CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Archivi per luglio, 2014

L’Armata dei Sonnambuli: come il potere alla fine è sempre potere

Scritto da juribossuto.it il 29 luglio 2014

“L’Armata dei sonnambuli” (Wu Ming, edizioni Einaudi) è un romanzo storico che incolla il lettore sulle sue pagine sino all’ultima, impedendogli neppure per un attimo di distogliere gli occhi dalle stesse.

L’ultima opera collettiva di Wu Ming, che segue al bellissimo “54”, sembra nata per aprire il sipario sugli eventi storici più drammatici legati alla Rivoluzione francese, focalizzando l’attenzione sul periodo che attraversa il Terrore per giungere alla restaurazione Termidoriana (1793 - 1794).

Quattro personaggi, quattro “cittadini”, sono la chiave d’ingresso alle giornate della “Reazione” che segna la fine di Robespierre oltre a quella di altre figure legate al giacobinismo. Una magliaia, un medico magnetista seguace di Messner, un nobile che crea un’armata di sonnambuli al fine di liberare dalla Conciergerie il figlio di Re Luigi XVI ed un attore bolognese sono i protagonisti su cui ruota l’intero racconto. La narrazione, basata su reali documenti di archivio che ritraggono i quattro e le loro relazioni, tocca spesso sfumature gialle svelando intrighi di palazzo e speranze di un popolo mai rassegnato del tutto pur se dileggiato dagli eventi.

Il libro sembra volerci confermare un adagio a cui siamo da tempo abituati, in Italia più che altrove, il quale recita “Tutto cambia perché nulla muti davvero”: una morale che l’Armata dei Sonnambuli sembra voler consegnare ai suoi lettori, ben rappresentata dalla festa delle Vittime organizzata dai nobili superstiti in memoria dei loro ghigliottinati all’indomani del colpo di stato Termidoriano.

Lotta, barricate, umiliazione, sospetti, passioni si mescolano in un mare in burrasca a causa di politici sempre più orientati al ribasso ed affidata ad un potere assembleare, nella Parigi rivoluzionaria, che si fa beffa di chi ha sfidato le baionette monarchiche di Versailles.

Il grande protagonista del romanzo è, in realtà, un potere che ieri come oggi guarda alle elité economiche anziché alle legittime ispirazioni del popolo piegato in due da monarca (oggi diremo finanza) e miseria.

 

 

 

 

 

Pubblicato in Cultura | Nessun commento »

Lettera aperta ai connazionali: “Riforme”? Ma siamo sicuri che di questo si tratti?

Scritto da juribossuto.it il 24 luglio 2014


Cari connazionali,

quando capirete che dietro alla parola “Riforma” si nasconde l’esatto contrario del rinnovamento nell’ottica del bene sociale e collettivo.

Oggi siete tutti con il fiato sospeso nella speranza che la “Riforma” costituzionale passi velocemente al vaglio del Parlamento, poiché (viene detto continuamente) senza di essa il Paese rischia, secondo il governo, di affondare dopo essersi impantanato nel fango della crisi. “Riforma” miracolosa quella bloccata dall’inopportuna opposizione delle minoranze politiche (fastidiose le opposizioni, forse meglio toglierle di mezzo con una bella “Riforma” che vada oltre lo sbarramento del 4%) che vi tiene tutti con il fiato sospeso.

L’appello della maggioranza politica italiana è chiaro: il Senato rallenta tutto per cui va soppresso, o meglio non deve più essere un organo democratico elettivo, mentre al contempo si necessita di una nuova legge elettorale deve garantire ampi premi di maggioranza e liste bloccate. Un disegno costituzionale che riduce di molto lo spazio d’azione agli elettori per lasciarlo esclusivamente nelle mani della politica di carriera.

Una visione renziana della Legge fondamentale dello Stato, ossia di tutti noi, che se portata all’eccesso legittima l’ipotesi di uomo unico al comando: un ritorno indolore al regime di Mussolini, uomo che (come ricordiamo) decidendo guerre e repressione senza il vaglio democratico, poteva definirsi rapidissimo nel legiferare nonché nell’attuazione delle sue “Riforme”.

