CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Tav: il mostro divorava i vigneti di Borgogna.

Scritto da juribossuto.it il 4 ottobre 2011

 Ogniqualvolta si ha modo di leggere i commenti autorevoli sul TAV, è normale cadere nella confusione modello “Alice nel paese delle Meraviglie”: tra conigli magici e carte da gioco impazzite.

    Tra quanto viene affermato da alcuni politici, nonché dai cosiddetti esperti del campo trasportistico, e la realtà delle cose laddove i collegamenti TAV sono già in funzione, esiste uno iato, una differenza, pari al confronto tra due dimensioni parallele.

    Basta recarsi in Borgogna (Francia), ad esempio, ed osservare la tratta ad alta velocità Lione- Parigi.  La verità che si para davanti agli occhi dell’attento osservatore, poco o nulla ha a che vedere con quanto dichiarato dagli “autorevoli” esperti di casa nostra.

    Invero è facile notare come sulle rotaie “veloci” transitino solo treni passeggeri: infatti i convogli merci continuano a percorrere i soliti tracciati delle ferrovie francesi, non ad alta velocità seppur appartenenti ad una rete efficiente. Non si presenta, all’osservatore, la possibilità di annotare il passaggio di container commerciali sulla Lione- Parigi. Nondimeno ci viene detto quotidianamente che la Torino- Lione è progettata per il trasporto merci, per cui diventa doveroso scongiurare il pericolo di isolare il capoluogo piemontese dai flussi di mercato.

    Inoltre la zona di Borgogna è molto collinare, con picchi di altitudine che arrivano sino a qualche centinaia di metri, quindi non pianeggiante come ci viene spesso fatto credere. Eppure il tracciato TAV non ha la presenza di viadotti, molto rari, e cemento. Elementi che invece caratterizzano sino alla nausea il TAV Torino- Milano: questo comporta una nota di naturale stupore poiché, da sempre, si afferma con voce stentorea che oltre confine la situazione topografica è a quote omogenee, non come da noi. Un territorio il nostro non pianeggiante, che giustificherebbe, quindi, il grande dispendio di cemento armato. Un altro dato di fatto che non coincide con molte affermazioni dei Si Tav.

    Infine la linea Lione- Parigi non permette di osservare molto dei territori dalla stessa attraversati, cosa che l’autostrada invece facilita, nulla svelando ai passeggeri di quanto quella regione, attraversata a circa 300 Km orari, possa offrire a potenziali visitatori. Infatti velocità, barriere anti rumore e mimetizzazione della tratta ferroviaria, non avvicinano certo turisti ai comuni interessati dal percorso del treno. Sino ad affermare, la popolazione indigena, che il TAV non ha certo influito positivamente sull’economia dei distretti interessati dalla tratta in questione. L’unico vantaggio risiede in chi occupa posti dirigenziali nella capitale, oppure gli studenti, i quali possono recarsi a Parigi in un paio di ore, e con collegamenti frequenti, seppur pagando un biglietto ben più caro delle tradizionali comunicazioni su strada ferrata. 

    Insomma alla fine il Tav si traduce anche oltr’Alpe quale treno per passeggeri con buone possibilità economiche a disposizione, e nulla più. Con la differenza, almeno quella positiva, che l’opera rispetto all’Italia è attuata con minore generosità nelle gettate di calcestruzzo e ferro., e chissà come mai: forse per i minori intrecci, in Francia, tra affari e politica.

    Dimenticavo: queste informazioni le ho raccolte sul campo, dedicando alcuni giorni proprio alla scoperta di quella bellissima regione di Francia e, soprattutto, all’osservazione del “mostro che divorava” non la pianura, ma le colline dei grandi vigneti di Borgogna.

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