CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

COMPENSAZIONI “DEMOCRATICHE” E CITTADINI DEPREDATI

Scritto da juribossuto.it il 29 maggio 2012

I media domenica hanno enfatizzato il rilascio dei primo dieci milioni di Euro per le opere compensative in Valle Susa. La prima tranche di una somma destinata a “convincere a suon di moneta” gli amministratori ed i cittadini valsusini sulla bontà della TAV.

  Normalmente, in casi simili, un atto di questo genere si potrebbe chiamare pizzo, oppure “tentata corruzione” di una intera comunità, un metodo certamente più vicino a pratiche di persuasione che a quella che dovrebbe essere la normale attività democratica di uno Stato. Quando invece si tratta di inceneritori, alta velocità o grandi opere di grande impatto e scarsa utilità l’erogazione monetaria in cambio del consenso viene denominata “compensazione”.

  Nei termini del diritto “compensazione” significa: “disposizione per la quale, quando qualcuno è insieme debitore e creditore di un altro, i due crediti opposti si eliminano l’un l’altro e rimane la loro differenza”. In questo caso chi è il debitore e chi il creditore, quale diritto si compensa con i soldi: la vita, il territorio, la libera opinione o cosa altro.

 La notizia, al di là del senso etico insito nella medesima, contrasta ancor più con le altre divulgate dai media  nella giornata domenicale.

Tra queste il  grave disagio sociale che vive la città capoluogo piemontese, a cui il pubblico non riesce a fare fronte per assenza di fondi, delegandone l’intervento alle fondazioni bancarie,  oppure l’impossibilità di intervenire nel campo nomadi di Basse di Stura a causa, ancora una volta, di carenza di fondi a tal punto che neppure la sicurezza tra le varie etnie rom è garantita.  La cornice a questo quadro continua ad essere la privatizzazione di nove asili torinesi ed il contemporaneo licenziamento di circa 300 precari, ingiustizia che si somma a quella di tanti lavoratori della cooperazione non pagati da mesi.

Quindi dieci milioni quale prima rata per poter costruire un treno  dal costo miliardario ed imprevedibile e dall’altra nessuna risorsa, e tantomeno compensazioni, per servizi, cittadini e precari. Eppure un debito  verso costoro esiste ed è quello previsto dalla Costituzione e dalle leggi repubblicane: lavoro dignitoso, servizi pubblici garantiti ed utilità sociale del privato. Diritti pare non “compensabili”, in questo caso solo debiti e nulla più.

Non si prendono soldi a chi ne ha, di conseguenza si taglia tutto tranne le opere decise dagli stessi  intoccabili da fisco e tasse, da coloro che speculando su ogni cosa hanno gettato nella miseria la Grecia e tra un po’ anche noi. Quegli intoccabili che giocano con le nostre esistenze dai loro fortino dorati e per cui i milioni si trovano con facilità, soldi strappati dal lavoro degli altri: quelli  per cui non vi è compensazione alcuna e tantomeno democrazia. Con buona pace ancora una volta della Costituzione (R.I.P.).

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