CARTA STRACCIA – Il blog di Juri Bossuto

Una possibile analisi elettorale in una Città che dorme tra i guanciali forniti dagli “yes men” e dalle regine del salotto bello

Scrivere sull’ultima tornata elettorale non è cosa semplice per me. Non lo è perché ho sofferto prima, dopo e durante le elezioni (dovrei essere abituato poiché non è la prima volta che mi accade negli ultimi anni); non lo è perché sono tristi le analisi che elaboro prendendo, al contempo, atto di quanto avviene in questo Paese. 

Incrociare le dita per raggiungere almeno lo sbarramento elettorale è oramai un’abitudine che mi porto dietro da tempo, così come quella di valutare che l’asticella è oramai troppo alta per i nostri poco allenati polpacci. Per cui ho sperato, nei giorni di campagna elettorale volantinando in alcuni mercati, che la lista Tsipras facesse più del 4% alle europee. Il risultato, seppur di misura, mi ha regalato un po’ di serenità dopo una giornata al fulmicotone: grazie a percentuali che, durante le proiezioni, oscillavano un po’ sopra ed un po’ sotto lo sbarramento medesimo. Per quanto riguardava le regionali mi sono arreso molto prima poiché ho rivisto a Sinistra le dinamiche che già avevo riscontrato, seppur in forma minore, durante la mia campagna elettorale per le comunali del 2011 a Torino.

 E’ chiaro che malgrado l’elezione di tre deputati al Parlamento europeo ci sia poco da stare allegri per chi si riconosce, come me, negli ideali socialisti/comunisti della Sinistra. Da un rapido conto incentrato sui voti assoluti (per me meno infidi delle percentuali che sono relative ai votanti) la Sinistra, in un anno, ha comunque perso più di 500.000 voti: quel 4 virgola qualcosa per cento si rivela una sorta di esito da sforzo disperato.

 Evidentemente in Italia la Sinistra sta pagando il conto presentato dai cittadini, dai propri elettori, dopo anni di errori strategici e “snobbismo intellettuale”. Le continue scissioni hanno certificato la mancanza di affidabilità verso un movimento politico che, nel tempo, aveva perso tutte le caratteristiche, nonché le energie, acquisite durante la lotta di Liberazione ed il dopoguerra. Una sensazione di inutilità sostanziale avvolge oggi gli eredi del PCI e di DP: forse anche a causa di una classe dirigente assolutamente impreparata ed allergica alle contrapposizioni interne nonché alle critiche, anche quando costruttive.

 I leader, nel folklore di alcune aree politiche, vengono relegati ad un ruolo inutile e borghese ma quando mancano crolla tutta la struttura emergendo solamente l’incapacità di rinnovamento dei quadri unita all’assenza sostanziale di questi ultimi. Anche nella Sinistra istituzionale, come nelle imprese private e nei grandi partiti di centro, i dirigenti amano circondarsi da “yes men” e “yes women”. Sapere dire “si” nei partiti è requisito essenziale per aspirare a candidature e poltrone: fenomeno di cui non sono esenti i partiti più piccoli e quasi ridotti ad un lumicino.

  Una contraddizione pesante in ambiti social/comunisti quella di basare le candidature sulla base della propensione alla condivisione delle scelte fatte dai vertici: caratteristica molto borghese, quasi monarchica o da regime, che oltre ad uccidere i bravi militanti annienta la critica sana da cui emergono normalmente idee e limiti da superare. Un asservimento molto pericoloso che toglie autorevolezza mettendo a nudo la scarsezza reale di azioni politiche a fini di bene collettivo evidenziando, al contempo, l’aver tali partiti come unico fine la propria sopravvivenza. Tipica manifestazione di tale fenomeno è quello della migrazione dei quadri e dei livelli medi da un leader all’altro: a favore di chi si gioca buone carte per diventare un cavallo vincente.

