Tav: è pronta per la pubblicazione l’ennesima pagina buia della storia italiana.
Nulla a che vedere i numeri, e le motivazioni, di coloro che hanno partecipato al Lingotto oggi, con i 40.000 reali di ieri a Susa.
Se quella di ieri era una minoranza, a detta di Chiamparino, oggi allora abbiamo assistito al ritrovo di una piccolissima parte di piemontesi, tra cui molti “interessati” all’opera: alcuni pare motivati da incentivi economici elargiti dai propri datori di lavoro, in questo, se confermato, si vede che Berlusconi ha fatto scuola anche nel PD.
Soldi, sponsor, comode e calde sale hanno partorito un topolino, molto lontano dal logo coniato da Esposito & C. per celebrare l’occasione.
Ritengo molto grave che le Istituzioni pubbliche alzino il tono dello scontro sino a dare di fatto legittimazione a chi di notte incendia i presidi No Tav, ultimo quello di Borgone su cui si indaga, dove nei paraggi sono comparse scritte Si Tav, ed al contempo a chi censura le scritte No Tav sui monti simbolo della Valle stessa (atto rivendicato da Giovine Italia, ex Fronte, molto lontana dagli ideali liberali di Mazzini).
Pare chiaro l’intento di aprire un nuovo clima di tensione, intento aiutato da chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica anziché indossare i panni del grande imprenditore.
Virano ha preso parte ai lavori del Lingotto, abbandonando così definitivamente quel poco che gli era rimasto addosso di panni super partes: l’Europa, ricordo che ieri manifestazione analoghe a Susa si sono svolte in Francia e Spagna, conosca le cronache di queste ultime due giornate prima di elargire alla Tav anche solo un centesimo.