CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

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PROGRAMMA AMMINISTRATIVO CIRCOSCRIZIONE 2 - LISTA “TORINO IN COMUNE” BOSSUTO PRESIDENTE

Scritto da juribossuto.it il 25 maggio 2016

PROGRAMMA CIRCOSCRIZIONE 2 TORINO

(Santa Rita – Mirafiori)

Il decentramento a Torino

La storia del decentramento amministrativo e dei Consigli di Circoscrizione a Torino è una storia nobile che evoca i generosi moti partecipativi degli anni ‘70 che vedevano cittadini di diversa cultura politica muoversi per promuovere l’impegno verso la propria città. Una città conosciuta e vissuta come residenti o come operatori sociali nei quartieri, in spazi identitari a volte difficili, altre promettenti ma tutti accomunati dal senso di appartenenza. Senza saperlo, erano esempi di sussidiarietà orizzontale, ove una comunità disposta ad assumere responsabilità pubbliche si esponeva a valutare le ricadute sul proprio territorio delle decisioni municipali, talvolta sostenendole altre osteggiandole motivatamente, e a proporre iniziative e interventi studiati localmente e pensati globalmente nell’interesse della Città.

Il decentramento amministrativo e i consigli circoscrizionali, prima di nomina indiretta poi di elezione diretta, avrebbero dovuto incarnare e rigenerare quei principi, avendo dalla propria la forza del riconoscimento dell’Amministrazione comunale e la presunta volontà della stessa di cessione di potere verso un governo di prossimità cui affidare decisioni e gestioni. Una scelta di “localizzazione” per rendere meglio comprensibili le scelte dal e sul territorio: ovvero la pratica di una sussidiarietà verticale, in cui nulla che possa essere scelto o fatto dal basso sia, invece, determinato dall’alto. Così non è stato, così non è. Condiscendenze degli uni verso gli altri, per affinità politica, hanno portato le Circoscrizioni ad abbandonare il loro ruolo di contraddizione permanente verso il governo cittadino per relegarle a palestra delle successive generazioni di amministratori comunali; impotenza per i pochi mezzi e per l’irrilevanza dei pareri espressi hanno condotto le Circoscrizioni a una vertenzialità effimera e deprimente, ma altrettanto ansiosa rispetto alle urgenze loro direttamente rappresentate; recenti sentimenti sui costi della politica hanno indotto a ridimensionamenti del numero e dei bilanci dei Consigli sulla base di approssimazioni toponomastiche più che su dimostrabili analisi di funzioni e di costi.

In una fase di governo di area metropolitana, territori che avrebbero per estensione e per popolazione la dignità di un Municipio si ritrovano a essere testimoni silenti di un governo cittadino che co-determinerà politiche di scala metropolitana con Comuni della loro stessa dimensione e, paradossalmente, nemmeno possono auto definirsi per il valore della partecipazione diretta, in quanto i processi di aggregazione e di attivazione dei cittadini e delle loro organizzazioni intermedie avvengono su ambiti più ristretti, quali i quartieri. Tutto ciò non è avvenuto per caso: i diversi Sindaci, tanto più dopo la loro elezione diretta, e i Consigli comunali hanno esplicitamente rigettato o diplomaticamente lasciato languire fino all’esaurimento le successive proposte di nuovo Regolamento per il Decentramento volte a “municipalizzare” le funzioni delle Circoscrizioni e a renderle almeno così riconoscibili. Sicché all’attuale appuntamento elettorale le Circoscrizioni di Torino arrivano senza essere né i Municipi di Roma né le circoscrizioni di Barcelona, ovvero senza essere né luoghi di governo e di gestione, né esempi di partecipazione dal basso. Incarnando così la critica più radicale che il progetto Torino in Comune muove ai governi di centro sinistra: aver tenuto stretto il proprio potere (e le proprie relazioni /alleanze) così ingessando energie e risorse, in una mera logica di conservazione e di autoriproduzione.

Per questo la lista Torino in Comune si presenta nelle Circoscrizioni e propone quali candidati Presidenti alcuni candidati al Consiglio comunale: per dire di una visione che deve essere condivisa; per segnalare che solo la conoscenza delle città nella città consente un quadro di insieme; per dichiarare l’impossibilità di fare da sé, se questo fare non è orientato e aiutato dal fare di tante /i; per testimoniare il proprio strabismo verso le Circoscrizioni come una virtù per decentrare poteri e far salire partecipazione e proposte dai quartieri. Gli impianti programmatici saranno, per differenze ovvie, calzati sulle realtà territoriali, ma animati da queste comuni consapevolezze.


La Nuova Circoscrizione 2

Riteniamo importante che l’opera della Giunta e del Consiglio sia indirizzata ad un’azione incentrata sulla programmazione pluriannuale: che tenga fortemente conto dalle esigenze del territorio, delle sue risorse sociali così come delle sue reti associative. Gran parte dell’attività della “Super circoscrizione”, che ci proponiamo di amministrare, deve rientrare necessariamente in una visione progettuale indirizzata al futuro, così come in questa visione complessiva devono essere programmati finanziamenti e contribuzioni. Ogni delibera, ogni esborso, deve essere frutto di scelte generali stabilite dal Consiglio: evitando così, per sempre, i contributi a pioggia, o di carattere clientelare, ossia gli sprechi; atto fondamentale nella buona pratica amministrativa, ancor più a fronte di scarse risorse finanziarie pubbliche.

