Nuovi arresti tra politici:le candidature per le regionali siano dettate da spirito di servizio e non da interessi privati.

12 Febbraio 2010

“L’arresto del Presidente della Provincia di Vercelli Masoero del Pdl – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC - getta l’ennesima ombra sulla grave connessione tra affari e politica”.

“Sarebbe tempo – continua il consigliere - che le lobby economiche venissero tenute a doverosa distanza dalle istituzioni e le loro rappresentanze popolari. Il vercellese conosce bene l’invadenza di alcune azioni imprenditoriali che ricadono da tempo sul territorio, tra queste le tante cave della Valledora e la Tav di cui Masoero è stato primo sostenitore”.

“In attesa che la giustizia faccia chiarezza – conclude Bossuto - lanciamo l’appello a tutte le forze politiche al fine che le candidature alle prossime elezioni regionali siano dettati da principi di servizio pubblico e non da interessi privati. Ci auguriamo anche, vista la gravità delle accuse, che la destra abbia la decenza di non candidare il presidente provinciale inquisito”.

 

 

 


Democrazia non significa sdoganare le nostalgie fasciste!

9 Febbraio 2010

“A Torino la fiaccolata di una quarantina di militanti di Casa Pound ha dimostrato come la scelta squisitamente politica - purtroppo sostenuta anche dai DS dell’epoca oggi PD – di commemorare le foibe il 10 febbraio è stata un’operazione storicamente debole. Poiché non solo non ha approfondito che cosa sono state realmente le foibe (dentro vi sono finite le varie componenti politiche incluse quelle comuniste), ma ha dato al contempo l’alibi a gruppi neo-fascisti di avere una giornata dedicata a loro in cui poter scendere in piazza con i loro vessilli indisturbati”.

“Esprimo quindi profonda preoccupazione per la seppur piccola fiaccolata tenutasi in Piazza Cirene a Torino, preoccupazione ancor più rafforzata dalla presenza tra le file di militanti di estrema destra di oggetti offensivi e contendenti”.

“Democrazia non credo certo significhi sdoganare le nostalgie fasciste dalla sconfitta in cui la Resistenza le mise.  


Gatti liberi, politici non sempre!

14 Gennaio 2010

Una ricerca del settimanale inglese New Scientist, incentrata su chi sia migliore tra cane e gatto  si è conclusa con un sostanziale pareggio. Il confrointo era su undici categorie, tra cui spicca quella “cervello”: i neuroni della corteccia felina sono quasi al doppio della controparte canina, ossia 300 milioni anziché 160. Il cani comunque vince nelle categorie “comprensione”, “creatività” ed “addestrabilità”.

 Probabilmente è vero: i neuroni in più che possiede il gatto sono utili alla sua indipendenza.

La libertà richiede di certo più neuroni che l’obbedienza.   


Ancora treni: si dimettano i dirigenti responsabili-2.

27 Dicembre 2009

Anche oggi, come spesso oramai, assistiamo a treni soppressi e in ritardo, carrozze gelate, un sistema sempre più al collasso anche in Piemonte, come dimostrano i disservizi che hanno subito i pendolari di Biella ieri sera.

Per rispondere a questa situazione di emergenza assoluta l’amministratore delegato Moretti, invece di scusarsi dei disagi e prendersi le proprie responsabilità, nei giorni scorsi ha invitato gli utenti di Trenitalia a portarsi panini e coperte per far fronte a ritardi e gelo, mentre oggi sembra fare spallucce. Su ribadisce che l’atteggiamento dell’AD e del management dell’azienda pubblica ferroviaria è vergognoso: i vertici andrebbero rimossi da subito.

Come si dice in gergo, non facciamo mangiare il panettone a Moretti. E ancora, invito la Regione Piemonte e le aziende, che vedono arrivare i propri dipendenti in costante ritardo, a non prendersela con gli sventurati pendolari, ma a ricorre – magari tramite class action – contro Trenitalia e chiedere i danni. Al contempo invito ancora la Regione a chiedere con forza le dimissioni del ministro competente, anziché indire gare che di fatto privatizzano il servizio. 

Dobbiamo far fronte comune contro una classe dirigente di una azienda che, oltre ad essere incapace, rischia di mettere i pendolari contro i ferrovieri di Trenitalia che di tutto questo disastro sono i meno responsabili. Le tensioni delle scorse ore bene dimostrano come si rischi costantemente uno scontro, anche fisico, tra lavoratori.

Non si possono solo far pagare i disservizi ai lavoratori ed ai pendolari, occorre individuare i responsabili e porli di fronte alle loro inadempienze. Al contempo evitare di destinare fondamentali fondi ad opere faraoniche quali la TAV per destinarli ai servizi davvero utili a lavoratori e cittadini.


