CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

Rassegna del 26 gennaio: treni blindati, case “segnate”, Roncobilaccio e lupi.

Scritto da juribossuto.it il 30 gennaio 2016

PRATICAMENTE CARTA STRACCIA

(26 gennaio 2016)

DECIMA RASSEGNA stampa (Indipendente) di “Praticamente” (Torinow, canale 18 e 199).

Le notizie commentate martedì sera sono state tantissime, al punto di “occupare” l’intera trasmissione. Alcune le ripresentiamo qui, in una breve sintesi che racchiude quelle più “incredibili”.

Iniziamo la rassegna indipendente, settimanale, con un argomento legato indirettamente al 27 gennaio, ossia al Giorno della Memoria. La Stampa di mercoledì 20 gennaio, a firma di Niccolò Zancan, infatti intitola: “Al buio e con le porte bloccate. Quel treno spettrale che porta i profughi in Austria”. Un articolo che evoca i vecchi treni nazisti blindati che portavano, sigillati al loro interno, i deportati ad Auschwitz ed in altri campi di concentramento. Vicende che speravamo fossero alle nostre spalle, come quanto riportato dall’articolo del 21 gennaio, a firma di Alessandra Rizzo: “Porte rosse per marchiare le case dei rifugiati”.Si tratta del resoconto shock proveniente da un comune del Regno Unito, dove 155 portoni sono stati colorati di rosso. Ufficialmente il diverso colore è utile a garantire la sicurezza degli immigrati ma molti dicono all’unisono: “Un segno che ricorda la Germania nazista degli anni 30”.

Torino, la settimana scorsa, ha avuto ancora una volta al centro delle sue attenzioni Fassino e la campagna elettorale oramai alle porte. L’unica notizia che risalta, nell’oceano piatto fassiniano, è il licenziamento del manager GTT Monica Schiraldi: “La direttrice finanziaria sostituita dal Vice. Spese con la carta aziendale, manager licenziata da GTT”. La donna si difende etichettando tale incriminazione come lapalissiana azione antisindacale. La manager pare sia frutto di un assunzione politica suggerita, forse, dalle file il centro-destra (la dirigente è nipote acquisita di un ex senatore berlusconiano). Infine per Torino ricordiamo che la tintoria vicina alla Gran Madre, chiusa poiché legata ad ambienti ‘ndrangheta, ha finalmente rilasciato la biancheria ai suoi clienti: “Tutti in coda a ritirare gli abiti nel lavanderia della ‘ndrangheta. Alle casse ufficiali giudiziari tre militari”.

Italia: nazione complessa al punto tale che su Il Fatto Quotidiano, del 22 gennaio, leggiamo un articolo di Fabrizio D’Esposito che intitola: “Io legionario per fuggire dall’Italia delle bustarelle”. E’la storia di un giovane che si arruola nella Legione Straniera per tagliare i ponti con il nostro Paese e, soprattutto, con i suoi epocali mali.

Sugli esteri Il Fatto Quotidiano va a dare un’occhiata anche all’Iran, ma in un’ottica di critica ad una politica fatta da scelte che spiccano per essere di “due pesi e due misure”: metodo in voga sia da parte degli Stati Uniti che dell’Onu. Massimo Fini, rimarcando con forza lo sdegno per quella che potrebbe essere una politica estera dogmatica tipo “i miei amici hanno sempre ragione”, scrive: “La bomba non è uguale per tutti, Iran bastonato ed Israele aiutato”. Pezzo giornalistico di inchiesta molto interessante sia per quanto riguarda la storia recente dell’Iran, ma anche se riferito a quella passata (quando la Rivoluzione fece cadere il regime dello Scià).

Tornando in Italia purtroppo (o per fortuna) non sentiremo più parlare di code a Roncobilaccio: il tratto stradale più ingorgato d’Italia che oggi appare vuoto grazie a una variante di valico. Intitola La Stampa: “Deserto d’asfalto a Roncobilaccio. La A1perde uno dei suoi simboli. La variante di valico ha cambiato le abitudini, qui non passa più nessuno”.

La Stampa del 26 gennaio scorso, nella pagine di Ivrea Canavese, ha un titolo curioso: “Elfi e troll sono tornati a casa”. Si tratta del resoconto di una splendida azione della polizia, la quale ha sgominato una banda che rubava oggetti particolari quanto kitsch.

Le “stramberie” non finiscono con il ritrovamento dei nani da giardino. Qualche giorno fa, sempre La Stampa, infatti scrive: “Con la spada laser all’Accademia per diventare Jedi”. A San Salvario è stata inaugurata una scuola specializzata nell’allenare bambini ed adulti a diventare cavalieri Jedi: tutti sulle orme della fortunata saga di Guerre Stellari.

Il 20 gennaio ancora La Stampa annuncia la morte di uno dei fondatori degli Eagles, Glenn Frey, mentre un articolo a fianco evidenzia come in America la musica vecchia venda molto più di quella nuova. I dischi più vecchiotti battono infatti le novità. Tra il vinile più venduto spiccano i Pink Floyd, insieme ai Beatles e Miles Davis.

Parlando di tv Il Fatto Quotidiano pubblica un’intervista a Franca Leosini, la quale torna su Rai Tre con lo scopo di far “confessare” i condannati: “Io, maledetto della tv senza amici nei partiti”.

Un editoriale a firma di Alberto Mattioli, giornalista de La Stampa, ci fornisce una indicazione di costume simpatica: “Gli episodi di Milano, Venezia e Bologna dicono che l’identità di italiani è ancora forte nelle sue opere. Se nei teatri torna il grido Viva Verdi”. Ricordiamo che durante il Risorgimento Verdi era anche l’acronimo di “Vittorio Emanuele Re d’Italia”.

Sempre per quanto concerne il settore Cultura, continuiamo con una notizia che guarda al passato recente. Questa settimana apprendiamo che i filatelici sono decisamente contrari alla legge anti cimeli mussoliniani, proposta da un deputato PD della comunità ebraica milanese. Bolaffi dichiara che non esiste un commercio che incita all’apologia al Fascismo.

Per finire due notizie legate al mondo animale. La prima riguarda il lupi, di cui sono censiti molti branchi tra Piemonte e Trentino: si vorrebbe un piani di abbattimento per difendere le greggi. Infine il centro di recupero nel Reggiano dedica attenzione ai ricci: “Mai così tanti colpa del clima. Soccorriamo i ricci non vanno in letargo”.

Per questa settimana è tutto (o quasi). ARRIVEDERCI a MARTEDI’ 02 FEBBRAIO (ore 18,30 - 20,00) su Torinow. Ci vediamo con Massimo Tadorni (conduttore), sostituito eccezionalmente da Carol Baribieri e Diego Giacobbi (esperto in telefilm), oltre naturalmente il sottoscritto, Juri Bossuto.

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