CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

PRATICAMENTE 16 GIUGNO 2015: tra Esorcicci ed i miracoli dell’Expo

Scritto da juribossuto.it il 18 giugno 2015

QUINTA RASSEGNA stampa del day after Praticamente … (Torinow, canale 18 e 199). Prima della “nuova” stagione del programma che ha istituzionalizzato le sue due rubriche interne (rassegna stampa e telefilm).

Le notizie commentate martedì sera sono state, ancora una volta, tantissime. Alcune le ripresentiamo qui, in una breve sintesi che racchiude quelle più “spaventose”.

Iniziamo la rassegna stampa settimanale concentrandoci sul tema “Giustizia”.

La notizia che giunge dagli Stati Uniti, New York, merita di inaugurare queste pagine. Il resoconto è a firma di Francesco Semprini, La Stampa mercoledì 10 giugno, il quale intitola “L’ex pantera nera Voodfox. Libero dopo 43 anni di isolamento”. Continua l’occhiello: “Era l’ultimo dei tre dell’Angola, condannati per la morte di una guardia durante una svolta nel carcere della Lusiana”. Il regime del detenuto era drammaticamente duro: 23 ore al giorno di segregazione solitaria ed un’ora sola di aria, ossia “una passeggiata radente la recinzione, gli esercizi fisici sono permessi tre volte a settimana e sono imposte restrizioni su effetti personali letture, visite e colloqui con legali”. Woodfox, dopo 43 anni di “non vita” in cui era letteralmente tagliato fuori dal mondo, ora è libero ma sono ancora 80.000 i detenuti attualmente nello status di isolamento, di cui 25.000 ospitati nei carceri di massima sicurezza: il 60 % dei carcerati rischia malattie mentali derivanti proprio dall”isolamento assoluto in cui essi vivono.

Strano Paese quello degli Stati Uniti: promuove guerre per “esportare la Democrazia” e contemporaneamente acconsente che, in casa propria, uomini di colore (sempre solo di colore) vengano rinchiusi in anguste celle per decenni e senza prove concrete a carico.

Non possiamo sapere se Woodfox sia davvero innocente, come lui stesso si proclama, e neppure se il giudice ha errato nell’emettere la sua sentenza. Gli errori purtroppo sono possibili nella gestione della giustizia. Errori che di certo eviterà di commettere il magistrato di Treviso, preoccupato per l’entrata in vigore della legge sulla responsabilità civile dei giudici. Il magistrato, scrive Francesco Furlan su La Repubblica (“Il giudice Pilato che rinvia tutti gli atti”), pratica un nuovo, ed innovativo, metodo procedurale: nel dubbio demanda le decisioni alla Consulta. Il giudice, intervistato, dichiara: “la valutazione è difficile, rischiosa, se sbaglio pago io“. Precisa il giornalista: “Dubbioso sulla sentenza da emettere e preoccupato dell’ipotesi dover pagare di tasca propria i danni di una scelta sbagliata, ha preferito non esprimersi. E ha rinviato gli atti alla Corte Costituzionale che così ora sarà chiamata a pronunciarsi su questioni poste dal giudice stesso“. Per insicuri e dubbiosi la riforma può creare sindromi di incertezza dagli esiti drammatici.

Tutta italiana è invece la difesa che ha costruito Luca Odevaine, coinvolto nell’inchiesta Mafia Capitale. Odevaine era membro del tavolo sul coordinamento per i Cara (?) del Viminale e, in tale veste, ha ricevuto alcuni pagamenti da parte del famoso Buzzi. Sulle pagine di Repubblica, di venerdì 12 giugno, Carlo Bonini e Maria Vincenzi riportano una singolare dichiarazione del dirigente (che intascava 5000 euro al mese grazie al famigerato Buzzi): “Non sapevo di essere pubblico ufficiale, Buzzi mi dava i soldi per fare il facilitatore“. In Italia più importanti sono i ruoli ricoperti da funzionari ed a pari passo più si innalza il livello di non consapevolezza: ministri che non sanno di avere beni immobili in proprietà; deputati che non sanno di avere contatti con la criminalità; Premier che non sanno la Storia; consiglieri regionali che non sanno di aver comprato tagliaerba con soldi pubblici e, colmo dei colmi pubblici ufficiali che non sanno di essere pubblici ufficiali. Quanta “ignoranza” in questo devastato Paese …..