Forte di Fenestrelle: urge un suo completo recupero a fianco dei volontari, non spese dettate dalla megalomania dei politici!

13 Dicembre 2009

Il Forte di Fenestrelle, gestito in modo puntuale da un’associazione di volontari è da tempo Monumento simbolo della Provincia di Torino ed al contempo la più grande fortificazione alpina europea nonché uno dei rari superstiti esempi di struttura settecentesca militare sabauda. Da anni i volontari, affiancati dagli Enti Locali e dalla Regione Piemonte, si dedicano al recupero della fortezza riportandola lentamente agli antichi splendori architettonici Esiste un piano di interventi che pianifica i lavori di recupero del forte, ed un accordo di programma che ne scandisce i tempi, a cui di recente si è aggiunta la proposta provinciale di recupero della Ridotta Carlo Alberto, legando la struttura ad un impianto di risalita meccanica. 

Malgrado gli interventi attuati e previsti, vi sono ancora alcune aree della fortezza a rischio crollo, recuperabili con investimenti non enormi e la disponibilità di una squadra di manutentori. L’impianto di risalita ha un costo di progettazione ed attuazione di qualche milione di euro, a cui si somma il forte impatto ambientale e architettonico dell’opera. Pare inoltre non siano stati coinvolti nella scelta e nella progettazione i proprietari delle aree verdi coinvolte e neppure i volontari.

Per queste ragioni si interroga la Giunta regionale per sapere:

·        se non sia prioritario investire fondi sul recupero strutturale della fortezza anziché su impianti di risalita costosi ed apparentemente non prioritari;

·        a quanto ammonti il costo totale dell’opera di risalita e quanto impegni nell’impresa la Regione;

·        se siano stati coinvolti ed ascoltati i proprietari dei lotti di terreno interessati ed i volontari che gestiscono, con passione, la struttura;i tempi di progettazione ed avvio lavori, nonché il coordinamento dei lavori e l’Ente responsabile.


Immobili abbandonati? Diamoli all’aggregazione giovanile spontanea! Proposta di Legge.

5 Dicembre 2009

  Le dismissioni di industrie, piccoli siti artigiani, e servizi pubblici, producono una grande quantità di edifici abbandonati sul territorio urbano e comunale. Questi immobili se lasciati al loro destino producono degrado, misto a evidente disagio nei confronti del territorio ed i residenti stessi. Grandi e piccoli Comuni sono letteralmente disseminati di quelle che possiamo definire carcasse di cemento inutili, che si prestano a diventare luoghi pericolosi sotto molteplici profili: sanitario, sociale e di incolumità pubblica. A questo fenomeno corrisponde, al contempo, la difficoltà in capo a quel variegato mondo culturale costantemente in cerca di luoghi in cui poter esercitare le proprie attività. 

La proposta di legge prevede che Regione Piemonte finanzi gli Enti Locali che presentino un piano organico di recupero dei “fantasmi” architettonici. I finanziamenti vengono diretti all’acquisto o all’esproprio (se l’immobile è privato), alla gestione diretta o tramite terzi. Sono altresì finanziate quelle attività che già da almeno due anni svolgono aggregazione spontanea in luoghi, in caso contrario, abbandonati.

  


Il Consiglio approva l’atto di indirizzo contro le delocalizzazioni. Il mio non voto all’assestamento: ecco il perchè.

1 Dicembre 2009

E’ passato con i voti favorevoli di quasi tutta l’aula la mozione di cui sono primo firmatario della mozione, indirizzata alla ricezione di norme legislative anti-delocalizzazioni. 

Una richiesta di normativa che ha ben poco di estremistico, ma basata su un buon senso che premi i contratti di territorio, a cui legare gli aiuti pubblici alle imprese, e punisca i “banditi”, ossia gli imprenditori che prendono i soldi e scappano. Sono soddisfatto che questa mozione sia stata votata anche se si tratta solo di un intento ed un’indicazione.

Giovedì la discussione del progetto di legge sulle delocalizzazioni sarà in VII Commissione; se non si procedesse con l’articolato, richiamerò direttamente in aula il testo affinché i vari gruppi esprimano pubblicamente le proprie posizioni. 

In assestamento era possibile fare un passo avanti votando un emendamento presentato dal Prc. Si è scelto di rinviare le soluzioni. Anche per questa ragione, assieme all’erogazione di fondi ai privati senza garanzie e dimenticando i piccoli imprenditori, non ho votato l’assestamento.


Vigilantes sui mezzi pubblici: quando il populismo diventa ridondante!