In un quadro triste di questa natura non può che trovare fortuna un partito come il M5S. Nell’entropia del quotidiano, e nel fallimento di sempre della Sinistra, ecco una formula vincente: un bel vaffanculo a tutti recitato da un uomo che sa tenere il palcoscenico così come lo schermo televisivo. Un grido “artistico” che smuove lo stagno piatto e sembra idoneo a ridare speranza ai tanti delusi. Oltre a volti di candidati che sembrano voler spazzare via anche quelle posizioni acquisite, ed intoccabili, presenti a Sinistra come a Destra. Il voto di Livorno dimostra ampiamente come il popolo della Sinistra stia dimostrando, ancora una volta, tutto il suo malessere. Contemporaneamente alcune frange della lista Tsipras discutevano sulla mancata rinuncia della Spinelli al seggio conquistato in Parlamento Europeo: ennesima prova pubblica di spappolamento generale di quel settore politico.

Le grida purtroppo, specialmente nel popolo di chi si informa, hanno fiato corto. Per cui se a queste non segue qualcosa di concreto, tipo un cambiamento palpabile sociale, ecco che queste si spengono e l’ugola risuona nel vuoto (o quasi). E’ così allora che Tsipras prende voti nelle zone bene di Torino mentre Grillo va meglio in periferia (pur incassando una sconfitta) ed il PD acquista fiducia pur stando sotto i voti assoluti di Veltroni per circa un milione di preferenze.

Quella di Renzi sembra una vittoria di Pirro: il trionfo di un ragazzotto viziatello che ha speso tutto per comprarsi un giochetto che potrebbe smontarsi mentre lo regge in mano. La vicenda dello scandalo veneto temo dimostri bene quel che intendo nelle righe precedenti.

Qualcuno ribadisce che si possa vincere regalando 80 € in busta paga alla classe medio bassa, ma se questa è davvero la cambiale firmata da Renzi, al fine di poter vincere, allora prepariamoci ad un clamoroso protesto notificatogli in tempi brevi: infatti il Decreto legge n.66/2014 (art. 8 comma 8   ) prevede, insieme al bonus,  riduzioni del 5% di tutti i costi dei contratti da parte di Comuni e Province, costringendo in tal modo gli enti pubblici territoriali a rifare tutti gli appalti in corso modificandoli al ribasso. E’ inutile ricordare che alcuni servizi potrebbero essere messi pesantemente a rischio.

Come se il quadro non fosse già drammatico la Lega Nord resuscita con una percentuale non altissima di consensi ma importante, ancor più alla luce degli scandali che ha colpito la sua dirigenza in passato e le sue responsabilità di governo con i vari esecutivi Berlusconi. Una riaffermazione farcita di slogans popolati da fantasmi xenofobi ed enormi parole d’ordine qualunquiste e viscerali (immigrazione ed uscita Euro).

 In merito all’ex “Cavaliere nero” poco da aggiungere se non la fortuna sfacciata di un affidamento ai servizi sociali che impone, all’ex premier, quattro ore di tanto in tanto di volontariato in una casa per anziani. Non sappiamo quali siano le sue mansioni in quell’istituto religioso, ma certamente la situazione ha fruttato non poco a livello mediatico riuscendo ancora a garantirgli una percentuale di elettori fedeli che probabilmente nessuno si attendeva (nemmeno in FI). Berlusconi ancora una volta ha saputo, purtroppo per noi tutti, giocare al rilancio lo scacco matto in cui è stato messo per qualche minuto.

 Ecco la fotografia di una nazione in cui non vota oltre il 40% dei suoi cittadini senza che nessun partito batta ciglio: l’importante è la percentuale ottenuta e certamente non il numero di chi si reca ai seggi. Attenzione però che il malcontento sale ma in Italia non sembra profilarsi uno scenario da Rivoluzione francese bensì di Vandea tra superstizioni, slogans semplicisti (a Destra come a Sinistra) e forte implosione sociale (anche da parte dei proletari e sottoproletari italici che cura solo più l’estrema destra).

 Si continua ad ignorare, da una parte e dall’altra degli schieramenti politici, il grido di sofferenza che giunge da tante famiglie e tantissimi giovani, spesso senza elevata educazione scolastica, che vivono nelle sempre più abbandonate periferie metropolitane. Un urlo a cui si associa quello dei tanti laureati rimasti senza lavoro e senza entrate economiche. Categorie destinate all’oblio oppure a cadere sotto i colpi di una crescente demagogia priva di proposte: gran colpa di questa situazione ricade, purtroppo, sulla sfasciata Sinistra.

 Ad ogni modo Torino presenta un caso nel caso. L’elezione di Sergio Chiamparino a presidente della regione era cosa prevedibile ma certamente non con tali percentuali di adesione. Soprattutto avendo sott’occhio lì impoverimento della Città (di Torino) in questi ultimi anni. Una povertà che si concentra in alcune zone della metropoli ma che è resa ancor più grave dalla carenza di fondi pubblici per interventi nel disagio anche solo di tamponamento. Una miseria che oramai si nota anche nel centro storico pedemontano tra trascuratezza dei servizi (giardini e pulizia), difetti di manutenzione (piazze e porfidi) ed aumento del fenomeno di senza tetto che fanno dei portici (soprattutto le gallerie) il loro giaciglio.

 Il Piemonte è molto conservatore e quest’ultimo è stato un voto di conservazione. Un voto che ha riconfermato il potere ai salotti buoni di Torino, i quali sono tornati al timone della malconcia galera piemontese. Timonieri, quindi, colti nel mondo degli imprenditori e delle regine di quadri mentre in molto casi le competenze sono rimaste fuori dalla porta dei locali dove si riunirà la giunta.

 Tutto cambia perché niente muti: questa sembra la miglior frase da assurgere a motto cittadino (di fianco al Toret verde). Nulla muta nel capoluogo pedemontano che vive il suo quotidiano tra baroni e regnanti incontrastati. Una nobiltà senza neppure più un Gramsci che gli si scateni contro con tutta la sua lucida intelligenza: la Torino dei ricchi negozi, dal cibo per ricchi, e delle prossime televisioni accese sui mondiali brasiliani può continuare a dormire tranquilla in un sonno catatonico. Una sola raccomandazione: attenzione al risveglio poiché potrebbe essere brusco a fare molto male.

 Meglio sognare ad occhi ben chiusi e pensare che il manovratore, che decide per tutti, sappia il da farsi. Si consiglia di non disturbarlo mai e se dovesse sbagliare pazienza poiché facile criticarlo al bar, come al mercato, ma guai dovesse affidare al popolo le proprie sorti: troppa fatica, meglio fare una croce sempre sui soliti ….. così tanto per poter dormire ancora un pochetto.


11 Giugno 2014 Scritto da juribossuto.it | Carta straccia: appunti vari, Consiglio Regionale | , , , | Nessun commento

Lo scandalo di una legge che non ho votato.

Credo che il ricorso di cui tanto si discute in questi giorni, il quale oltre a mettere la giunta Cota in bilico blocca letteralmente da mesi il Piemonte, debba essere un’occasione seria per riflettere su cosa possa generare la politica “particolarista”.

Chi scrive è uno dei due consiglieri che non ha dato il proprio consenso alla oramai famosa legge elettorale piemontese, la  numero 21 del 2009. Una legge nata nell’ambito della discussione del nuovo regolamento consiliare, e che si è presto trasformata in una prova di forza, e di ricatto, tra le tante anime politiche della regione.

Tra regolamento consiliare, che ritengo un involuzione anti democratica del dibattito consiliare stesso, e legge elettorale, la scorsa legislatura ha visto volare via più di un anno di lavoro, togliendo tempo e attenzione a ben altre, importanti ed urgenti, priorità: il frutto è stato un pasticcio  normativo il cui unico interesse era quello di evitare il “fastidioso” rito della raccolta firme per la presentazione delle liste.

