CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Archivi per giugno, 2015

Praticamente…Carta Straccia del 23 giugno 2015: il salvataggio delle banche secondo Papa Francesco, le guerre ed uno sbarco sulla Luna che Mosca mette in dubbio!!

Scritto da juribossuto.it il 25 giugno 2015

PRATICAMENTE CARTA STRACCIA DEL 23 GIUGNO 2015

SESTA RASSEGNA stampa del day after Praticamente … (Torinow, canale 18 e 199).

Le notizie commentate martedì sera sono state tantissime anche questa settimana. Alcune le ripresentiamo qui, in una breve sintesi che racchiude quelle “più”.

Apriamo la rassegna stampa settimanale con un omaggio alla visita del Papa a Torino: al Pontefice dedichiamo le prime notizie.

La Repubblica intitola: “Enciclica e finanza. L’atto d’accusa di Francesco ad un modello globale di sviluppo che ha creato degrado ambientale e nuove povertà. Il papà del popolo: il salvataggio delle banche pagato dei deboli”. Un’affermazione dirompente, quasi rivoluzionaria, che viene ripresa dalle pagine de La Stampa. L’inviato della Città del Vaticano intervista l’economista Stefano Zamagni, direttore scientifico della Scuola di Economia Civile presso il Vaticano, il quale afferma: “Negli Stati Uniti ribattono che il risanamento delle banche è avvenuto per scongiurare guai peggiori. Altrimenti il disastro sarebbe stato inarrestabile e le conseguenze sarebbero ricadute sui poveri. Lo scandalo è l’assenza di condizioni, a differenza del caso della Grecia. La Grecia ha un debito con gli altri Paesi europei e, in cambio degli aiuti, l’Unione Europea chiede al governo di Atene di cambiare il proprio modo di operare (…) alle banche d’affari non è stato chiesto niente in cambio né sono state imposte nuove regole. Una grave ingiustizia“.

Neppure alle guerre si chiede nulla, pur versando molto. Scrive Francesca Paci su La Stampa: “Le guerre ci costano 14 mila miliardi di dollari“. Narra ancora la giornalista: “Le guerre, di cui al momento ribolle il mondo, convengono ai pochi che gestiscono il business. Ma a tutti gli altri costano una fortuna che un rapporto dell’Institute for Economics and Paece ha quantificato in oltre 14.000 miliardi dollari bruciati nel solo 2014, vale a dire quanto le economie di Brasile, Canada, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna messi insieme o, più iconicamente, il 13% del prodotto interno lordo del pianeta”.

Le guerre però continuano ad infiammare il mondo. in Europa l’Ucraina brucia e la lotta d’indipendenza è ancora in corso. La Stampa del 22 giugno ci avverte: “L’ex presidente Saakashvili ora governa Odessa“. L’articolo è il resoconto di una nomina riguardante l’ex Presidente della Georgia nonché l’autore della disastrosa guerra contro la Russia anni fa. Nel suo Paese, Saakashvili, e ricercato poiché incriminato per abuso d’ufficio. Egli, all’epoca del suo governo, dedicò addirittura a Bush un viale della capitale Tblisi. Ora è a capo della regione di Odessa: parte del territorio conteso, da indipendentisti e l’Ucraina, e nominare un personaggio dalle tali caratteristiche significa spedire un chiaro messaggio alle autorità di Mosca (facile da intuire).

Dalle guerre e dalla miseria continuano a fuggire i migranti del mondo. Ancora da La Stampa Alessandra Rizzo, da Londra, ci racconta una storia inverosimile: “Erano a pochi chilometri dalla meta. Dopo un viaggio di 13 mila chilometri e di 11 ore, da Johannesburg a Londra in condizioni terribili. Non sul barcone ma nel vano del carrello di un volo di linea. Con temperature che scendono fino a -60“. E’ la drammatica storia di due emigranti i quali sono caduti da oltre 400 metri di altezza nel momento in cui l’aereo ha tirato fuori i carrelli per atterrare: uno è finito sul tetto di una casa, morendo, mentre l’altro è molto grave.

Proprio nei confronti dei migranti l’Ungheria dimostra una profonda solidarietà. Sembrava che una volta caduto il Muro di Berlino, in questo mondo, non vi fossero più muri da costruire. Una grande bugia. Ne ricordiamo alcuni attuali: quello che divide USA da Messico; l’altro che separa l’India dal Bangladesh; quello che segna il confine tra l’Arabia Saudita e lo Yemen, oltre al muro di Gaza che tiene lontani palestinesi da israeliani. Ora si aggiungerà anche il muro tra Ungheria e Serbia: un’opera anti migranti che bene descrive Anna Zafesova su La Stampa del 18 giugno.

Passiamo ora brevemente gli Esteri - Expo.

Scopriamo allora da La Stampa, di venerdì 19 giugno, che Tsipras teme l’ira della sua compagna: “Se cedo alle richieste della Troika Betty mi lascia“. Pare che la frase sia parte di uno sfogo che il Primo ministro greco ha confidato al presidente Holland (vatti a fidare della sua riservatezza). Betty appartiene alla Sinistra radicale: molto più a Sinistra di Tsipras stesso.

