CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Archivi per marzo, 2010

IL MIO PROGRAMMA- REGIONALI 2010.

Scritto da juribossuto.it il 23 marzo 2010

Con ancora maggior forza, anche grazie all’esperienza maturata in questi cinque anni, mi batterò con tutte le mie forze per:

LAVORO- giungere, oltre all’estensione degli ammortizzatori sociali a chi oggi ne è sprovvisto, ad una riforma legislativa delle leggi inerenti la materia industria e lavoro. Il mio scopo è quello di ricondurre l’ente pubblico regionale ad “intromettersi “ nelle materie economiche con la strategia di tutelare occupazione e produzione  “buona” (art. 1 Costituzione). Promuoverò con forza le proposte di legge contro la delocalizzazione delle attività,  la ricostituzione di un ente di gestione pubblico per la riconversione industriale, il sostegno dell’imprenditoria giovanile in aree montane e depresse,  il legare gli aiuti alle imprese tutelando le piccole medie imprese etiche e perseguendo i cosiddetti “banditi”.

TRASPORTI- continuerò la lotta contro lo spreco e la devastazione del nefasto progetto TAV. Vigilerò sui risultati della privatizzazione delle ferrovie, limitandone i danni e al contempo favorendo processi di aiuto al trasporto pubblico al fine di portarlo ai livelli di una civiltà moderna, e quindi vicino alle esigenze dei pendolari. Vigilerò contro le opere infrastrutturali inutili, oltre alla Tav cito la Tangenziale est, per favorire quelle che promettono davvero soluzioni alla collettività favorendo il miglioramento della qualità  della vita dei cittadini.

SANITA’- sosterrò la nostra politica di difesa della “buona” sanità pubblica contrastando le speculazioni ai danni della salute dei cittadini. Favorirò le politiche corrette di tutela e miglioramento del sistema ospedaliero combattendo contro ogni tentativo di ridurre l’assistenza ad un apparato per pochi benestanti. Sosterrò ancora percorsi che vadano al riconoscimento delle proprietà terapeutiche in capo alla canapa.

ASSISTENZA- il mio impegno sarà tutto proteso alla salvaguardia del welfare, incrementando le attività di sostegno al reddito, ammortizzatori sociali, tutela dei disoccupati, sostegno alle famiglie con anziani a carico, tutela del sistema dell’assistenza domiciliare. Donne, anziani, giovani sono punti di forza della società e non di debolezza, come spesso si ama fare tra demagogia e parole vuote. Più nidi e più servizi legati alla mediazione familiare.

CULTURA-TURISMO- ritengo necessaria la massima trasparenza in merito alla gestione regionale dei due settori. Continuerò a lottare per la trasparenza massima delle erogazioni finanziare combattendo clientelismi e favoritismi al limite della legalità. Aiuterò i territori al fine di valorizzarne il patrimonio culturale, naturale e conseguentemente turistico.

DIRITTI- continuerò a battermi contro ogni forma di discriminazione, tutelando tutti coloro che sono perseguiti in seguito a quelle che vogliono essere dipinte quali loro differenze (che in realtà sono solo tali per stereotipi consegnati dall’ottusità all’umanità). Seguirò il sistema carcerario, sia quello storico che il neonato sistema amministrativo (CIE), mi impegnerò al fine che i valori della Resistenza e della Costituzione vengano rilanciati e difesi. Tutela piena del diritto al lavoro.

SOLDI PUBBLICI- PARTECIPATE- sosterrò con vigore le proposte inerenti i controlli sul sistema degli appalti e della gestione dei cantieri stessi, favorendo l’attivazione di commissioni di controllo consegnate ai cittadini; riproporrò leggi al fine di tagliare i costi ed i benefici della politica. Maggiori controlli sulle società partecipate e ritorno alle società a controllo pieno pubblico che garantiscono un maggior risparmio e massima efficienza (se non lasciate a se stesse).

CASA- sarò al fianco di chi proporrà iniziative di salvaguardia al diritto assoluto alla casa, quale diritto inalienabile ed imprescindibile.

SPORT- lotterò per uno sport democratico, pubblico, aperto al mondo delle associazioni ed ai giovani in situazioni di disagio. Sport quale terapia sociale.

AMIBIENTE- continuerà la mia attività anti nucleare e di contrasto al business dell’ambiente, ossia l’intreccio pericoloso tra politica ed affaristi che devastano il nostro patrimonio ambientale; caso concreto è sovente quello delle cave. Sosterrò le nuove energie, le limitazioni del consumo territoriale ed il riconoscimento di pari dignità agli animali. Porterò avanti la battaglia sulla gestione consapevole dei rifiuti.

BILANCIO- basta al grande, ed inutile, spreco di denaro pubblico derivante da pressioni esterne e potenti. Occorre un bilancio trasparente, partecipato ed indirizzato al bene della collettività,  del rilancio dei territori e dei cittadini. Proseguirò il contrasto assoluto alla politica, ai limiti dello “strozzinaggio”, di Equitalia.

