CARTA STRACCIA in POLITIKA – Il blog di JURI Bossuto

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Tre orsi uccisi per un uomo ferito non gravemente: leggi naziste regolano i rapporti tra Uomo e Natura

Scritto da juribossuto.it il 11 settembre 2014

Allora vediamo di raccontare una storia. Un giorno un signore va nel bosco a raccogliere funghi. Vede un’orsa che due piccoli. Essendo quel signore un uomo di montagna sa bene che non dovrebbe farlo ma la curiosità lo rende un pochetto scem…o e si nasconde, vicino ai cuccioli, per osservarli. La mamma orso si inquieta per tale vicinanza (conoscendo la nostra specie super predatrice direi comprensibilmente si inquieta) e difende i suoi piccoli attaccando il signore incauto. Non lo uccide, egli se la cava con qualche punto e molta visibilità mediatica dove (tra le altre cose) dimostra anche tutto il suo non ricco bagaglio culturale. Però mamma orso ha osato attaccare un uomo per cui va stanata ed eliminata. Lei comprende e fugge (conosce la capacità della nostra specie nelle operazioni di pulizia etnica) ma un incapace la stana e le spara un anestetizzante che la uccide: vendetta è fatta con buona pace dei suoi cuccioli destinati a fare la stessa fine. Morale: noi possiamo annientare nostri simili e la Natura nel nome della razza eletta e va tutto bene. Se invece un animale ferisce uno dei nostri la condanna è la morte sua e dei suoi ciuccioli: un ferito= tre giustiziati, esattamente quasi come i nazisti, Se la stessa legge valesse per chi uccide il pianeta e condanna molti suoi simili alla fame ed all’ingiustizia allora forse in Occidente non sarebbe più vivo nessuno di noi. In confidenza, ma non troppo, credo che sia ora di capire che la salvezza della nostra specie passi per il rispetto verso il pianeta che ci ospita e le sue creature (noi stessi compresi). Sarebbe una bella rivoluzione capire che non siamo i padroni scalcinati del mondo ma solo suoi ospiti temporanei e che guerre, ingiustizia, ineguaglianza, distruzione fanno di noi i veri alieni di cui aver paura.
Veri Predator senza futuro e con le mani lorde del sangue del pianeta Terra…..

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Tangenziale Est Torino: trasparenza ed “ordine” progettuale alla base di un serio confronto.

Scritto da juribossuto.it il 15 ottobre 2009

Il 4 marzo 2008 la Giunta della Provincia di Torino approva la delibera 186- 19830/2008, avente oggetto:”Collaborazione con il Politecnico di Torino di carattere metodologico applicativo per la valutazione di tracciati alternativi, finalizzata alla determinazione del corridoio di minor impatto e degli indirizzi per le opere di inserimento ambientale- Tangenziale di Torino. Il 30 dicembre 2008 la Giunta della Provincia di Torino vota ed approva la delibera 1840- 64309/2008, avente per oggetto: ”Collaborazione con il Politecnico di Torino di carattere metodologico applicativo per la valutazione del miglior tracciato, all’interno del corridoio scelto nella prima fase, e degli indirizzi per le opere di inserimento ambientale- Tangenziale Torino- II fase. La delibera prevedeva che lo studio fosse consegnato al committente, da parte del Politecnico, entro quattro mesi dalla data di approvazione della stessa, cosa ad oggi non ancora avvenuta; La Regione Piemonte ha siglato nel mese di settembre ultimo scorso un accordo di programma con la Provincia di Torino con cui si consegna ufficialmente un riconoscimento unito ad ulteriore impulso all’opera progettuale della Tangenziale di Torino, seppur lo stesso sembri inserito in un contesto di articolato disciplinare più somigliante ad una pura presa d’atto anziché ad un’ azione propulsiva. Alcuni cittadini il 19 giugno ultimo hanno presentato richiesta di accesso agli atti presso l’ente provinciale cosicché poter visionare il lavoro redatto dal Politecnico, la stessa richiesta è stata fatta presso la Regione da un consigliere regionale, ricevendo un parziale diniego dovuto alla non consegna degli elaborati da parte del Politecnico stesso alla Provincia e quindi alla Regione Piemonte medesima.  