L’azione politico-amministrative impostata, quindi, sulla programmazione degli interventi sulla realizzazione di progetti, presuppone un metodo di lavoro consiliare circoscrizionale che non può esimersi dal guardare alla partecipazione ed al concorso dei cittadini, nonché delle associazioni, nei confronti di tutte le scelte in elaborazione.

Partecipazione e comunità sono due termini purtroppo ampiamente fuori moda in questi tempi ma crediamo ugualmente che, al contrario, vadano rilanciati con forza mettendo di fatto i quartieri, le Circoscrizioni, al centro di un’opera di valorizzazione delle esigenze, ineluttabili, di trasparenza e di partecipazione dei cittadini stessi. Naturalmente questa delicata opera deve essere costruita anche con importanti atti sinergici che guardano sia alle altre istituzioni, che operano in quartiere (ASL, biblioteche, Cascina Roccafranca) sia con i soggetti scolastici e culturali che permettano, insieme, di costruire vere e proprie delibere quadro. La partecipazione alla costruzione del bilancio circoscrizionale, è atto di trasparenza imprescindibile.

La nuova riforma sul decentramento, che ha accorpato Santa Rita - Mirafiori Nord con Mirafiori Sud, non aiuta certo nella realizzazione questi intenti (a causa delle sue dimensioni). Mettere gli organi territoriali al centro dell’attenzione dei cittadini, a partire dalla loro partecipazione alla vita amministrativa stessa, non è opera facile nei riguardi di circa 140.000 residenti ma vale comunque la pena indirizzare le energie, di questa compagine, agli elettori proprio nella direzione auspicata.

I vecchi quartieri nacquero come punti di ritrovo, di incontro e di sintesi, delle diverse esigenze dei loro abitanti: anche con il fine di non sprecare soldi pubblici occorre necessariamente tornare a quella definizione di Circoscrizione.

Sappiamo bene che molti temi attuali si concentrano in gran parte su argomenti che non hanno nulla a che fare con le competenze circoscrizionali temi quali insicurezza emigrazione. Noi preferiamo invece parlare di legalità ossia di una convivenza tra persone civili che rispettano regole comuni al di là del loro colore di pelle e della loro provenienza. La mediazione culturale e l’integrazione sono elementi alla base della legalità e del vivere comune. Alla base della “Legalità”, lo ricordiamo, si trova sempre la giustizia sociale: l’assenza di lavoro e reddito dignitoso genera insicurezza sociale.

Ancora in tema i legalità crediamo, in particolare, utile prevenire le truffe agli anziani essendo il nostro quartiere caratterizzato da elevata età media dei suoi abitanti, e produrre uno sforzo ulteriore verso un progetto nato bene ma morto qual è quello dei vigili di prossimità

Organismi pubblici di controllo, con l’appoggio dei cittadini desiderosi di vivere in una comunità civile e solidale, possono contribuire a ridurre atti di vandalismi e, più in generale a limitare fenomeni di inquinamento ambientale e acustico. Opportune sanzioni pecuniarie potrebbero essere devolute a migliorare le aree pubbliche e i servizi di competenza della Circoscrizione.

Le aree verdi urbane rappresentano forse il simbolo più eclatante di come l’amministrazione pubblica considera il bene comune. Su questa premessa i giardini pubblici sono uno dei punti su cui si focalizza questo programma. Un giardino contiene alberi verde, acqua pubblica, spazi aggregativi e soprattutto un terreno collettivo appartenente a tutti. L’incuria delle aree verdi non è solo cattiva amministrazione ma anche uno sfregio ai beni comuni, alla collettività. Non sostituire gli alberi che vengono rimossi, cedere continuamente pezzi di giardini a privati (associazioni comprese), o autorizzare la costruzione di parcheggi pertinenziali sotto la loro superficie significa avere un concetto di bene comune piuttosto vago quindi pericoloso per la comunità. Al contrario proteggere il verde pubblico, fare una buona manutenzione di giochi, difenderlo soprattutto da voglie speculative (o egoistiche) significa consegnarlo ad una comunità umana che però, in cambio, deve viverlo (farlo suo) impedendo così l’appropriazione del medesimo da parte di gruppi non inseriti in un concetto legalitario della società.

Ambiente

Come accennato in premessa, le aree verdi urbane rappresentano forse il simbolo più eloquente di come l’amministrazione pubblica considera il bene comune. I giardini sono il luogo principe in cui la comunità urbana si rappresenta, si incontra e si rigenera. Un giardino contiene alberi, fiori, acqua pubblica, spazi fruibili gratuitamente. Sono terreni collettivi appartenenti a tutti, sottratti alla speculazione e votati alla bellezza. Un giardino in un quartiere popolare è ancora di più: è il nostro unico salotto buono, il nostro solo momento di ricchezza, la sala delle feste per tutti. Per questo, i giardini pubblici sono uno dei punti su cui si focalizza questo programma.