La responsabilità di questo mostro giuridico, che ora alla prova dei fatti non piace a nessuno, è purtroppo collettiva e quasi unanime. La legge 21 assomiglia troppo ad una delle tante leggi non redatte pensando alla società, ai cittadini, ma scritta solo per l’autoconservazione di un sistema partitico: ne è prova la possibilità concessa a chi già presente in consiglio, di riconoscere se stesso e liste a questi collegate. Un modo per scansare quella raccolta firme che, in realtà, dimostra la relazione territorio- partito nel momento in cui si predispone la campagna elettorale; ed anche il metodo per facilitare la creazione di liste civetta e personali. Insomma la conservazione feudale della casta.

Da leggi come quella attuale elettorale, nascono atteggiamenti spontanei quali l’uso di liste familiari, allo scopo di vincere a tutti i costi, e riconoscimenti di liste collegate a vantaggio non solo di Scanderebech, ma anche del blocco di Rabellino. Grandi responsabilità sono in capo al centro destra, ma ne leggo alcune anche presso il centro sinistra.

Ripeto che occorre riflettere seriamente sul modus operandi di una politica cieca e orientata, nelle scelte più importanti, a salvaguardare solo se stessa e, spesso, a danno di coloro a cui si chiede il voto.  Forse oltre a non votarlo, almeno la sinistra avrebbe dovuto avere il coraggio di denunciare con maggior forza quel pacchetto normativo, sperando in un attenzione che spesso la società civile non sembra consegnarle.  

24 Luglio 2010 Scritto da juribossuto.it | Consiglio Regionale | , , | Nessun commento

Lettera aperta alla zarina.

 

Condivido la spietata ironia che Gramellini riversa sulla prima pagina de “La Stampa” di ieri. Condivido con amarezza ,e con il doloro finale, di chi prende atto di un crollo annunciato da tempo  ed anticipato da mille scricchiolii. Il dolore è ancora più grande se si considera la discussione lacerante, tanto per cambiare, che ha coinvolto il mio partito sui temi dell’alleanza regionale, a cui sono stato sempre contrario.

La scelta dell’ex presidente della regione piemontese di rinunciare al ricorso in cambio della propria conferma in Europa, bene ci narra del concetto di politica attuale: non contano idee, principi e speranze, conta solo lo scambio personale. O meglio questi concetti metafisici, pieni di filosofia sociale, contano solo più per gli elettori, i quali si otturano il naso da decenni per votare “il meno peggio” e fermare l’ascesa delle destre: poveri idealisti, poco concreti e “ingenuamente” preoccupati dei danni che il nuovo assessore al lavoro potrebbe causare alle politiche a lui delegate.

Non è stata quella di ieri una nobile pagina, anzi è stata la cornice di cinque anni passati più a tutelare interessi di singole lobby, vedi la TAV, che quelli della comunità che ci aveva espresso. Laicità, difesa della scuola pubblica, difesa della rappresentanza democratica, difesa dei diritti e dei territori sono temi spesso sacrificati ai principi del tatticismo e della politica di piccolo cabotaggio.

Che delusione Presidente se penso alle lezioni di moralismo con cui ci aveva deliziato in tante occasioni in consiglio, lezioni da cui erano naturalmente esentati i poteri reali ed i premi letterari internazionali; che delusione se ricordo le tante volte in cui, contestata da dialettiche politiche naturali di maggioranza, ci ricordava che eravamo “nessuno” e come Ella stessa poteva vivere anche senza l’indennità regionale, al contrario nostro.

L’ultima campagna elettorale regionale è stata l’apoteosi delle scorrettezze e delle pratiche malsane, a destra come a sinistra. Nella Sua lista qualcuno pare proprio abbia fatto stravaganti incontri con i cittadini a spese del pubblico, riuscendo in fine a partorire due gruppi uniti, solo nelle parole, nel Suo nome.

La magistratura torinese è molto impegnata a vigilare sui centri sociali, gravissimo problema cittadino che non toglie il sonno ad alcuno, chissà quando vigilerà anche su una politica oramai degradata su interessi  che tutto sono fuorché politici. Non mi interessa sapere ora se era meglio all’epoca candidare Chiamparino o Bresso,  specialmente alla luce delle loro considerazioni sulla sinistra, mi interessa invece guardare ad una scena pubblica pulita  e priva di “meno peggio”: a servizio della collettività, dei più deboli.   

22 Maggio 2010 Scritto da juribossuto.it | Consiglio Regionale | , | Nessun commento

IL MIO PROGRAMMA- REGIONALI 2010.

Con ancora maggior forza, anche grazie all’esperienza maturata in questi cinque anni, mi batterò con tutte le mie forze per:

LAVORO- giungere, oltre all’estensione degli ammortizzatori sociali a chi oggi ne è sprovvisto, ad una riforma legislativa delle leggi inerenti la materia industria e lavoro. Il mio scopo è quello di ricondurre l’ente pubblico regionale ad “intromettersi “ nelle materie economiche con la strategia di tutelare occupazione e produzione  “buona” (art. 1 Costituzione). Promuoverò con forza le proposte di legge contro la delocalizzazione delle attività,  la ricostituzione di un ente di gestione pubblico per la riconversione industriale, il sostegno dell’imprenditoria giovanile in aree montane e depresse,  il legare gli aiuti alle imprese tutelando le piccole medie imprese etiche e perseguendo i cosiddetti “banditi”.

TRASPORTI- continuerò la lotta contro lo spreco e la devastazione del nefasto progetto TAV. Vigilerò sui risultati della privatizzazione delle ferrovie, limitandone i danni e al contempo favorendo processi di aiuto al trasporto pubblico al fine di portarlo ai livelli di una civiltà moderna, e quindi vicino alle esigenze dei pendolari. Vigilerò contro le opere infrastrutturali inutili, oltre alla Tav cito la Tangenziale est, per favorire quelle che promettono davvero soluzioni alla collettività favorendo il miglioramento della qualità  della vita dei cittadini.

SANITA’- sosterrò la nostra politica di difesa della “buona” sanità pubblica contrastando le speculazioni ai danni della salute dei cittadini. Favorirò le politiche corrette di tutela e miglioramento del sistema ospedaliero combattendo contro ogni tentativo di ridurre l’assistenza ad un apparato per pochi benestanti. Sosterrò ancora percorsi che vadano al riconoscimento delle proprietà terapeutiche in capo alla canapa.

ASSISTENZA- il mio impegno sarà tutto proteso alla salvaguardia del welfare, incrementando le attività di sostegno al reddito, ammortizzatori sociali, tutela dei disoccupati, sostegno alle famiglie con anziani a carico, tutela del sistema dell’assistenza domiciliare. Donne, anziani, giovani sono punti di forza della società e non di debolezza, come spesso si ama fare tra demagogia e parole vuote. Più nidi e più servizi legati alla mediazione familiare.

CULTURA-TURISMO- ritengo necessaria la massima trasparenza in merito alla gestione regionale dei due settori. Continuerò a lottare per la trasparenza massima delle erogazioni finanziare combattendo clientelismi e favoritismi al limite della legalità. Aiuterò i territori al fine di valorizzarne il patrimonio culturale, naturale e conseguentemente turistico.

DIRITTI- continuerò a battermi contro ogni forma di discriminazione, tutelando tutti coloro che sono perseguiti in seguito a quelle che vogliono essere dipinte quali loro differenze (che in realtà sono solo tali per stereotipi consegnati dall’ottusità all’umanità). Seguirò il sistema carcerario, sia quello storico che il neonato sistema amministrativo (CIE), mi impegnerò al fine che i valori della Resistenza e della Costituzione vengano rilanciati e difesi. Tutela piena del diritto al lavoro.