Per questo si interroga la Giunta Regionale per sapere:

  • su quali motivazioni e sulla base di quale produzione progettuale esistente, la Regione ha siglato l’ accordo di programma con la provincia di Torino in data 3 settembre 2009 (“Estratto BUR n.35 del 3-9-09”);
  • il motivo per cui sembrano sovrapporsi le due fasi di incarico al Politecnico: ossia la seconda fase dell’accordo risalente al 30.12.08, con elaborato da consegnare in 4 mesi ed attualmente non disponibile, con il contenuto presente nell’accordo Provincia Regione del 3.9.09 in cui si torna a fare riferimento alla cosiddetta II fase di progettazione; 
  • se per un’opera autostradale di così forte valenza strategica a seconda dell’istituzione provinciale, che avrà implicazioni nel sistema integrato delle grandi infrastrutture attuali e progettate per il futuro (tra cui il passante Corso Marche) sia corretto assegnare in una prima fase gli studi prefattibilità di tracciato, e poi, solo in seguito, commissionare studi di traffico e di valutazione impatto economico.

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Valledora: continua la distrazione istituzionale.

Scritto da juribossuto.it il 15 ottobre 2009

 La situazione in cui versa la Valledora, insieme ai comuni limitrofi è nota ormai a tutte le Amministrazioni pubbliche coinvolte sul territorio.La Regione Piemonte, con l’attività dell’Assessorato alla Pianificazione Territoriale, ha riconosciuto recentemente la gravità della situazione commissionando l’elaborazione di un’”Ipotesi  di Studio di Piano strategico della Valledora”.Tale ipotesi di studio,  primo documento che va ben oltre i dettami di una piano estrattivo territoriale, costituisce in realtà uno sguardo d’insieme su quella porzione di  territorio piemontese in cui insiste una situazione delicata e particolare dovuta all’alta concentrazione di insediamenti di ogni genere.Verificato che cave, discariche, Alta Capacità, cementificazione, due centrali termoelettriche, il deposito di scorie nucleari, centrali a biomasse, industrie chimiche sono il quadro che raffigura bene quanto la piana vercellese e biellese accoglie in 32.000 metri quadrati circa. Ed ancora risulta che i Protocolli di Intesa, su cui versava parte della speranza di cittadini e territorio,  siano stati disattesi dalla Provincia di Vercelli e dai Comuni di Alice Castello e Santhià, creando di fatto una situazione di stallo nel percorso di tutela dell’area stessa.

Si interroga la Giunta Regionale per sapere

 -         se la Regione possa adottare strumenti immediati al fine di intervenire sulla situazione più volte denunciata dalle richieste dei cittadini, tutelandone i diritti medesimi; 

-         se risponda a qualche verità che la situazione, già critica, in cui versa il territorio sia destinata ad una ulteriore degenerazione, anche a causa  dell’apertura di vari fronti di cava a pochi chilometri di distanza, uno dall’altra, nel tratto posto tra Livorno Ferraris e Borgo d’Ale-Moncrivello;       

  -      se mentre i Piani Estrattivi siano tecnicamente e politicamente attuati, anche sulla base dell’enorme richiesta di mercato, siano invece passati nel dimenticatoio altri strumenti quali i Piani Paesaggistici e i Piani Territoriali delle acque per i quali, ovviamente, non sussiste particolare domanda di applicazione da parte di ditte concessionarie e spesso anche da parte degli enti locali;

 -         se le ditte stesse, già presenti in zona, abbiano accelerato la loro domanda senza giustificato motivo di urgenza, dal momento che  risultano ancora numerose autorizzazioni di prelievo inerti valide, ricche, nonché di data anteriore alla presentazione delle nuove richieste;

