Poco da ridere (da FB)…..

23 settembre 2013

Alcuni amici mi hanno detto, tra il ridere ed il serio, che i miei post sono troppo “politici”, che dovrei ridere di più. Magari raccontando al barzelletta del tipo che entra nel caffè e splash…. Purtroppo è da un po’ che non riesco fare altro che distruggermi ed annoiarvi con politica ed attualità. Ma come posso fare diversamente. Guardate i titoli di ieri: militari in Valle Susa contro i kattivoni; Si Tav che inneggiano alla repressione (pare casalinghe di tipo “Voghera” magari con mariti impresari edili); politici vari vagamente citati in articoli sulla vicenda Csea (tra cui noti si Tav) e buchi (non ad alta velocità ma quasi) di 40 milioni (milioni) di Euro; volantini deliranti che arrivano sempre nel momento più opportuno per il potere; ministri che accusato i manifestanti di eversione mentre difendono un condannato per evasione fiscale pluri processato……  Insomma più che ridere mi incavolo (scusate l’eufemismo) ogni giorno di più. Buona giornata, per la prossima preparo una barzelletta….giuro. O forse è il nostro Paese già una comica…. mah….

L’11 settembre di quest’anno l’ho voluto celebrare. Non mi riferisco a quello americano (Stati Uniti che per ripetere l’errore ora pensano di appoggiare gli integralisti in Siria dopo averlo fatto in Afghanistan al tempo del presidente social…ista), ma quello cileno. Il golpe di Pinochet ricordato nei giorni in cui si “snellisce” in Italia la procedura per modificare la Costituzione l’art. 138 (per l’ennesima volta il PD taglia la democrazia salvo pentirsene quando faranno a pezzi i diritti fondamentali), e il TAV diventa la palestra del potere nel fare rispettare la propria volontà anche quando dannosa per la collettività e non condivisa. Il Cile di Pinochet è dietro l’angolo ovunque. Non più con i carri armati, ma con azioni che erodono giorno dopo giorno e servetti, in politica, che le favoriscono credendo di essere geni della modernità. Invece sono sottomessi a banche ed imperi finanziari: istituzioni non democratiche che da anni chiedono leggi che rendano veloci le LORO riforme. UN giornalista (Riotta) ha scritto: “Pinochet senza opposizione riuscì ad attuare le riforme economiche velocemente”. Bene, allora avanti così………..

Gentile Direttore,

mi perdoni se riprendo “calamaio e penna” per scriverLe nuovamente sull’argomento TAV. Ogniqualvolta leggo sul Suo giornale alcune dichiarazioni, mi diventa impossibile non cadere nella tentazione di replicare.

Temo che l’On. Merlo consideri la Democrazia ed il confronto nulla più che una partita burocratica. Un atto dovuto da evadere al più presto, celermente, ponendo al dicitura “Fatto” per andare oltre.

Le varie proposte di “riforma” costituzionale forse legittimano questa procedura sbrigativa del confronto democratico, ma chi ancora crede nella Carta Costituzionale (quella nata dall’Assemblea in cui sedevano io veri padri della nuova Italia post fascista) non può che rilevare la totale assenza di Democrazia da parte dello Stato nella lunga vicenda TAV.

Fa sorridere che un deputato (Vattimo) non possa dire la sua senza che subito un collega inviti all’isolamento politico del medesimo. Una censura dal sapore medioevale, non certo degna di un militante che da sempre è stato espressione istituzionale del Partito DEMOCRATICO, quale è l’on. Merlo.

Inoltre è vero che “molto si è discusso” sul TAV, ma da parte dei politici sostenitori di quella ulteriore tratta per le merci sono arrivati solamente slogan e accuse di fantomatiche “pregiudiziali ideologiche” a chi si dichiara contrario. Aggiungo che il confronto si fa dati alla mano e dimostrazioni in merito all’utilità dell’opera (rapporto costi – benefici) non solo targando con il termine “conservatore” chi vi si oppone invece con dati alla mano (al contrario dei fautori integralisti dell’opera).

E’ ancora un fatto che più volte son stati chiesti tramite questo settimanale agli onorevoli Merlo e Malan dei numeri giustificativi dell’investimento di quella che è la singola più grande opera pubblica mai avviata in Italia. Ideata come trasporto passeggeri, così come questa è utilizzata laddove in funzione, la linea è stata poi trasformata in trasporto merci: un’azione solo utile per darle un senso innanzi agli occhi, spesso distratti, delle masse. Tutti sanno che un treno merci sopra i 140 Km/h dissesta tutta la tratta, costringendo le ferrovie e manutenzioni estremamente costose ed antieconomiche.

Il duo politico (come direbbe qualcuno PDL e PD – L) Merlo & Malan non hanno ancora spiegato ai cittadini, cioè a coloro che stanno pagando l’opera con le loro tasse,come mai l’accordo del 2004 accollava il 63% dei costi di realizzazione del tunnel di base all’Italia anziché il 20%. Dato assurdo, appena ritoccato dagli ultimi accordi, innanzi al fatto che i quattro quinti della tratta ferrata sono in territorio francese. Chi transita in treno verso Lione non può fare a meno di notare come i problemi della linea siano sul tratto francese, dove i treni rallentano molto, non certo in quello italiano della Valle Susa. 

Sono certo che come non ho ricevuto risposte degne di questo termine negli anni in cui sedevo in Regione, così non ne riceverò ora dagli oltranzisti pro Tav. Vale comunque la pena provare a porre domande a chi sempre si dimostra senza dubbi e senza incertezze (specialmente quando i soldi li mettono altri).

Grazie per l’attenzione che vorrete dare a questa mia.

 

 

 

 

 

 

 

Con le bugie si fanno guerre e revisionismo storico. Quando il potere non ha regole. Una presa in giro di moda oramai ad Occidente, compresa nell’Italia della secessione…….. foto false, notizie pilotate da media spesso asserviti: così s…i preparano le “giuste cause”, “i buoni ed i cattivi”!!
http://informare.over-blog.it/article-come-si-fabbricano-le-prove-un-caso-concreto-e-sputtanato-una-foto-scattata-in-iraq-nel-2003-spacc-119875025.html