CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

PRATICAMENTE 26 MAGGIO 2015: cibo a chi ne ha bisogno, cibo scaduto e “Buona politica” senza dimenticare quella “Kattiva”!!

Scritto da juribossuto.it il 28 maggio 2015

QUARTA RASSEGNA stampa del day after Praticamente … (Torinow, canale 18 e 199).

Le notizie commentate martedì sera sono state tantissime, al punto di “occupare” l’intera trasmissione. Alcune le ripresentiamo qui, in una breve sintesi che racchiude quelle più “incredibili”.

BUONA POLITICA E … “MALA” POLITICA

La “Buona politica” è oggetto di un articolo pubblicato su “La Stampa” di domenica 24 maggio. Il pezzo porta la firma di Patrizia Albanese, la quale intervista, l’ex Presidente dell’Uruguay Pepe Mujica (85 anni). Il titolo dell’articolo è di per sé eloquente: “Mujica, un marziano a Genova – Non si fa politica per soldi”. Scrive Albanese: “… a José Alberto Mujica Cordano e a sua moglie (…) non serva poi molto: sebbene lui, figlio di emigranti liguri, fino al primo marzo fosse l’amatissimo presidente dell’Uruguay, del quale è tutt’ora senatore, insieme alla moglie che non porta manco un gioiello (neppure la fede dopo le nozze)”. L’ex presidente uruguaiano chiosa, durante l’intervista: “Essere al servizio degli altri, questo è il significato della politica”. Il dialogo tra giornalista e politico sud americano continua tra appelli all’onestà ed insegnamenti etici, con un continuo contorno di sincero stupore, da parte di Mujica, per quanto avviene nel nostro Paese.

Probabilmente il principio ribadito, a più riprese, dall’ex presidente dell’Uruguay (Politica al servizio degli altri) è alla base dell’azione politica di Formigoni. Un articolo a firma Fabio Poletti racconta, a conferma, una singolare giornata aereoportuale dell’esponente di Comunione e Liberazione. Anche in questo caso il titolo è una buona sintesi di quanto contenuto nelle righe successive: “Formigoni perde l’aereo e insulta tutti. Alitalia: colpa sua, era in ritardo”. Scrive Poletti su La Stampa: “Mancava solo che dicesse – Lei non sa chi sono io – (…) Nerissimo il Celeste che non riesce ad imbarcarsi sull’ultimo volo per Milano. Il ligio dipendente della compagnia di bandiera lo respinge come un ritardatario qualsiasi. E lui parte con una sequela di insulti da far venire giù gli oratori – Massa di coglioni … Teste di cazzo … Figli di puttana … Io so il suo nome e la denuncio”. Lo scompiglio attira l’attenzione di alcuni passeggeri che, dopo una breve riflessione, decidono di riprendere con lo smartphone l’intera scena del “Formigoni Furioso”. L’ex governatore lombardo tenta, nei giorni a seguire, un recupero accusando la compagnia aerea di inefficienza,ma lo svolgersi dei fatti, come narrati dal web, sembrano inchiodare il politico alle proprie responsabilità insieme ad una sua buona dose di arroganza (stile ancien regime).

Non è il caso di deprimersi, alla luce del quadro politico italiano, poiché il consulente politico Simon Anholt ha la ricetta in tasca per cambiare il mondo parlamentare e governativo. In un’intervista a firma Alain Elkann, apparsa su La Stampa del 24 maggio, l’ex consulente annuncia un mea culpa, unito alla volontà di cambiare. Risponde Anholt alla domande poste da Elkann: “(…) Tornavo da un Paese dove avevo aiutato il governo a espandere i commerci o a migliorare la sicurezza e in aereo leggevo sul giornale di persone che muoiono di fame nel mondo e di persone che si uccidono a vicenda e pensavo – io sono parte del problema”. Sulla maturazione di tali riflessioni l’ex consulente giunge ad una conclusione “Ci vuole il partito dell’Umanità”. Anlhot si pone l’obiettivo di “cercare di cambiare la cultura di governo in tutto il mondo”. Da parte nostra non possiamo che augurare un successo pieno alle proposte di governo mondiale avanzate da Simon Anholt, e raccolte da Alain Elkann, ma nel frattempo ci culliamo disperatamente nelle notizie quotidiane: molto lontane dagli intenti di chi vorrebbe un mondo migliore.