I giardini non possono, da soli, esaurire le politiche da mettere in atto per la tutela e il miglioramento dell’ambiente. Esso è un bene collettivo primario e può essere luogo di salute o malattia, di benessere o di rischio, a seconda che lo si consideri come una risorsa di tutti o come una semplice fonte di spesa. Le politiche a tutela del suolo pubblico, dell’aria, dell’acqua, del panorama, del paesaggio e quelle volte a combattere ogni forma di inquinamento, devono essere improntate al godimento delle cose di tutti da parte di tutti, e alla salvaguardia della salute di ciascuno.

In sintesi proponiamo:

  1. Salvaguardia aree verdi, sempre più simbolo dell’attacco che quotidianamente subiscono i beni comuni (ossia quelli di cui siamo proprietari noi tutti tramite il Pubblico). Ribadire il no a parcheggi sotterranei che distruggono i giardini è per noi fondamentale, così come al contempo la ricerca di aree adatte ad ospitarne alcuni destinati a decongestionare zone di Santa Rita e Mirafiori. Inserimento di micro verde laddove occorre dare colore al grigio urbano.

  2. Reinserimento degli alberi abbattuti, tra cui 180 circa nella sola via Filadelfia e qualche migliaio in Circoscrizione 2.

  3. Le speculazioni sulle aree verdi devono lasciare il passo alla posa di nuove alberate e alla riqualificazione di aree veramente alla portata di tutti: persone anziane, famiglie, giovani, bambini e disabili. Importante la manutenzione degli spazi verdi e degli spazi dedicati ai giochi dei bambini, la cui salvaguardia (dai costosi atti di vandalismo) può avvenire in parte anche attraverso il coinvolgimento delle scuole.

  4. Potenziamento raccolta differenziata, oggi in grave crisi, diffusione di quella porta-a-porta come ipotizzato (ed avviato) con il progetto Urban II. Educazione della cittadinanza a riduzione/riciclo/riuso anche nella prospettiva di ridurre, sino ad annullare, l’incenerimento dei rifiuti stessi.

  5. Indispensabile diffondere alla popolazione i dati, reali, relativi all’inceneritore ed in generale agli inquinanti tramite la collocazione di nuove centraline di monitoraggio sul territorio. A tal fine si ritiene necessario partecipazione al Comitato Locale di Controllo.

  6. Prioritario intervenire in merito a quanto stabilito sulla Servizi Industriali: realtà altamente inquinante che avrebbe dovuto cessare la sua attività nel momento in cui veniva inaugurato l’inceneritore stesso.

  7. Pressione sul Comune affinché si riduca fortemente il numero di condomini riscaldati mediante il gasolio, affinché tutti siano collegati al teleriscaldamento.

  8. Educazione ambientale e monitoraggio del verde pubblico anche tramite il sostegno, e le segnalazioni, dei cittadini.

  9. Creazione di nuove aree per cani. Collaborazione attiva con i gestori dei gattili circoscrizionali e l’Ufficio tutela animali. Difesa degli animali sia di affezione che allo stato libero. Educazione al loro rispetto. Sostegno alle famiglie bisognose al fine di impedire abbandono di animali.

  10. Diffusione di metodi e pratiche eco-sostenibili: oltre alla riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti, gestione razionale dell’acqua (es. incentivazione forme di recupero acqua piovana ad usi sanitari), gestione degli scarti compostabili, razionalizzazione dei consumi energetici, acquisti consapevoli, riduzione scarti alimentari e implementazione percorsi di condivisione delle eccedenze alimentari, incentivazione tetti verdi (che riducono i consumi energetici, isolano dal caldo, dal freddo e dai rumori, diventano luoghi di aggregazione), agevolazione forme diffuse di produzione energetica grazie a impianti piccoli, comunitari, sostenibili ed autoproduzione agro – alimentare (orti urbani).

  11. Creazione di orti urbani collettivi/sociali (ad esempio l’esperienza del “Giardino Morvello”) e mercati a questi dedicati. La Circoscrizione sostiene forme di aggregazione sociale e gestione partecipata dello spazio pubblico attraverso la creazione di orti collettivi e orti urbani (che utilizzino forme di agricoltura sostenibile) al fine di valorizzare il territorio grazie all’utilizzo, da parte della collettività, di spazi fino ad ora non fruiti o fruiti in maniera parziale.

Assistenza

Il cambiamento è possibile solo se la spinta parte dagli individui, dalle associazioni, dalle forze vive del territorio che opportunamente sostenute possono creare e realizzare forme innovative di aggregazione sociale e gestione partecipata dello spazio pubblico.

In poche parole si racchiudono i principi che sovraintendono all’assistenza ed all’agire sociale che si vuole perseguire in circoscrizione: Solidarietà/Integrazione, socialità e sostenibilità.

