Tav: l’opera tragicomica va avanti.
La vicenda, oramai quasi strabiliante e decennale, Tav si coloro ogni giorno di nuovi ed inimmaginabili colpi di scena.
Dopo il pieno accordo politico tra il presidente della provincia Saitta ed il presidente Cota, una simbiosi a dir poco preoccupante, ora assistiamo al ministro Tremonti che, alla luce dei tagli da effettuare al bilancio, decide finalmente di controllare i conti dell’opera più faraonica della nostra penisola: la mitica Tav.
Temo che oramai si sfiori il ridicolo e gli assi politici che nascono, prima e dopo le elezioni, nel nome dell’opera denotino una classe politica completamente adagiata ai voleri delle lobby.Dopo le proteste della valle Susa si è rivisto il primo tracciato ed ora si parla di dare lavoro alla valle.
Sarà curioso vedere come garantiranno lavoro ai residenti, come miglioreranno la Valle con le compensazioni, dove troveranno i soldi: soldi pubblici sottratti al sociale ed al lavoro, quello vero, per fare ora un’opera utile solo ad alcuni (la TAV) oppure per comprare i cacciabombardieri, come da poco fatto.
Risuona sempre più sinistro il ruolo dell’Osservatorio, che sempre più diventa strumento esecutivo e di persuasione.