CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Due lettere a Specchio dei Tempi mai così “Specchio” di questi tempi medioevali fatti di clientele e privato.

Scritto da juribossuto.it il 29 novembre 2011

La Stampa in edicola ieri riportava due interessanti lettere contenute nella rubrica “Specchio dei Tempi”.

La prima narrava la cinica, insopportabile, insistenza di una compagnia telefonica che è riuscita prima ad imporre il cambiamento del gestore ad una signora afflitta da Alzheimer, quindi non titolata a farlo, e poi ad impedirle di recedere dal nuovo patto poiché necessaria la dichiarata volontà della medesima. 

La seconda lettera invece conteneva una lamentela di una cittadina nei confronti dell’agenzia trasporti torinese, di cui un addetto ha verbalizzato una sanzione non dovuta, ma a nulla è valsa l’opposizione alla multa se non nel comportare il pagamento, alla fine del faticoso percorso burocratico di difesa, del doppio della contravvenzione stessa. 

Le due lettere hanno destato la mia attenzione poiché credo che bene ritraggano le conseguenze derivanti dalla privatizzazione dei servizi alla collettività: l’abbandono delle persone a se stesse ed il loro continuo soccombere innanzi al privato.

Con l’uscita della gestione pubblica dal cosiddetto mercato, il cittadino non è stato più considerato tale dagli erogatori delle prestazioni, ma semplicemente un papabile cliente a cui prendere il più possibile. La corsa ad accaparrarsi un nuovo utente, sia nella telefonia che nel settore energie, non conosce limiti di decenza giungendo a proporre, attraverso canali strettamente impersonali, presunti vantaggiosi contratti a cui accedere con un semplice “si” dichiarato alla cornetta telefonica. Un sistema che facilita truffe e ricerche persecutorie nei riguardi dei cittadini soprattutto anziani. Idem per i trasporti che hanno il compito di fare cassa senza assolutamente affidarsi alla comprensione oppure alla pietà umana: chi non paga viene punito pesantemente, ogni appello viene reso difficile nella sua trafila burocratica, cosicché anche chi può dimostrare le sue legittime ragioni, come nel caso descritto nella rubrica “Specchio dei Tempi”, si vede costretto a soccombere. 

Eppure mai come oggi continuano a dirci che la privatizzazione è giusta nonché bella, anche se sfido tutti a farmi un solo esempio di privatizzazione utile agli utenti ed all’economia pubblica.  

Gran parte della politica sembra non voler vedere cosa sta accadendo intorno a se stessa. Diritti assoluti, personali e decenza sembrano affondare ogni giorno di più sotto il tallone dell’interesse di mercato. Chi viene eletto nelle pubbliche istituzioni si adatta molto bene al contesto sprezzante, verso ogni buona fede, che è venuto a crearsi nelle pieghe della società connessa agli affari facili. 

Lo testimonia il fare politica unito a doppio filo con il sistema clientelare. In questi giorni un esponente del mondo politico cittadino sembra abbia consegnato, ad alcuni suoi elettori, una decina di posti di lavoro legati ad un nuovo centro commerciale collocato a Torino Nord, nei pressi dell’ex stadio delle Alpi, mentre un altro (dello schieramento opposto) si dice sia riuscito ad inserire ancora una volta associazioni e consorzi, a lui vicini, in assegnazioni di immobili appena ristrutturati a spese del capoluogo piemontese. 

Stare sul territorio non credo voglia dire fare regalie ai propri amici, ma comprendere le difficoltà in cui si vive quotidianamente e combattere per l’affermazione dei diritti violati. Purtroppo vige il contrario a favore di valvassori e valvassini feudali, introducendo nuovamente un sistema dove progetti pubblici ed assunzioni avvengono quasi solo più per raccomandazione e voto di scambio: ombre di un terribile medio evo su cui nessuno accende lumi, neppure chi dovrebbe ordinare indagini ed invece guarda solo a chi manifesta dissenso in valle Susa.  

2 Commenti a “Due lettere a Specchio dei Tempi mai così “Specchio” di questi tempi medioevali fatti di clientele e privato.”


  1. grigio Scrive:

    Il “nuovo centro commerciale collocato a Torino Nord, nei pressi dell’ex stadio delle Alpi” non è a Torino Nord ma a Torino Ovest…


  2. claudia Scrive:

    Sono una mamma di tre figli che fortunatamente lavora per soppravivere e per problemi di la lavoro i miei figli sono sempre dovuti andare a scuola fuori dal comune di residenza,
    e quindi ho sempre pagato le quote massime della mensa anche se il mio isee è più basso, e il prescuola ecc. questa e la legge.
    Ora si presenta una gita scolastica a Loano e non mi sembra corretto che mio figlio
    non potrà partecipare insieme a suoi compagni perchè anche lì non farà riferimento l’isee ma per noi sarà la quota intera perchè non siamo residenti peccato che io le tasse le pago a un come o a un’altro non cambia niente.
    Poi dicono che in Italia gli italiani non fanno figli.
    Questo è l’aiuto che danno alle famiglie quando dicono aiutiamo le famiglie con figli.

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