CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Panem et circenses anziché riqualificazione urbana.

Scritto da juribossuto.it il 4 ottobre 2010

Ancora una volta leggiamo di periferie francesi e del loro degrado umano, rimanendo allibiti per il clima pesante che sembra respirarsi in esse.

Postini, infermieri, medici e manutentori non vogliono più accedere in quelle foreste di cemento , collocate i margini delle grandi città culturali d’oltralpe. Durante la notte cala il coprifuoco  ed avventurarsi nei quartieri esterni diventa un’impresa d’altri tempi.

Un quadro allarmante frutto di grandi pasticci creati nella programmazione urbanistica, uniti a mancati investimenti nei programmi governativi indirizzati all’integrazione sociale.

La Francia credo stia indicando un bivio, mostrando anche a noi due strade di cui una, indubbiamente, non ha uscita e neppure sbocchi di fortuna.

Il sentimento di insicurezza urbana e di paura unito alle voglie di speculazione in capo ai soliti padroni del cemento, sinergici a politici di turno, crea una miscela esplosiva posta sotto le abitazioni di tutti: torinesi recenti e di antica radice.

Occorre prender l’esempio francese e lavorare, sin da ora, per evitare che precarietà e disagio si ritrovino in ghetti a loro riservati ed il cui accesso, anche pericoloso, è interdetto ai più.  Progetti attenti alle periferie, modello Urban, presenza delle istituzioni sul territorio e solidarietà sono gli elementi anti deflagrazione: a questo deve pensare la politica torinese, mettendo in un cassetto il solito panem et circenses.

Non sono intolleranza e paura a risolvere i nostri problemi, neppure l’usare le periferie quali luoghi in cui accendere micce evitando, accuratamente, di dotare gli artificieri di strumenti idonei: è legittimo collocare un campo rom in corso Tazzoli, ma è altrettanto giusto affiancarlo a pratiche di mediazione culturale e risanamento urbano; altrettanto giusto ideare luoghi di inserimento ovunque anche in centro città, non relegando tutto solo e sempre ai quartieri “esterni”.

Le situazioni insicure giungono non da campi nomadi istituiti e curati, ma dalle aree abbandonate dentro e fuori la città. Sarebbe cosa giusta indirizzare energie e costi in progetti di recupero e risanamento urbano, evitando di sprecarli nella ricerca di nemici nelle genti e balli palchetto attira voti e preferenze.

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