SOLDI PUBBLICI- PARTECIPATE- sosterrò con vigore le proposte inerenti i controlli sul sistema degli appalti e della gestione dei cantieri stessi, favorendo l’attivazione di commissioni di controllo consegnate ai cittadini; riproporrò leggi al fine di tagliare i costi ed i benefici della politica. Maggiori controlli sulle società partecipate e ritorno alle società a controllo pieno pubblico che garantiscono un maggior risparmio e massima efficienza (se non lasciate a se stesse).

CASA- sarò al fianco di chi proporrà iniziative di salvaguardia al diritto assoluto alla casa, quale diritto inalienabile ed imprescindibile.

SPORT- lotterò per uno sport democratico, pubblico, aperto al mondo delle associazioni ed ai giovani in situazioni di disagio. Sport quale terapia sociale.

AMIBIENTE- continuerà la mia attività anti nucleare e di contrasto al business dell’ambiente, ossia l’intreccio pericoloso tra politica ed affaristi che devastano il nostro patrimonio ambientale; caso concreto è sovente quello delle cave. Sosterrò le nuove energie, le limitazioni del consumo territoriale ed il riconoscimento di pari dignità agli animali. Porterò avanti la battaglia sulla gestione consapevole dei rifiuti.

BILANCIO- basta al grande, ed inutile, spreco di denaro pubblico derivante da pressioni esterne e potenti. Occorre un bilancio trasparente, partecipato ed indirizzato al bene della collettività,  del rilancio dei territori e dei cittadini. Proseguirò il contrasto assoluto alla politica, ai limiti dello “strozzinaggio”, di Equitalia.

POLIZIA LOCALE- ritengo che prevenzione e mediazione del conflitto siano le sole risposte vere al problema sicurezza. Continuerà la mia opera di appoggio alla polizia di prossimità.

AGRICOLTURA- è una risorsa da non relegare all’angolo. La tutela dei terreni agricoli dalle speculazioni aiuta l’agricoltura, a questo vanno affiancate politiche dirette ai giovani imprenditori ed a una coltivazione sana e di qualità.

UNIVERSITA’- DIRITTO ALLO STUDIO-  azzeramento dei cosiddetti buoni scuola e destinazione dei fondi alla scuola pubblica. Investimenti nella ricerca non solo diretti all’ industria, ma soprattutto all’ università, con lo scopo di mantenere in Piemonte i nostri ricercatori. Aumento delle sedi e del rapporto professori- studenti, sensibile incremento dei diritti e della partecipazione studentesca alla vita accademica, sostegno delle disciplina culturali spesso sacrificate a favore di principi legati al mercato.

23 Marzo 2010 Scritto da juribossuto.it | Consiglio Regionale | , | Nessun commento

Cene elettorali e nulla più: cerchiamo i contenuti!

Una campagna elettorale in sordina, stanca, in cui spiccano facce e volti sui manifesti attaccati ovunque, grazie al condono preventivo varato dal governo, ma dove spicca altrettanto l’assenza di dibattito e proposte.

In questo deserto fatto di volti sorridenti ancora una volta l’unica voce fuori dal coro è la nostra: nell’assenza di argomenti solo i nostri compagni corrono da una fabbrica all’altra, da un territorio violato sino al confronto con i tanti a cui hanno negato diritti e speranze.

Mercedes Bresso, dopo aver affidato per anni ad atteggiamenti arroganti, e distanti dalle persone, la propria pratica politica si spinge oggi addirittura a passeggiare nella periferia di Torino, atto segnalato da lei stessa con i toni enfatici usati davanti ad un grande evento, dedicando il suo “prezioso” tempo  al tardivo incontro di quelle persone a cui aveva negato rappresentanza sino a ieri. Una negazione abituale e grave di rappresentanza democratica, a cui si somma quella sistematicamente perpetuata in Valle di Susa: porzione non piccola della provincia torinese  i cui cittadini sono descritti, dalla presidente uscente, quali pericolosi sovversivi ricchi di conservatorismo ed, al contempo, dotati di armi laser (strano abbinamento tra la fantascienza e la fumettistica surreale), ma che si estende drammaticamente  a tutti quegli ampi settori a cui mai è stata data risposta in questi anni e che lottano perla tutela del territorio e della cosa pubblica.

