CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Archivi per marzo, 2014

Money, money and money!!!!

Scritto da juribossuto.it il 10 marzo 2014

Tutto oramai viaggia solo sui soldi.

Passeggiando per Torino incontri Greenpeace che non chiede militanti, ma soldi tramite il lavoro dei suoi dialoganti. Poi incappi in Amnesty ed è la stessa cosa. Idem con le organizzazioni Onu ed i partiti per cui sei “buono” se tiri fuori i soldi.

Poi incontri il mimo che sa fare male il mimo, ma ti abbraccia anche se non vuoi e ti chiede soldi. Poi il mimo bravo che fa l’uomo invisibile, ti chiede soldi, ma almeno simpatico. Poi il mendicante Rom a cui parli di diritti da difendere e ti dice “grazie”, ma ti chiede soldi. Poi i fratelli tunisini che da trenta anni ti chiedono soldi davanti a Palazzo Nuovo ed ovunque sei. Chiedono soldi anche i mendicanti nostrani pur parlando loro di lotte per i diritti e casa.

Chiede soldi anche il finto benefattore dei senza fissa dimora facendo incazzare i clochard stessi, imitato da altri truffatori che puntano a giovani e meno giovani parlando (o meglio straparlando) di aids e droga. Chiedono soldi i venditori di rose appena provi a tirare il fiato alla sera e coloro che ti dicono “Qual è l’ultimo libro che ha letto?”.

Insomma nessuna lotta e tanta voglia di avere soldi. Il trionfo assoluto del capitalismo nostrano.

Vero “made in Italy”.

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LE GUERRE DI BUGIE DELL’EUROPA…. lettera a Quirico senza risposta…..

Scritto da juribossuto.it il 10 marzo 2014

Dalla caduta del Muro di Berlino l’Europa, colta da una sorta di euforia irrefrenabile, ha bombardato la Serbia, l’Irak, l’Afghanistan, la Libia, la Somalia. Ha sostenuto i ribelli in Siria e quelli ucraini simpatizzando per movimenti secessionisti in mezza Europa dell’Est.

Il nostro Paese, appoggiato dai media senza incertezza alcuna, ha dato mezzi  economici e complicità al peggio dal punto di vista dei diritti umani, spalleggiando integralisti arabi dalle caratteristiche che richiamano l’epoca feudale, fascisti croati, nazionalisti di ogni ordine e grado e, dulcis in fundo, i nazisti ucraini.

Scelte compiute sfacciatamente ed, in apparenza, senza sembrar tenere conto delle conseguenze di tali strategie e delle reazioni di chi pungolato in seguito alle continue sfide internazionali  avviate dal vecchio continente. Certo Putin o i regimi rimossi non brillavano per umanità ma al loro posto spesso si + instaurato qualcosa di peggiore.

Scelte di campo precise i cui frutti non hanno neppure consegnato ricchezza agli europei ma crisi ed un aumento di adesioni ai partiti dell’estrema destra ovunque.

Da questa premessa la lettera invia a “La Stampa” qualche giorno fa. In essa non chiedevo pubblicazione della stessa ma una risposta personale mai giunta.

 

LA LETTERA

 

Gentile Direttore de “La Stampa”,

premetto che ho seguito con apprensione gli sviluppi del rapimento subito dal corrispondente Quirico ed ho gioito quando ho appreso della sua liberazione.

Tali forti emozioni però non mi assolvono dal voler porre al giornalista, ed alla Sua attenzione, alcune domande alla luce della ricca corrispondenza da Kiev a firma di Domenico Quirico stesso.

Nell’articolo pubblicato mercoledì scorso (26 febbraio 2014) ho osservato, forse errando, un descrizione degli avvenimenti ucraini in corso dai toni davvero poco imparziali (come spesso siamo abituati a notare in occasione di crisi internazionali). La descrizione dei ribelli sulle barricate, il resoconto degli ultimi sviluppi e le note di cronaca sembravano impregnate di un giudizio di profonda condivisione in merito alle scelte attuate dai manifestanti. Lo stesso fenomeno mi pareva di poter leggere nelle corrispondenze dalla Siria: articoli apparentemente a favore dei “rivoluzionari” anti Assad.

