CIE di corso Brunelleschi: paradossi di uno Stato che dice di essere democratico.

1 Marzo 2010

Se la struttura è notevolmente migliorata rispetto alle precedenti visite,  in quanto le persone rinchiuse non vivono più in container ma in “case” di muratura, permangono tutti i problemi politici legati alla legislazione di emergenza voluta dal governo delle destre, al reato di clandestinità e alla grave carenze di servizi sociali e di strutture sul territorio atti a sostenere una migrazione di massa che tende a crescere. Sono i motivi per cui crediamo che la struttura dei CIE debba essere superata.

Tra i paradossi osservati, frutto di questa legislazione, la vicenda di un maghrebino 23enne da 21 anni in Italia, diplomato, e prossimo all’espulsione in Marocco per un reato minore, cosa a dir poco assurda e disumana.L’incontro con le migranti e i migranti presenti al CIE ha evidenziato la necessità di mediazione culturale, di maggiore contatto con gli avvocati e con le associazioni dei migranti.

Anche per questo  è un fatto negativo che la nostra e altre proposte di legge regionali sulla migrazione non siano state discusse in questi anni e siano state “rimandate” al prossimo Consiglio Regionale.


Solidarietà a Laura Orsucci.

17 Febbraio 2010

Esprimiamo vera preoccupazione per il grave atto intimidatorio che ha colpito la nostra compagna consigliera di Gassino Laura Orsucci.
Oltre alla nostra solidarietà il pensiero va subito alla similitudine tra la tipologia di attentato di cui è stata vittima e ciò che è avvenuto nei presidi valsusini.
L’impressione è che di questi tempi amministratori e cittadini schierati contro le faraoniche grandi opere siano soggetti a attacchi che non esito a definire di intimidazione  di stampo mafioso.
Richiamo la politica alla responsabilità del momento in cui valgano le scelte migliori per la collettività che dovrebbero, ricordo, essere al riparo da pressioni lobbistiche e interessi speculativi.


Banca Italia svende tra sprechi e incuranza verso il destino delle attività commerciali.

3 Febbraio 2010

 Gentile ed Illustrissimo Presidente,Gentile Governatore, 

con la presente è mia intenzione segnalare alla Vostra attenzione il mio personale disagio nell’osservare le scelte, gestionali, attuate da Banca Italia Torino. La medesima ha sede in via Arsenale, in un palazzo storico che, in passato, era anche residenza di affittuari, parti contrattuali con Banca d’Italia, privati e commerciali. Lentamente Banca d’Italia non ha rinnovato i contratti di locazione e l’edificio si è lentamente svuotato riducendosi ad ospitare, oltre la Banca, due attività commerciali a cui è già stata comunicata l’intenzione di non rinnovare il patto, giungendo in un caso al proprio e vero sfratto esecutivo. 

La piccola impresa sfrattata è un bar, la cui licenza è stata acquisita da non molto tempo dalla famiglia che lo conduce, la quale è sull’orlo della disperazione in seguito alla cessata attività forzata verso cui va incontro. In tempi di grave crisi economica, come gli attuali, ritengo paradossale che Banca d’Italia crei altri tre disoccupati almeno, così come è assurda la collocazione di un ponteggio a ridosso della facciata aulica del palazzo che da quattro anni ne caratterizza i contorni: ponteggio elevato a causa di un tema architettonico pericolante il cui costo di messa in sicurezza, probabilmente, era minore del noleggio dei tubi in ferro medesimi.

Il tutto sembra sempre più un grande spreco di risorse pubbliche: alloggi ed esercizi vuoti da anni con il mancato introito conseguente, si sommano al costo del ponteggio stesso. Suggerirei, con umiltà, che sarebbe cosa opportuna evitare gli ultimi sfratti almeno sino all’alienazione effettiva dello stabile: un piccolo gesto di umanità ed intelligenza in mezzo a tanti atti incomprensibili e, ritengo, opposti al concetto di chi amministra da “Buon padre di famiglia” i beni pubblici. 

Ringrazio per l’attenzione prestata a questa mia e, con l’occasione, porgo i più cordiali saluti.     