Noi tutti quindi scopriamo in queste settimane che è il Senato la causa di tutti i nostri mali e non l’incapacità della classe politica di formulare nuove leggi economiche, nuovi piani industriali, nuove norme a tutela dei cittadini e dei consumatori, nuove visioni contro la disoccupazione e di tutela del lavoro.

Certamente è più facile per politici incompetenti ed auto centrati eliminare un’assemblea elettiva anziché, magari, ridurre indennità e benefit parlamentari e mettersi a lavorare su visioni politiche di ampio respiro, di lungo raggio. Così come è più semplice mettere 80€ nella busta paga degli italiani che lavorano, tagliando sui contratti del pubblico, invece che trovare vere soluzioni per fronteggiare i salari bassi e lo sfruttamento crescente che si nasconde tra le recenti, e vecchie, facoltà derivate dalla legge.

Marchionne, l’uomo la cui azienda che dirige ha vissuto e vive di finanziamenti pubblici e tradimenti continui verso i territori a cui ha preso il sangue, plaude a Renzi: non dovete stupirvi ma forse preoccuparvi.

Cari connazionali forse avete fatto poco caso a quanto accade all’indomani dell’approvazione di nuove “Riforme”; forse vi siete distratti e non avete percepito il vero significato di tale parola. “Riforma” in realtà nel vocabolario politico italico nasconde un’altra voce che consegna alla medesima il suo vero significato. “Riforma” in Italia equivale al termine “Contro Riforma”, si tratta un mascheramento del vocabolo che caratterizza atti legislativi dal sapore ottocentesco.

Pensateci. Pensate alle “Riforme” di questi ultimi anni. “Riforma delle Pensioni”: per la gente normale più difficoltà a chiudere la pagina lavorativa causa innalzamento dell’età pensionistica; per i giovani maggiori difficoltà nel trovare lavoro e vantaggi per il Privato in termini finanziari (fondi pensionistici, contribuzioni, spread). “Riforma Sanitaria”: meno posti letto per tutti, i cittadini normali, e maggior caos negli ospedali con liste d’attesa infinite e rafforzamento del Privato. “Riforma del Lavoro”: flessibilità, contratti ad ore, scomparsa del tempo indeterminato e disoccupazione unita a stipendi da fame (in alcune catene di supermercati 1.50€/ora ad esempio) mentre per i Privati minori costi e mani libere nel mercato del lavoro.  “Riforma delle Partecipate”: svendita dei gioielli di Stato ai Privati con conseguente possibilità per i medesimi di portare a buon fine ampie speculazioni e, per i cittadini, peggioramento conseguente dei servizi alla persona. “Riforma scolastica”: peggioramento delle condizioni dell’istruzione per i cittadini e contribuzione ai Privati delle scuole paritarie. “Varie Riforme elettorali”: maggioritario e liste bloccate per una Seconda Repubblica inetta e piena di scandali che si profila peggiore della Prima. Naturalmente per “Privato” si intende settore altolocato della società con predisposizione naturale a “fare lobby ed ottenere buoni risultati per sé”.

Insomma potrei andar avanti ancora per molte righe trattando si trasporti, università, welfare e molto altro ma preferisco non farlo per evitare che il vostro risveglio sia troppo traumatico. A tal fine mi sono limitato a pochi preziosi esempi.

Infine un consiglio, e poi il silenzio per non turbare troppo il vostro sonno catalitico. Alla luce di quanto sopra elencato forse meglio assumiate una posizione che faciliti l’assorbimento di contraccolpi sul vostro corpo.  Se decidete di non alzarvi ancora dal vostro comodo giaciglio allora preparatavi ad un forte pugno nello stomaco, poiché la nuova annunciata “Riforma” non sarà meno dolorosa delle altre, ma al contrario un enorme Cavallo di Troia che vi introdurrà a nuove pirotecniche e devastanti (per noi tutti) “Riforme”: a noi le lacrime ed ai “Privati” nuove ricche praterie.

Pubblicato in Carta straccia: appunti vari | Nessun commento »

 

Bad Behavior has blocked 59 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok