Genitori separati: approvata la legge che aiuta chi versa in difficoltà (proposta Bossuto-PRC)

2 Gennaio 2010

Esprimo soddisfazione per il voto unanime che oggi ha accompagnato l’approvazione della proposta di legge, di cui ero primo firmatario, inerente il sostegno ai genitori separati. 

La legge pone fine al disagio che tante persone soffrono quotidianamente, un disagio conseguente ad uscite di casa repentine che comportano spesso una vita fatta di abitazioni improvvisate, scarsità economica e poche possibilità di poter incontrare i propri figli. Per tanti genitori, madri e padri, la separazione apre le porte alla solitudine ed all’abbandono economico, la legge, approvata oggi, consegna agli stessi la posibilità di anelare ad un ritorno alla normalità tramite una abitazione temporanea, un sostegno psicologico ed un contributo una tantum. Naturalmente restano esclusi coloro che possono contrare su propri redditi alti e chi si è macchiato di reati contro la persona. 

Quando ero presidente di circoscrizione rimasi stupito dalla quantità di automobili abbndonate usate quali case da genitori separati: oggi abiamo messo la parola fine tale ingiustizia.   


Sconcertante proposta, quasi da sciacallaggio, ai danni del Gabrio.

23 Novembre 2009

 

E’ sconcertante la proposta avanzata dall’associazione sportiva Cenisia di inglobare, nelle sue pertinenze, i locali oggi gestiti dal Gabrio.
 
Sconcertante poiché priva di un qualsiasi atteggiamento solidale tra realtà che gestiscono spazi pubblici: Cenisia non è padrona di casa, ma guarda a facili ampliamenti sulle disgrazie politiche di altri. Sconcertante poiché bene evidenzia i meccanismi con cui il Comune privatizza da tempo gli spazi pubblici.
 
Le associazioni sportive sorgono in aree comunali date in concessione; in seguito a tale atto le piccole sopravvivono a fatica nella dimenticanza comunale, mentre quelle grandi – che portano voti tramite la vecchia pratica clientelare – fanno proprie le strutture e i campi impiantando bar, attività varie e costosi corsi: il tutto quasi sempre esente tasse.
 
Così spariscono aree verdi ed impianti sportivi di base (quelli veri) in cui si fa lo sport gratis ed ora spariscono così i centro sociali.
 


Rivoli: diamo aria ai salotti, bando internazionale.

14 Ottobre 2009

Preso atto che la sede artistica di Rivoli ha visto il rinnovo del suo consiglio di amministrazione, espresso dai soci fondatori, nominando figure istituzionali e di cultura al suo interno. Considerato che il nuovo consiglio di amministrazione inizierà presto a lavorare in attesa della nomina del direttore stesso del Castello di Rivoli, attrezzandosi per operare nella cura di iniziative destinate a guardare ben oltre i nostri confini nazionali.

L’ordine del giorno del Consiglio regionale chiede alla Giunta di operare al fine di costruire ed indire un bando di carattere internazionale, tramite cui procedere alla nomina del nuovo Direttore del Castello di Rivoli.

Attenzione a non viziare troppo l’aria nei salotti belli!

2 Ottobre 2009

Sono “stupefacenti” le dichiarazioni a mezzo stampa di Antonella Parigi a seguito dell’ultima edizione di “Torino Spiritualità”, con le quali autovaluta il festival come meritevole di essere esportato, lamenta la mancanza di risorse e prefigura, se non vi saranno più le condizioni, di portarlo altrove, quasi fosse cosa sua.Non è paga di aver condotto un format finanziato dalla Regione, che alterna molte belle conferenze ad altre che poco c’entrano con l’idea (ampia e laica) di spiritualità. Non è paga di poter disporre – con piena discrezionalità, pur orientata dalla Giunta – di notevoli risorse (sembrerebbero almeno 1,2 milioni di euro annui) attribuite al Circolo dei Lettori attraverso la Fondazione Teatro dei Ragazzi. Non è paga di poter decidere in autonomia compensi e contributi ad artisti, associazioni, compagnie teatrali, spesso al di fuori di procedure di evidenza pubblica. Non è paga di poter disporre di un aulico palazzo profumatamente affittato. Ora apprendiamo che, dopo le automobili e i gianduiotti, potremmo anche esportare (e trasferire) “Torino Spiritualità”. Sinceramente, in questo periodo di crisi, siamo preoccupati di altro.


Fondi all’Università privata a scapito della Pubblica: atto assurdo!

29 Settembre 2009

In data 7 settembre ’09, la Giunta Regionale, DGR n. 10-12072, ha approvato una variazione di bilancio dall’accentuato sapore anacronistico. Tramite la delibera citata, sono stai tolti 500.000 Euro ai finanziamenti diretti alle università, destinati all’attuazione di programmi scientifici e formativi, per indirizzare la somma all’ Associazione “Amici dell’Università di Scienze Gastronomiche”.Ancora una volta la scelta è stata quella, anche in Piemonte, di sottrarre importanti fondi all’università pubblica per dirottarli alle sedi universitarie di nicchia e, soprattutto, private. Pur riconoscendo l’importanza anche culturale, oltre che enogastronomica, delle attività svolte dall’istituzione di Pollenzo, si ricorda che il corso di Laurea in Scienze Gastronomiche beneficia anche dei contributi destinati alla manutenzione delle sedi universitarie ed, inoltre, le rette di accesso al corso sono decisamente dal costo elevato (circa 15.000 Euro annui salvo smentite).Il contributo ulteriore erogato dalla Giunta, rischia di veder gridare vendetta a fronte dei venti lavoratori precari lasciati a casa dal Teatro Regio per mancanza di fondi; rischia di far gridare allo scandalo innanzi ai tanti precari della scuola che la riforma Gelmini lascia senza lavoro; rischia di far inorridire tutti coloro che assistono ogni giorno alla chiusura di fabbriche ed aziende.Mi aspetto che questa erogazione destinata ad una realtà che, nelle sue molteplici vesti ed azioni, spesso lavora per e con il Piemonte, sia ripristinata alla sua funzione originale. Mi aspetto che la stessa cura con cui si è onorato l’impegno con l’Associazione “Amici dell’Università di Scienze Gastronomiche”, sia mantenuta per i lavoratori (dal Regio alla scuola passando per le fabbriche) senza salario ed occupazione.    


Reggia di Venaria: fondi e commercio per uno sviluppo a senso unico.

25 Settembre 2009

Il Consiglio Regionale è stato informato – tramite stampa - dei prossimi impegni progettuali che vedranno nuovi impulsi diretti all’uso sempre più “moderno” della Reggia di Venaria, tra cui la riproposizione virtuale del Tempio di Diana e tre punti ristoro all’interno delle pertinenze del castello.

Nella prospiciente via Mensa molte realtà di ristoro di qualità hanno aperto la loro attività in questi ultimi anni, raccogliendo coraggiosamente l’invito ad investire nel centro storico: cosicché coglier l’opportunità di rilancio territoriale offerto dai soggetti promotori della Reggia stessa.

Per i locali di Via Mensa la concorrenza è però viziata dal notevole investimento pubblico che accompagna l’apertura di esercizi commerciali all’interno della Reggia medesima. E le novità prossime interessanti la Reggia sono venute a conoscenza dei residenti, ed operatori, di Venaria Reale, nello stesso modo in cui le ha apprese il Consiglio: ossia tramite stampa.Per questo si interroga la Giunta regionale per sapere qual è stato il grado di coinvolgimento di residenti, operatori e amministrazione di Venaria in merito alle ultime scelte progettuali inerenti la Reggia, soprattutto per quanto concerne l’apertura di altri tre punti ristoro; se la Reggia deve essere anche un occasione di sviluppo del territorio circostante, oppure davvero questa debba porsi quale circuito, dal sapor esclusivo, nonché concorrenziale alle attività ospitate nella città; se il poderoso investimento pubblico legittimi l’eventualità che la Reggia diventi un parco storico esclusivo, di cui il parco della Mandria ne diventi pertinenza  in un’ottica di autoreferenzialità quasi autarchica; le modalità tramite cui si sceglieranno i gestori delle attività interne alla Reggia di Venaria, a partire dai punti ristoro e dalle attività commerciali; se vi siano reali, ed interattivi, confronti periodici tra i responsabili della Reggia ed il Borgo storico di Venaria Reale.   