Molto interessante l’articolo apparso su La Stampa a firma di Vittorio Sabadin: “Torna la guerra fredda sulla Luna. I dubbi della Russia sullo sbarco USA. Mosca chiede un’indagine sui reperti smarriti ed alimenta il complottismo“. Vladimir Markin, portavoce del Comitato investigativo russo, si dimostra molto stupito per alcuni accadimenti che si sono susseguiti al “presunto” sbarco sulla Luna. Prima di tutto la scomparsa del filmato originale che ritraeva Amstrong mentre posava il proprio piede sul satellite: “La NASA aveva ammesso nel 2006 di non essere più in grado di rintracciare gli storici nastri girati nel 1969, durante la missione dell’Apollo II e un’inchiesta interna aveva appurato che erano stati cancellati (…) per poter riutilizzare le cassette e risparmiare sul budget“. Non solo: anche le rocce lunari regalate da Nixon ai capi di Stato esteri non erano rocce lunari bensì rocce provenienti dal deserto americano (come quella esposta al museo di Amsterdam.

Ancora per il settore Esteri registriamo un piccolo conflitto tra la Ségolène e la Nutella. Lo descrive Il Fatto Quotidiano tramite la penna di Virginia della Sala: “Il ministro dell’Ambiente francese ce l’aveva con l’olio di palma usato dalla Ferrero. Agnese Renzi risponde con una crepes con panna montata“. Pare infatti che all’accusa della Ségolène alla Ferrero inerente l’uso abbondante dell’olio di palma, nella fabbricazione dei suoi prodotti, la moglie di Renzi abbia risposto con una crepes alla Nutella regalata, generosamente, al proprio figlio nel salone Expo: come le colpe dei padri ricadono sui figli.

Expo tiene banco, oltre per l’atto politico a spese del piccolo Renzi, anche per quanto riguarda scandali presunti o reali. Scrive Gianni Barbacetto su Il Fatto Quotidiano: “Cantone boccia Oscar: gli stand Eataly di Expo finiscono in Procura. Lo spazio concesso senza gara a Farinetti a Milano nel mirino della anticorruzione: non è bastata la memoria difensiva scritta dal commissario Sala“. Sotto la lente d’ingrandimento la concessione “diretta” della gestione di circa 20 ristoranti nei padiglioni regionali di Expo: un ghiotto business lanciato a Farinetti poiché, secondo Sala, unico nel suo genere. Purtroppo per l’Oscar nazionale sembra che tale “originalità” non corrisponda del tutto al vero.

Un’occhiata ora al mondo Animale.

La Stampa ci informa, tramite Francesco Olivo, da Madrid: “Spagna: dopo la Catalogna anche la capitale rischia lo stop. Podemos contro la corrida, toreri rivolta a Madrid“. Malgrado il grande giro d’affari delle corride, queste sopravvivono solo grazie ai finanziamenti pubblici: gli stessi che ora il gruppo politico Podemos vuole assolutamente revocare. La crudeltà con cui si uccide il toro ha mandato, nel recente passato, in crisi anche un torero: la proposta rivoluzionaria di Podemos non stupisce.

Sempre La Stampa, del 21 giugno, lancia un allarme molto preoccupante: “E’ cominciata la sesta estinzione di massa. Uno studio di cinque prestigiose università mondiali conferma: le specie spariscono ad un ritmo mai visto da 66 milioni di anni, quando i dinosauri furono spazzati via da un asteroide. Questa volta la causa è l’uomo ma rischia anche lui“. Il giornalista, Vittorio Sabadin, crea un quadro molto crudo dei rischi che sta correndo il nostro pianeta. Un esempio per tutti risiede nelle api, la prima specie a partire per il forte inquinamento di questi anni: sparite loro potrebbe sparire anche l’essere umano.

Infine vale la pena segnalare, molto velocemente, un articolo tratto da Tutto Scienze di mercoledì 17 giugno. E’ il commento di un ricercatore, Gilberto Corbellini, de La Sapienza di Roma, che elenca i motivi per cui, secondo il medesimo, la sperimentazione sugli animali è importante. Un commento molto retorico che raggiunge il suo culmine in questa frase: “Potrebbe anche darsi che accada come per la legge voluta dal nazista Goring, che nel 1933 in pose alla Germania drastici divieti all’uso di animali per ricerca medica, dato che quei sociopatici già contavano di usare cavie umane. Divieti che furono poi, via via, ripensati e soprattutto poco applicati“. Insomma alla fine la Germania nazista non vietò mai la sperimentazione su cavie animali che, anzi, proseguirono al fianco di quella su cavie umane: molta retorica ma non una parola sulla reale necessità di tale sperimentazione, compiuta con estrema crudeltà su esserini spesso incompatibili con le peculiarità, uniche, dell’essere umano.

Ora uno sguardo rapido anche al Fuoco. Fuoco usato per vendetta o per motivi di straziante pulizia etnica.

Andrea Rossi su La Stampa di Torino ci racconta della singolare vendetta di una farmacista di 73 anni, che hai incendiato quattro farmacie poiché mossa da un senso di incredibile vendetta: “Farmacie alle fiamme, l’incredibile vendetta della signora bene. Dopo aver perso una causa ha assoldato i piromani“. Diverse invece le ragioni che ci portano in Israele. Scrive Maurizio Molinari, su La Stampa: “Bruciata la Chiesa dei pani e dei pesci. Attacco ad un simbolo della cristianità in Cisgiordania. Israele arresta 16 estremisti ebrei“.

Sul tema “distruzione” sempre La Stampa, nella pagina dedicata ai Quartieri del 18 giugno, annuncia che ben 5 mila firme sono state raccolte per salvare la Cittadella delle ruspe di corso Galileo Ferraris. Tante firme così non era prevista neanche dagli organizzatori della petizione online.

