CON L’ART. 40 DEL DECRETO LEGGE DEL 25 GIUGNO, SI DISCRIMINANO GLI INVALIDI ED ALTRE CATEGORIE PROTETTE

3 Ottobre 2008

Il comma 5, dell’articolo 40 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione. La competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, dispone che sono soppresse al comma 1 dell’articolo 17 della legge 68/99 le parole: “ nonché apposita certificazione rilasciata agli uffici competenti dalla quale risulti l’ottemperanza alle norme della presente legge.

In base a questo, ed al comma 4 del medesimo decreto, il datore di lavoro non è più tenuto ad inviare annualmente il prospetto dal quale risultino il numero ed i nominativi dei lavoratori computabili nella quota riservata agli invalidi ed altre categorie protette;

Se tale norma venisse mantenuta, entrando in vigore, si aprirebbe di fatto alla possibilità di discriminare nelle assunzioni proprio quelle categorie più esposte al disagio sociale.

Il Consiglio regionale, impegna il Presidente della Giunta ad attivarsi presso la conferenza Stato– Regioni per sensibilizzare gli altri enti regionali su quanto esposto in narrativa; ad attivarsi presso il Governo al fine di giungere all’abrogazione dell’articolo 40 decreto legge 25 giugno 2008.


SCUOLA, LA PROPOSTA DI GHIGLIA PUNTA ALLA GHETTIZZAZIONE DEI BAMBINI IMMIGRATI

29 Maggio 2008

La proposta di mozione presentata in Consiglio Comunale di Torino a firma di Agostino Ghiglia e altri è sconcertante. Inquietano le parole usate in un atto formale, termini che sembrano richiamare spettri di stampo xenofobo di cui credevo ci fossimo definitivamente liberati molti anni fa.

 

L’idea stessa di definire un limite percentuale alla composizione delle classi su base etnica contraddice la richiesta di attuazione di politiche di integrazione menzionata nella mozione stessa e, di fatto, punta alla ghettizzazione dei bambini immigrati.

 

Decisamente anomala è poi la richiesta di fornire alle direzioni didattiche un insegnate di sostegno ogni due bambini stranieri, ritenendo quindi gli stessi bisognosi di particolari forme di supporto di norma previste per soggetti svantaggiati. Una proposta del tutto inopportuna anche perché sarebbe molto più utile avere insegnanti di lingua e/o mediatori culturali ed inapplicabile visto che vi è carenza di insegnanti di supporto.

 

Ho l’impressione che la mozione voglia sollevare un polverone ed insista sul concetto di creare classi ad hoc per bambini stranieri separate da quelle dei bambini italiani. Un discorso pericoloso che però ben si inquadra con i gravissimi episodi di insofferenza verso gli stranieri degli ultimi giorni. Una mozione che rischia di gettare ulteriore benzina sul fuoco dell’intolleranza che dilaga spaventosamente nel nostro paese. Mentre il Presidente della Camera condanna senza reticenze un vecchio articolo di Almirante sulla razza, i suoi consiglieri sembrano andare in senso opposto.


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