CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Archivi per gennaio, 2013

La tristezza di una Politica morta e sepolta ovunque.

Scritto da juribossuto.it il 17 gennaio 2013

Questa tornata elettorale mi preoccupa molto per le dinamiche in corso. La scelta di Berlusconi di tornare in campo non mi ha stupito per nulla. Un anno fa quando lui annunciò il suo ritiro, e molti urlavano vittoria, già immaginavo come sarebbe andata: Berlusconi permetteva a Monti di saccheggiare diritti e cittadini per poi ripresentarsi quale salvatore della patria.

Così è andata, ma con un’aggravante di più: ossia aver scelto Berlusconi di allearsi con una sorta di distillato degli ambienti più conservatori, reazionari e nazionalisti di questo nostro martoriato Paese.

Avevo previsto le mosse del cavaliere Nero un anno fa, al contrario di Bersani e di tanti cervelloni nazionali che lo davano per politicamente deceduto, non immaginando però la grande performance che gli ha fatto recuperare, qualche giorno addietro, simpatia e consenso in televisione da Santoro, così come non avrei mai immaginato le scelte attuali della cosiddetta sinistra radicale.

Mi avessero detto un anno fa che il PRC, avrebbero scelto di abbandonare simboli e colore per unirsi sotto la bandiera arancione, forse avrei sorriso e chiesto un trattamento sanitario obbligatorio per chi me lo diceva.

Alcuni eventi riescono a sorprendermi ancora, altri no. Non mi stupisce l’apertura di Grillo alla Destra estrema poiché molti suoi temi, nel populismo ampio in cui l’ex comico si muove, da tempo si inseriscono in sensibilità di stampo nazionalistico regionalistico e da sempre denuncia essere suo il ruolo di togliere consensi ad Alba Dorata.

Così come non mi turba la deriva politica in cui SeL sembra essere caduta, dopo il deludente risultato di Vendola alle primarie. Deriva dimostrata dalle candidature, dal metodo e dai paracadutati, nonché dalle mosse assurde di quell’assessore che a Torino ha privatizzato, calpestando lavoratori e genitori, nove asili nido. Mi spiazza un po’ di più l’adesione del leader di Libera Mattiello al PD, mentre il suo braccio destro Curto resta ancorato più o meno saldamente a SeL.

Non mi stranisce invece il gioco al massacro, interno ed esterno, del PD che dopo aver appoggiato le misure da cappio di Monti, ora si autocandida ad essere il paladino della giustizia ed equità sociale. I nomi dei candidati al seggio parlamentare sono a dir poco scarsamente rassicuranti, mentre il clientelismo ed il disinteresse per la cosa pubblica inizia ad intaccare gravemente le fondamenta del Partito Democratico, oramai campione di trasformismo.

Trasformismo che, come accennavo qualche riga più in su, non risparmia nessuno. Qualche anno fa PRC scelse, in congresso, di rompere con Vendola nel nome del simbolo e dell’identità. Dopo una serie di sconfitte, che non hanno messo in crisi la dirigenza nazionale, si è presentata l’opportunità politica aperta da Alba di prendere una boccata di ossigeno agganciandosi a quella zattera. Il passo a seguire è la nascita di “Cambiare si può”, con il dibattito su nome e simbolo azzerato, quello si, dal ritorno in patria di Ingroia con tanto di nuovo simbolo, nome e programma (scarsa democrazia e poca trasparenza nelle scelte). Ancor più contorti i passaggi di coloro che all’inizio sono stati tentati di chiedere posti in lista al PD, così si dice da fonti autorevoli ed articoli, per poi fare una sterzata e chiedere riparo a Rivoluzione Civile.

Morale: dal rosso al colore delle rivoluzioni borghesi filo americane (arancione), dalla falce e martello al nome di un magistrato (seppur autorevole e coraggioso). Indossata la maglia color arancio può partire l’assalto alla diligenza avviando la solita lotta per il riempimento delle liste, rispettando partiti, segretari di partiti ed entourage della dirigenza di partito stessa (ossia i fedelissimi) e magari silurando la Dosio ed Agnoletto. Ecco l’ennesimo mostro delle liste bloccate compiersi.

Purtroppo Rifondazione non è stata in grado di essere lei stessa al centro di un  rilancio della Sinistra. Non è stata capace di fare negli anni un mutamento di pelle che le riconsegnasse autorevolezza e capacità di diventare il punto di riferimento di chi davvero voleva rifondare la Sinistra, e non solo partorire una sommatoria di dirigenti e cattive abitudine dal sapore suicida.

Il risultato devastante è innanzi ai nostri occhi: un assembramento peronista ideato dall’immortale Berlusconi, che potrebbe anche avere una buona affermazione; una lista anti democratica e di classe rappresentata dal prof. Monti, pronta ad un accordo di governo con Bersani; una finta Sinistra, in realtà neo liberale ed intaccata dai classici mali della politica nostrana, con a capo Bersani stesso alleato, per l’occasione, con la meteora in discesa Vendola;  una compagine populista, non antifascista, dalle buone promesse di affermazione guidata da Casaleggio – Grillo; una Sinistra, quarto polo, che sembra più attenta a garantire la sopravvivenza dei quadri che a guardare ad una rinascita futura vera e senza vergogna per la sua Storia passata.

Un insieme desolante, povero ed entropico che mi pone davanti al quesito solito: che fare?

Probabilmente nulla. Questa volta guarderò per capire se ho ragione o meno lanciando un appello a costruire qualcosa di vero, e di Sinistra, che guardi al futuro, e non alla sola sopravvivenza a qualsiasi costo, appena terminate le elezioni politiche di febbraio.

Sono stanco di sopravvivere, stanco di turarmi il naso, stanco di andare dietro a chi non vede e non capisce molto di quello che è il quotidiano.   

Pubblicato in Carta straccia: appunti vari | 3 Commenti »

 

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