Sempre domenica 24 maggio La Stampa pubblica: “Pregiudicati e trasformisti. Nelle liste un esercito di candidati improbabili”. Chiosa l’autore dell’articolo, Mattia Feltri: “Guai con la giustizia, promesse stravaganti e slogan in dialetto: il lato imbarazzante della campagna elettorale”. Alcune foto raffiguranti cartelli elettorali indicano la disperazione in cui il cittadino è pienamente autorizzato a cadere. Qualcuno offre 300 bottiglie di birra (Forza Italia), altri promettono condoni dei bollo auto oppure la possibilità agognata di votare Putin anche il Italia (Adelina Putin… naturalmente). A fine lettura, del pezzo di Feltri, una certezza: il modello pubblicitario dei detersivi sia ampiamente sbarcato nelle dispute elettorali e quel che pare ora si attende è lo sconto sulla Democrazia (prendi tre voti ma valgono cento).

CIBO E POVERTA’

Expo 2015 ha fatto suo lo slogan “Sfamare il pianeta”, ma i fatti che seguono le parole tardano a manifestarsi tra un business ed una campagna pubblicitaria dei suoi sponsor. In Francia, al contrario, pare invece che qualcosa, nella direzione del sostegno a chi non può permettersi l’acquisto del cibo, si stia muovendo. Un articolo pubblicato il 23 maggio, sempre su La Stampa a firma Leonardo Martinelli, annuncia un fatto nuovo quanto interessante: “Francia, troppi sprechi. Cibo donato per legge”. L’Assemblea legislativa parigina ha varato, all’unisono, un normativa che prevede multe sino a 450 Euro (inizialmente si prevedeva una sanzione di 7.500 Euro ma un emendamento ha ridotto il castigo) a chi non consegna i prodotti invenduti a coloro che si occupano della ridistribuzione dei generi alimentari. Recita il reportage: “i supermercati alla sera cospargono di candeggina i cibi invenduti vicini alla scadenza ma ancora commestibili, buttati nell’immondizia. Vogliono che nessuno possa riutilizzarli. Ricorda scandalizzato Garot, deputato socialista che ha alle spalle anni di battaglie contro lo spreco alimentare”. La proposta di legge, che riguarda tutti gli esercizi ma in particolar modo le grandi aeree commerciali, è stata appoggiata anche da Arash Derambarsh, vicino all’Ump di Sarkozy: consigliere comunale nella periferia parigina che, da anni, organizzava blitz per il recupero delle derrate alimentari alla chiusura dei supermercati.

Un campanello d’allarme, che segnala lo stato di povertà dei nostri connazionali, suona da tempo anche in Italia. Un grafico agghiacciante descrive, dalle pagine del quotidiano torinese, il livello di indigenza raggiunto dagli strati sociali più bassi. Scrive Stefano Lepri: “In Italia il 10% ricco ha 11 volte il reddito del 10% più povero”. I giovani, prosegue Lepri, sono pagati pochissimo e la disuguaglianza è aumentata in modo considerevole in questo ultimo decennio.

Alla luce dei dati Expo, leggiamo il 21 maggio, si è infine destata dalla sua distrazione al di là delle enunciazioni. Un movimento però nella direzione contraria a quanto ci si attendeva, poiché non vi è traccia di emulazione nei riguardi del provvedimento normativo francese (cibo a chi non ne ha) bensì nell’ottica della polemica commerciale. Stefano Rizzato, sempre su La Stampa, titola: “Expo, la guerra dell’hamburger. Petrini contro McDonald’s”. Il giornalista narra il resoconto di una diatriba epocale che contrappone Slow Food alla multinazionale americana. Petrini di dichiara scandalizzato per la presenza dei due colossi americani, del cibo a catena di montaggio, tra gli sponsor dell’Esposizione meneghina, e McDonald’s risponde: “Serviamo in Expo 6 mila pasti giornalieri di qualità ed a un prezzo accessibile, magari a persone che ci scelgono dopo aver visitato l’immenso, triste e poco frequentato padiglione di Slow Food”. Una dichiarazione quasi da colpo basso a cui non è dato conoscere la replica del patron di Bra.

Non è dato conoscere neppure una notizia apparsa solamente su Il Giornale on line. Ivan Francese il 19 maggio scrive: “Eataly nella bufera: in vendita prodotti scaduti da parecchi mesi”. Si tratta di bottiglie di olio scadute nel novembre 2014 e birra non vendibile dal 12 maggio. La scoperta è di un giornalista, de Il Fatto Quotidiano, che si è aggirato tra gli scaffali del “supermercato supercostoso” di Genova dopo una precedente esperienza verificatasi a Bari. Effettivamente il cibo è un business se venduto, anche dopo scadenza, non diventa lucro se regalato a chi ne ha bisogno: lezione elementare di economia commerciale (tanto cara al patron di Eataly).

