CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

I piatti di “Vietti”: ossia l’arte tagliata anche nella libera espressione, oltre che nei fondi. Buon 1012!!

Scritto da juribossuto.it il 31 dicembre 2011

      Venerdì 23 dicembre ero nei pressi di via Maria Vittoria nel momento in cui polizia e carabinieri la blindavano, a causa di un’emergenza non bene specificata sul momento. Ho assistito, con una certa non celata curiosità, ad una situazione paradossale che ha avuto quale scenario un centro città bloccato per alcune ore e gli stessi servizi del trasporto pubblico deviati su altri tragitti. L’arrivo degli artificieri ha destato in me preoccupazione comprendendo che in quel luogo, lo stesso palazzo Carpano davanti a cui era normale vedere auto di scorta sostare ogni giorno, era forse la sede di qualche autorità a me sconosciuta ora gravemente minacciata da trame oscure.      

 Solo il giorno a seguire i media, non tutti, hanno riportato la scansione degli avvenimenti: il minacciato era il Vice Presidente del CSM Vietti e la minaccia consisteva in alcuni piatti attaccati al muro di quel palazzo ove aveva sede il suo ufficio. Sono rimasto allibito ancor più quando ho letto della performance artistica che in realtà risiedeva in quelle ceramiche e dell’accusa, conseguente, di procurato allarme formulata agli artisti autori dell’opera.    

Pur consapevole del mio andare in controtendenza vorrei esternare la mia solidarietà a Petracci, Delmastro, Betolami: artisti vittime di un clima nazionale cupo e pieno di paure. Quei “piatti” infatti erano appesi al muro di palazzo Carpano, ed anche in via Roma angolo via Maria Vittoria, da alcuni giorni. Tutti coloro che li hanno osservati, compreso chi scrive, traducendo al contempo le scritte in esse contenute hanno pensato ad un’azione puramente d’arte. La buona fede del cittadino comune ha collegato quelle istallazioni ad una espressione di libertà di opinione (art. 21 Costituzione) seppur dal sapore vagamente situazionistico. Sinceramente non so come sia stato possibile costruire un teorema che legasse le ceramiche alla A di anarchia, appartenente ad una scritta da tempo presente su quel muro, sotto la quale sono state ritrovate.     

E’ agghiacciante osservare come si costruiscano ipotesi di attentato alla incolumità di politici su  basi che sembrano tratte dal “Quesito con la Susy” della Settimana Enigmistica, più che da fatti reali. E’ triste ricordare che tre giovani artisti rischiano il processo per un tentativo di libera espressione, e denuncia sui tagli alla cultura, che Torino non ammette più da tempo.     

Pubblicità gratuita quindi per l’on. Vietti e tanta amarezza, mista disgusto, per noi comuni mortali. Sensazioni  unite ad un insegnamento importante: prima di sostare innanzi ad un palazzo storico accertarsi prima su chi risiede al suo interno, poiché questa è la premessa per capire se sarete assoggettati, o meno, a pesanti limitazioni nella vostra libertà di espressione. Il sistema feudale dei signorotti è tornato con buona pace delle libertà costituzionalmente garantite (ma non sempre e con qualche deroga qui e là).     

 Buon anno 1012! 

3 Commenti a “I piatti di “Vietti”: ossia l’arte tagliata anche nella libera espressione, oltre che nei fondi. Buon 1012!!”


  1. bubuz Scrive:

    questaelasinistraitaliana.orgcosa pretendi dai grillini?

    http://www.questaelasinistraitaliana.org/2011/movimento-5-stelle-i-consiglieri-piemontesi-barano-sui-vitalizi-e-si-insultano-via-internet/ condividere : )


  2. enzo biffi gentili Scrive:

    il fatto che quattro uomini politici, come Juri Bossuto, i radicali Silvio Viale e Giulio Manfredi, pubblicamente, e Michele Coppola in forma privata, abbiano espresso solidarietà ai tre giovani artistidesigner della “banda della ceramica” e perplessità sulla mobilitazione delle forze dell’ordine per un presunto attentato a Michele Vietti tramite “armi improprie” come piatti di porcellana dai bordi dorati, fa loro onore. Ma si deve registrare a malincuore la latitanza di tutti quegli altri, molti, sempre pronti a lamentare tagli dei fondi per la cultura. Eppure chiunque dovrebbe capire che la cultura viene davvero minacciata non dalla limitazione dei finanziamenti, ma dalla libertà di espressione.


  3. juribossuto.it Scrive:

    Condivido quanto scrive Enzo, con cui mi scuso per il ritardo con cui ho letto il suo gradito commento.
    Quel che più mi ha comportato angoscia quel 23 dicembre è stato lo schieramento di polizia innanzi a quella che era “solo” una libera espressione: chiunque lo avrebbe compreso. Il silenzio dei più in merito mi regala altrettanta angoscia……..

    Un saluto anche a bubuz il cui argomento andrebbe approfondito….e magari lo faremo.

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