 


Il Piemonte vara la legge che istituisce il garante per i detenuti.

24 Novembre 2009

Finalmente approvata la legge regionale che istituisce il Garante delle persone sottoposte a restrizione di libertà personale.E’ grande la felicità per il voto favorevole del Consiglio nei riguardi di una proposta di legge che giaceva da anni negli ordini del giorno. 

La legge approvata racchiude anche il nostro testo depositato come primo atto del gruppo nel lontano 2005. Non ci speravamo più, ma per fortuna l’idea di recupero sociale di chi incontra le case penitenziarie, ha avuto la meglio sull’oscurantismo che caratterizza questi ultimi anni del nostro Paese. Il garante è un mediatore super partes (o difensore civico “specializzato”) che può efficacemente intervenire al fine di migliorare una serie di interventi, posti in essere dagli enti operanti nella realtà degli istituti di pena.

Si tratta di uno strumento in più per garantire i diritti di cittadinanza anche nella realtà difficile e drammatica del carcere e va a favore sia dei detenuti sia della polizia penitenziaria sia di tutte le associazioni di volontariato che operano in carcere.  


Sconcertante proposta, quasi da sciacallaggio, ai danni del Gabrio.

23 Novembre 2009

 

E’ sconcertante la proposta avanzata dall’associazione sportiva Cenisia di inglobare, nelle sue pertinenze, i locali oggi gestiti dal Gabrio.
 
Sconcertante poiché priva di un qualsiasi atteggiamento solidale tra realtà che gestiscono spazi pubblici: Cenisia non è padrona di casa, ma guarda a facili ampliamenti sulle disgrazie politiche di altri. Sconcertante poiché bene evidenzia i meccanismi con cui il Comune privatizza da tempo gli spazi pubblici.
 
Le associazioni sportive sorgono in aree comunali date in concessione; in seguito a tale atto le piccole sopravvivono a fatica nella dimenticanza comunale, mentre quelle grandi – che portano voti tramite la vecchia pratica clientelare – fanno proprie le strutture e i campi impiantando bar, attività varie e costosi corsi: il tutto quasi sempre esente tasse.
 
Così spariscono aree verdi ed impianti sportivi di base (quelli veri) in cui si fa lo sport gratis ed ora spariscono così i centro sociali.
 


Lettera a “La Repubblica”: tra disattenzione e populismo spregiudicato svanisce la libertà di opinione.

23 Novembre 2009

Avendo letto e condiviso in gran parte il servizio apparso su “la Repubblica”, a firma Massimo Novelli, ritengo opportuno un contributo personale al dibattito.   Ho rispettato un periodo di silenzio prima di esprimermi in merito alla recente polemica che, dopo i fatti avvenuti presso la sede locale della PDL, avvolge ancor più centri sociali e movimenti, studenteschi o no TAV essi siano.

Un silenzio dedicato al far placare animi ed intemperanze, nonché all’osservazione di ciò che accadeva nell’opinione pubblica collettiva mentre si aggiungeva, al quadro già di suo disastroso, il commissariamento politico del PD in Valle Susa. Oggi posso affermare che quel che leggo ed osservo allarma la mia mente e le mie attenzioni politiche, poiché sono certo che quella a cui assistiamo rientra nella pericolosa demonizzazione, trasversale, di ogni movimento o realtà non allineata, una demonizzazione che salva solo le aggregazioni della destra estrema le quali hanno dignità piena ed assoluta, per le nostre democratiche istituzioni, di espressione ed occupazione degli spazi cittadini. 

E’ chiaro il lavoro lento, ma inesorabile, diretto a screditare tutto e tutti coloro che si muovono per denunciare opere assolutamente inutili ed immorali, quali la Tav, o riforme assassine per cultura e sapere oltre che per il lavoro come la presunta riforma scolastica ed universitaria. E’ altresì chiaro l’agire assolutamente trasversale, ribadisco, in moto su tale direzione: agire avente l’obiettivo liberticida di zittire tutto quello che disturba il manovratore.  Con questo non mi sottraggo alla critica verso chi provoca ed, al contempo, verso chi cade nelle provocazioni; ed anche nei confronti chi crea, ad arte, climi da caccia alle streghe, vedi alcuni onorevoli legati all’ex area AN, ed a chi rischia di avallarli con atti a volte un po’ troppo emotivi e frutto spesso di trappoline ben congeniate. 