In CHIUSURA un ricordo rivolto a Laura Antonelli. Fulvia Caprara da Roma scrive: “Addio all’icona sexy più bella e più infelice. Laura Antonelli morto a 73 anni: celebre grazie malizia da vent’anni viveva in solitudine“.

Per questa settimana è tutto (o quasi) a martedì 14 LUGLIO (LA RUBRICA INIZIA LE SUE FERIE MA IL PROGRAMMA E’ REGOLARMENTE IN ONDA SIA IL 30 GIUGNO CHE IL 7 LUGLIO) ore 18,30 - 20,00 su Torinow, con Massimo Tadorni (conduttore) e Diego Giacobbi (Telefilm), oltre naturalmente Juri Bossuto.

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PRATICAMENTE 16 GIUGNO 2015: tra Esorcicci ed i miracoli dell’Expo

Scritto da juribossuto.it il 18 giugno 2015

QUINTA RASSEGNA stampa del day after Praticamente … (Torinow, canale 18 e 199). Prima della “nuova” stagione del programma che ha istituzionalizzato le sue due rubriche interne (rassegna stampa e telefilm).

Le notizie commentate martedì sera sono state, ancora una volta, tantissime. Alcune le ripresentiamo qui, in una breve sintesi che racchiude quelle più “spaventose”.

Iniziamo la rassegna stampa settimanale concentrandoci sul tema “Giustizia”.

La notizia che giunge dagli Stati Uniti, New York, merita di inaugurare queste pagine. Il resoconto è a firma di Francesco Semprini, La Stampa mercoledì 10 giugno, il quale intitola “L’ex pantera nera Voodfox. Libero dopo 43 anni di isolamento”. Continua l’occhiello: “Era l’ultimo dei tre dell’Angola, condannati per la morte di una guardia durante una svolta nel carcere della Lusiana”. Il regime del detenuto era drammaticamente duro: 23 ore al giorno di segregazione solitaria ed un’ora sola di aria, ossia “una passeggiata radente la recinzione, gli esercizi fisici sono permessi tre volte a settimana e sono imposte restrizioni su effetti personali letture, visite e colloqui con legali”. Woodfox, dopo 43 anni di “non vita” in cui era letteralmente tagliato fuori dal mondo, ora è libero ma sono ancora 80.000 i detenuti attualmente nello status di isolamento, di cui 25.000 ospitati nei carceri di massima sicurezza: il 60 % dei carcerati rischia malattie mentali derivanti proprio dall”isolamento assoluto in cui essi vivono.

Strano Paese quello degli Stati Uniti: promuove guerre per “esportare la Democrazia” e contemporaneamente acconsente che, in casa propria, uomini di colore (sempre solo di colore) vengano rinchiusi in anguste celle per decenni e senza prove concrete a carico.

Non possiamo sapere se Woodfox sia davvero innocente, come lui stesso si proclama, e neppure se il giudice ha errato nell’emettere la sua sentenza. Gli errori purtroppo sono possibili nella gestione della giustizia. Errori che di certo eviterà di commettere il magistrato di Treviso, preoccupato per l’entrata in vigore della legge sulla responsabilità civile dei giudici. Il magistrato, scrive Francesco Furlan su La Repubblica (“Il giudice Pilato che rinvia tutti gli atti”), pratica un nuovo, ed innovativo, metodo procedurale: nel dubbio demanda le decisioni alla Consulta. Il giudice, intervistato, dichiara: “la valutazione è difficile, rischiosa, se sbaglio pago io“. Precisa il giornalista: “Dubbioso sulla sentenza da emettere e preoccupato dell’ipotesi dover pagare di tasca propria i danni di una scelta sbagliata, ha preferito non esprimersi. E ha rinviato gli atti alla Corte Costituzionale che così ora sarà chiamata a pronunciarsi su questioni poste dal giudice stesso“. Per insicuri e dubbiosi la riforma può creare sindromi di incertezza dagli esiti drammatici.

Tutta italiana è invece la difesa che ha costruito Luca Odevaine, coinvolto nell’inchiesta Mafia Capitale. Odevaine era membro del tavolo sul coordinamento per i Cara (?) del Viminale e, in tale veste, ha ricevuto alcuni pagamenti da parte del famoso Buzzi. Sulle pagine di Repubblica, di venerdì 12 giugno, Carlo Bonini e Maria Vincenzi riportano una singolare dichiarazione del dirigente (che intascava 5000 euro al mese grazie al famigerato Buzzi): “Non sapevo di essere pubblico ufficiale, Buzzi mi dava i soldi per fare il facilitatore“. In Italia più importanti sono i ruoli ricoperti da funzionari ed a pari passo più si innalza il livello di non consapevolezza: ministri che non sanno di avere beni immobili in proprietà; deputati che non sanno di avere contatti con la criminalità; Premier che non sanno la Storia; consiglieri regionali che non sanno di aver comprato tagliaerba con soldi pubblici e, colmo dei colmi pubblici ufficiali che non sanno di essere pubblici ufficiali. Quanta “ignoranza” in questo devastato Paese …..

Diamo adesso un’occhiata alle notizie più curiose della settimana le nostre spalle.

Il Fatto Quotidiano, nelle sue pagine culturali, lancia un allarme a firma Daniela Ranieri: “Cerca su Google e poi muori. Quando la rete si sostituisce al medico, l’autodiagnosi svela sempre i mali peggiori“. Scrive la giornalista: “Un attimo prima avevamo un herpes labiale (diagnosticato da zie e vicine con il nome rassicurante di sfogo da febbre) e un attimo dopo stavamo prenotando una scintigrafia“. Ed ancora: “Qui (sulla rete N.d.A.) si condivide il terrore, qui tutti hanno almeno una delle malattie che hai tu, qui trovi la conferma dei tuoi peggiori sospetti. Avete le labbra screpolate, attenzione potrebbe essere AIDS …“. In passato ci si ammalava leggendo le enciclopedie mediche di casa, oggi navigando in un mare di dati infinito.

Sempre su Il Fatto Quotidiano, Ferruccio Sansa ci avverte con amarezza: “Addio Peppone e Don Camillo, ora qui c’è la ‘ndrangheta“. Continua l’occhiello: “A Brescello, provincia di Reggio Emilia, terra di Guareschi, dilaga la criminalità organizzata e ora il comune rischia lo scioglimento“. L’articolo è molto dettagliato nel narrare le ultime vicende di criminalità interessante il piccolo comune emiliano: un racconto che lascia poco spazio ai ricordi degli anni 50, quando la comunità era divisa su diverse ideologie e credo, non certo in base alle “Famiglie” di appartenenza.

La Storia ed i ricordi sono fattori molto importanti, anche mentre si guarda al futuro. Un dato, qust’ultimo, che è sfuggito ad un Matteo Renzi ospite di Bruno Vespa (a Porta a Porta). Scrive Andrea Scanzi su Il Fatto: “La zampata del fenomeno (riferito al premier intervistato da Vespa N.d.A.) - noi ci prendevamo l’Istria, Nizza e la Savoia (Renzi dixit) - quando Vespa gli ha fatto notare che al massimo quell’invasione era capitata a Risiko, Renzi si è puntualmente comportato con gli alunni fanno (…) ha farfugliato qualcosa tipo - vabbè non state a fare i precisini -“. Studiando solo sui Bignami può capitare di non conoscere bene le vicende dell’Italia e, magari, credere che Star Trek davvero viaggi su date astrali alla ricerca di nuovi pianeti, e che Darth Fener sia il Presidente di una nazione asiatica … forse del Giappone.

La Storia fa acqua e questo certamente influisce anche sulla cultura, mistica e credulona, di questa nostra società contemporanea. Un esempio eclatante giunge da La Stampa in un articolo a firma Erica Di Blasi. Il pezzo narra di una visita insolita avvenuta a Torino davanti alla Sindone: “La donna, seguita da un esorcista Milano, si sarebbe messa a parlare in una lingua sconosciuta“. Recita il titolo: “Trance davanti al Telo. Il diavolo e’ in me“. Scrive De Blasi: “Chi ha assistito alla scena è rimasto incredulo. La donna entrata in trance: si è messa a pronunciare frasi incomprensibili in una lingua sconosciuta e poi è finita a terra“. I testimoni raccontano: “Ha iniziato a girare la testa a scatti in una maniera innaturale, sembrava un film dell’orrore”. La giornalista continua il suo articolo informandoci che a Milano è stato addirittura attivato un centrino dedicato a coloro, molti, che denunciano di essere posseduti: gli esorcisti sono passati da 6 a 12. Del resto l’Esociccio insegna …(mitico film interpretato di Ciccio e Franco) e la realtà ha ampiamente superato la fantasia.

Fantasia per fantasia torniamo a Il Fatto Quotidiano, che venerdì 12 giugno intitolava: “Simpson, agonia di una rivoluzione. Homer e Marge si separano Bart muore: pur di non far finire la serie più amata da sempre i produttori inventano l’ovvio“. L’articolo con amarezza descrive una serie televisiva ormai giunta la frutta, dove, dopo una lunga crisi economica, infine arriva l’inevitabile crisi di idee. Peccato!!

L’immigrazione attraversa il mare Mediterraneo per giungere, pagando spesso con la vita, sulle nostre coste sfinita.

Le polemiche sono molto forti ed sovente toccano pericolosi toni razzisti. Riporta tutto su un livello di lucidità un articolo - intervista a firma Ginori, pubblicato su La Repubblica: “L’Occidente risponde solo con rifiuti, ma le diseguaglianze l’abbiamo creata noi“. Marek Halter si dichiara certo che oggi il problema non è più la redistribuzione dei disperati alle frontiere ma pensare ai milioni che seguiranno, fuggitivi che sono frutto delle azioni scriteriate occidentali.

Tra i migranti spicca la vicenda riguardante una signora partita da molto lontano, la quale nella borsa aveva infilato pochi stracci ed una gatta i 10 mesi. Narra la sua storia Massimo Gramellini nella sua rubrica “Buongiorno”. L’animaletto resta nascosto nella borsa per tutto il lungo tragitto, ad esclusione di una piccola passeggiata fatta nel deserto libico. Giunta a Lampedusa, dopo un viaggio a dir poco travagliato, un soldato le strappa di mano la borsa con all’interno la bestiolina e tutto sembra prendere una bruttissima piega. Gramellini rasserena i suoi lettori informandoli che invece l’episodio è a lieto fine: intervengono le autorità e la gattina è infine salva. Il titolo che il giornalista ha assegnato al suo editoriale è ricco di significato: “Se questo è un gatto”.

Lieto fine che sembra invece destinato a non verificarsi nel caso degli orsi in Trentino. La Stampa di sabato 13 giugno narra di un ennesima aggressione verificatisi ai danni di un podista poco prudente e, ancora una volta, di un orso sotto accusa. Scrive Maurizio di Giangiacomo: “I forestali cercano l’orso - non sarà abbattuto -. Gli ambientalisti chiedono l’intervento di Renzi ed accusano il podista aggredito“. Ancora una volta l’essere umano si arroga il diritto di decidere chi possa vivere e chi no.

Buone notizie invece per i tutti i credenti: “Una data fissa per la Pasqua, l’invito del Papa agli ortodossi“. Attualmente la festa della Resurrezione viene celebrata in date diverse a seconda delle religioni. Afferma Papa Francesco: “Cattolici, Ortodossi e Protestanti potrebbe festeggiare lo stesso giorno“.

Anche questo numero di carta straccia dedica una particolare attenzione al tormentone Expo.

Non passa giorno che la Carta di Milano, atto che sembra voler solo giustificare la grande manifestazione milanese, ricordi a noi tutti che il cibo si spreca (sacrosanta Verità). Per tale ragione non si contano le innumerevoli iniziative che l’Esposizione organizza al fine di denunciare questa triste abitudine. LaStampa, a firma Cristina Insalaco, ci avvisa (con un pizzico di retorica) che in piazza Castello i laboratori didattici dell’Agorà registrano un grande successo: “Lotta agli sprechi e sicurezza alimentare i temi dell’Expo 2015 cena e bambini“. Le donne si uniscono al coro scendendo in campo su questo tema, Emma Bonino e Marta Dassù scrivono su La Stampa (con un ulteriore pizzico di retorica): “Women for Expo in campo, basta sprechi aiuti a chi produce”. L’articolo spiega le iniziative dell’alleanza femminile, per la lotta alla denutrizione, elencando dati preoccupanti: 800 milioni di persone soffrono la fame a livello cronico e 6 sono i morti al minuto per assenza di nutrimentoDati drammatici risaputi da sempre, diventati pubblici grazie al miracolo “Expo”.

Un miracolo che si manifesta con grande forza. Dopo la Francia, anche l’Italia interviene a livello legislativo sul tema sprechi alimentari. Scrive Alessia Gallione su La Repubblica del 12 giugno: “Premi alle aziende che donano il cibo. Il piano anti sprechi“. La differenza sostanziale rispetto alle misure votate oltralpe è che in Francia si multano coloro che buttano via il cibo, in Italia al contrario si premia chi lo regala. La via italica e l’educazione civica non convivono da tempo: premiare per un dovere è atto fortemente diseducativo che, tra l’altro, certifica la resa dello Stato e delle sue funzioni.

Ad ogni modo alcuni consiglieri regionali del Piemonte, della scora legislatura, hanno già provveduto (seppur a modo loro) ad intervenire sul tema. Scrive Claudio Laugero su La Stampa Cronaca cittadina: “I polli rimborsati? Erano per i poveri. L’incredibile difesa della Costa, ex consigliere Pdl“. Il pezzo propone la sintesi in merito all’ultima udienza inerente lo scandalo “Rimborsopoli”. Qualcuno dichiara di aver aiutato i poveri, altri come Stara, scaricano tutte le responsabilità sul proprio staff amministrativo. L’importante, alla fine, è la coerenza: peccato che sia data per morta da tempo.

Mentre i consiglieri regionali regalavano polli ai degenti (chissà con quale criterio di selezione) il cantiere Expo navigava in una serie di ritardi pazzeschi. Gianni Barbacetto, su Il Fatto Quotidiano, intitola: “Expo, gara fatta coi piedi in ritardo tutti i gadget“. Ribadisce l’occhiello: “A causa di una procedura nata e gestita male il padiglione OVS Excelsior, che vende magliette e accessori, è stato inaugurato dopo un mese“. L’articolo descrive alcuni errori compiuti dal commissario Giuseppe Sala, assunto a tempo indeterminato per 430 mila Euro l’anno, il quale ha avviato una gara definita illegittima dai giudici amministrativi (sul ricorso della Coin). Scrive Barbacetto: “Insomma, pasticcioni questi sapientoni dell’Expo che infrangono il principio della segretezza. Primo smacco per Expo: una bacchettata sulle dita che costa 12 mila Euro di spese legali“, a cui si sommano circa 70 mila Euro di mancati introiti.

Infine non potevamo esimerci dal dare un’occhiata alla millenaria vicenda Tav.

Partiamo idealmente da La Stampa dell’11 giugno, dove un articolo a firma Maurizio Tropeano intitola: “Tav Torino Milano solo seduti. Così resteremo senza posto“. I pendolari contestano la decisione resa pubblica da Trenitalia di obbligare i passeggeri a stare seduti durante il viaggio: in sintesi non si accetteranno più viaggiatori in piedi. L’azienda rende quindi obbligatoria la prenotazione anche per chi viaggia tutti i giorni. I lavoratori denunciano la seria possibilità di non garantire più il loro arrivo in azienda, prendendo al contempo atto di un aumento indiscriminato del costo dell’abbonamento mensile.

Sempre il giornalista Maurizio Tropeano fornisce il resoconto di una riunione, ai massimi vertici, svoltasi presso il padiglione francese dell‘Expo (la location la racconta lunga di suo). L’articolo, comparso su La Stampa del 13 giugno, rassicura i lettori sui costi del Tav Torino Lione: la tratta internazionale (65 km) comporterà un esborso pubblico di 8 miliardi e 160 milioni di Euro. Una cifra spropositata ma definita da Mario Viranoassolutamente in linea con le altre opere europee”. Sembra che i francesi, per l’ennesima volta e dopo numerosi pareri negativi del Consiglio di Stato, abbiano confermato il loro contributo (sempre durante l’incontro tenuto nel padiglione francese dell’Expo). Speriamo in bene di non fracassare ad Alta Velocità le finanza pubbliche contro un muro, scoprendo le conseguenze di un’opera tendenzialmente inutile. Il ripetere che “tutto va bene” non può che aumentare i sospetti di quei cittadini che contano i numerosi scandali che ogni settimana riporta la carta stampata.

Ancora Maurizio Tropeano scrive di quello che sarà il nuovo scalo merci di Orbassano, inserito nella tratta nazionale Tav. Lo scalo viene definito quale insieme di binari morti che non portano a nessuna destinazione, ma con un ulteriore investimento di 600 milioni di Euro, conferma Foietta neo presidente dell’Osservatorio, lo scalo conoscerà la nuova vita. Come trucidare altri fondi dirottandoli da usi di interesse pubblico, evviva!!

Per questa settimana è tutto (o quasi) a martedì 23 giugno ore 18,30 - 20,00 su Torinow, con Massimo Tadorni (conduttore) e Diego Giacobbi. Ultima puntata non estiva, poi pausa di due settimane della rubrica (non della trasmissione) per ritrovarci il 14 luglio!!

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Praticamente 9 giugno 2015: tra venticinquenni licenziati (perché anziani) e guerre globali

Scritto da juribossuto.it il 10 giugno 2015

QUINTA RASSEGNA stampa del day after Praticamente … (Torinow, canale 18 e 199).

Le notizie commentate martedì sera sono state tantissime, al punto di “occupare” la trasmissione dalle 19,15 alle 19,45. Alcune le ripresentiamo qui, in una breve sintesi che racchiude quelle più “incredibili”.

POLITICA INTERNA (della serie “Poveri noi”)

Apriamo la rassegna stampa, questa volta bisettimanale, con una nota di grande umanità: il “nuovo” ed il giovanilismo che avanza. A tal riguardo intitola Alberto Mattioli su La Stampa: “Il baby sindaco della Lega Nord qui non ci sono rom ma li caccerei“. Durante la sua lunga intervista il giovane sindaco dichiara, con una certa dose di orgoglio: “Se ci fosse un campo rom, prima l’ordinanza per chiudere e poi la ruspa. Dopo averlo svuotato ovvio“. Il giornalista in chiusura ringrazia il sindaco per la precisazione poiché, per un attimo, non escludeva l’ipotesi della ruspa a sorpresa. Un pensiero illuminato da parte di un amministratore che vince sul tema “Campi rom”, pur non essendone presente neppure uno su tutto il suo territorio: miracolo del qualunquismo italico.

Purtroppo per il giovane amministratore emiliano, nella speranza che la notizia non gli scateni ulteriori traumi, uno dei suoi riferimenti politici, anzi il più importante dopo Salvini, è coinvolto in uno scandalo. Si tratta di Roberto Maroni, Presidente della Lombardia dal 2013. All’ex ministro di Berlusconi, La Repubblica, venerdì 5 giugno, dedica una breve inchiesta giornalistica: “Quegli sms che imbarazzo Maroni“. L’occhiello e’ esplicito: “I messaggi e le telefonate di incontri ravvicinati del governatore lombardo con la consulente di Expo Mariagrazia Paturzo“. Pare che tra i due vi sia stato un legame sentimentale, che trova realizzazione nella stanza numero 506. Un rapporto, con apparente tornaconto, sorretto con energia della madre stessa della giovane consulente regionale. L’obiettivo principale per lei è uno solo: andare in missione in Giappone a spese della regione.

Tempi duri anche per lo sfortunato sindaco di Roma. Il Corriere della Sera, del 7 giugno, racconta una contestazione popolare, modello far west con forca, diretta al sindaco capitolino (avvenuta in occasione dei funerali della filippina uccisa da due rom pirati della strada). Folla che arriva al punto di urlare, in direzione di Marino, “buffone, linciatelo!!”. Tempi, i nostri, assai rassicuranti.

Il Pd non sembra andare meglio rispetto all’esperienza del suo Primo cittadino romano. Sempre La Repubblica descrive, in un articolo a firma Ilvo Diamanti, la mappa dell’astensionismo nel Bel Paese. Il giornalista titola: “Effetto astensione nelle regioni rosse, così si è svuotato il serbatoio Dem”. Alcuni schemi descrivono molto bene la caduta elettorale, renziana, in regioni quali Emilia, Toscana, Marche ed Umbria: aree in cui il Pd ha visto calare tremendamente i propri consensi. Un esempio eclatante giunge dell’Emilia, dove nel 2000 il Partito Democratico incassò un milione e mezzo di voti contro appena i 600.000 attuali. A descrivere la situazione non può che aiutarci la Jena su La Stampa del 7 giugno: “Se quella di Renzi e università d’Europa pensa cos’è la peggiore“.

CIBO (ancora)


Passiamo ora al tema cibo. Il Fatto Quotidiano, a firma di Guido Gazzoli, esplora ancora una volta il mondo di Expo 2015. Il pezzo, nello specifico, guarda all’Argentina: nazione che sabato scorso avrebbe dovuto inaugurare ufficialmente il proprio padiglione milanese. Purtroppo all’evento ufficiale non hanno partecipato autorità di quel Paese, poiché in gran parte coinvolte da uno scandalo (corruzione). La Presidente argentina ha optato per una visita lampo in Italia. Scrive il giornalista: “Basti pensare che la costruzione di un padiglione simile all’Esposizione Internazionale di Corea era costato circa 4 milioni di dollari mentre attuale è una stima di 10 milioni“.

Il cibo costa: questo è un dato certo. Alessandro Rizzo, da Londra, detta a La stampa una vicenda curiosa: “Blair, 300 euro al secondo per  un discorso contro la fame“. Scrive il giornalista: “Una ventina di minuti al costo di 450 mila euro, cifra con cui dare da mangiare a 1000 famiglie etiopi per un anno intero (…)”. L’ufficio stampa di Blair smentisce con forza, ma la notizia scatena una serie di insulti nella sua direzione: la conferma di un leader poco amato dal suo Paese (e non solo).

Mentre tutti pensano al cibo grazie ai salvifici effetti, quasi miracolosi, di Expo 2015, apprendiamo sul Corriere della Sera, domenica 7 giugno, la storia di Kelvin Avenido di 25 anni: un giovane licenziato poiché troppo anziano. La vicenda bene narra i livelli di sfruttamento esistenti, e legalizzati, in Italia dove, a quanto pare, il lavoro è garantito per fasce di età cha vanno dai 18 ai 19 anni e dai 64 ai 65: fasce anagrafiche poco esigenti sul fronte busta paga.

Sfruttamento e disoccupazione che a quanto pare non cessano di crescere. Carlo di Foggia sulle pagine de Il Fatto Quotidiano intervista Alessandro Rosina: “Non c’è alcun boom di occupazione giovanile“. Il docente di Statistica presso l’Università Cattolica di Milano è molto chiaro a riguardo: “Il tasso di partecipazione al lavoro per le più giovani è andato sempre peggio allontanandosi dal resto d’Europa“. Per il docente universitario le statistiche ISTAT raccontano ben poco se non incrementi dei tassi occupazionali risibili e che potrebbe essere quasi definiti nella norma, anche in epoca di crisi.

Su La Stampa del 9 giugno apprendiamo invece che per il padre di Renzi la vicenda giudiziaria non è terminata: “Il giudice delle indagini preliminari ritiene infatti che l’indagine di bancarotta a carico di Tiziano Renzi non possa essere archiviata“. Una speranza spezzata per famiglia del premier ed assegnata ad un piccolissimo, ma davvero piccolo, riquadro della carta stampata.

ESTERI (il Papa: il mondo va verso la guerra)


Per gli Esteri le notizie delle due settimane le nostre spalle non sono per niente edificanti. La Stampa del 27 maggio intitola: “L’ottanta per cento degli arabi é per L’Isis“. L’autore dell’articolo, Paolo Mastrolilli, informa il suo pubblico di un sondaggio indetto dalla televisione del Qatar, Al Jazeera. L’emittente, infatti, ha chiesto ai suoi telespettatori un giudizio sulle vittorie militari di Al Baghadadi. Hanno risposto, al quesito, 38.000 utenti (per lo più sunniti) confermando la popolarità del Califfato. Il giornalista chiosa affermando che l’emittente è ospite di un paese schierato, da sempre, con il fronte del Califfo. Per tale ragione la percentuale altissima dei pro stato islamico era prevista, ma di certo non con simili percentuali. Per i telespettatori di Al Jazeera il Califfo e’ “L’unico che si batte contro gli Stati Uniti, ed il Sionismo, non solo in Iraq ma in tutto il mondo“, “Ogni musulmano è orgoglioso dei successi del Califfato, siamo tutti con lui“.

Eppure, a parziale smentita, sempre La Stampa descrive, con l’ausilio di alcune foto, l’arrivo nei territori curdi di donne fuggite dal regime del Califfo: “Addio al nero e coi colori della libertà“. La foto ritrae infatti alcune donne che, appena messo piede sul territorio curdo si sfilano i pesanti colori neri degli abiti “totali”. Una libertà affidata all’arcobaleno dei propri abiti.

Regala un sorriso amaro, invece, la grande gaffe che il Comune di Torino ha esternato nei giorni scorsi. Titola La Stampa del 28 maggio: “Arabia, comune superata la crisi dopo le polemiche sul Salone. Pubblicata per errore una bandiera che insulta l’Islam“. Il duo Minucci - Tortorello descrive molto bene la brutta figura fatta dall’ufficio comunicazione del Comune di Torino, il quale, per narrare gli ultimi fatti inerenti il discusso Salone del Libro, ha pubblicato la foto di una bandiera dell’Arabia Saudita clamorosamente falsa: “E’ stata pubblicata per errore la bandiera contraffatta contenente gravi insulti nei confronti di Maometto e del Corano“. Il vessillo, continua l’articolo, è stato realizzato da Wilders: politico olandese fondatore del Partito per libertà, noto che le proprie posizioni xenofobe anti islamiche. Inutile dire che sono seguite note piccate da parte dell’ambasciata e costernazione, massima, da parte del Comune di Torino. Non si consiglia agli autori dell’articolo citato, apparso su Agorà, di recarsi in Arabia Saudita durante le prossime vacanze.

Merita una nota anche la scomparsa di Terek Aziz: il Cristiano fedelissima di Saddam. L’ex vicepremier, e consigliere del raiss, è morto a Nassirya, in galera, a 79 anni. Immaginare oggi un Cristiano all’interno del governo dell’Iraq, e con posizioni da vice premeir, è a dir poco fantascienza: uno dei clamorosi effetti “etnico fascistoide” delle guerre volute dall’Occidente in questi anni.

Per una guerra che va, una viene. La Stampa di lunedì 8 giugno ci avvisa tutti: “Altre sanzioni a Mosca e si studia l’opzione militare” (La Stampa a firma Paolo Mastrolilli). Il riferimento è alla valutazione USA riguardo la vicenda ucraina.

