disastroso, il commissariamento politico del PD in Valle Susa. Oggi posso affermare che quel che leggo ed osservo allarma la mia mente e le mie attenzioni politiche, poiché sono certo che quella a cui assistiamo rientra nella pericolosa demonizzazione, trasversale, di ogni movimento o realtà non allineata, una demonizzazione che salva solo le aggregazioni della destra estrema le quali hanno dignità piena ed assoluta, per le nostre democratiche istituzioni, di espressione ed occupazione degli spazi cittadini. 

E’ chiaro il lavoro lento, ma inesorabile, diretto a screditare tutto e tutti coloro che si muovono per denunciare opere assolutamente inutili ed immorali, quali la Tav, o riforme assassine per cultura e sapere oltre che per il lavoro come la presunta riforma scolastica ed universitaria. E’ altresì chiaro l’agire assolutamente trasversale, ribadisco, in moto su tale direzione: agire avente l’obiettivo liberticida di zittire tutto quello che disturba il manovratore.  Con questo non mi sottraggo alla critica verso chi provoca ed, al contempo, verso chi cade nelle provocazioni; ed anche nei confronti chi crea, ad arte, climi da caccia alle streghe, vedi alcuni onorevoli legati all’ex area AN, ed a chi rischia di avallarli con atti a volte un po’ troppo emotivi e frutto spesso di trappoline ben congeniate. 

La Libertà, quella vera, nasce da drammi e sacrifici umani: fatiche immense per conquistarla, ma in Italia rischiamo di perderla, seppur senza averla conosciuta appieno, tra atti di disattenzione generale e populismo spregiudicato.  

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Comunicato stampa su Vigili e scandalo carro attrezzi.

Scritto da juribossuto.it il 22 novembre 2009

“Ancora una volta – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del Prc – la Polizia Municipale indaga e fa chiarezza al suo interno ed all’interno del Comune di Torino”.

“Come già avvenuto durante lo scandalo dei geometri comunali, anche questa volta i Vigili si dimostrano bravi nelle indagini e capaci nel non fermarsi davanti a nulla e nessuno”.

“Alla tristezza che ci coglie innanzi a presunti reati di questo tipo associati ad un disagio economico di cui la Polizia Municipale è vittima, fa in parte da contraltare la piena fiducia nei riguardi di un Corpo capace nell’agire e fare opera di trasparenza nelle proprie vicende”.

“Chissà se la Giunta aveva sentore di questo scandalo, oppure, se distratta dagli sgomberi, non si è accorta di nulla neanche questa volta”.

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Chi ama perdere tempo per screditare Plano!

Scritto da juribossuto.it il 22 novembre 2009

Fa piacere notare come nei giorni in cui impazzisce l’orario dei treni, vengono ridotte numerose corse su diverse tratte, si stabilisce che Porta Susa - appena rifatta - potrebbe servire a poco niente, e il Parlamento decreta la fine dell’acqua quale bene di tutti, un deputato (Stefano Esposito) dedichi tempo prezioso a raccogliere firme per ribadire il sì alla Tav.  

Un’azione repentinamente ideata per mettere in difficoltà il collega di partito Plano, anche con la complicità dell’altro collega Corgiat: un’azione che soprattutto rischia di fare la gioia degli industriali, già soddisfatti per l’acqua, e gettare nella disperazione il futuro della nostra collettività.


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Preoccupanti le dichiarazioni del Prefetto- sceriffo Padoin.

Scritto da juribossuto.it il 18 novembre 2009

In questa città già caratterizzata da crisi industriale e disoccupazione ci mancava, per migliorare la drammatica situazione, un Prefetto-sceriffo dal pungo di ferro (come ben sottolinea il suo curriculum). L’idea che mi ha sempre portato a difender il ruolo delle Prefetture innanzi agli attacchi di chi, come la Lega, le voleva sopprimere, era legata a una visione che faceva delle stesse un importante organo di collegamento tra Stato e Enti Locali.

Oggi mi trovo nell’imbarazzo di ribadire la difesa dell’organo a causa di come l’attuale Prefetto ricopre quella funzione. Non si può che rimanere allibiti innanzi ad un funzionario di Governo che critica chi osa dare segni di consenso (nello specifico al Regio) a chi denuncia gli sgomberi. Ed ancora più preoccupato da chi, pagato con uno stipendio pubblico frutto delle tasse di tutti i cittadini, si permette di attaccare pesantemente la magistratura e dividere i torinesi in “buoni” e “cattivi”, annunciando imminenti azioni che esulano da ogni possibile trattativa. Tutto questo mi sembra sinceramente una sommatoria di atti gravemente irresponsabili che gettano la nostra città in un clima quasi “cileno”. 

Chi ha interesse davvero a chiudere gli occhi sul grave disagio giovanile che caratterizza Torino e prestare al contempo la massima attenzione alla rimozione di questi spazi aggregativi chiamati “centri sociali”? Non essendo ancora Ghiglia il sindaco di Torino la domanda rimane aperta. Mi appello ai sinceri anti-fascisti e ai militanti dei centri al massimo senso di responsabilità e attenzione. 

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Scoperto l’arcano: è Ghiglia il vero sindaco di Torino!