1 Dicembre 2009

Le considerazioni espresse da una parte della maggioranza consiliare comunale in merito al collocare dei vigilates sui bus, è demagogica ed in linea con questi tempi ricchi di soluzioni legate ad immagini ad effetto.

 Spicca, nella statistica GTT il numero di borseggi (300), aggressioni ad autisti (350) e atti vandalici. Credo che sia questo il dato più allarmante che, unito ai passeggeri “portoghesi”, rafforza la necessità di ricollocare il bigliettaio sui mezzi, anziché inutili vigilantes. 

Certo la parola vigilantes oggi attira molto l’attenzione ed il favore pubblico, ma nulla di più. Occorre invece un servizio, non un guardiano solo, diretto ad utenti ed autisti. Tutto il resto temo sia solo demagogia.


Attenzione: vi pongo un dilemma importante!!!!!!!!!!!!

1 Dicembre 2009

Il dilemma è sempre quello! Non ha a che fare con il vecchio slogan della Girella (la morale è sempre quella, fai merenda con…….) ma con una situazione politica sempre più confusa e caotica. Alla vigilia delle elezioni regionali si riaffaccia il quesito con tutta la sua carica di tensione: correre da soli o in alleanza con il PD?

Il sitema maggioritario, voluto e ribadito dai cittadini italiani tramite ben due referendum, tende alla creazione di maggioranze stabili, sicuramente più di una volta, incentrate però su un maxi partito che fonde al suo interno più anime politico culturali, ed una serie di partiti minori che a questo portano voti, ossia acqua.

Non solo. Il sistema incentra scelte e confronti elettorali sui candidati alle maggiori cariche, sindaco o presidente della Regione essi siano. Questo fa si che una volta in carica i vertici amministrativi guardino solo su se stessi per scelte  e decisioni concedendo, al limite, un minimo ruolo ai consiglieri del partito che li ha espressi (quasi sempre PD o PDL). Per gli altri della coalizione il destino è segnato, relegandoli ad un ruolo di comparsata in cui emergono spesso solo in base alle marchette che portano ai propri amici o campanili.

Ed ecco comparire la scelta. Stare fuori coerentemente da tutto portando avanti con fierezza il proprio modello di società, o scendere a patti sapendo però a quali condizionamenti si va incontro? Oggi la giornata di voto della legge di assestamento, mi ha consegnato in tutta la sua crudezza il quadro che ho appena ipotizzato. La mediazione ha visto il sorgere di un mostro, detto legge di accompagnamento, che tramite 38 articoli ha emendato leggi passate, e presenti, di tutti i tipi (dai caravan all’Arpa) e a cui si sono agganciati centinaia di emendamenti altrettanto potenti: espressioni significative di consiglieri portatori di interessi variopinti e variegati.

Così accade che con emendamento bi partisan si modifica lo status delle Pro Loco, e un emendamento (primo firmatario il sottoscritto) che propone misure anti delocalizzazione produttiva, o ampliamenti dei poteri di vigilanza sull’ambiente da parte delle associazioni riconosciute, venga cassato poichè cito “non quella la sede di dibattito”.

Ecco allora la regola d’oro: in tali occasioni si possono destinare fondi mirati a palazzetti del ghiaccio ereidità olimpica, come a Pinerolo, o inviare fondi a Pianezza (ed altrove) per proposte insensatamente fumose, ma non provvedere a misure che garantiscano il buon uso dei soldi pubblici concessi alle imprese (emendamento dal costo pari a zero). Neppure è possibile parlare di tutela, seppur minima, ambientale.

Non ho votato l’assestamento in conseguenza a questa giornata, e vi chiedo: che fare per essere auterovolemente il riferimento per chi vuole cambiare le cose, ma senza essere buttati in un angolino? A voi le risposte!……se potete…..


Comunicato stampa su Vigili e scandalo carro attrezzi.

22 Novembre 2009

“Ancora una volta – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del Prc – la Polizia Municipale indaga e fa chiarezza al suo interno ed all’interno del Comune di Torino”.

“Come già avvenuto durante lo scandalo dei geometri comunali, anche questa volta i Vigili si dimostrano bravi nelle indagini e capaci nel non fermarsi davanti a nulla e nessuno”.

“Alla tristezza che ci coglie innanzi a presunti reati di questo tipo associati ad un disagio economico di cui la Polizia Municipale è vittima, fa in parte da contraltare la piena fiducia nei riguardi di un Corpo capace nell’agire e fare opera di trasparenza nelle proprie vicende”.

“Chissà se la Giunta aveva sentore di questo scandalo, oppure, se distratta dagli sgomberi, non si è accorta di nulla neanche questa volta”.