POLIZIA LOCALE- ritengo che prevenzione e mediazione del conflitto siano le sole risposte vere al problema sicurezza. Continuerà la mia opera di appoggio alla polizia di prossimità.

AGRICOLTURA- è una risorsa da non relegare all’angolo. La tutela dei terreni agricoli dalle speculazioni aiuta l’agricoltura, a questo vanno affiancate politiche dirette ai giovani imprenditori ed a una coltivazione sana e di qualità.

UNIVERSITA’- DIRITTO ALLO STUDIO-  azzeramento dei cosiddetti buoni scuola e destinazione dei fondi alla scuola pubblica. Investimenti nella ricerca non solo diretti all’ industria, ma soprattutto all’ università, con lo scopo di mantenere in Piemonte i nostri ricercatori. Aumento delle sedi e del rapporto professori- studenti, sensibile incremento dei diritti e della partecipazione studentesca alla vita accademica, sostegno delle disciplina culturali spesso sacrificate a favore di principi legati al mercato.

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Cene elettorali e nulla più: cerchiamo i contenuti!

Scritto da juribossuto.it il 23 marzo 2010

Una campagna elettorale in sordina, stanca, in cui spiccano facce e volti sui manifesti attaccati ovunque, grazie al condono preventivo varato dal governo, ma dove spicca altrettanto l’assenza di dibattito e proposte.

In questo deserto fatto di volti sorridenti ancora una volta l’unica voce fuori dal coro è la nostra: nell’assenza di argomenti solo i nostri compagni corrono da una fabbrica all’altra, da un territorio violato sino al confronto con i tanti a cui hanno negato diritti e speranze.

Mercedes Bresso, dopo aver affidato per anni ad atteggiamenti arroganti, e distanti dalle persone, la propria pratica politica si spinge oggi addirittura a passeggiare nella periferia di Torino, atto segnalato da lei stessa con i toni enfatici usati davanti ad un grande evento, dedicando il suo “prezioso” tempo  al tardivo incontro di quelle persone a cui aveva negato rappresentanza sino a ieri. Una negazione abituale e grave di rappresentanza democratica, a cui si somma quella sistematicamente perpetuata in Valle di Susa: porzione non piccola della provincia torinese  i cui cittadini sono descritti, dalla presidente uscente, quali pericolosi sovversivi ricchi di conservatorismo ed, al contempo, dotati di armi laser (strano abbinamento tra la fantascienza e la fumettistica surreale), ma che si estende drammaticamente  a tutti quegli ampi settori a cui mai è stata data risposta in questi anni e che lottano perla tutela del territorio e della cosa pubblica.

All’assenza del candidato leghista Cota da ogni luogo legato al lavoro ed alla fabbrica, corrisponde una presenza millesimata di Bresso, la quale proponendo di nuovo lo stesso assessore all’industria nella prossima legislatura, personaggio noto per il proprio immobilismo neoliberista (Bairati), propina ancora ricette tutte incentrate su ammortizzatori sociali e per niente, o nulla, basate  su azioni concrete pubbliche nel campo economico industriale.

Assenza di coraggio, ipocrisia e metodi dal sapore craxiano sembrano portare alla fine questa dispendiosa e scorretta campagna elettorale. Così tra cene autopromozionali, pasta e ceci offerti nelle piazze, sontuosi spuntini dedicati agli anziani, si consuma il niente, cadendo sempre più velocemente nel clientelismo ed abbandonando, di conseguenza,  la ricerca di soluzioni ai nostri guai quotidiani.

Noi andiamo invece avanti. Presenti nel movimento No Tav, tra i lavoratori ed i cittadini per ricordare costantemente loro che l’emergenze democratica è davvero giunta. Presenti su strade e quartieri, i nostri candidati mettono la faccia vera, non solo sui tabelloni elettorali, con il fermo scopo di contrastare l’attuale ritorno al sistema dei signorotti feudali.

Oggi tutti gridano no alle delocalizzazioni, criticano il nucleare ed i trasporti dando vita ad una melassa di cui si nutre l’astensionismo o il qualunquismo dipietrista- grillino. La Federazione ha proposte che sgorgano dalla critica ponderata a quanto che le lobby impongono (Tav e assenza di regia pubblica in economia), su queste occorre ripartire per dare davvero un futuro migliore a tutti quanti i cittadini: qualsiasi sia la loro storia e provenienza.

 

 

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Scritte su commissione: ecco come si getta il discredito!