Scritto da juribossuto.it il 15 novembre 2009

Sono molto preoccupato per la polemica, che di giorno in giorno aumenta, in merito ai centri sociali torinesi, una preoccupazione legata anche al momento assolutamente pericoloso per la democrazia che il nostro Paese sta attraversando da tempo. Non si tratta del solito allarmismo, ma di mille segnali che ci portano ad un revisionismo storico senza precedenti. 

Così assistiamo al paradosso di comuni che promuovono spettacoli inneggianti i fondatori della micidiale, e fascistissima, X MAS; mentre nella centrale piazza San Carlo sabato 12 novembre tra bandiere nere e vessilli falsamente patriottici i neo fascisti di Casapound (ma l’apologia di fascismo è lecita?) volantinano  protetti da ingentissime forze dell’ordine.

 In questo contesto e con i problemi che vive Torino, costretta a vendere i suoi palazzi e gioielli, favorendo opere urbanistiche che fanno cassa svilendo, al contempo, la nostra Città, pare che il padre di tutti i problemi siano i centri sociali, realtà di aggregazione in un contesto istituzionale privo di vere politiche giovanili. Quindi sgomberare tutto sembra la soluzione, chiudere quegli spazi “liberi” pare l’unico atto che distinguerà questa Città prima delle regionali. Un programma più simile quello di Ghiglia che di una giunta di centro sinistra. Un atto che segna la resa agli slogans da tempo gridati dall’estrema destra.  

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Aviapatner, Eutelia: quando comanda profitto ed irresponsabilità.

Scritto da juribossuto.it il 15 novembre 2009

La vicenda Aviaptner è emblematica di un modello attuale di gestione aziendale tutto proteso a risparmiare esclusivamente sulle spalle dei lavoratori. Aviaptner è stata senza scrupoli nello scrivere un nero futuro per i 24 lavoratori, alcuni già Sagat, che la medesima ha deciso di lasciar a casa nel quasi assoluto silenzio delle istituzioni.

Tutto era pronto in Aviaptner per esternalizzare il servizio ad una cooperativa poi rilevatasi non nella possibilità immediata di farlo, ed allora ecco che i dipendenti ritornano ad essere utili all’azienda e li si richiama in servizio.

Ancora una volta non si può che evidenziare il senso di responsabilità dei lavoratori che, solo volendolo, potevano bloccare Caselle per settimane. Al contempo però non si può evitare di sottolineare anche l’ottusa cecità di chi, Aviaptner ed istituzioni pubbliche, ha permesso un atto immorale di questo tipo. Oltre al futuro di 24 famiglie si va a compromettere l’immagine della nostra Città e della Regione. 

Molte di più sono, invece, le famiglie coinvolte nella dismissione di Eutelia. Dismissione voluta ed attuata ad hoc da una sorta di società taglia teste, ossia un’azienda quasi fantasma che acquista il ramo d’azienda Eutelia con il solo fine di chiudere e licenziare i lavoratori.

Da mesi i dipendenti Eutelia non vedono lo stipendio e neppure si sa a chi chiederlo: i fondi internazionali mascherano la proprietà che di fatto diventa non rintracciabile: situazione paradossale e senza senso frutto di leggi altrettanto assurde. 

Intanto i lavoratori Eutelia, con Phomedia ed altre ditte legate alla telefonia,  in Piemonte, come nel resto del Paese, occupano le sedi di lavoro guardando con apprensione ad un probabile taglio di luce nelle strutture o, peggio, un incursione squadristica come è avvenuto a Roma.

Non è più tempo di guardare altrove, occore guardare negli occhi chi consente situazioni di questo tipo.

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Come licenziare centinaia di persone nel silenzio assoluto: il caso Eutelia!

Scritto da juribossuto.it il 12 novembre 2009

Grazie ad un’audizione dei lavoratori il Consiglio Regionale ha avuto modo di conoscere ancor più nei dettagli la drammatica vicenda che accomuna i lavoratori Agile (ex Eutelia) ai lavoratori Phonemedia, un destino contraddistinto dall’appartenere ad un gruppo che tramite la cessione di rami d’azienda sembra abbia quale principale attività quella di licenziare i lavoratori stessi. Una situazione paradossale inerente un’azienda sana che decide di ristrutturarsi, affidando il compito ad altri, con la scusa della crisi (la dirigenza Agile ha aperto la procedura di licenziamento per 1192 persone in Italia su 1937, di cui 100 su 139 a Torino e 109 su 172 a Ivrea).

 E’ sconcertante apprendere e verificare come il pubblico continui ad avere in merito a casi come questo o simili le mani legate in virtù di una legislazione esistente che sembra quasi premiare gli imprenditori pirateschi. Nutriamo  speranze nell’agire presso il governo da parte della Giunta regionale, un’azione diretta a coinvolgere in prima persona la Presidenza del Consiglio anche con lo scopo di individuare i veri proprietari di quest’azienda. Ma al contempo ribadiamo la necessità di dotarci di leggi adeguate che sappiano premiare la buona industria, ma perseguire e colpire “cattiva”. 

Per affrontare questi problemi abbiamo votato una mozione in Consiglio Regionale. La mozione auspica che si arrivi, in tempi rapidi, alla nomina di un commissario che affronti questa grave situazione e impegna la Giunta regionale ad attivarsi al fine di coinvolgere, oltre al Ministero del Lavoro, anche la Presidenza del Consiglio in veste di Tavolo Interministeriale, per avviare una trattativa difficile con un’azienda di cui non si riesce a rintracciare la proprietà.

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