Le linee di intervento sul tema assistenziale saranno ispirate alla interdisciplinarità tra i vari settori di intervento circoscrizionale. Naturalmente la nostra amministrazione farà riferimento al Piano Sanitario Regionale, di Prevenzione Regionale ed ai Piani assistenziali comunali. Proponiamo quindi piani specifici per il sostegno delle persone con difficoltà: anziani, disabili, minori, stranieri. 

In sintesi:

  1. Collaborazione attiva con le associazioni di aiuto alle persone con disagio (psichico, fisico, lavorativo, per il contrasto alla ludopatia e alle dipendenze). Sostegno delle realtà presenti in circoscrizione in relazione con Servizi Sociali ed ASL. Coinvolgimento maggiore delle associazioni di volontariato. Promuovere l’aggregazione tra persone anziane che vivono in solitudine (emarginati) offrendo occasioni di socializzazione aperte a tutti. Sviluppare progetti di domiciliarità leggera.

  2. Sostegno alle famiglie in difficoltà economica. Avviare progetti coordinati con il settore socio assistenziale per l’integrazione sociale e l’occupazione. Inserimenti lavorativi che non cadano nel cattivo lavoro, ossia precariato e sfruttamento.

  3. Gestione degli sfratti, sostenendo le famiglie in morosità incolpevole, e collaborazione attiva con l’ATC per manutenzione degli stabili ed insediamento di nuove abitazioni residenziali.

  4. Verifica attenta dell’esito dei progetti in essere ed elaborazione nuove iniziative sui settori socio assistenziali.

  5. Rete di informazione e collaborazione, costante, tra servizi sociali, associazioni di volontariato, famiglie. Creazione di un Tavolo tra le varie associazioni di volontariato al fine di individuare priorità e problemi comuni. Aggregazione delle associazioni di volontariato che ha culmine ne “La Festa del Volontariato”, organizzata dalla Circoscrizione.

  6. Creazione di nuovi spazi aggregativi per i Giovani (protagonismo giovanile). Coordinamento e verifica di quelli esistenti (tra cui via Strada delle Cacce e “Isola che non c’è” , realtà apparentemente sotto utilizzate). Occorre sviluppare i progetti educativi e di tempo libero nelle scuole di ogni ordine e grado, migliorando anche le relazioni tra Circoscrizione, dirigenti scolastici, insegnanti, alunni e genitori. Potenziare gli sportelli di ascolto, tenendo conto anche dei giovani in fascia di età superiore. Rafforzare le case famiglia e favorire il confronto tra operatori socio assistenziali e quelli socio sanitari.

  7. Diffusione di cohousing : modelli abitativi in cui le persone cooperano, individuano obiettivi comuni, sono solidali e creano comunità. Non più condomini dormitorio spersonalizzanti ma vere e proprie comunità solidali capaci di venire incontro alle necessità dei singoli (assistenza alle persone anziane, babysitting, creazione di spazi e momenti di socializzazione, banca del tempo).

  8. Continuare a realizzare arredi urbani accessibili per i disabili: tavoli con sporgenza tale da permettere alle persone in carrozzina di usufruire del tavolo, fare in modo che il camminamento possa far giungere il disabile al tavolo (finora…si “cammina” in mezzo ai prati…e i disabili non possono), posizionare gli arredi in zone ombrose affinché anche sotto il sole cocente dell’estate i disabili possano usufruire dell’ombra. Introduzione dei semafori intelligenti.

  9. Inclusione sociale sempre ed ovunque, favorire lo scambio culturale.

  10. Sviluppare progetti individuali e lavorativi per i malati psichici che, all’interno della famiglia determinano condizioni di vita spesso molto difficili. Attenzione e supporto ai Centri Diurni ed alle strutture residenziali presenti sul territorio.

  11. Attenzione alla situazione creatasi all’interno dei campi Rom di via Artom e corso Tazzoli. Promozione di buone politiche di integrazione sociale e culturale che creino i presupposti per una buona relazione tra cittadini nel contesto della lotta al disagio (scuola per bambini, raccolta rifiuti, abitazioni “sane” ed agibili) e della legalità (principio della convivenza civile) anche con l’apporto di mediatori culturali. Il tutto in attesa di soluzioni più consone ai diritti civili, ed alla dignità umana, degli ospiti dei campi stessi.

  12. Istituzione della figura del disability manager.

Commercio e Lavoro

Proponiamo la difesa del piccolo commercio con stop alla Grande Distribuzione: crediamo importante la difesa dei punti commerciali di prossimità o anche dei centri commerciali naturali. Commercio di prossimità significa importante riferimento per i cittadini ma anche possibilità di tutela ed attenzione riguardo agli anziani ed alle persone sole.

In sintesi:

  1. Le Feste di Via devono essere riviste profondamente trasformandole in occasioni reali per il commercio di vicinanza ed il territorio. La Festa di via deve comprendere le realtà del territorio (scuole, associazioni e commercianti), questa deve garantire il coinvolgimento delle imprese commerciali nonché evitare di trasformarsi in un giorno di mercato che condiziona, pesantemente, la vita dei residenti (parcheggi, privatizzazione della via per un giorno, disagi). La Festa di via dovrebbe, preferibilmente, essere anche espressione della storia di un dato quartiere evitando così un modo di abitare isolato, e spersonalizzato, del territorio.

