CARTA STRACCIA – Il blog di Juri Bossuto

Carceri malate e sprechi che si sottraggono al divino spread: scelte in realtà lontane da qualsiasi Legge Divina.

Uno strano senso di impotenza mi ha colto ieri mentre svolgevo la visita istituzionale all’interno della casa di reclusione di Saluzzo. Il gruppo che ha condotto il sopralluogo carcerario, guidato dal consigliere regionale Artesio, è stato continuamente investito del problema riguardante la sanità penitenziaria. Il quadro che ne è emerso pare infatti al limite del collasso di sistema: la casa di detenzione, che attualmente ospita circa 400 detenuti, arriverà presto a raddoppiare la capienza mentre la logistica medico ospedaliera è insufficiente, già oggi, nel rispondere alle quotidiane richieste dei reclusi. Purtroppo non prevedendo migliorie nell’assistenza clinica, contestualmente alla duplicazione dei posti letto conseguente all’enorme ampliamento della struttura carceraria stessa, è facile immaginare cosa possa accadere nel prossimo futuro.      Poco possono fare la buona volontà del direttore e la presenza continua del medico nell’infermeria interna al carcere, poco può fare un’Asl al limite della propria capacità di pesa, poco può fare la pazienza di chi passa la giornata tra sbarre ed in spazi interni insufficienti al mantenimento di una minima dignità personale. In tale contesto passano addirittura in secondo piano problemi quali la consegna dei pacchi familiari ai detenuti, oggi in via di soluzione dopo un periodo difficile, e l’assenza di una possibilità di istruzione per i condannati dell’alta sorveglianza di Saluzzo.    

  Mancano soldi, manca la presenza del territorio, manca l’appoggio ai volontari ed agli educatori che si occupano di carcere, manca la superficie ed i servizi destinati ai prigionieri. I coraggiosi tentativi di avvio al lavoro di chi è ospitato in Saluzzo, come in altri luoghi di reclusione, deve fare continuamente i conti con la regolare assenza di fondi pubblici a questo destinati ed, ancora una volta, tutto si appoggia così sulla tenacia di operatori, cooperative, direttori e detenuti medesimi.     

Eppure i soldi ci sarebbero. Basta dare una lettura ai giornali di questi ultimi giorni per averne la conferma. Non parlo dei soliti argomenti, seppur legittimi, delle indennità spettanti a parlamentari e consiglieri, ma di quanto viene sprecato nel finanziare attività inutili o per lo meno superflue. In questo istante molti penseranno alla Tav, invece voglio andare altro al simbolo dello sperpero per eccellenza fissandomi su due temi: l’esercito italiano e le regalie contenute nell’ultima manovra.     

 Il sistema militare, scrive La Repubblica di venerdì 11 novembre, raggiunge un impegno di bilancio  vicino ai 27 miliardi di Euro, a cui si aggiungono le spese a questa indirizzate dal Ministero dello Sviluppo economico. Sono 12.000 i soldati impegnati in missioni all’estero, mentre l’organico totale si compone di 190.000 persone di cui 98.000 sono gli ufficiali. 15 milioni di Euro sono stati destinati alla superflua mini naja, le alte cariche con le stellette costano 3 milioni poiché alloggiate in abitazioni che arrivano sino a 600 metri quadri per famiglia. Non mancano indennità ricche e Maserati destinate agli alti ufficiali, che si addizionano ai 15 miliardi previsti per l’acquisto di 131 caccia F-35. In realtà sommando tutte le voci di spesa inerenti l’Esercito si arriva, afferma sempre il quotidiano La Repubblica, a circa 45 Miliardi di Euro: almeno un paio di manovre.    

 Infine, come veniva accennato, non va dimenticato quanto regalato dall’ultima incredibile legge di manovra finanziaria. Questa infatti ha previsto circa 150 milioni per attività legate ai territori dei singoli parlamentari, una norma definita dal giornalista Roberto Petrini  “Legge Mancia”, e 3 milioni al fine di pagare il servizio di cronaca parlamentare svolto da Radio Radicale.    

 Insomma quando si vuole i soldi spuntano senza pensare troppo a spread e speculazioni di borsa. Ordini conseguenti a volontà che piovono dall’alto impongono di continuo sacrifici ai comuni mortali. Non si guarda al taglio dei vagoni letto per i pendolari, non si sentono le grida d’allarme che giungono da welfare ed istruzione. Solo favori e clientele sembrano nascere da molte scelte politiche intanto che i mercati, in base a leggi tuttaltro che divine, regolano le nostre sofferenze umane. 

16 Novembre 2011 - Scritto da juribossuto.it | Carta straccia: appunti vari | , , , , | Nessun commento

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