CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Tra signorotti e distrazione generale avanza la nuova Torino.

Scritto da juribossuto.it il 13 ottobre 2010

La Torino democratica, la Torino Resistente pare non esista più, specialmente se si guarda a gran parte dell’attuale classe politica dirigente

La nostra città vive da tempo una crisi che non è solo economica, ma purtroppo anche politica. Oltre ai portafogli, sempre più ridotti nel contenuto, ne è prova l’insieme delle vicende politiche e sociali che attraversano la nostra martoriata metropoli.

Ogni forma di dissenso, ovunque questa avvenga,  sembra essere perseguita tramite ritorsioni personali, sia sul posto di lavoro che nelle sedi di impegno politico, mentre la piazza è vigilata da forze anti sommossa pure quando a manifestare sono i ragazzi di quindici anni.

Cara Torino, siamo tornati alla istituzione delle signorie. Di te, cara città, si occupano nuovamente i signorotti: quelli che regalano giochi al popolo, sotto forma di serate danzanti; quelli che si promuovono tramite l’uso dei tuoi soldi, inviando migliaia di lettere patinate ai cittadini in campagna elettorale e che vanno a gravare sulle casse della comunità (e del quartiere); quelli che trasferiscono i dipendenti non allineati al volere del Signore stesso.

Può infatti capitare, cara città, che un dipendente circoscrizionale (quindi comunale) da oltre venti anni impegnato in un progetto, che seguiva con passione e professionalità, venga improvvisamente trasferito ad altro incarico, a sua insaputa. Il motivo del trasferimento è l’aver osato richiedere maggiore attenzione nella rimozione, complessa, di un tetto d’amianto laddove lavorava con altri colleghi. Un dipendente reo di un’offesa incredibile, verso il signorotto del quartiere, da fare pagare a tutti i costi poiché intrisa di ribellione sindacale e libertà personale.

Al paradosso poi non vi è limite, cara Torino, poiché può capitare che il signorotto che ordina trasferimenti., anti sindacali, si professi di sinistra e vanti un passato, pensa, da comunista.

Povera Torino, portata indietro di 200 anni tra giochi di potere e personalismi agghiaccianti, e poveri noi: in attesa del ripristino delle impiccagioni per chi osa dire la sua.

Cara Torino, ti saluto e mi metto in riva al Po, sperando che intanto le idee illuministe tornino a spazzare via i feudi con i loro privilegi e le loro clientele. Al limite se l’attesa è lunga mi avvierò nella baraonda della cosiddetta movida: non pensare aiuta. 

Lascia un Commento

XHTML: Puoi usare i questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 

Bad Behavior has blocked 87 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok