CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Praticamente 9 giugno 2015: tra venticinquenni licenziati (perché anziani) e guerre globali

Scritto da juribossuto.it il 10 giugno 2015

QUINTA RASSEGNA stampa del day after Praticamente … (Torinow, canale 18 e 199).

Le notizie commentate martedì sera sono state tantissime, al punto di “occupare” la trasmissione dalle 19,15 alle 19,45. Alcune le ripresentiamo qui, in una breve sintesi che racchiude quelle più “incredibili”.

POLITICA INTERNA (della serie “Poveri noi”)

Apriamo la rassegna stampa, questa volta bisettimanale, con una nota di grande umanità: il “nuovo” ed il giovanilismo che avanza. A tal riguardo intitola Alberto Mattioli su La Stampa: “Il baby sindaco della Lega Nord qui non ci sono rom ma li caccerei“. Durante la sua lunga intervista il giovane sindaco dichiara, con una certa dose di orgoglio: “Se ci fosse un campo rom, prima l’ordinanza per chiudere e poi la ruspa. Dopo averlo svuotato ovvio“. Il giornalista in chiusura ringrazia il sindaco per la precisazione poiché, per un attimo, non escludeva l’ipotesi della ruspa a sorpresa. Un pensiero illuminato da parte di un amministratore che vince sul tema “Campi rom”, pur non essendone presente neppure uno su tutto il suo territorio: miracolo del qualunquismo italico.

Purtroppo per il giovane amministratore emiliano, nella speranza che la notizia non gli scateni ulteriori traumi, uno dei suoi riferimenti politici, anzi il più importante dopo Salvini, è coinvolto in uno scandalo. Si tratta di Roberto Maroni, Presidente della Lombardia dal 2013. All’ex ministro di Berlusconi, La Repubblica, venerdì 5 giugno, dedica una breve inchiesta giornalistica: “Quegli sms che imbarazzo Maroni“. L’occhiello e’ esplicito: “I messaggi e le telefonate di incontri ravvicinati del governatore lombardo con la consulente di Expo Mariagrazia Paturzo“. Pare che tra i due vi sia stato un legame sentimentale, che trova realizzazione nella stanza numero 506. Un rapporto, con apparente tornaconto, sorretto con energia della madre stessa della giovane consulente regionale. L’obiettivo principale per lei è uno solo: andare in missione in Giappone a spese della regione.

Tempi duri anche per lo sfortunato sindaco di Roma. Il Corriere della Sera, del 7 giugno, racconta una contestazione popolare, modello far west con forca, diretta al sindaco capitolino (avvenuta in occasione dei funerali della filippina uccisa da due rom pirati della strada). Folla che arriva al punto di urlare, in direzione di Marino, “buffone, linciatelo!!”. Tempi, i nostri, assai rassicuranti.

Il Pd non sembra andare meglio rispetto all’esperienza del suo Primo cittadino romano. Sempre La Repubblica descrive, in un articolo a firma Ilvo Diamanti, la mappa dell’astensionismo nel Bel Paese. Il giornalista titola: “Effetto astensione nelle regioni rosse, così si è svuotato il serbatoio Dem”. Alcuni schemi descrivono molto bene la caduta elettorale, renziana, in regioni quali Emilia, Toscana, Marche ed Umbria: aree in cui il Pd ha visto calare tremendamente i propri consensi. Un esempio eclatante giunge dell’Emilia, dove nel 2000 il Partito Democratico incassò un milione e mezzo di voti contro appena i 600.000 attuali. A descrivere la situazione non può che aiutarci la Jena su La Stampa del 7 giugno: “Se quella di Renzi e università d’Europa pensa cos’è la peggiore“.

CIBO (ancora)


Passiamo ora al tema cibo. Il Fatto Quotidiano, a firma di Guido Gazzoli, esplora ancora una volta il mondo di Expo 2015. Il pezzo, nello specifico, guarda all’Argentina: nazione che sabato scorso avrebbe dovuto inaugurare ufficialmente il proprio padiglione milanese. Purtroppo all’evento ufficiale non hanno partecipato autorità di quel Paese, poiché in gran parte coinvolte da uno scandalo (corruzione). La Presidente argentina ha optato per una visita lampo in Italia. Scrive il giornalista: “Basti pensare che la costruzione di un padiglione simile all’Esposizione Internazionale di Corea era costato circa 4 milioni di dollari mentre attuale è una stima di 10 milioni“.

Il cibo costa: questo è un dato certo. Alessandro Rizzo, da Londra, detta a La stampa una vicenda curiosa: “Blair, 300 euro al secondo per  un discorso contro la fame“. Scrive il giornalista: “Una ventina di minuti al costo di 450 mila euro, cifra con cui dare da mangiare a 1000 famiglie etiopi per un anno intero (…)”. L’ufficio stampa di Blair smentisce con forza, ma la notizia scatena una serie di insulti nella sua direzione: la conferma di un leader poco amato dal suo Paese (e non solo).

Mentre tutti pensano al cibo grazie ai salvifici effetti, quasi miracolosi, di Expo 2015, apprendiamo sul Corriere della Sera, domenica 7 giugno, la storia di Kelvin Avenido di 25 anni: un giovane licenziato poiché troppo anziano. La vicenda bene narra i livelli di sfruttamento esistenti, e legalizzati, in Italia dove, a quanto pare, il lavoro è garantito per fasce di età cha vanno dai 18 ai 19 anni e dai 64 ai 65: fasce anagrafiche poco esigenti sul fronte busta paga.

Sfruttamento e disoccupazione che a quanto pare non cessano di crescere. Carlo di Foggia sulle pagine de Il Fatto Quotidiano intervista Alessandro Rosina: “Non c’è alcun boom di occupazione giovanile“. Il docente di Statistica presso l’Università Cattolica di Milano è molto chiaro a riguardo: “Il tasso di partecipazione al lavoro per le più giovani è andato sempre peggio allontanandosi dal resto d’Europa“. Per il docente universitario le statistiche ISTAT raccontano ben poco se non incrementi dei tassi occupazionali risibili e che potrebbe essere quasi definiti nella norma, anche in epoca di crisi.

Su La Stampa del 9 giugno apprendiamo invece che per il padre di Renzi la vicenda giudiziaria non è terminata: “Il giudice delle indagini preliminari ritiene infatti che l’indagine di bancarotta a carico di Tiziano Renzi non possa essere archiviata“. Una speranza spezzata per famiglia del premier ed assegnata ad un piccolissimo, ma davvero piccolo, riquadro della carta stampata.

ESTERI (il Papa: il mondo va verso la guerra)


Per gli Esteri le notizie delle due settimane le nostre spalle non sono per niente edificanti. La Stampa del 27 maggio intitola: “L’ottanta per cento degli arabi é per L’Isis“. L’autore dell’articolo, Paolo Mastrolilli, informa il suo pubblico di un sondaggio indetto dalla televisione del Qatar, Al Jazeera. L’emittente, infatti, ha chiesto ai suoi telespettatori un giudizio sulle vittorie militari di Al Baghadadi. Hanno risposto, al quesito, 38.000 utenti (per lo più sunniti) confermando la popolarità del Califfato. Il giornalista chiosa affermando che l’emittente è ospite di un paese schierato, da sempre, con il fronte del Califfo. Per tale ragione la percentuale altissima dei pro stato islamico era prevista, ma di certo non con simili percentuali. Per i telespettatori di Al Jazeera il Califfo e’ “L’unico che si batte contro gli Stati Uniti, ed il Sionismo, non solo in Iraq ma in tutto il mondo“, “Ogni musulmano è orgoglioso dei successi del Califfato, siamo tutti con lui“.

Eppure, a parziale smentita, sempre La Stampa descrive, con l’ausilio di alcune foto, l’arrivo nei territori curdi di donne fuggite dal regime del Califfo: “Addio al nero e coi colori della libertà“. La foto ritrae infatti alcune donne che, appena messo piede sul territorio curdo si sfilano i pesanti colori neri degli abiti “totali”. Una libertà affidata all’arcobaleno dei propri abiti.

Regala un sorriso amaro, invece, la grande gaffe che il Comune di Torino ha esternato nei giorni scorsi. Titola La Stampa del 28 maggio: “Arabia, comune superata la crisi dopo le polemiche sul Salone. Pubblicata per errore una bandiera che insulta l’Islam“. Il duo Minucci - Tortorello descrive molto bene la brutta figura fatta dall’ufficio comunicazione del Comune di Torino, il quale, per narrare gli ultimi fatti inerenti il discusso Salone del Libro, ha pubblicato la foto di una bandiera dell’Arabia Saudita clamorosamente falsa: “E’ stata pubblicata per errore la bandiera contraffatta contenente gravi insulti nei confronti di Maometto e del Corano“. Il vessillo, continua l’articolo, è stato realizzato da Wilders: politico olandese fondatore del Partito per libertà, noto che le proprie posizioni xenofobe anti islamiche. Inutile dire che sono seguite note piccate da parte dell’ambasciata e costernazione, massima, da parte del Comune di Torino. Non si consiglia agli autori dell’articolo citato, apparso su Agorà, di recarsi in Arabia Saudita durante le prossime vacanze.

Merita una nota anche la scomparsa di Terek Aziz: il Cristiano fedelissima di Saddam. L’ex vicepremier, e consigliere del raiss, è morto a Nassirya, in galera, a 79 anni. Immaginare oggi un Cristiano all’interno del governo dell’Iraq, e con posizioni da vice premeir, è a dir poco fantascienza: uno dei clamorosi effetti “etnico fascistoide” delle guerre volute dall’Occidente in questi anni.

Per una guerra che va, una viene. La Stampa di lunedì 8 giugno ci avvisa tutti: “Altre sanzioni a Mosca e si studia l’opzione militare” (La Stampa a firma Paolo Mastrolilli). Il riferimento è alla valutazione USA riguardo la vicenda ucraina.

Evidentemente le lezioni che la storia ci regala spesso vengono dimenticate. A riprova la scelta compiuta dalla Polonia di vendere i lager degli orrori nazisti. Scrive La Repubblica: “Fu uno dei primi campi di sterminio, l’unico edificio in piedi è l’ex comando delle SS. Lo stesso che ora è stato messo all’asta“.

CULTURA (qualcuno ha sue notizie?)


Per quanto concerne il capitolo cultura, alcune notizie flash. La prima giunge da La Stampa, Cronaca di Torino martedì 2 giugno: “La sicurezza congela la ruota. Il Genio Civile chiede un impianto antisismico. I costruttori dichiarano - così non ci conviene più -”. La grande ruota panoramica, voluta fortemente dal comune di Torino, non si farà a causa della necessità, imposta, di rispettare alcune imprescindibili norme antisismiche (forse i futuri fruitori in questo caso hanno avuto una buona dose di fortuna, vista la posizione espressa dai costruttori della ruota stessa).

Infine, dopo la segnalazione del recupero di alcuni affreschi di Pompei rinvenuti a New York (trafugati negli anni ‘50), annotiamo la decisione del Comune, e della Soprintendenza di Torino, di risparmiare i resti cinquecenteschi della cittadella dalle ruspe in azione presso lo scavo di un parcheggio. La politica alla fine ha deciso di risparmiare gli antichi manufatti, ed a scapito dell’unica attività che pare decisa a portare in essere la giunta comunale: autorizzare ovunque e dovunque parcheggi pertinenziali. Su altri temi cittadini regna il silenzio ed i danni, nel lasciare tutto a se stesso, sembrano essere minori.