  2. Sostegno degli imprenditori locali favorendo anche la loro formazione e la creazione del Know how aziendale. Intervenire sulla monetizzazione dei parcheggi, evitando la “stretta fiscale” sui negozietti di prossimità (a gestione familiare).

  3. Valorizzare l’utilità sociale del commercio al dettaglio, in termini di vitalità del territorio, decoro e sicurezza. Educazione al consumo etico e responsabile. Rendere meno difficoltoso l’accesso delle piccole imprese agli atto pubblici ed alle pratiche burocratiche.

  4. Aree Mercatali: supporto e collaborazione per superare le criticità viarie che patiscono da tempo. Sostenere i mercati quali centri commerciali naturali, in rapporto con le attività commerciali stanziali.

  5. Decongestionare le aree che concentrano un eccessivo flusso automobilistico e, al contempo, con opportuni provvedimenti studiati con il commercio di prossimità, rivitalizzare zone segnate da forte isolamento degli abitanti.

  6. Si esprime invece un giudizio positivo per il tavolo lavoro che ha avviato, da tempo, la Circoscrizione; così come l’attenzione dedicata agli over 50 ed ai giovani che fanno il loro ingresso nel mondo del lavoro oppure che sono espulsi dal medesimo. È importante su questo argomento spendere fondi da destinare ai centri di collocamento come punti di nuova base per l’inserimento nel mondo lavorativo, valorizzando anche via Carlo del Prete: struttura nata con Urban II ma non sempre legata dal territorio. Promozione ulteriore del “Progetto Lavoro”, già avviato anni fa, nell’ottica di proseguimento di esperienze di integrazione fra politiche attive del lavoro ed interventi di aggregazione, assistenza, sostegno educativo e culturale. Aumento delle risorse per i percorsi di accompagnamento ed orientamento volti a soggetti “svantaggiati”. Creare la rete locale del lavoro e mappare le zone di crisi presenti nella Circoscrizione. Valorizzazione e rilancio dei Centri per l’impiego, collaborando con sindacati, imprenditori, disoccupati.

Cultura, Sport, Tempo libero e Socialità

È necessario individuare attività per aiutare le persone a muoversi nella direzione del cambiamento positivo, che permettano di realizzare un vero e proprio processo di trasformazione, operare un incremento delle possibilità di ognuno.

In una realtà che impegna nelle dinamiche di genere, di ruolo, generazionali, nelle problematiche relative alla mancanza di lavoro, ai problemi economici, alla malattia, alla vecchiaia, all’emarginazione, alla multiculturalità, alla separazione, alla “diversabilità”, scegliere azioni che puntino non solo a sottolineare il valore, l’irripetibilità, l’unicità, la dignità e il rispetto dei diritti delle persone, ma anche la necessità di comunicare, conoscere, ricercare, scoprire, stupirsi, divertirsi, emozionarsi mediante l’arte e la creatività.

Promuovere attività educative, ricreative, culturali, ludiche, rieducative, formative che promuovano il dialogo, la libertà, l’uguaglianza, la socialità, la solidarietà, la partecipazione, l’autonomia, le risorse personali e l’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Favorire attività di orientamento scolastico e professionale, di progettazione, coordinamento e attuazione di progetti.

In sintesi alcuni obiettivi :

  • costruire con le Istituzioni del Comune e delle Circoscrizioni, le Associazioni di volontariato già presenti nel territorio nuove forme di partecipazione e di associazionismo basati sulla reciprocità e la crescita personale;

  • promuovere una progettazione partecipata fra le scuole di ogni ordine e grado e le risorse del territorio;

  • realizzare sportelli per il cittadino e tavoli di confronto su tematiche educative, sociali e sanitarie, per attuare nuove politiche sociali in linea con gli indirizzi dell’OMS;

  • favorire le relazioni e le reti fra le persone e promuovere forme di solidarietà, di scambio di tempo, di saperi, di cultura;

  • organizzare incontri intergenerazionali tra giovani ed anziani per valorizzare i reciproci saperi;

  • organizzare eventi formativi a carattere pedagogico, a sostegno di genitori, insegnanti, cittadini;

  • conoscere e costruire risposte ai problemi della abitabilità come le comunità alloggio, il cohousing quali insediamenti abitativi composti anche da alloggi privati corredati da ampi spazi comuni (coperti e scoperti) destinati ai bisogni dei giovani e degli anziani.

  • Ricreare comunità umana riappropriandosi, grazie alle iniziative culturali, di spazi pubblici e rapporti interpersonali.

Per quanto riguarda la cultura si ritiene indispensabile tornare al concetto ormai abbandonato di città policentrica: portare in periferia eventi che possono essere di richiamo turistico ma soprattutto di richiamo culturale. Tutto questo passa anche dalla valorizzazione di quanto il territorio offre. Valorizzare il “Cuore” di ogni quartiere che va a comporre la Circoscrizione 2: riconoscere Centri periferici in cui vive l’essenza storica del borgo, dove portare senso di appartenenza territoriale, cultura e partecipazione.

Il luogo di elaborazione delle idee, inerenti Cultura e Sport, non può essere gestito in modo clientelare, bensì tramite il Forum delle associazioni culturali e sportive, inserendo anche i comitati cittadini nel Tavolo di elaborazione progettuale.

Riteniamo importante focalizzarsi su “Progetti Tematici” (Scuola, Tempo Libero, Sport, Eventi, Anziani e Turismo Sociale) costruiti tramite la partecipazione dei soggetti sociali circoscrizionali, e messi a bando per la loro gestione.

Occorre sviluppare, inoltre le proposte pubbliche di crescita culturale (coinvolgendo il sistema Bibliotecario circoscrizionale) offrendo corsi, laboratori e seminari rivolti a tutti i cittadini. L’accesso ai Centri di incontro deve essere garantito a tutti i cittadini. Anziani e giovani vanno sostenuti nella socializzazione e nella formazione culturale personale.

In sintesi:

  1. Il coinvolgimento delle associazioni ed i personaggi che da tempo si occupano di cultura può essere fondamentale per stabilire un equilibrio tra centro e periferia, sino a riscoprire anche la storia del quartiere molto ricca e ridare radici e appartenenza a un territorio altrimenti troppo usato solamente come dormitorio e luogo di passaggio.

  2. Valutazione degli spazi sportivi, ad oggi ridotti, tramite il Tavolo delle associazioni sportive del territorio. Tali spazi vanno dotati di defibrillatori.

  3. Scuola: monitoraggio della situazione nella Circoscrizioni (promozione di un “tavolo scuola” comune) e costruzione sinergica di progetti educativi.

  4. Favorire una espansione della pratica sportiva, ad ogni età, valorizzando anche quelle attività dal carattere ludico aggregativo.

  5. Facilitare l’accesso degli impianti sportivi ai cittadini, impedire la privatizzazione dei medesimi, favorire controllo e trasparenza delle gestioni in atto, pretendendo che vengano rispettate le concessioni e, quindi, l’uso pubblico degli impianti stessi.

  6. Sensibilizzazione degli alunni delle elementari verso il Nuoto, come sport e sopravvivenza in acqua.

  7. Coordinamento attivo tra pianificazione delle attività circoscrizionali e quelle in essere altrove (Roccafranca, Mirafiori, Bella Rosin, ecc).

  8. Celebrazione della ricorrenza del 25 Aprile (Festa della Liberazione).

  9. Sinergie tra i settori Cultura, Sport, Ambiente e Assistenza per l’avvio di progetti di educazione ambiente sostenibile per famiglie e scuole, prevenzione del disagio, sostegno della disabilità e del mondo giovanile.

  10. Incremento e messa in rete funzionale dei centri di protagonismo giovanile. Azione congiunta tra educativa di strada e servizi sociali. Incontro dei giovani nei loro luoghi di aggregazione al fine di un coinvolgimento attivo nelle politiche giovanili medesime.

Trasporto e viabilità

Riteniamo importante incentivare la mobilità sostenibile: progetti ciclabili, iniziative di pedibus, car-pooling, car-sharing, bike-pooling e bike-sharing; realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti, anche collettivi e guidati, tra casa e scuola/ufficio, a piedi o in bicicletta, di programmi di educazione e sicurezza stradale, di riduzione del traffico, abbattimento barriere architettoniche.

Accessibilità: la circoscrizione due è l’unico “luogo” in Italia a possedere una mappatura delle barriere architettoniche per disabili motori. Continuare ad abbattere le barriere tramite l’uso degli oneri di urbanizzazione. Occorre, in tale prospettiva, rendere le fermate bus accessibili a tutti i disabili.

In merito alle Barriere architettoniche si riconosce il possente lavoro di mappatura voluto dalla coordinatrice circoscrizionale e realizzato, con grande dovizia, dalla collaborazione sorta tra Circoscrizione, comitati spontanei, cittadini e soggetti altri. Tale mappatura individua, su oltre 550 incroci, criticità e priorità di azione: questa amministrazione intende attuare e fare sua la proposta progettuale di intervento.

E’ necessario garantire i collegamenti tra le zone più periferiche del quartiere (Mirafiori Sud in particolare, come i confini Ovest di Mirafiori Nord) e centro città, ospedali e servizi (comprese le Poste Centrali). Urge potenziare il servizio di trasporto pubblico in ore notturne e nelle zone più marginali della circoscrizione.

In sintesi:

  1. Portare a compimento il progetto Biciplan che disegna una ragnatela di piste ciclabili in tutta la città e che ha il grande obiettivo di collegare la periferia al centro, sia attraverso la costruzione di piste sicure e realizzate in percorsi strategici, sia attraverso il posizionamento di postazioni to-bike (ovvero postazioni di bici fornite dal comune). Ad oggi, purtroppo, nonostante la delibera biciplan le prevedesse, non è stata posizionata alcuna postazione bici e non è stata realizzata alcuna pista sul territorio. Inoltre sul territorio dell’ex circoscrizione 2 opera un gestore diverso rispetto a quello individuato dal Comune: fatto che taglia fuori dal circuito To Bike il quartiere. Ogni risorsa destinata al progetto è stata utilizzata solo per le zone del centro. Restano sospese la progettazione (con relative postazioni bici) della pista di corso Orbassano, da piazza Cattaneo fino a largo Orbassano, la messa in sicurezza della pista di corso Sebastopoli, il raccordo (in via Guido Reni) tra le piste di corso Sebastopoli, corso Allamano e corso Salvemini.

  2. Le proposte di costruzione di parcheggi sotterranei privati, detti pertinenziali, voluti dal comune per incamerare risorse economiche (risorse non certo ad appannaggio dei territori ma destinate spesso al centro), sono state malamente accolti dal territorio con pessimi risultati. I singoli progetti di ogni pertinenziale, prevedevano la riduzione di parcheggi pubblici in superficie. Ecco la nostra proposta: unico parcheggio privato pertinenziale che auspichiamo in area ex Saint Gobin: parcheggio che permetterebbe di realizzare, in superficie, un congruo numero di posti pubblici ed altri a rotazione destinati ai pazienti della ASL.

  3. Prendere spunto dalla logica delle zone 30 al fine da rendere compatibile la circolazione di pedoni, ciclisti e automobilisti, trasformando le vie in luoghi di socializzazione degli abitanti.

  4. Traffico e congestione in zona stadio e Santa Rita per eventi sportivi e musicali: istituire una zona ZTL con accesso riservato ai residenti durante gli eventi. Come in ogni città “normale” chi va allo stadio o ai concerti lo fa attraverso i mezzi pubblici.

  5. Trasporti: procedere con la definizione della linea 2 sincerandosi che non si tratti solo di propaganda, individuare il percorso migliore per il territorio. Incentivazione del trasporto pubblico sia come frequenza dei passaggi che in termini di collegamento con centro e periferia Nord.

  6. Bus: ripristinare le tratte tagliate (sia in termini di km che di orari). Miglioramento percorso e frequenza linee 58-12-74-63 e 63/ (da integrare con le esigenze della ex-Circoscrizione 10). Aumentare capienza e frequenza delle linee tranviarie 4 e 10. Garantire i collegamenti pubblici tra le “Zona 30” ed le tratte GTT urbane ed extraurbane.

  7. Area camper piazza d’Armi: utilizzo della parte nord di Piazza d’Armi come parcheggio per camper, regolamentato e gestito (anche in vista dei concerti al pala-Alpitour).

  8. Monitoraggio lavori pubblici e dei lavori dei servizi tecnologici in modo di verificare qualità materiali usati ed impatto sulla vita dei cittadini.

  9. Monitoraggio attraversamenti pedonali e loro messa in sicurezza laddove pericolosi.

  10. Sensibilizzare i cittadini sull’uso del trasporto pubblico; stigmatizzare tutti i comportamenti di invasione selvaggia del territorio pubblico: in particolare il parcheggio in doppia fila (specialmente quando è a ridosso dei portoni) riconoscendo in tali inciviltà ulteriori modi di costituire barriere per i disabili (o anche per i genitori con i passeggini).

Bilancio Patrimonio e Sicurezza

Dinanzi a un modello di vita in crisi, dal punto di vista economico, sociale e ambientale è fondamentale costruire un’altra scelta possibile, che implementi strategie rivolte alla costruzione di percorsi e spazi di socializzazione: stimolare percorsi di cittadinanza attiva rivolti alla costruzione di comunità solidali integrate ed alla salvaguardia del territorio. Territorio quale bene pubblico per eccellenza, che con le sue ricchezze e specificità può divenire luogo di sperimentazione di forme di resilienza e processi virtuosi di innovazione.

L’integrazione è la via da percorrere come miglior soluzione possibile ai problemi di sicurezza e per la creazione di una società multiculturale che valorizzi le differenze in modo costruttivo, nel rispetto e nell’accettazione delle alterità: favorire l’incontro ed il confronto tra culture migranti e culture ospitanti; costruire relazioni e scambi interculturali; incentivare forme di partecipazione e cittadinanza attiva tra migranti.

In tale contesto è fondamentale avviare una campagna cittadina con le altre Circoscrizioni per l’estensione delle competenze e responsabilità affidate al Decentramento.

Ad oggi comunque compito della circoscrizione è quello di :

  • facilitare forme di partecipazione e di cittadinanza attiva;

  • sostenere e promuovere soluzioni e progetti rivolti a creare comunità territoriali solidali, integrate e socialmente sostenibili;

  • verificare con le Forze dell’Ordine locali le situazioni a rischio, elaborazione di strategie di prevenzione;

  • rafforzamento dei Vigili di Prossimità;

  • promuovere Trasparenza/Competenze: criteri oggettivi per l’assegnazione di spazi pubblici e di fondi alle associazioni. Verifica successiva di come sono stati utilizzati i soldi pubblici e di come vengono sfruttati gli spazi assegnati;

  • avvio di un percorso “verso il Bilancio partecipato”, già iniziato nel 2001 - 2006;

  • imporre un maggiore dettaglio nella descrizione dei temi all’Ordine del Giorno nelle sedute di giunta / commissione;

  • stimolare i trasferimenti al Comune e da questi alle Circoscrizioni;

  • promuovere un diverso approccio del Pubblico nei riguardi delle Partecipate;

  • fare rispettare e rendere esecutive le delibere della Circoscrizione;

  • sensibilizzare il Comune in merito alla riduzione delle tassazioni che gravano su beni immobili intestati a persone anziane ricoverate, ossia di quelle prime case locate dai parenti al fine di pagare le rette di ricovero degli anziani proprietari stessi.