Diamo adesso un’occhiata alle notizie più curiose della settimana le nostre spalle.

Il Fatto Quotidiano, nelle sue pagine culturali, lancia un allarme a firma Daniela Ranieri: “Cerca su Google e poi muori. Quando la rete si sostituisce al medico, l’autodiagnosi svela sempre i mali peggiori“. Scrive la giornalista: “Un attimo prima avevamo un herpes labiale (diagnosticato da zie e vicine con il nome rassicurante di sfogo da febbre) e un attimo dopo stavamo prenotando una scintigrafia“. Ed ancora: “Qui (sulla rete N.d.A.) si condivide il terrore, qui tutti hanno almeno una delle malattie che hai tu, qui trovi la conferma dei tuoi peggiori sospetti. Avete le labbra screpolate, attenzione potrebbe essere AIDS …“. In passato ci si ammalava leggendo le enciclopedie mediche di casa, oggi navigando in un mare di dati infinito.

Sempre su Il Fatto Quotidiano, Ferruccio Sansa ci avverte con amarezza: “Addio Peppone e Don Camillo, ora qui c’è la ‘ndrangheta“. Continua l’occhiello: “A Brescello, provincia di Reggio Emilia, terra di Guareschi, dilaga la criminalità organizzata e ora il comune rischia lo scioglimento“. L’articolo è molto dettagliato nel narrare le ultime vicende di criminalità interessante il piccolo comune emiliano: un racconto che lascia poco spazio ai ricordi degli anni 50, quando la comunità era divisa su diverse ideologie e credo, non certo in base alle “Famiglie” di appartenenza.

La Storia ed i ricordi sono fattori molto importanti, anche mentre si guarda al futuro. Un dato, qust’ultimo, che è sfuggito ad un Matteo Renzi ospite di Bruno Vespa (a Porta a Porta). Scrive Andrea Scanzi su Il Fatto: “La zampata del fenomeno (riferito al premier intervistato da Vespa N.d.A.) - noi ci prendevamo l’Istria, Nizza e la Savoia (Renzi dixit) - quando Vespa gli ha fatto notare che al massimo quell’invasione era capitata a Risiko, Renzi si è puntualmente comportato con gli alunni fanno (…) ha farfugliato qualcosa tipo - vabbè non state a fare i precisini -“. Studiando solo sui Bignami può capitare di non conoscere bene le vicende dell’Italia e, magari, credere che Star Trek davvero viaggi su date astrali alla ricerca di nuovi pianeti, e che Darth Fener sia il Presidente di una nazione asiatica … forse del Giappone.

La Storia fa acqua e questo certamente influisce anche sulla cultura, mistica e credulona, di questa nostra società contemporanea. Un esempio eclatante giunge da La Stampa in un articolo a firma Erica Di Blasi. Il pezzo narra di una visita insolita avvenuta a Torino davanti alla Sindone: “La donna, seguita da un esorcista Milano, si sarebbe messa a parlare in una lingua sconosciuta“. Recita il titolo: “Trance davanti al Telo. Il diavolo e’ in me“. Scrive De Blasi: “Chi ha assistito alla scena è rimasto incredulo. La donna entrata in trance: si è messa a pronunciare frasi incomprensibili in una lingua sconosciuta e poi è finita a terra“. I testimoni raccontano: “Ha iniziato a girare la testa a scatti in una maniera innaturale, sembrava un film dell’orrore”. La giornalista continua il suo articolo informandoci che a Milano è stato addirittura attivato un centrino dedicato a coloro, molti, che denunciano di essere posseduti: gli esorcisti sono passati da 6 a 12. Del resto l’Esociccio insegna …(mitico film interpretato di Ciccio e Franco) e la realtà ha ampiamente superato la fantasia.

Fantasia per fantasia torniamo a Il Fatto Quotidiano, che venerdì 12 giugno intitolava: “Simpson, agonia di una rivoluzione. Homer e Marge si separano Bart muore: pur di non far finire la serie più amata da sempre i produttori inventano l’ovvio“. L’articolo con amarezza descrive una serie televisiva ormai giunta la frutta, dove, dopo una lunga crisi economica, infine arriva l’inevitabile crisi di idee. Peccato!!