Scritto da juribossuto.it il 11 marzo 2010

Ribadendo la piena fiducia nelle indagini che si stanno conducendo sulle “scritte su commissione “ dei due ragazzi fermati, mi pare venga a galla in maniera chiara la prova di una strategia della tensione che viene montata ad arte da settori della politica e dell’imprenditoria poco sana.  In attesa dell’esito finale delle indagini, gli indizi emersi sembrano far emergere come le scritte sia state commissionate, su regia ad hoc, per gettare discredito verso chi si oppone, a Torino come in Valle di Susa, in modo democratico, popolare e non violento contro un’opera inutile.

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Di quale Democrazia parla, Onorevole? Forse lei preferisce la dittatura!

Scritto da juribossuto.it il 7 marzo 2010

Rimango inorridito innanzi alla grande campagna di propaganda che si sta attuando, da tempo, ai danni del Movimento No Tav. Sono colto dalla netta impressione che fallendo l’azione militare del 2005, tramite cui si tentò di occupare la valle sul modello Belfast, oggi si sia giunti ad una strategia più subdola, fatta di false informazioni al fine di dividere e spaccare il Movimento stesso. 

Sul Movimento, infatti, sta salendo l’ombra nera della strategia della tensione: un’ombra costituita da gravi menzogne che trovano legittimazione nell’opinione pubblica. Il fulcro, della strategia stessa, consiste nel fare credere che in Valle i No Tav siano dei pericolosi esseri a caccia di cibo vivo,  e non bastano teste e nasi rotti dei valsusini, causati forse da chi male addestrato dovrebbe difenderci tutti, per fare emergere la verità. Ho sorriso amaramente quando leggo di violenti raggi laser contro le forze dell’ordine, immaginando un traffico di pericolose armi tra i venusiani ed i valsusini, ma poi lo stesso si è spento immaginando che questo si voglia davvero far credere al resto della nostra Regione: negando ai piemontesi che i “laser” erano in realtà piccole pile porta chiavi.  

Gentile Esposito, quale sarebbe, alla luce di ciò che scrivi e di ciò che vedo ogni qualvolta vado in Valle, la Tua Democrazia. Se Ti riferisci al militarizzare una valle, togliendo al contempo il diritto di parola e rappresentanza a chi osa criticare il totem Tav,  allora temo Tu ti riferisca ad un clamoroso ritorno al ventennio fascista, forse più vicino alle Tue posizioni ultime. 

Se al contrario la Democrazia è rappresentanza di comunità umana, la quale si ritrova compatta nell’esprimere un proprio dissenso, unito a proposte, allora questa ha piena cittadinanza in Valle e poco nei Tuoi concetti politici. La Democrazia, lo Stato è in realtà rappresentato solo da quei giovani, da quelle famiglie, da quegli anziani, da quelle donne e quegli uomini che sfidando repressione, e freddo, gridano la loro voglia di giustizia contro le lobby ed i poteri che decidono per loro. Persone autorganizzate e senza leaders  (questo spaventa il potere e lo dimostra la Tua vergognosa azione di discredito verso alcuni soggetti che nomini), persone spesso in cortei partecipati, ma inesistenti per l’opinione pubblica. 

La Tua Democrazia, Esposito, è quella del potere che non vede più nulla oltre ai suoi discutibili interessi, peccato che ci vorranno trent’anni per dimostrarlo ai nostri concittadini (vedi sprechi Olimpici); la Tua democrazia costringe a spese enormi, sottratte ai servizi per la cittadinanza, al fine di proteggere trivelle che bucano nei rifiuti o in terra riportata; la Tua democrazia è falsa informazione e verità distorte ad arte. 

Ho paura della Tua Democrazia, la stessa paura che provo innanzi a chi pur di raggiungere i suoi scopi ad ogni costo, adotterebbe ogni mezzo .                    

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CIE di corso Brunelleschi: paradossi di uno Stato che dice di essere democratico.

Scritto da juribossuto.it il 1 marzo 2010

Se la struttura è notevolmente migliorata rispetto alle precedenti visite,  in quanto le persone rinchiuse non vivono più in container ma in “case” di muratura, permangono tutti i problemi politici legati alla legislazione di emergenza voluta dal governo delle destre, al reato di clandestinità e alla grave carenze di servizi sociali e di strutture sul territorio atti a sostenere una migrazione di massa che tende a crescere. Sono i motivi per cui crediamo che la struttura dei CIE debba essere superata.

Tra i paradossi osservati, frutto di questa legislazione, la vicenda di un maghrebino 23enne da 21 anni in Italia, diplomato, e prossimo all’espulsione in Marocco per un reato minore, cosa a dir poco assurda e disumana.L’incontro con le migranti e i migranti presenti al CIE ha evidenziato la necessità di mediazione culturale, di maggiore contatto con gli avvocati e con le associazioni dei migranti.

Anche per questo  è un fatto negativo che la nostra e altre proposte di legge regionali sulla migrazione non siano state discusse in questi anni e siano state “rimandate” al prossimo Consiglio Regionale.

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