Equità sociale e parità di genere sono il nuovo criterio da seguire nella convivenza civile.

Le Circoscrizioni, in un quadro legislativo che in questo senso si sta rinnovando, hanno il dovere di agire nella loro quotidianità “rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (Cost. art. 3)” e di evitare qualunque forma di discriminazione tra cittadini.

Una Circoscrizione che promuove la partecipazione alla cittadinanza attiva da parte di tutti gli enti del territorio, scuole, associazioni, parrocchie, piccole realtà produttive, svolge con loro stessi un’opera di costante valutazione della realtà, di focalizzazione dei problemi, di invenzione di progetti per affrontarli. E se crede al valore delle pari opportunità e dei diritti civili, ha l’obbligo, se non altro per rispetto dei cittadini elettori e della nuova legge regionale contro le discriminazioni, di prevedere specifici progetti per l’educazione alla parità e alle diversità, e anche quello di evitare collaborazioni con enti, soprattutto a vocazione educativa, che si siano distinti per aver organizzato, promosso o finanziato eventi e stili di vita di stampo razzista, sessista ed omofobo, o che ingenerino paure e discordia fondate sulla diversità.

L’abbandono degli edifici pubblici sono la cartina tornasole della mancanza di cura ed attenzione, della Pubblica Amministrazione nei riguardi del territorio. Un esempio giunge dall’immobile circoscrizionale inserito nell’area Saint Gobin: non assegnato ed in stato di incuria. Occorre dare all’edificio un ruolo e prenderlo in carico destinandolo a servizi socio assistenziali circoscrizionali.

Urbanistica

Piano Regolatore: si afferma che il Piano Regolatore di Torino sia datato. In effetti, dalla data della sua adozione ad oggi, quasi tutte le aree di trasformazione urbanistica sono state saturate, mentre al contempo si aprono nuovi orizzonti e nuove problematiche che nel 1991 erano impensabili.

Il prossimo strumento urbanistico generale dovrà principalmente rispondere a due grandi sfide: la riconversione della linea ferroviaria da Lingotto a Porta Nuova, e la rigenerazione (viste le scelte criticabili vagliate dalla dirigenza FCA) delle aree FIAT (completamente inserite nel nostro territorio).

La Mirafiori, infatti, è grande più di un quarto della nostra Circoscrizione, sino a diventare una porzione importante della città. Nel caso in cui tale area fosse riconvertita secondo gli standard attuali (abitazioni, commercio, servizi, verde) potrebbe addirittura raddoppiare il numero degli abitanti del territorio, sino a trasformarsi in una vera e propria “Ville Nouvelle”. Un’operazione dalle miopi premesse poiché, per esempio, non si comprenderebbe di cosa potrebbero vivere le cinquantamila famiglie di nuovo insediamento.

Neppure è possibile pensare che tutta la superficie Fiat venga destinata indifferentemente ad una sorta di Central Park periferica, che inevitabilmente relegherebbe nuovamente nell’esclusione urbana il quartiere a Sud di via Plava.

Su tali premesse riteniamo che la pianificazione della nuova Mirafiori dovrà essere considerata un’operazione complessa, la quale dovrà tener conto della vocazione produttiva del sito (una porzione potrebbe essere destinata a produzione e progettazione altamente tecnologica), dell’effettivo fabbisogno residenziale dell’area metropolitana considerata (compreso fabbisogno di verde e servizi) e, soprattutto, tenendo conto delle relazioni che si innescano tra i nuovi quartieri e quelli attuali.

In questo delicato processo la Circoscrizione dovrà avere un ruolo determinante, cosicché evitare che una così grande occasione, per il disegno della Torino futura, si trasformi in una pesante quanto grave operazione speculativa. Un percorso molto diverso da quello stabilito per l’area definita Italia 61, dove le scelte speculative sono state privilegiate su altre valutate da cittadini ed urbanisti indipendenti.

La Circoscrizione individua le aree urbane che dovranno essere soggette a progetti di riqualificazione in ognuno dei suoi quartieri storici: via Onorato Vigliani, corso Tazzoli (Area Poste – campo Rom), via Artom, via De Margherita (zona), piazza Pitagora, Città Giardino ed altre.

La trascuratezza dedicata alle periferie va archiviata al più presto. Sarà dedicata attenzione massima alle segnalazioni provenienti dai cittadini ed alla comunalizzazione delle vie ancora private.

Gli oneri di urbanizzazione dovranno essere in futuro trasferiti alle circoscrizioni, mentre per le opere a scomputo si raccomanderà la massima attenzione al fine di evitare opere utili solo ai costruttori ed inutili alla comunità.

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