 -         se la pura valutazione commerciale della ghiaia di quei territori, con il conseguimento profitto dei cavatori, non debba essere quanto meno parametrata, da parte di chi rilascia la concessione, al costo della protezione delle falde acquifere, degli acquedotti comunali, delle riserve d’acqua per le comunità presenti e per quelle future e di tutto il patrimonio messo a rischio dall’attività di cava; 

-         se corrisponda al vero che le voragini realizzate, in cava, risultino poi  utilizzate come siti di riempimento per rifiuti tra cui quelli provenienti dalla raccolta differenziata, la stessa che nel Biellese e nel Vercellese non pare realisticamente in grado di avviarsi concretamente, in base alle normative europeee e regionali, costituendo, forse, di conseguenza ancor più una lucrosa attività per ditte di smaltimento; 

-         se la Regione Piemonte possa permettere che un’area, appartenente al suo territorio, diventi ogni giorno di più un bacino di  conferimento per rifiuti provenienti da altre regioni d’Italia; se, al contempo, tutto questo sia accettato dalla nostra Amministrazione Regionale senza che si tenti di arginare il fenomeno a tutela della vita, della salute, dell’ economia di un territorio  e dei suoi cittadini.

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Intervento in aula in merito al ddl “Snellimento delle procedure urbanistiche”.

Scritto da juribossuto.it il 21 luglio 2009

    Grazie, Presidente.