All’assenza del candidato leghista Cota da ogni luogo legato al lavoro ed alla fabbrica, corrisponde una presenza millesimata di Bresso, la quale proponendo di nuovo lo stesso assessore all’industria nella prossima legislatura, personaggio noto per il proprio immobilismo neoliberista (Bairati), propina ancora ricette tutte incentrate su ammortizzatori sociali e per niente, o nulla, basate  su azioni concrete pubbliche nel campo economico industriale.

Assenza di coraggio, ipocrisia e metodi dal sapore craxiano sembrano portare alla fine questa dispendiosa e scorretta campagna elettorale. Così tra cene autopromozionali, pasta e ceci offerti nelle piazze, sontuosi spuntini dedicati agli anziani, si consuma il niente, cadendo sempre più velocemente nel clientelismo ed abbandonando, di conseguenza,  la ricerca di soluzioni ai nostri guai quotidiani.

Noi andiamo invece avanti. Presenti nel movimento No Tav, tra i lavoratori ed i cittadini per ricordare costantemente loro che l’emergenze democratica è davvero giunta. Presenti su strade e quartieri, i nostri candidati mettono la faccia vera, non solo sui tabelloni elettorali, con il fermo scopo di contrastare l’attuale ritorno al sistema dei signorotti feudali.

Oggi tutti gridano no alle delocalizzazioni, criticano il nucleare ed i trasporti dando vita ad una melassa di cui si nutre l’astensionismo o il qualunquismo dipietrista- grillino. La Federazione ha proposte che sgorgano dalla critica ponderata a quanto che le lobby impongono (Tav e assenza di regia pubblica in economia), su queste occorre ripartire per dare davvero un futuro migliore a tutti quanti i cittadini: qualsiasi sia la loro storia e provenienza.

 

 

23 Marzo 2010 Scritto da juribossuto.it | Consiglio Regionale | | Nessun commento

Genitori separati: approvata la legge che aiuta chi versa in difficoltà (proposta Bossuto-PRC)

Esprimo soddisfazione per il voto unanime che oggi ha accompagnato l’approvazione della proposta di legge, di cui ero primo firmatario, inerente il sostegno ai genitori separati. 

La legge pone fine al disagio che tante persone soffrono quotidianamente, un disagio conseguente ad uscite di casa repentine che comportano spesso una vita fatta di abitazioni improvvisate, scarsità economica e poche possibilità di poter incontrare i propri figli. Per tanti genitori, madri e padri, la separazione apre le porte alla solitudine ed all’abbandono economico, la legge, approvata oggi, consegna agli stessi la posibilità di anelare ad un ritorno alla normalità tramite una abitazione temporanea, un sostegno psicologico ed un contributo una tantum. Naturalmente restano esclusi coloro che possono contrare su propri redditi alti e chi si è macchiato di reati contro la persona. 

Quando ero presidente di circoscrizione rimasi stupito dalla quantità di automobili abbndonate usate quali case da genitori separati: oggi abiamo messo la parola fine tale ingiustizia.   

2 Gennaio 2010 Scritto da juribossuto.it | Consiglio Regionale, Cultura | , | 1 commento

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE: Azioni per prevenire e contrastare il fenomeno del mobbing e lo stress psico-sociale nei luoghi di lavoro

Il mobbing è fenomeno quantitativamente sempre più preoccupante: secondo i dati forniti dall’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, in Europa sarebbero 40 milioni i lavoratori mobbizzati per un costo sociale ammontante a 20 miliardi di euro. In Italia il fenomeno che, all’inizio aveva colpito prevalentemente l’industria privata, si è diffuso nel corso degli anni nella pubblica amministrazione presentando aspetti e dati allarmanti.