CINISMO ESTERO

Una breve carrellata di notizie estere da brivido

In Arabia Saudita è aumentato il numero delle condanne a morte, a tal punto che il governo assume “sciabolatori qualificati” (La Stampa 20 maggio). Paga buona: circa mille dollari “per ogni testa mozzata”, mentre non è dato sapere il pagamento per il taglio della mani ai ladri.

Siria, cade Palmira (gioiello archeologico). Lapidaria l’accusa che lancia Fiorentino (studioso ed insegnante di Storia medioevale) da un articolo a firma Franco Cardini (La Stampa): “Nel 2011 il presidente francese Sarkozy e il premier britannico Cameron decisero che Assad era un dittatore da abbattere ed appoggiarono, a tale scopo, i suoi oppositori armati, tra i quali forti erano gli Jihadisti. Adesso abbiamo davanti gli occhi (a Palmira) gli effetti di tale dissennata politica: che naturalmente molti media occidentali cercano di attribuire al solo fondamentalismo islamico”.

Infine è degna di segnalazione una notizia, riportata in piccolo, dai media: tra i martiri dell’Isis anche due gemelli tedeschi biondi e dagli occhi azzurri. Due giovani combattenti tra le fila del Califfato che si sono immolati in Iraq, attaccando una caserma dell’esercito imbottiti di tritolo. La guerra pare allargarsi sempre più di giorno in giorno, grazie agli errori di leader occidentali saldamente legati al potere: sbagli di tal genere richiederebbero un grande mea culpa ed un ritorno, di tali leader fallimentari, all’agricoltura non biologica.

INTERNI ED UN PIZZICO DI TORINO

Sempre da La Stampa apprendiamo che i dipendenti della Polizia di Stato devono comprarsi, con i loro soldi, le divise estive (La Stampa: “La denuncia del Siulp, i poliziotti si comprano le divise estive”), mentre un articolo a mezza pagina informai lettori in merito agli sviluppi della vicenda “Anna Martina”. Emanuela Minucci riporta la sintesi di un’intervista in cui, l’ex dirigente comunale ammette: “E’ evidente che un errore l’ho commesso, non ho letto bene la determina. Ma il giudice mi ha creduto: una svista”. Martina era stata indagata per abuso di ufficio avendo, ella, incaricato di alcuni lavori, per conto del comune, l’azienda del proprio pargolo. Dimessasi dal suo incarico, e dopo l’archiviazione disposta dal gip, la responsabile alla cultura di Torino ha trovato nuovi impieghi tramite Linkedin: consigliamo ai giovani disoccupati di intraprendere la stessa strada, affidandosi con fiducia alla rete (soprattutto per attutire le cadute). Per quanto concerne invece nuovi scandali, scopriamo che il tunnel di corso Grosseto poteva costare 25 milioni in meno se l’assessore regionale con coinvolgeva il marito nell’appalto di costruzione (come ipotizza la Procura torinese).

Infine alcuni articoli vengono dedicati, dai quotidiani, alla difficilissima situazione che vive nella scuola Agnese Landini (n.b. Landini come la Fiom) Renzi (qui invece ricorda l’anti Fiom). La professoressa precaria, di italiano e latino, insegna in un ambiente difficile dove, con gran fatica, prova a spiegare la riforma della Buona Scuola: missione resa difficile dall’avere in dissenso tutto il corpo insegnante e gli studenti (compresi quelli della sua classe). La Stampa, Maria Corbi: “Nessuno tocchi Agnese. La First lady diventa un bersaglio” e “Ma all’assemblea dei colleghi la First lady non si presenta. Secca bocciaturanell’isituto della moglie del premier”.

VARIE

Alessandro Sortino, informa Il Fatto Quotidiano, da Iena si è trasformato nel direttore creativo di TV 2000: la televisione ecclesiastica. Strano connubbio!!

Per questa settimana è tutto (o quasi) a martedì 9 giugno (il 2 giugno è festa e non si va in onda) ore 18,30 - 20,00 su Torinow, con Massimo Tadorni (conduttore) e Diego Giacobbi……oltre il sotoscritto

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