….. alcuni interventi hanno stimolato qualche riflessione aggiuntiva e mi pareva giusto aggiungere ancora qualcosa, integrare con perplessità, luci ed ombre. Ma specialmente l’ultimo intervento dove il definirci sinistra estrema è sempre una cosa che da una parte mi fa sorridere e da una parte rammaricare, nel senso che io amo definirci sinistra cosciente, perché può esistere anche una sinistra incosciente e può esistere una sinistra disattenta oppure una sinistra istituzionale, una extraparlamentare, quello che volete. Quello che noi tentiamo è di essere una sinistra cosciente, una sinistra che, in qualche modo, tenta di valutare le situazioni sociali, economiche e finanziarie di questo Paese e dire non solo dei no, ma avanzare anche delle proposte. Peccato che spesso le nostre proposte vengano dimenticate dagli organi di stampa e talvolta anche dai nostri colleghi e diventino spesso proposte vane.Quindi, i nostri dubbi e i nostri forse sono legati ad una coscienza che, a sua volta, guarda al territorio, all’economia, al lavoro, alla finanza, ai problemi sociali e soprattutto umani che ogni giorno i nostri cittadini affrontano sulle loro spalle e a loro spese.Crediamo quindi che il provvedimento che l’Assessore faticosamente ed in modo anche operoso ha portato oggi in Aula - e dico faticosamente perché, come hanno riconosciuto tutti, è stato il frutto di una serie di confronti, di modifiche e di aggiustamenti - sia un lavoro che vada apprezzato per questo motivo. Va apprezzato, vero, ma esclusivamente perché tenta di frenare i danni, a nostro dire, di un provvedimento annunciato ma mai praticato fino in fondo dal Governo, il quale spesso e volentieri ama fare operazioni d’immagine, giuste dal suo punto di vista, come ad esempio il G8 di oggi che si tiene a L’Aquila e come alcuni provvedimenti annunciati, che alcune volte si ritorcono contro, ma è raro in questo paese. E per debellare la crisi - questo recita il provvedimento - si pensa di derogare a tutto, quindi per debellare la crisi si deroga ad ogni legge, si deroga ad ogni norma, si deroga ad ogni norma anche di vivere collettivo, perché le tutele sono quasi sempre tutele che garantiscono la collettività; dovrebbero non garantire il singolo, ma garantirlo nel contesto sociale e collettivo in cui vive.Quindi, invece di affrontare la crisi sotto altri punti di vista, magari più produttivi e più utili come l’aiuto all’Università, alla ricerca, all’istruzione, ambiti tagliati ampiamente e buttati via (solo ieri si annunciavano 900 bidelli licenziati in questa regione, il che dà l’idea di come si aiuta), invece di fare opere di questo tipo oppure di aiutare i lavoratori con ammortizzatori in deroga, o aiutare i piccoli imprenditori che spesso la pagano più di tutti sia per quanto riguarda i ritardi nei pagamenti ma anche per quanto riguarda condizioni impossibili in cui lavorano (ad esempio gli artigiani, che sono assolutamente disoccupati); invece di fare azioni di questo tipo si pensa bene di arrivare ad azioni di deroga e ad azioni di ampliamento delle costruzioni, naturalmente che guardano ai privilegi. Infatti non tutti gli italiani hanno ville bifamiliari (io sono tra coloro che non ce l’hanno); non tutti gli italiani possono anelare a sperare di fare una dependance per i propri figli o nipoti e non tutti gli italiani possono sperare di poter ampliare la loro villa in Sardegna.Ricordo il coraggio della Giunta sarda, che purtroppo è caduta e ha perso anche le elezioni, che proprio su questi temi ha avuto difficoltà, sulla conservazione di un territorio che ogni giorno perde un pezzo, sulla conservazione di un territorio che in Italia è quanto mai depauperato, abbruttito e purtroppo violentato per gli effetti di questo termine. Non lo dico solo io, perché basta guardare le statistiche, basta andare nelle regioni più turistiche, basta andare in Sardegna e vedere com’era la Sardegna al sud e com’era al nord e come sta diventando il sud, dove ormai per vedere una spiaggia bisogna superare barriere di cemento, pagare o aderire a qualche club, altrimenti non si ha neanche il diritto di passare….. (brusii in aula)… Collega Vignale, al nord è così, poi lei avrà modo di ribadire. Al sud non era così, ma lo sta diventando. Ho fatto un esempio di classe, ma possiamo parlare anche della Liguria, che è più vicina e più alla portata dei portafogli di tutti.Noi crediamo che questa scelta sia una scelta sicuramente politica, ideologica, annunciata per superare la crisi, ma sia una scelta comoda, finta e che dia dei benefici è ancora tutto da calcolare e da valutare, perché tanti sono i modi per dare lavoro agli artigiani.Io, ad esempio, non contesto le demolizioni; se abbiamo dei quartieri brutti, se abbiamo delle aree degradate, se abbiamo degli edifici che qualcuno ha permesso tempo fa di edificare, che sono fatiscenti, brutti, malandati ed orribili, ben vengano le demolizioni. È lavoro anche quello, demolire e ricostruire è costoso ed oneroso, ma è lavoro. Ed è lavoro anche di una certa difficoltà, con tecniche di una certa sensibilità, di una buona professionalità.Quindi, sulle demolizioni nulla da eccepire se fatte con un criterio, perché poi alla fine siamo sempre di fronte a criteri, alla necessità di adottare dei criteri.Diverso è demolire per demolire o per fare pure speculazioni. Quello è già contemplato da leggi vigenti e da norme urbanistiche e derogare lo trovo sinceramente banale. Ricordo che parliamo di deroghe, quindi andiamo a prendere norme vigenti che già permettono ampiamente fino al 20% e che permettono di non ingessare - che è la grande paura di molti - il sistema urbanistico edilizio, però non bastano. Quindi, si fanno deroghe e si va verso una sorta di far west annunciato che questo provvedimento in qualche modo contiene.Attenzione, perché ci sono già gli strumenti per poterlo fare, quindi non è in deroga, perché la deroga deve andare pari pari con delle premialità, perché danno anche delle garanzie e dei benefici. Perché la deroga ad una legge deve portare dei benefici non al singolo, ma ad una collettività, altrimenti siamo di fronte ad un sistema che ricorda - io lo dico ogni volta e lo ribadisco ogni giorno di più - il sistema feudale-monarchico, che prevede la concessione per simpatia o il benessere soltanto di alcuni e non della collettività intera.Quindi, per quanto riguarda l’articolo 14, quando si parla, ad esempio, di piani di miglioramento urbanistici, di riqualificazioni urbanistiche, significa che la scommessa può essere parzialmente vinta, perché ogniqualvolta una città affronta il tema delicato della riqualificazione urbanistica, trova difficoltà economiche e normative, trova difficoltà a svincolare alcuni componenti e magari anche a convincere i privati a non guardare solo al business, al profitto, ma anche al beneficio collettivo.Quindi, essendo una legge che vuole intervenire in quel settore, dovrebbe anche occuparsi di sociale, perché riguarda anche il miglioramento del tessuto urbanistico collettivo, altrimenti siamo di fronte soltanto ad una legge che qualcuno definirebbe “pro palazzinari”, ossia un’operazione che a noi interessa fino ad un certo punto, perché andrebbe a beneficio di pochi e non della collettività.Sia chiaro - questo lo ribadisco ancora - non siamo dei trogloditi armati di clava che sono contrari ad ogni innovazione! Naturalmente, siamo a favore del lavoro, anche di una certa imprenditoria, ma soprattutto siamo a favore che anche la collettività tragga dei benefici e non soltanto alcuni, altrimenti non soltanto si farebbe un gioco non pulito ma (scusate il termine), anche un gioco che potrebbe diventare piuttosto “sporco”.Infine, semplificare va bene, quando la burocrazia vive di norme che alimentano se stessa, perché vuol dire che si crea una selva di norme che non fa altro che legittimare l’esistenza in vita di timbri, timbretti, controtimbri, facendo diventare matti tutti. Tuttavia, ricordiamo sempre che semplificare non vuol dire togliere le garanzie. Perché se la semplificazione significa “liberi tutti” nel senso che ognuno fa quello che vuole e che il sogno di coloro che si appellano alla libertà, molto individuale ed egoistica, che è quello di fare quello che si vuole, allora non semplifichiamo, ma promettiamo ai più forti di fare quello che vogliono a danno dei più deboli!Allora, ben venga quando semplificazione è garanzia, come è l’eliminazione della burocrazia fine a se stessa, mal venga la semplificazione, quando è privilegio del forte al danno dei deboli, come purtroppo spesso avviene in nome della semplificazione.