Fitto è l’elenco delle conseguenze di questo fenomeno “impalpabile”: esaurimenti nervosi, uniti a patologie psicosomatiche, che minano la vita di relazione e la vita stessa di chi subisce tale problema. Le conseguenze ricadono sulla società, oltre che sulla famiglia e sull’azienda di appartenenza: la collettività si trova gravata dai pesanti oneri che ricadono sul servizio sanitario pubblico a causa delle patologie connesse, da un ricorso più ampio alle pensioni anche da parte di persone che potrebbero ancora lavorare e al conseguente depauperamento di patrimoni professionali che in tal modo non vengono più utilizzati. Anche la produttività subisce un calo..

Negli ultimi anni il fenomeno “mobbing” è emerso in tutta la sua gravità grazie all’attento e approfondito lavoro di alcuni centri pubblici specializzati sulla materia in Italia e di altre strutture dell’ASL, al lavoro dei centri di ascolto, che anche le organizzazioni sindacali hanno attivato, all’attività delle associazioni di volontariato che hanno anche istituito gruppi di mutuo aiuto, insieme all’opera svolta nel tempo dai servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro e alla crescente consapevolezza delle persone interessate al fenomeno.

Manca ancora però una legislazione specifica sull’argomento sia a livello nazionale che regionale

 I punti salienti della proposta di legge

- Stanziamenti per attivazione di specifici corsi di formazione professionale per gli operatori sociali e sanitari.

- Finanziamenti rivolti allo svolgimento di campagne informative in merito al mobbing, nonché studi e ricerche e corsi post laurea inerenti la materia

-  Incentivi per l’assistenza legale, medica e psicoterapeutica a favore dei lavoratori e delle loro famiglie

- Istituzione di soggetto esterno all’ente con funzione di “consigliere di fiducia”

-  Sportelli di assistenza e di ascolto dei lavoratori che abbiano avuto esperienze di mobbing o di disagio lavorativo, da attivarsi presso i comuni e le province

- Osservatorio regionale sul mobbing e il disagio lavorativo con funzione di monitorare e analizzare il fenomeno mobbing, di realizzare studi, ricerche e campagne di sensibilizzazione sul tema, di promuovere collaborazioni volte a contrastare il fenomeno del mobbing

- Attività di controllo e misure di tipo amministrativo nei confronti dei datori di lavoro dove si verificano episodi di mobbing

- Stanziamento di quasi 2 milioni di euro per il biennio 2009-2010

26 Settembre 2008 Scritto da juribossuto.it | Consiglio Regionale, Lavoro | | Nessun commento

CONFERENZA STAMPA: “NUOVA PROPOSTA DI LEGGE SU MOBBING ”

Sala dei Presidenti – Consiglio Regionale del Piemonte – Via Alfieri 15 Martedì 23 Settembre 2008 - Ore 13

Il Gruppo del Prc presenta la proposta di legge “Azioni per prevenire e contrastare il fenomeno del mobbing e lo stress psico-sociale nei luoghi di lavoro”. Un fenomeno che, dicono le statistiche, è quantitativamente sempre più preoccupante ed ha pesanti conseguenze che ricadono sulla società, oltre che sulla famiglia e sull’azienda. I punti salienti della proposta di legge:-  attivazione di specifici corsi di formazione professionale per gli operatori sociali e sanitari; - finanziamenti rivolti allo svolgimento di campagne informative;- incentivi per l’assistenza legale, medica e psicoterapeutica a favore dei lavoratori e delle loro famiglie;- sportelli di assistenza e di ascolto dei lavoratori che abbiano avuto esperienze di mobbing o di disagio lavorativo, da attivarsi presso i comuni e le province;- osservatorio regionale sul mobbing e il disagio lavorativo;- attività di controllo e misure di tipo amministrativo nei confronti dei datori di lavoro dove si verificano episodi di mobbing- stanziamento di quasi 2 milioni di euro.

22 Settembre 2008 Scritto da juribossuto.it | Consiglio Regionale | , | Nessun commento

   

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