Chivasso: si oscuri ciò che non garba al Sindaco.

13 Settembre 2009

  “La decisione del Sindaco di Chivasso Bruno Matola di vietare la rappresentazione su Mara Cagol provoca inquietudine e disagio. Il comune dimostra di avere un rapporto ambivalente con la cultura: da una parte il Sindaco accoglie e promuove iniziative con una matrice decisamente di destra, dall’altra pare meno sensibile laddove l’attività culturale del suo comune si pone più lontana dal suo punto di vista ideologico. Al punto di dare vita ad atti dal sapore inquisitorio”.“Purtroppo, visti i precedenti, non stupisce che la forbice censoria del sindaco sia caduta su di un opera teatrale dal sapore storico e non certo apologetico, su una vicenda che narra i fatti avvenuti in anni in cui questa Italia era attraversata da fenomeni di rivolta armata. Tra questi si innesta sicuramente la vicenda di Mara Cagol, tra le protagoniste delle Brigate Rosse, che in teatro si voleva narrare tra sfaccettature storiche e personali e non solo politiche”.“Il fatto di sbarrare la porta del teatro dà l’idea di una amministratore che gestisce il suo teatro con metodi medievale e feudali. Non possiamo che augurarci, proprio in una data significativa come l’8 settembre, che anche su Chivasso scenda la luce della libertà di espressione e parola sancita dall’articolo 21 della Costituzione”.   


Tagli al Regio: tutelare precari, arte, e ridurre sprechi.

13 Luglio 2009

BOSSUTO (PRC): TAGLI AL REGIO, NON DEVONO PAGARE I PRECARI – RIDURRE LE ESTERNALIZZAZIONI E I GRANDI ALLESTIMENTI

“Il Sovrintendente del Teatro regio Regio Walter Vergnano - sottolinea Juri Bossuto, Consigliere regionale del Prc - ha lanciato ieri il giusto Sos “Salvate il teatro Regio dai tagli di Bondi”. La situazione era nota da tempo e il nostro gruppo aveva presentato diversi ordini del giorno già alla fine del 2008 per segnalare l’insensatezza dei tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo. Degradare il Regio sarebbe commettere un delitto alla cultura, così come la scelta governativa di puntare tutto sulla Scala di Milano è una prospettiva di una miopia unica”.

“Mi auguro però – continua il consigliere – che i tagli previsti non vadano, come sempre accade, a cadere sulla testa dei lavoratori precari. La stabilizzazione degli stessi, ed il mantenimento degli attuali posti di lavoro, sono le priorità assolute, ed essenziali, che devono essere garantite da Stato ed enti pubblici”.

“Ritengo - continua ancora Bossuto - che si possano operare una serie di risparmi invece limitando di molto la politica delle esternalizzazioni che oggi più che mai manifesta la propria oggettiva debolezza. Si potrebbero ad esempio invertire la rotta internalizzando i lavori, sia per la manutenzioni sia per la gestione di spettacoli esterni”.

“Credo inoltre, come sottolineato anche dai sindacati, che programmare le stagioni teatrali con grandi allestimenti, non abbia favorito un aumento della produzione e quindi della produttività interna. Infatti, allestimenti faraonici, non solo sono troppo costosi, ma impediscono un aumento della produttività del palcoscenico. Inoltre si possono sfruttare al meglio i ricchi magazzini scenici che il regio possiede”.

“Infine, pur riconoscendo l’attività didattica che il teatro svolge in particolare sul programma scuole, mi pare che il teatro debba farsi promotore di iniziative destinate in particolar modo agli istituti scolastici, alle università della terza età o alle famiglie in fascia debole promuovendo produzioni a prezzi più popolari, magari utilizzando un’altra struttura (Palasport o altro)”.


Comunicato stampa di Saragnese.

