CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Praticamente Carta Straccia, settembre 2015 - gennaio 2016: il distillato!!!

Scritto da juribossuto.it il 22 gennaio 2016

PRATICAMENTE CARTA STRACCIA
(Super sintesi del periodo 8 Settembre 2015 – 12 gennaio 2016)
OTTAVA RASSEGNA stampa (Indipendente) di “PRATICAMENTE”
(Torinow, canale 18 e 199).

Il mio compito di presentarvi le notizie più curiose della settimana è gravemente carente dal mese di Settembre 2015. Mesi burrascosi di cui mi dolgo, ma ora si riparte.

L’autunno è stato all’insegna dei muri. Il 29 ottobre sulle pagine de La Stampa leggiamo: “L’Austria. Faremo un muro al confine con la Slovenia”. Il 4 novembre seguente ancora sul quotidiano torinese leggiamo: “L’America secondo Tromp. Faremo un muro con il Messico”. Sempre ad ottobre La Stampa ci informa che: “Anche la Macedonia alza un muro. Battaglia al confine con la Grecia”. Ungheria, Bulgaria e Croazia hanno già da tempo provveduto alla posa di filo spinato e muraglioni. Naturalmente sono state le “nostre” esportazioni armate della Democrazia a scatenare questa ondata di profughi, ma i media pare non lo sappiano. Infine La Stampa ci avvisa sul fatto che i sospetti di Putin nei riguardi del premier turco Erdogan non erano, forse, del tutto errati: “Confine Siria – Turchia. I russi distruggono 2000 autocisterne”. Si tratta di camion carichi di petrolio.

Un articolo risalente alla settimana scorsa punta, indirettamente, i riflettori su Colonia: “Ci capitò lo stesso in piazza Tahrir, era un modo per dirci di stare a casa”. Conclude l’occhiello: “Hania Moheeb finì in ospedale nelle manifestazioni, poi riuscì a denunciare”. L’articolo è una sintesi di alcuni episodi avvenuti al Cairo, durante la Primavera araba, molto simili a quelli più noti registrati a Colonia nella notte di Capodanno.

Nuove guerre interne pare che stiano per interessare pure l’America. Il 5 gennaio l’inviato a New York per La Stampa, Mastrorilli, avverte: “Oregon, la rivolta dei cowboy. La terra è nostra, via lo Stato”.

Trattando di Cultura, o finta tale, nell’uscita del 17 ottobre il Fatto Quotidiano denuncia uno scandalo di costume: “Attori finti, scoop e tanti soldi. La tv del dolore senza limiti”. L’articolo, a firma Giuseppe Pipitone, racconta di conduttrici, insieme alle redazioni, che pagano i parenti delle vittime (di feroci fatti di sangue) per recitare in Tv il loro copione di dolore.

Notizia curiosa, invece, quella del 26 ottobre: “Le scuse di Blair sull’Iraq. La guerra ha aiutato l’Isis”. Finalmente qualche ammissione ma anche qualche reticenza in probabile malafede. Il Fatto Quotidiano ci ricorda, infatti, che la ministra Roberta Pinotti, prima di essere nominata Ministro alla Difesa, era una militante pacifista: “Da Porto Alegre e Ramallah agli F35”. Il pezzo giornalistico inquadra il passaggio dalle tesi pacifiste a quelle guerrafondaie dell’ex no global Pinotti: triste involuzione ideale. Il 26 settembre fa da contraltare a questa notizia un’intervista, piuttosto esplicita, di Dario Fo che urla: “I nostri intellettuali inetti, tristi e asserviti al pensiero unico”. Come dargli torto, impossibile farlo.

Passando alle pagine culturali, Il Fatto Quotidiano del 4 gennaio lancia un grido d’allarme, e di stanchezza: “Rincoglionimento culinario. Saranno anche stellati, creativi, geniali, ma a tutto esiste un limite. Gli spaghetti restano anche quelli con pomodoro e parmigiano”. Sotto l’occhiello campeggia la foto del noto chef televisivo Carlo Cracco, e sotto la sua immagine leggiamo ancora: “Basta chef con boria da toreri e la loro insalata di meduse”. Una decisa critica ai tanti personaggi che dalle cucine sono passati all’arroganza della tv trasformandosi in opinion leader delle padelle.

Per quanto riguarda il delicato tema dei trasporti, una bellissima notizia per la nostra Torino giunge da La Stampa di sabato 28 novembre: “La carta di Torino per andare a Pechino con l’alta velocità”. Il pezzo giornalistico narra di un curioso, quanto recente, accordo che prevede la costruzione di una linea ferroviaria lunga oltre 10.000 km (la cosiddetta “Nuova via della seta”) che collegherà il nostro capoluogo con la capitale cinese. A Pechino in poche ore: è risaputo come i torinesi attendano da decenni questa opportunità. Evidentemente la discussa tratta Torino-Lione non basta più a soddisfare gli appetiti di chi sogna nuovi ed infiniti cantieri lucrosi.

Ci porta alla realtà dello stato delle cose un articolo del 21 dicembre, il quale ci informa che a Palermo transita un tram molto strano: “Palermo, un tram chiamato desiderio; i politici litigano, i vagoni girano vuoti”. Ed ancora: “Il comune (di Palermo) è diviso su finanziamento del servizio. I passeggeri non possono salire” sui mezzi nuovi di zecca.

Infine tre titoli che danno l’idea di chi comanda Torino e non solo: “Parte il piano di alienazioni. Palazzi in vendita. La sede della Giunta (regionale di Piemonte) si compra per 40 milioni”. Si ripete una vecchia sceneggiatura: per esigenze di bilancio piazza Castello viene di fatto privatizzata, insieme a Villa Gualino. Il centro città vede l’espulsione degli edifici pubblici e delle sedi istituzionali, tutto a vantaggio di chi specula. Scelte da cui crescono rovine irreversibili, urbane e sociali, sposate nel nome delle solite “Schiforme”, come intitola Il Fatto Quotidiano del 4 gennaio, e di un Fondo Monetario retto cinicamente da una Christine Lagarde che continua ad avere importanti guai giudiziari in Francia (in ultimo un’accusa di “negligenza” nell’arbitrato che fruttò 403 milioni ad un finanziere).

Chi comanda Torino, ma chi comanda anche il mondo.

Terminiamo questa lunga carrellata quadrimestrale, con i costruttori piemontesi che, il 31 ottobre, si lamentano per i lavori bloccati dalla burocrazia. Intitola La Stampa: “Aiutateci, la burocrazia ci paralizza. L’appello denuncia, che coinvolge anche le Soprintendenze, davanti ai sindaci e al ministro Franceschini”. Leggendo l’articolo si comprende bene la filosofia dei costruttori “delusi”: in corso Galileo Ferraris le mura antiche si potevano abbattere senza tante parole, bastava fotografarle e radere al suolo ogni cosa … naturalmente nel nome del profitto di alcuni a scapito di chi vive di Bellezza, Turismo e Storia.

Ci vediamo su TORINOW (MARTEDI’ ore 18,30 – 20,00) con Massimo Tadorni (conduttore) e Diego Giacobbi (esperto in telefilm), oltre naturalmente il sottoscritto, Juri Bossuto.

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