CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

LAVORI IN VIA ALFIERI: CHI “PUO’ ” E CHI CONTINUERA’ AD INCIAMPARE ANCORA. Lettera a La Stampa

Scritto da juribossuto.it il 16 maggio 2013

   Alcuni recenti articoli pubblicati su La Stampa hanno mappato il degrado in cui versa la nostra Città. Il centro cittadino dovrebbe essere la vetrina che si offre ai turisti che raggiungono Torino. Al contrario buche, rattoppi alla buona, materiale lapideo filettato ed a pezzi, cubetti di porfido che si sfaldano, “tacun” fatti con il bitume e transenne perenni fanno dell’ex capitale d’Italia una tipica metropoli allo sfascio.

   Se ci portiamo in periferia assistiamo al tracollo vero e proprio di Torino: voragini sulle strade; alberi ai lati dei viali espiantati e mai sostituiti; aree verdi e gioco abbandonate. Nello sfacelo possiamo ancora una volta appurare che siamo tutti uguali, ma qualcuno lo è di più.

   Mi riferisco, tra le altre cose, ai lavori in corso in via Alfieri dinnanzi al nuovo esclusivo palazzo residenziale inaugurato addirittura dal Sindaco qualche tempo fa. Un “condominio” bellissimo con un solo neo: il marciapiede su cui si affaccia, troppo banale ed uguale a tutti gli altri.

   Il costruttore “esclusivo” fa quindi la scelta giusta: spaccare tutto, chiudere la strada e rifarla nel tratto prospiciente alla dimora snob. Si apre così un cantiere di pochi importantissimi metri il cui costo delle opere pare sia equamente diviso tra imprenditore edile e comune stesso. Insomma chi tutto può avrà il moderno marciapiede in tema con il nuovissimo stabile, agli altri la possibilità di continuare a cadere tra buche e pietre poiché “non ci sono soldi” per loro.

   Una Torino a dimensione di facoltosi ed una per tutti gli altri (i più). Un’affermazione che giunge anche guardando l’orribile prefabbricato ricollocato all’inizio di piazza Castello: un pugno nello stomaco che solo alcuni possono infliggere ai visitatori di Torino ed ai suoi cittadini, mentre ad altri non è permessa trasgressione alcuna su insegne o dehors.

   C’è chi può e chi non può a Torino. Prendiamone atto con serenità poiché anche adirandosi a Torino nulla mai cambia (perlomeno in meglio).

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