L’immigrazione attraversa il mare Mediterraneo per giungere, pagando spesso con la vita, sulle nostre coste sfinita.

Le polemiche sono molto forti ed sovente toccano pericolosi toni razzisti. Riporta tutto su un livello di lucidità un articolo - intervista a firma Ginori, pubblicato su La Repubblica: “L’Occidente risponde solo con rifiuti, ma le diseguaglianze l’abbiamo creata noi“. Marek Halter si dichiara certo che oggi il problema non è più la redistribuzione dei disperati alle frontiere ma pensare ai milioni che seguiranno, fuggitivi che sono frutto delle azioni scriteriate occidentali.

Tra i migranti spicca la vicenda riguardante una signora partita da molto lontano, la quale nella borsa aveva infilato pochi stracci ed una gatta i 10 mesi. Narra la sua storia Massimo Gramellini nella sua rubrica “Buongiorno”. L’animaletto resta nascosto nella borsa per tutto il lungo tragitto, ad esclusione di una piccola passeggiata fatta nel deserto libico. Giunta a Lampedusa, dopo un viaggio a dir poco travagliato, un soldato le strappa di mano la borsa con all’interno la bestiolina e tutto sembra prendere una bruttissima piega. Gramellini rasserena i suoi lettori informandoli che invece l’episodio è a lieto fine: intervengono le autorità e la gattina è infine salva. Il titolo che il giornalista ha assegnato al suo editoriale è ricco di significato: “Se questo è un gatto”.

Lieto fine che sembra invece destinato a non verificarsi nel caso degli orsi in Trentino. La Stampa di sabato 13 giugno narra di un ennesima aggressione verificatisi ai danni di un podista poco prudente e, ancora una volta, di un orso sotto accusa. Scrive Maurizio di Giangiacomo: “I forestali cercano l’orso - non sarà abbattuto -. Gli ambientalisti chiedono l’intervento di Renzi ed accusano il podista aggredito“. Ancora una volta l’essere umano si arroga il diritto di decidere chi possa vivere e chi no.

Buone notizie invece per i tutti i credenti: “Una data fissa per la Pasqua, l’invito del Papa agli ortodossi“. Attualmente la festa della Resurrezione viene celebrata in date diverse a seconda delle religioni. Afferma Papa Francesco: “Cattolici, Ortodossi e Protestanti potrebbe festeggiare lo stesso giorno“.

Anche questo numero di carta straccia dedica una particolare attenzione al tormentone Expo.

Non passa giorno che la Carta di Milano, atto che sembra voler solo giustificare la grande manifestazione milanese, ricordi a noi tutti che il cibo si spreca (sacrosanta Verità). Per tale ragione non si contano le innumerevoli iniziative che l’Esposizione organizza al fine di denunciare questa triste abitudine. LaStampa, a firma Cristina Insalaco, ci avvisa (con un pizzico di retorica) che in piazza Castello i laboratori didattici dell’Agorà registrano un grande successo: “Lotta agli sprechi e sicurezza alimentare i temi dell’Expo 2015 cena e bambini“. Le donne si uniscono al coro scendendo in campo su questo tema, Emma Bonino e Marta Dassù scrivono su La Stampa (con un ulteriore pizzico di retorica): “Women for Expo in campo, basta sprechi aiuti a chi produce”. L’articolo spiega le iniziative dell’alleanza femminile, per la lotta alla denutrizione, elencando dati preoccupanti: 800 milioni di persone soffrono la fame a livello cronico e 6 sono i morti al minuto per assenza di nutrimentoDati drammatici risaputi da sempre, diventati pubblici grazie al miracolo “Expo”.

Un miracolo che si manifesta con grande forza. Dopo la Francia, anche l’Italia interviene a livello legislativo sul tema sprechi alimentari. Scrive Alessia Gallione su La Repubblica del 12 giugno: “Premi alle aziende che donano il cibo. Il piano anti sprechi“. La differenza sostanziale rispetto alle misure votate oltralpe è che in Francia si multano coloro che buttano via il cibo, in Italia al contrario si premia chi lo regala. La via italica e l’educazione civica non convivono da tempo: premiare per un dovere è atto fortemente diseducativo che, tra l’altro, certifica la resa dello Stato e delle sue funzioni.