La mia cultura politica e sociale è letteralmente costellata da miti rivoluzionari: Che Guevara, Malcom X, Mandela, Leonard Boff e tanti altri. Tutti personaggi illuminati con, alla base del loro credo, ideali internazionalisti, di fratellanza e lotta all’intolleranza ed al razzismo, di tutela dei diritti in capo ai più deboli. Esattamente il contrario di questi nuovi movimenti “rivoluzionari” che non ho dubbi nel definire integralisti (Siria), conservatori al limite del ritorno al feudalesimo, annichilenti vero le donne (sempre Siria) e i fedeli cristiani oppure pericolosamente nazionalisti (Ucraina).

Nello specifico ho notato l’abbondante presenza di croci celtiche tra i manifestanti di Kiev nonché di squadre para militari in continuo addestramento. Ho letto di persecuzioni ai danno di ebrei e comunisti da parte di squadracce appartenenti ad uno dei partiti dell’opposizione che non ha problemi a definirsi nazista.

Movimenti che guardano all’Occidente, e forse per questo simpatici ai nostri governi, ma intrisi di voglie autoritarie e liberticide. Le stesse  giustificazioni fornite ai medesimi appaiono, sovente, strumentali e non vere. Un esempio è l’idea fornita all’opinione pubblica di un governo deposto in Kiev di ispirazione comunista: Yanukovich  non è comunista e neppure lo è il partito che lo ha espresso presidente. Anzi il partito comunista ucraino mi risulta essere all’opposizione (esattamente come nella Russia di Putin) ed attualmente oggetto di persecuzioni e vandalismo da parte di gruppi para militari presenti su piazza dell’Indipendenza durante le proteste dei giorni scorsi.

Dubbi emergono pure nei confronti della Tymoshenko, personaggio che neppure l’Occidente ha mai considerato quale prigioniero politico ma , al contrario, detenuto comune per reati legati alla corruzione. Oggi semplicemente una leader scarcerata grazie ad un fenomeno giuridico che in Italia conosciamo fin troppo bene: la legge ad personam.

Infine mi pare che specialmente sulla vicenda ucraina sia totalmente assente l’analisi politica in merito ai ruoli giocati dai Paesi europei nella scacchiera ex sovietica. Tra questi spicca la Germania già in passato co responsabile della guerra – genocidio jugoslava (grazie alle sua manovre politico diplomatiche) ed oggi pronta ad una replica sulle rive del Mar Morto. Al contempo mi ha anche stupito l’assoluto silenzio di tanti media, unito alla presa di distanza del nostro continente, riguardo alla protesta in Bosnia generata da giovani disoccupati anti nazionalisti.

Insomma se manifestano i bosniaci non li degniamo di attenzione, anzi li condanniamo a prescindere, se invece scendono in piazza i No Tav chiamiamo in causa la magistratura poiché “eversivi” ma diamo assoluto e complice risalto a realtà potenzialmente violente e certamente nazionaliste.  Un fenomeno simile a quello che nel secolo scorso spalancò le porte del potere ad Hitler.

Cosciente di essere fuori moda continuo a sognare un mondo libero, dove la gente viva senza essere comandata da opprimenti regimi. Un mondo senza obblighi di indossare Burqa o celare la propria religione e fede politica. Un mondo senza etnie e “razze”, senza milizie armate (vedi anche le prodezze che abbiamo fatto in Libia) e bande mercenarie pagate da ricche lobbies. Un mondo in cui non siano gli imperi finanziari a comandare (come in Europa oggi) e neppure personaggi potenti ed un po’ compromessi (vedi Lagarde) ma i cittadini che guardano al futuro loro e dei propri figli senza paure e pericolose fobie.

Forse annoiando ho descritto a cosa anelo per me e per l’umanità. Ma domando: a quale società invece anela Lei, direttore, ed a quale i suoi corrispondenti? Spero sinceramente non a quelle che emergeranno con forza dalle ceneri del potere siriano ed ucraino.

Grazie per la preziosa attenzione che ha voluto dedicarmi.

Cordiali saluti. 

 

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