12 Maggio 2009

Con la revoca delle deleghe da parte del Sindaco a partire da oggi cessa il mio mandato come Assessore alle Risorse Educative.Desidero ringraziare tutti coloro che operano all’interno dell’Assessorato, i Dirigenti Scolastici e gli insegnanti delle scuole statali, che hanno collaborato proficuamente nelle molteplici iniziative che hanno accompagnato il mio lavoro. Sono stati questi anni molto difficili a causa di risorse economiche più limitate e alle cattive riforme governative che stanno segnando negativamente la scuola e l’amministrazione pubblica.Ritengo tuttavia che l’azione svolta sia stata utile per mantenere e in alcuni casi accrescere l’offerta educativa e i servizi dell’intero sistema educativo e d’istruzione della nostra città.La stabilizzazione delle insegnanti e delle educatrici precarie, la revisione del Regolamento Nidi Comunali, la costruzione di nuovi nidi pubblici, l’aumento dell’offerta dei posti in detti servizi sono alcuni risultati positivi raggiunti.Quando ci si riferisce a ciò che si è fatto di buono in questi anni ritengo che si debba parlare non solo di qualche grande opera urbanistica ma soprattutto della capacità della Città di continuare ad offrire servizi pubblici per tutti i cittadini, continuare a dare possibilità di integrazione e opportunità per tutte le bambine e tutti i bambini qualunque sia la nazionalità, la lingua o la religione.Spero che questi orientamenti continuino a guidare l’azione dei Servizi Educativi, nell’interesse dei cittadini più piccoli e delle loro famiglie, che saluto con viva cordialità.  Luigi Saragnese 


Amici, digitale e Piazza San Carlo: elementi di riflessione.

12 Maggio 2009

Siamo alla vigilia del passaggio da analogico a digitale del segnale televisivo: tra pochi giorni si compirà la rivoluzione tecnologica, portando con se tutto il suo gravoso carico destinato, pare, a ricadere sulle schiene dei cittadini piemontesi.

Al fine di favorire l’informazione in merito all’evento, Mediaste porterà in Piazza San Carlo, Torino, un concerto di raro e gran pregio: canteranno gli “AMICI” di Maria De Filippi.

Non voglio entrare in merito alla qualità del programma televisivo “Amici”, se dovessi farlo potrei optare alla rinuncia del beneficio di qualsiasi segnale tv, ma all’uso discutibile che ancora una volta si attua della piazza “cuore” di Torino. Viene da sorridere pensando all’esborso pubblico, e collettivo, impegnato al miglioramento delle opportunità di segnale offerto, quasi gratuitamente, ai tanti programmi “spazzatura” che oggi intasano l’etere demaniale, sorriso amaro se si vuole riflettere sul fatto che in futuro saranno più numerose le frequenze da occupare con palinsesti da delirio mentale, ma aumenta ancor più lo sconcerto meditando su un dato importante: il fatto che il salotto buono torinese non sarà, neppure minimamente, interessato  dalla Fiera del Libro nei giorni dello svolgimento della stessa, bensì messo a disposizione di improvvisati cantanti posti innanzi a ragazzini strillanti. 

Molti amministratori pubblici dicono che Torino ha le carte in regola per diventare la Città della Cultura, malgrado i gravi tagli contributivi che il Regio sta subendo, non concretizzando però tale intenzione anche con un coerente uso di Piazza San Carlo. Un turista che voglia attraversare l’agorà barocca del Caval ‘d Brons, potrebbe facilmente perdersi tra mostre di nuovi modelli automobilistici o motoscafi; potrebbe perdere il suo orientamento in mezzo allo svolgimento di concerti Karaoke; potrebbe inorridire nel bel mezzo di una festa modello pro loco di un piccolo comune.

Forse la martoriata Piazza San Carlo, o meglio la trasformazione in brutta vetrina che se ne fa rappresenta bene questa nostra metropoli. Una citta’ legata alla sagra paesana, incapace di spiccare il volo evitando, al contempo, i salotti asfittici della Torino che conta. Una citta’ in cui il cuore e’ scosso da chiusure di locali storici, in seguito a verifiche della Finanza, ed eventi la cui assenza sarebbe, addirittura, salutata con piacere.