Ad ogni modo alcuni consiglieri regionali del Piemonte, della scora legislatura, hanno già provveduto (seppur a modo loro) ad intervenire sul tema. Scrive Claudio Laugero su La Stampa Cronaca cittadina: “I polli rimborsati? Erano per i poveri. L’incredibile difesa della Costa, ex consigliere Pdl“. Il pezzo propone la sintesi in merito all’ultima udienza inerente lo scandalo “Rimborsopoli”. Qualcuno dichiara di aver aiutato i poveri, altri come Stara, scaricano tutte le responsabilità sul proprio staff amministrativo. L’importante, alla fine, è la coerenza: peccato che sia data per morta da tempo.

Mentre i consiglieri regionali regalavano polli ai degenti (chissà con quale criterio di selezione) il cantiere Expo navigava in una serie di ritardi pazzeschi. Gianni Barbacetto, su Il Fatto Quotidiano, intitola: “Expo, gara fatta coi piedi in ritardo tutti i gadget“. Ribadisce l’occhiello: “A causa di una procedura nata e gestita male il padiglione OVS Excelsior, che vende magliette e accessori, è stato inaugurato dopo un mese“. L’articolo descrive alcuni errori compiuti dal commissario Giuseppe Sala, assunto a tempo indeterminato per 430 mila Euro l’anno, il quale ha avviato una gara definita illegittima dai giudici amministrativi (sul ricorso della Coin). Scrive Barbacetto: “Insomma, pasticcioni questi sapientoni dell’Expo che infrangono il principio della segretezza. Primo smacco per Expo: una bacchettata sulle dita che costa 12 mila Euro di spese legali“, a cui si sommano circa 70 mila Euro di mancati introiti.

Infine non potevamo esimerci dal dare un’occhiata alla millenaria vicenda Tav.

Partiamo idealmente da La Stampa dell’11 giugno, dove un articolo a firma Maurizio Tropeano intitola: “Tav Torino Milano solo seduti. Così resteremo senza posto“. I pendolari contestano la decisione resa pubblica da Trenitalia di obbligare i passeggeri a stare seduti durante il viaggio: in sintesi non si accetteranno più viaggiatori in piedi. L’azienda rende quindi obbligatoria la prenotazione anche per chi viaggia tutti i giorni. I lavoratori denunciano la seria possibilità di non garantire più il loro arrivo in azienda, prendendo al contempo atto di un aumento indiscriminato del costo dell’abbonamento mensile.

Sempre il giornalista Maurizio Tropeano fornisce il resoconto di una riunione, ai massimi vertici, svoltasi presso il padiglione francese dell‘Expo (la location la racconta lunga di suo). L’articolo, comparso su La Stampa del 13 giugno, rassicura i lettori sui costi del Tav Torino Lione: la tratta internazionale (65 km) comporterà un esborso pubblico di 8 miliardi e 160 milioni di Euro. Una cifra spropositata ma definita da Mario Viranoassolutamente in linea con le altre opere europee”. Sembra che i francesi, per l’ennesima volta e dopo numerosi pareri negativi del Consiglio di Stato, abbiano confermato il loro contributo (sempre durante l’incontro tenuto nel padiglione francese dell’Expo). Speriamo in bene di non fracassare ad Alta Velocità le finanza pubbliche contro un muro, scoprendo le conseguenze di un’opera tendenzialmente inutile. Il ripetere che “tutto va bene” non può che aumentare i sospetti di quei cittadini che contano i numerosi scandali che ogni settimana riporta la carta stampata.

Ancora Maurizio Tropeano scrive di quello che sarà il nuovo scalo merci di Orbassano, inserito nella tratta nazionale Tav. Lo scalo viene definito quale insieme di binari morti che non portano a nessuna destinazione, ma con un ulteriore investimento di 600 milioni di Euro, conferma Foietta neo presidente dell’Osservatorio, lo scalo conoscerà la nuova vita. Come trucidare altri fondi dirottandoli da usi di interesse pubblico, evviva!!

Per questa settimana è tutto (o quasi) a martedì 23 giugno ore 18,30 - 20,00 su Torinow, con Massimo Tadorni (conduttore) e Diego Giacobbi. Ultima puntata non estiva, poi pausa di due settimane della rubrica (non della trasmissione) per ritrovarci il 14 luglio!!

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