CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Lettera aperta alla zarina.

Scritto da juribossuto.it il 22 maggio 2010

 

Condivido la spietata ironia che Gramellini riversa sulla prima pagina de “La Stampa” di ieri. Condivido con amarezza ,e con il doloro finale, di chi prende atto di un crollo annunciato da tempo  ed anticipato da mille scricchiolii. Il dolore è ancora più grande se si considera la discussione lacerante, tanto per cambiare, che ha coinvolto il mio partito sui temi dell’alleanza regionale, a cui sono stato sempre contrario.

La scelta dell’ex presidente della regione piemontese di rinunciare al ricorso in cambio della propria conferma in Europa, bene ci narra del concetto di politica attuale: non contano idee, principi e speranze, conta solo lo scambio personale. O meglio questi concetti metafisici, pieni di filosofia sociale, contano solo più per gli elettori, i quali si otturano il naso da decenni per votare “il meno peggio” e fermare l’ascesa delle destre: poveri idealisti, poco concreti e “ingenuamente” preoccupati dei danni che il nuovo assessore al lavoro potrebbe causare alle politiche a lui delegate.

Non è stata quella di ieri una nobile pagina, anzi è stata la cornice di cinque anni passati più a tutelare interessi di singole lobby, vedi la TAV, che quelli della comunità che ci aveva espresso. Laicità, difesa della scuola pubblica, difesa della rappresentanza democratica, difesa dei diritti e dei territori sono temi spesso sacrificati ai principi del tatticismo e della politica di piccolo cabotaggio.

Che delusione Presidente se penso alle lezioni di moralismo con cui ci aveva deliziato in tante occasioni in consiglio, lezioni da cui erano naturalmente esentati i poteri reali ed i premi letterari internazionali; che delusione se ricordo le tante volte in cui, contestata da dialettiche politiche naturali di maggioranza, ci ricordava che eravamo “nessuno” e come Ella stessa poteva vivere anche senza l’indennità regionale, al contrario nostro.

L’ultima campagna elettorale regionale è stata l’apoteosi delle scorrettezze e delle pratiche malsane, a destra come a sinistra. Nella Sua lista qualcuno pare proprio abbia fatto stravaganti incontri con i cittadini a spese del pubblico, riuscendo in fine a partorire due gruppi uniti, solo nelle parole, nel Suo nome.

La magistratura torinese è molto impegnata a vigilare sui centri sociali, gravissimo problema cittadino che non toglie il sonno ad alcuno, chissà quando vigilerà anche su una politica oramai degradata su interessi  che tutto sono fuorché politici. Non mi interessa sapere ora se era meglio all’epoca candidare Chiamparino o Bresso,  specialmente alla luce delle loro considerazioni sulla sinistra, mi interessa invece guardare ad una scena pubblica pulita  e priva di “meno peggio”: a servizio della collettività, dei più deboli.   

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