Evidentemente le lezioni che la storia ci regala spesso vengono dimenticate. A riprova la scelta compiuta dalla Polonia di vendere i lager degli orrori nazisti. Scrive La Repubblica: “Fu uno dei primi campi di sterminio, l’unico edificio in piedi è l’ex comando delle SS. Lo stesso che ora è stato messo all’asta“.

CULTURA (qualcuno ha sue notizie?)


Per quanto concerne il capitolo cultura, alcune notizie flash. La prima giunge da La Stampa, Cronaca di Torino martedì 2 giugno: “La sicurezza congela la ruota. Il Genio Civile chiede un impianto antisismico. I costruttori dichiarano - così non ci conviene più -”. La grande ruota panoramica, voluta fortemente dal comune di Torino, non si farà a causa della necessità, imposta, di rispettare alcune imprescindibili norme antisismiche (forse i futuri fruitori in questo caso hanno avuto una buona dose di fortuna, vista la posizione espressa dai costruttori della ruota stessa).

Infine, dopo la segnalazione del recupero di alcuni affreschi di Pompei rinvenuti a New York (trafugati negli anni ‘50), annotiamo la decisione del Comune, e della Soprintendenza di Torino, di risparmiare i resti cinquecenteschi della cittadella dalle ruspe in azione presso lo scavo di un parcheggio. La politica alla fine ha deciso di risparmiare gli antichi manufatti, ed a scapito dell’unica attività che pare decisa a portare in essere la giunta comunale: autorizzare ovunque e dovunque parcheggi pertinenziali. Su altri temi cittadini regna il silenzio ed i danni, nel lasciare tutto a se stesso, sembrano essere minori.

VARIE (ma importanti)


Ricordiamo ancora alcune notizie. la prima riguarda purtroppo alcuni cuccioli morti di paura per i botti alla festa delle Gru. Il centro commerciale di Grugliasco, alle porte di Torino, ha deciso di festeggiare con grandi botti la chiusura del Palio delle Gru. Esplosioni festose, scrive Patrizia romano su La Stampa del 9 giugno, che hanno fatto letteralmente morire di paura alcuni animaletti ricoverati presso la clinica universitaria di Grugliasco. La specie umana si distingue sempre per il buon senso e la spiccata sensibilità verso la Vita ed il pianeta.

Notizia curiosa, invece, quella che riguarda la fuga di due ergastolani dal carcere di massima sicurezza di New York. Una fuga d’altri tempi da una struttura che non ha mai registrato evasioni sin dall’epoca della sua costruzione: anno 1865. Usando alcuni trapani elettrici, i due sono riusciti ad aprirsi un varco lasciandosi alle spalle il penitenziario. Le ricerche dei fuggitivi sono tutt’ora in corso. Il governatore Cuomo ha visitato il luogo della fuga percorrendo, a ritroso, il lungo tragitto, costruito da Richard Matt e David Sweat. Il governatore non ha nascosto stupore ed neppure un pizzico di ammirazione per i due avventurosi reclusi (articolo apparso sulla stampa a firma di Francesco Iannuzzi).

Un accenno solo al mandato di cattura spiccato, dalle autorità di Tirana, nei confronti del capo di Agon Channel. Francesco Becchetti, imprenditore televisivo e non solo, è ora ricercato per “Riciclaggio internazionale di proventi di reato“. Su La Stampa del 9 giugno viene pubblicata la sintesi della vicenda, a firma Roberto Giovannini. Il giornalista termina suo pezzo scrivendo: “A suon di super assegni Becchetti ha reclutato volti noti della tv italiana. Da Alessio Vinci ad Antonio Capranica, da Giancarlo Padovan a Pupo, da Simona Ventura ha Sabrina Ferilli (…) tutti sedotti - dal genio dell’editore coraggioso -. che intanto, ovvio, pagava una miseria facendo lavorare per 12 ore di seguito il personale albanese”. Potremmo dire: una normale storia di delocalizzazione.

Chiudiamo con quella che ritengo una notizia importantissima, che andrebbe divulgata il più possibile. Scrive Francesca Pace su La Stampa dell’8 giugno: “Carcere e mille frustate. l’Arabia non perdona il blogger“. Raif Badawi, questo è il suo nome, ha osato, sulle pagine sul blog, definire “codardo” l’attentato alla redazione Charlie Hedbo. Il governo di Riad non ha esitato ad arrestarlo con l’accusa di apostasia. la pena inflittaglì è terribile: 50 frustate alla settimana sino a raggiungere il numero complessivo di 1000. Il padre, scrive Pace, si è presentato in tv non per difenderlo ma per diseredarlo. Chiosa Pace: “Vita pericolosa quel blog attivista del libero pensiero combattente solitario senza rete destinato a cadere soprattutto nei paesi in cui identità collettiva non è politica ma religiosa“. Noi ribadiamo un invito ai redattori di Agorà (ufficio comunicazione comune di Torino): non recatevi in vacanza a Riad, ascoltateci!! Tornando a toni “seri” al blogger va tutta la nostra solidarietà e vicinanza (purtroppo poca cosa innanzi alla repressione violenta, e vendicativa, di cui è vittima).

Per questa settimana è tutto (o quasi). Ci vediamo martedì 16 giugno ore 18,30 - 20,00 su Torinow, con Massimo Tadorni (giornalista e conduttore) e Diego Giacobbi (oltre al sottoscritto: Juri Bossuto).

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