La Libertà, quella vera, nasce da drammi e sacrifici umani: fatiche immense per conquistarla, ma in Italia rischiamo di perderla, seppur senza averla conosciuta appieno, tra atti di disattenzione generale e populismo spregiudicato.  


Approvato odg omofobia: primo passo verso la legge regionale contro ogni discriminazione?

21 Ottobre 2009

“L’ordine del giorno – dice Juri Bossuto –  impegna la Giunta a manifestare pubblicamente la più assoluta indignazione nei riguardi delle aggressioni avvenute ultimamente e, al contempo, la piena solidarietà alle numerose vittime delle aggressioni. Ed ancora ad esercitare tutte le pressioni istituzionali possibili perché il Parlamento riavvii al più presto l’esame della proposta di legge che introduceva un’aggravante ai reati commessi “per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”.      “Mi auguro – conclude Bossuto - inoltre che l’ordine del giorno apra la strada all’approvazione della legge regionale contro le discriminazioni che è fortemente attesa. In ogni caso il Consiglio regionale dimostra, per fortuna, di andare in controtendenza rispetto ad una cultura sociale e politica che tende a escludere e non riconoscere diritti uguali per tutti”.


Marcia dal “sapore” neo fascista verso la Sacra di San Michele: lettera al Prefetto.

29 Settembre 2009

Illustrissimo Signor Prefetto, sottopongo alla Sua attenzione questa mia, poiché seriamente preoccupato dalle motivazioni che sono alle origini dell’evento che si svolgerà il prossimo 2 ottobre presso la Sacra di San Michele. L’evento a cui mi riferisco riguarda la salita notturna all’Abbazia di San Michele della Chiusa, promossa dall’Associazione “Centro Studi l’Araldo” nella data del 2 ottobre prossimo: una marcia che celebra il giorno dedicato agli Arcangeli e che fu scelto, quale data e ricorrenza, dal Capitano Corneliu Zelea Condreanu. Il Capitano Corneliu Zelea Condreanu è una figura quasi macabra che in Romania evoca, ancor oggi, nefasti ricordi antisemiti. Egli si poneva  a capo della”Guardia di Ferro” : una sorta di milizia xenofoba molto vicina, per alcuni versi, alle posizioni hitleriane, con cui ebbe più di un contatto politico. Oggi in Romania il movimento di Corneliu è dichiarato fuori legge nonché anticostituzionale a causa delle tesi che propugna. La stessa organizzazione che organizza l’evento celebrativo del 2 ottobre, associazione “centro Studi Araldo”, si pone da sempre quale riferimento culturale della fitta costellazione neo fascista italiana: fatto verificabile dall’analisi dei convegni dalla stessa associazione organizzati negli anni, in cui ha dato voce a personaggi inquisiti e condannati, con sentenza definitiva, per azioni terroristiche commesse sotto le bandiere dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari). E’ lontana da me ogni ipotesi dal sapore censorio, ma credo comunque che un atto vada compiuto per impedire quella che, sempre più, appare un’adunanza xenofoba e dalle spiccate nostalgie nazionalsocialiste. Mi ritengo inoltre preoccupato per l’immagine in cui cadrebbe la Sacra di San Michele, che ricordo essere il monumento simbolo della regione Piemonte, nonché per il messaggio politico culturale che da questa sembrerebbe essere lanciato ai piemontesi; preoccupazioni confluenti, inoltre, nei timori per eventuali conseguenze di ordine pubblico. Confidando in un Suo idoneo intervento in merito, colgo l’occasione per inviare cordiali saluti.   


Abolita l’antica norma che tutelava i cittadini dagli abusi di potere pubblico.

29 Settembre 2009

ORDINE DEL GIORNO

OGGETTO: abrogazione dell’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944.  