Grazie, Presidente. 

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Il buon riso quanto costa all’ambiente?

Scritto da juribossuto.it il 13 luglio 2009

OGGETTO: uso in deroga del prodotto CONTEST (a base di cipermetrina) per combattere il punteruolo acquatico del riso (Lissorhoptrus Oryzophilus). 

Premesso che:recentemente è apparso in italia l’insetto coleottero curculionideo eririnide Lissorhoptrus Oryzophilus, che è stato inserito nella”alert  list” dalle regioni Piemonte e Lombardia, poiché considerato tra gli insetti più dannosi per la produzione risicola; 

evidenziato che:la Regione Piemonte ha ritenuto, tramite il settore fitosanitario, di poter utilizzare il prodotto chimico Contest (a base di cipermetrina) per contrastare l’azione devastante dell’insetto di cui sopra, ottenendo dal Ministero della Salute, contemporaneamente a quello dell’Agricoltura, l’estensione della deroga, all’uso di Contest, di altri 120 giorni per la sperimentazione sul territorio del prodotto insetticida stesso;  

preso atto che:l’etichetta informativa del prodotto Contest  recita: “ Altamente tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico”;alcune risaie ricadono in siti denominati Natura 2000, oppure in terre rientranti in percorsi ambientali ecomuseali (quali la Baraggia vercellese);in passato la lotta agli insetti avveniva per mezzo di animali predatori quali rane, carpe, bisce: conseguendo pare buoni risultati nella lotta ai divoratori di riso, e nessun danno per la generosa terra, ed ecosistema, che rende possibile la coltivazione di buon riso medesimo.      

INTERROGA la Giunta regionale, per sapere
  • se quanto descritto in narrativa corrisponda a verità;
  • in caso di conferma di quanto scritto, quali misure si possano intraprendere per evitare che la lotta ad un, seppur dannoso, insetto renda sterile e deserto un territorio biologicamente ricco ed importante anche per la sana produzione che a questo consegue.

