CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Cene elettorali e nulla più: cerchiamo i contenuti!

Scritto da juribossuto.it il 23 marzo 2010

Una campagna elettorale in sordina, stanca, in cui spiccano facce e volti sui manifesti attaccati ovunque, grazie al condono preventivo varato dal governo, ma dove spicca altrettanto l’assenza di dibattito e proposte.

In questo deserto fatto di volti sorridenti ancora una volta l’unica voce fuori dal coro è la nostra: nell’assenza di argomenti solo i nostri compagni corrono da una fabbrica all’altra, da un territorio violato sino al confronto con i tanti a cui hanno negato diritti e speranze.

Mercedes Bresso, dopo aver affidato per anni ad atteggiamenti arroganti, e distanti dalle persone, la propria pratica politica si spinge oggi addirittura a passeggiare nella periferia di Torino, atto segnalato da lei stessa con i toni enfatici usati davanti ad un grande evento, dedicando il suo “prezioso” tempo  al tardivo incontro di quelle persone a cui aveva negato rappresentanza sino a ieri. Una negazione abituale e grave di rappresentanza democratica, a cui si somma quella sistematicamente perpetuata in Valle di Susa: porzione non piccola della provincia torinese  i cui cittadini sono descritti, dalla presidente uscente, quali pericolosi sovversivi ricchi di conservatorismo ed, al contempo, dotati di armi laser (strano abbinamento tra la fantascienza e la fumettistica surreale), ma che si estende drammaticamente  a tutti quegli ampi settori a cui mai è stata data risposta in questi anni e che lottano perla tutela del territorio e della cosa pubblica.

All’assenza del candidato leghista Cota da ogni luogo legato al lavoro ed alla fabbrica, corrisponde una presenza millesimata di Bresso, la quale proponendo di nuovo lo stesso assessore all’industria nella prossima legislatura, personaggio noto per il proprio immobilismo neoliberista (Bairati), propina ancora ricette tutte incentrate su ammortizzatori sociali e per niente, o nulla, basate  su azioni concrete pubbliche nel campo economico industriale.

Assenza di coraggio, ipocrisia e metodi dal sapore craxiano sembrano portare alla fine questa dispendiosa e scorretta campagna elettorale. Così tra cene autopromozionali, pasta e ceci offerti nelle piazze, sontuosi spuntini dedicati agli anziani, si consuma il niente, cadendo sempre più velocemente nel clientelismo ed abbandonando, di conseguenza,  la ricerca di soluzioni ai nostri guai quotidiani.

Noi andiamo invece avanti. Presenti nel movimento No Tav, tra i lavoratori ed i cittadini per ricordare costantemente loro che l’emergenze democratica è davvero giunta. Presenti su strade e quartieri, i nostri candidati mettono la faccia vera, non solo sui tabelloni elettorali, con il fermo scopo di contrastare l’attuale ritorno al sistema dei signorotti feudali.

Oggi tutti gridano no alle delocalizzazioni, criticano il nucleare ed i trasporti dando vita ad una melassa di cui si nutre l’astensionismo o il qualunquismo dipietrista- grillino. La Federazione ha proposte che sgorgano dalla critica ponderata a quanto che le lobby impongono (Tav e assenza di regia pubblica in economia), su queste occorre ripartire per dare davvero un futuro migliore a tutti quanti i cittadini: qualsiasi sia la loro storia e provenienza.

 

 

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