VARIE (ma importanti)


Ricordiamo ancora alcune notizie. la prima riguarda purtroppo alcuni cuccioli morti di paura per i botti alla festa delle Gru. Il centro commerciale di Grugliasco, alle porte di Torino, ha deciso di festeggiare con grandi botti la chiusura del Palio delle Gru. Esplosioni festose, scrive Patrizia romano su La Stampa del 9 giugno, che hanno fatto letteralmente morire di paura alcuni animaletti ricoverati presso la clinica universitaria di Grugliasco. La specie umana si distingue sempre per il buon senso e la spiccata sensibilità verso la Vita ed il pianeta.

Notizia curiosa, invece, quella che riguarda la fuga di due ergastolani dal carcere di massima sicurezza di New York. Una fuga d’altri tempi da una struttura che non ha mai registrato evasioni sin dall’epoca della sua costruzione: anno 1865. Usando alcuni trapani elettrici, i due sono riusciti ad aprirsi un varco lasciandosi alle spalle il penitenziario. Le ricerche dei fuggitivi sono tutt’ora in corso. Il governatore Cuomo ha visitato il luogo della fuga percorrendo, a ritroso, il lungo tragitto, costruito da Richard Matt e David Sweat. Il governatore non ha nascosto stupore ed neppure un pizzico di ammirazione per i due avventurosi reclusi (articolo apparso sulla stampa a firma di Francesco Iannuzzi).

Un accenno solo al mandato di cattura spiccato, dalle autorità di Tirana, nei confronti del capo di Agon Channel. Francesco Becchetti, imprenditore televisivo e non solo, è ora ricercato per “Riciclaggio internazionale di proventi di reato“. Su La Stampa del 9 giugno viene pubblicata la sintesi della vicenda, a firma Roberto Giovannini. Il giornalista termina suo pezzo scrivendo: “A suon di super assegni Becchetti ha reclutato volti noti della tv italiana. Da Alessio Vinci ad Antonio Capranica, da Giancarlo Padovan a Pupo, da Simona Ventura ha Sabrina Ferilli (…) tutti sedotti - dal genio dell’editore coraggioso -. che intanto, ovvio, pagava una miseria facendo lavorare per 12 ore di seguito il personale albanese”. Potremmo dire: una normale storia di delocalizzazione.

Chiudiamo con quella che ritengo una notizia importantissima, che andrebbe divulgata il più possibile. Scrive Francesca Pace su La Stampa dell’8 giugno: “Carcere e mille frustate. l’Arabia non perdona il blogger“. Raif Badawi, questo è il suo nome, ha osato, sulle pagine sul blog, definire “codardo” l’attentato alla redazione Charlie Hedbo. Il governo di Riad non ha esitato ad arrestarlo con l’accusa di apostasia. la pena inflittaglì è terribile: 50 frustate alla settimana sino a raggiungere il numero complessivo di 1000. Il padre, scrive Pace, si è presentato in tv non per difenderlo ma per diseredarlo. Chiosa Pace: “Vita pericolosa quel blog attivista del libero pensiero combattente solitario senza rete destinato a cadere soprattutto nei paesi in cui identità collettiva non è politica ma religiosa“. Noi ribadiamo un invito ai redattori di Agorà (ufficio comunicazione comune di Torino): non recatevi in vacanza a Riad, ascoltateci!! Tornando a toni “seri” al blogger va tutta la nostra solidarietà e vicinanza (purtroppo poca cosa innanzi alla repressione violenta, e vendicativa, di cui è vittima).

Per questa settimana è tutto (o quasi). Ci vediamo martedì 16 giugno ore 18,30 - 20,00 su Torinow, con Massimo Tadorni (giornalista e conduttore) e Diego Giacobbi (oltre al sottoscritto: Juri Bossuto).

Lascia un Commento

XHTML: Puoi usare i questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 

Bad Behavior has blocked 179 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok