CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Archivi per agosto, 2013

Money, plaese money……

Scritto da juribossuto.it il 1 agosto 2013

Tutto oramai viaggia solo sui soldi. Passeggiando per Torino incontri Greenpeace che non chiede militanti, ma soldi tramite il lavoro dei suoi dialoganti. Poi incappi in Amnesty ed è la stessa cosa. Idem con le organizzazioni Onu ed i parti…ti per cui sei “buono” se tiri fuori i soldi. Poi incontri il mimo che sa fare male il mimo, ma ti abbraccia anche se non vuoi e ti chiede soldi. Poi il mimo bravo che fa l’uomo invisibile, ti chiede soldi, ma almeno simpatico. Poi il mendicante Rom a cui parli di diritti da difendere e ti dice “grazie”, ma ti chiede soldi. Poi i fratelli tunisini che da trenta anni ti chiedono soldi davanti a Palazzo Nuovo ed ovunque sei.

Chiedono soldi anche i mendicanti nostrani pur parlando loro di lotte per i diritti e casa. Chiede soldi anche il finto benefattore dei senza fissa dimora facendo incazzare i clochard stessi, imitato da altri truffatori che puntano a giovani e meno giovani parlando (o meglio straparlando) di aids e droga. Chiedono soldi i venditori di rose appena provi a tirare il fiato alla sera e coloro che ti dicono “Qual è l’ultimo libro che ha letto?”. Insomma nessuna lotta e tanta voglia di avere soldi.

Il trionfo assoluto del capitalismo nostrano. Vero “made in Italy”.

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UN PRIMO AGOSTO GIUNTO A SORPRESA PER LE FERROVIE

Scritto da juribossuto.it il 1 agosto 2013

UN PRIMO AGOSTO GIUNTO A SORPRESA PER LE FERROVIE DI STATO DI PORTA NUOVA!!

  Il 1° agosto, come risaputo,  arriva ogni anno a sorpresa: in modo assolutamente imprevedibile. Questo concetto è ben chiaro ai vertici delle Ferrovie di Stato (Trenitalia), che stamane hanno assistito, stupiti ed allibiti, al riempirsi della stazione di Porta Nuova (Torino) di migliaia di viaggiatori diretti verso le spiagge liguri di ponente.

   Il riversarsi, tanto inopportuno, di una miriade di passeggeri tra i binari della stazione, ivi condotti dall’insana intenzione di salire sul treno per Ventimiglia, ha gettato nel panico il luogo e, soprattutto, i quadri aziendali del “bravo” Moretti che hanno mascherato bene il loro disappunto.

   La cronaca di stamani è simile a tante altre già trattate dai media torinesi, ma credo valga la pena riassumerla. Il convoglio per Ventimiglia delle 8,35 ha registrato un ritardo di circa 25 minuti dalla stazione di partenza, Porta Nuova, comunicando solo all’ultimo il binario di stazionamento ed imbarco. Migliaia di passeggeri, tra cui molti bambini e tanti anziani preoccupati dalla calca in attesa, hanno deciso di attestarsi sul binario numero 5, quello storicamente sede di partenza della linea marittima, per scoprire all’ultimo minuto che in realtà il treno attendeva al numero 12 (dalla parte opposta).   

    L’avviso indicante il nuovo binario ha scatenato una sorta di esodo, fatto davvero da una marea umana variegata ed eterogenea, che ha attraversato la stazione tra mille ostacoli (tra cui carrelli delle pulizie, trasporto disabili e polizia ferroviaria). Uno slalom infernale, fatto a passo bersaglieresco, che ha visto cedere in ultima posizione proprio i più anziani spintonati da ogni dove.

   Naturalmente, al contempo, scendevano i viaggiatori del convoglio ora proveniente e poi diretto in Liguria. Centinaia di persone in controcorrente rispetto a coloro diretti all’imbarco: un fenomeno che ha scatenato il caos assoluto, gettando nel panico molte persone.

   Essendo giunto il primo agosto improvvisamente, come ogni anno, i vagoni erano visibilmente insufficienti ad accogliere i numerosi passeggeri, per cui una volta colmati i posti a sedere per molti si è avviato un viaggio, di parecchie ore, affrontato in piedi. Unica nota positiva è quella che l’aria condizionata, perlomeno alla partenza, sembrava essere in funzione.

   Sembrava il set di un film girato nella stazione di un Paese del terzo o quarto mondo. Una bolgia infernale in cui i più deboli hanno rischiato di non partire o, peggio, di crollare al suolo.

   La mia mente non può non andare alla notizia, quasi contemporanea alla visione infernale di stamane in Porta Nuova, della super talpa scavatrice giunta ieri a Chiomonte per lo scavo TAV. Camionate letterali di Euro impegnati, ad ogni costo anche sulla testa delle popolazioni, per la “fondamentale” tratta ad alta velocità Torino – Lione, mentre Trenitalia non è neppure in grado di fornire un viaggio dignitoso ai pendolari del lavoro o del turismo. Dignitoso, ho scritto, non comodo o “normale”, solo dignitoso. Un’azienda incapace nell’affrontare le emergenze che il calendario ogni anno presenta cogliendo impreparati tutto e tutti.

   Alla luce di stamane ritengo l’impegno sul TAV frutto di una malafede assoluta, poiché chi davvero crede nei trasporti su ferrovia non obbliga i suoi utenti a calvari ripetuti come quello a cui ho assistito stamane.

   Alla Procura di Torino chiedo: se manifestare anche con forza un dissenso è  rubricato quale reato di “terrorismo”, come possiamo allora definire i responsabili di tanto grave disagio ai propri viaggiatori (se oggi non è stato calpestato nessuno a morte forse è per un miracolo non certo per l’organizzazione della stazione di Torino), e come i tanti politici distratti da quanto accede sui loro territori e sin troppo attenti ai desiderata di chi si arricchirà (gli unici) dai lavori devastanti della Valle Susa? Lo chiedo pur essendo certo di  non ricevere risposte neppure questa volta, come non la ricevevo quando sedevo in Consiglio Regionale.

   Siamo tutti cittadini di serie C 4. Sudditi di un vassallo arrogante e presuntuoso, che sembra giocare presentando il conto a noi tutti ed all’ambiente sua preda.

 

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