Premesso che: ·        recentemente, tramite l’istituto del voto di fiducia, il Senato della Repubblica Italiana ha abrogato l’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944; ·        l’articolo abrogato prevedeva che i cittadini sono esenti da sanzioni “quando il Pubblico Ufficiale o incaricato di Pubblico Servizio ovvero il Pubblico Impiegato abbia causato la reazione dei cittadini eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni”; ·        l’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 era di fatto un’esimente infatti nei casi previsti dal medesimo, ossia cittadino che agisca in modo penalmente rilvante in seguito ad arbitri da parte di personale pubblico, non si applicano in capo al soggetto dante causa le disposizioni dell’articolo 337 e 339 c.p.; ·        si assiste nel silenzio assoluto dei mass media, ad un lento ed inesorabile erodere del sistema giuridico di garanzia, ed a salvaguardia, dei cittadini innanzi ad eventuali soprusi attuati dal potere pubblico.                   

Il Consiglio regionale, impegna la Giunta:

 ·        a manifestare, nelle opportune sedi istituzionali, la propria contrarietà nei confronti dell’abrogazione dell’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944; ·       

.         a formalizzare presso la conferenza Stato – Regioni la richiesta di iniziative comuni atte al ripristino della norma abrogata, auspicando la direzione che porti ad una riforma diritto penale di maggior tutela verso chi, nei limiti dei principi costituzionali, manifesti adeguatamente il suo dissenso verso l’operato politico di governi ed amministrazioni locali.

     


Ancora Ferragosto in carcere: nel dettaglio di Biella ed Ivrea.

16 Agosto 2009

Il Consigliere Bossuto, insieme alla militante Radicale Jolanda Casigliani, si è recato nella giornata di Ferragosto negli istituti penitenziari di Biella ed Ivrea, aderendo in tal modo alla giornata “Ferragosto in carcere” indetta dal Comitato Radicale Nazionale.“La giornata di Ferragosto ha offerto l’opportunità di recarci in una giornata calda, e di desolazione nelle principali città piemontesi, all’interno di due istituti carcerari, con lo scopo di osservare lo stato di “salute” in cui gli stessi versano, nonché le condizioni di vita dei detenuti, in essi ospitati, e degli agenti di polizia penitenziaria che operano nei medesimi”.“Pur trovandoci, sia  a Biella che ad Ivrea, in situazioni di non grave allarme per quanto concerne l’oramai usuale sovraffollamento carcerario, purtroppo abbiamo constatato che anche in tali realtà l’uso originariamente singolo delle celle si è lentamente trasformato in aree di detenzione destinate a due detenuti, non garantendo così i sette metri quadri a persona.”

“Si è potuto osservare, inoltre, la carenza grave di fondi in capo alle case di reclusione, un taglio tale da non potere più fornire, agli ospiti, carta igienica e strumenti destinati alla pulizia delle celle. Anche i farmaci pare scarseggino così come il sostegno psicologico ai detenuti che ne necessitino. A questo si aggiunge la scarsa presenza di educatori e di attività giornaliera indirizzata alla lotta contro la forzata inedia, ed a favore dell’inserimento sociale (come rilevato specialmente a Biella, mentre ad Ivrea un laboratorio tipografico offre buone possibilità di attività diurna)”.

“Ambedue le visite sono state caratterizzate da episodi di “battitura”, ossia una forma pacifica di protesta indetta dai detenuti, consistente nel battere una contro l’altra pentole ed altri oggetti metallici. Un clima che ha ben evidenziato le condizioni di stress in cui operano gli agenti di polizia penitenziaria. Un’attività di per sé complessa, resa ancor più difficile dal sotto organico perenne  unito all’assenza di fondi che si concretizza in mancati pagamenti salariali e il  quasi “fai da te” nel comporre il proprio vestiario: condizioni oggettivamente impossibili che sembrano peggiorare di giorno in giorno”.“Noi speriamo che  esperienze come quella di Ferragosto portino presto parlamentari e opinione pubblica a meditare meglio in merito a concetti quali “sicurezza” e “pena carceraria”: concetti sempre ricchi di demagogia e sempre slegati da ogni visione sociale e concreta; concetti che nulla hanno a che fare con la difficile realtà che  circonda quotidianamente il mondo carcerario e giudiziario (come sembra insegnare anche la “non gestione” della Cassa Ammende).”