                

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Da “La STAMPA” edizione Vercelli.VALLEDORA. DAI VERBALI DEL MOVIMENTO AMBIENTALISTA : INTERRATO ANCHE ETERNIT

Scritto da juribossuto.it il 7 giugno 2009

La Procura di Vercelli ha aperto un’indagine sulla cava «del laghetto» di Tronzano, la stessa dove il Comune ha appena concesso ulterioriscavi fino a 9 metri dalla falda.

Tutto nasce il 5 febbraio, quando nel corso di una riunione del movimento Valledora con il consigliere regionale Juri Bossuto, presidente della commissione cave della Regione, un ex dipendente di un’impresa di escavazioni comunica ai presenti di essere a conoscenza del fatto che presso la cava in località cascina Alba «erano stati depositati materiali inquinanti».

Come riportato dal verbale della riunione, documento da cui è partita l’indagine della Procura, l’ex dipendente «dichiarava di essere a conoscenza che sotto i nuovi uffici e nel lago di cava erano stati interrati ingenti quantità di eternit, copertoni e cemento». A una specifica domanda, «rispondeva che non avrebbe avuto difficoltà ad indicare i punti esatti sulla mappa».

Il movimento Valledora ha immediatamente inviato il verbale alla Procura che, dopo i primi accertamenti della polizia provinciale, ha aperto l’indagine. «Ci fa specie che il Comune di Tronzano - affermano i portavoce del movimento - nonostante i forti dubbi sullo stato del setto che separa la falda emersa da quella sotterranea e l’apertura dell’indagine, abbia lo stesso concesso di approfondire gli scavi in un’area così a rischio».

Soddisfazione per l’apertura dell’indagine arriva intanto dal consigliere regionale Juri Bossutto: «Finalmente lo Stato inizia a non limitarsi al ruolo di concedente. Spesso gli enti pubblici si limitano a concedere a privati lo sfruttamento di ampie e ricche zone minerarie. Raramente seguono i controlli, affidati ad una poco finanziata polizia mineraria provinciale. E mai seguono atti di pianificazione territoriali. Sarebbe ora – conclude - che la Regione facesse il punto su una situazione ormai insostenibile».

Nei giorni scorsi, su specifica richiesta, tutto il materiale è stato consegnato dal movimento Valledora al magistrato Luigi De Magistris e alla senatrice di Italia di Valori Patrizia Bugnano, recente ospite di uno dei «tour» organizzati dal movimento.

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Basso vercellese: una groviera velenosa

Scritto da juribossuto.it il 29 settembre 2008

Nella giornata di sabato 27 i comitati che si riuniscono nel Movimento Valledora, hanno organizzato un tour nella zona compresa tra i comuni di Tronzano, Santhià, Borgo d’Ale ed Alice Castello.

Lo scenario che si è presentato innanzi ai miei occhi è stato sconvolgente: immensi terreni, una volta agricoli, trasformati in cave sterminate o discariche per rifiuti. L’area sembra una groviera velenosa e dannosa, dove si transita per voragini infinite e depositi di scarti cittadini.

Solo poche cascine resistono, tra cui una in particolare paga il suo legame con il territorio con disagi, immissioni di odori e presenza di gas in cantina e nel pozzo idrico. Una seconda, presso Santhià, sarà presto circondata da una cava che andrà a lambire anche l’autostrada.

Posso comprendere il business che trasforma milioni di metri cubi di cava in milioni di euro per qualcuno, ma questo non può giustificare la completa assenza di programmazione in cui il territorio è drammaticamente caduto, oltre ai danni sociali ed economici riservati alla popolazione.

Invito la Giunta a coordinare i vari settori che si occupano della materia (Ambiente, Bilancio, Territorio) al fine di crear regole più garantiste nella concessione, oggi indiscriminata, consegnate ai sempre più potenti, in assenza di regole autorevoli, cavatori .

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