ODG SU STAMPAL, IL COMUNE SI IMPEGNI A NON CAMBIARE LA DESTINAZIONE D’USO

3 Ottobre 2008

“L’odg esprime solidarietà alle lavoratrici, ai lavoratori, e alle loro famiglie ed impegna la Giunta:

-          a sostenere la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori per  favorire il rilancio dell’attività industriale, al fine di garantire la piena occupazione, con particolare attenzione ai precari che si trovano privi anche dei minimi ammortizzatori sociali;

-          ad attivarsi, esercitando i dovuti controlli in merito, affinché il Comune di Borgaro Torinese assuma formale impegno di vincolo ad attività produttive della destinazione d’uso dei terreni, al fine di fugare ogni possibile dubbio di speculazione edilizia sull’area.

Mi auguro che già nella seduta di martedì prossimo il Consiglio approvi l’odg che richiedeva anche l’attivazione del tavolo di crisi che è stato già formalizzato questa settimana.


PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE: Azioni per prevenire e contrastare il fenomeno del mobbing e lo stress psico-sociale nei luoghi di lavoro

26 Settembre 2008

Il mobbing è fenomeno quantitativamente sempre più preoccupante: secondo i dati forniti dall’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, in Europa sarebbero 40 milioni i lavoratori mobbizzati per un costo sociale ammontante a 20 miliardi di euro. In Italia il fenomeno che, all’inizio aveva colpito prevalentemente l’industria privata, si è diffuso nel corso degli anni nella pubblica amministrazione presentando aspetti e dati allarmanti.

Fitto è l’elenco delle conseguenze di questo fenomeno “impalpabile”: esaurimenti nervosi, uniti a patologie psicosomatiche, che minano la vita di relazione e la vita stessa di chi subisce tale problema. Le conseguenze ricadono sulla società, oltre che sulla famiglia e sull’azienda di appartenenza: la collettività si trova gravata dai pesanti oneri che ricadono sul servizio sanitario pubblico a causa delle patologie connesse, da un ricorso più ampio alle pensioni anche da parte di persone che potrebbero ancora lavorare e al conseguente depauperamento di patrimoni professionali che in tal modo non vengono più utilizzati. Anche la produttività subisce un calo..

Negli ultimi anni il fenomeno “mobbing” è emerso in tutta la sua gravità grazie all’attento e approfondito lavoro di alcuni centri pubblici specializzati sulla materia in Italia e di altre strutture dell’ASL, al lavoro dei centri di ascolto, che anche le organizzazioni sindacali hanno attivato, all’attività delle associazioni di volontariato che hanno anche istituito gruppi di mutuo aiuto, insieme all’opera svolta nel tempo dai servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro e alla crescente consapevolezza delle persone interessate al fenomeno.

Manca ancora però una legislazione specifica sull’argomento sia a livello nazionale che regionale

 I punti salienti della proposta di legge

- Stanziamenti per attivazione di specifici corsi di formazione professionale per gli operatori sociali e sanitari.

- Finanziamenti rivolti allo svolgimento di campagne informative in merito al mobbing, nonché studi e ricerche e corsi post laurea inerenti la materia

-  Incentivi per l’assistenza legale, medica e psicoterapeutica a favore dei lavoratori e delle loro famiglie

- Istituzione di soggetto esterno all’ente con funzione di “consigliere di fiducia”

-  Sportelli di assistenza e di ascolto dei lavoratori che abbiano avuto esperienze di mobbing o di disagio lavorativo, da attivarsi presso i comuni e le province

- Osservatorio regionale sul mobbing e il disagio lavorativo con funzione di monitorare e analizzare il fenomeno mobbing, di realizzare studi, ricerche e campagne di sensibilizzazione sul tema, di promuovere collaborazioni volte a contrastare il fenomeno del mobbing

- Attività di controllo e misure di tipo amministrativo nei confronti dei datori di lavoro dove si verificano episodi di mobbing

- Stanziamento di quasi 2 milioni di euro per il biennio 2009-2010


CRISI TELECOM TORINO, LA POLITICA NON PUO’ LIMITARSI A CONTINUE PRESE D’ATTO

15 Settembre 2008

Vi è forte inquietudine dovuta a quadro occupazione che non può che destare forti preoccupazioni; sembra non passare giorno in cui azienda o società non chiuda i battenti o riduca fortemente il suo personale per motivi legati alla speculazione finanziaria o manovre di profitto puro.

 

Telecom è stata una realtà importante della vita produttiva del nostro Paese: in pochi anni ha pressoché dimezzato i proprio dipendenti in Italia ed ha scelto di relegare ad un ruolo secondario Torino; non si può quindi che cogliere con angoscia il grido d’aiuto dei lavoratori pensando però sempre più ad un’azione politica regionale che non può limitarsi a continue prese d’atto di crisi su cui si mettono faticose “pezze”, ma occorrerà avere il coraggio di pensare ad un ritorno della politica nella co-gestione di grandi scelte economiche e strategiche, specialmente se inerenti a importanti gruppi finanziari ed industriali.


CABIND, ENNESIMO CASO DI DELOCALIZZAZIONE – SOLLECITIAMO ATTIVAZIONE TAVOLO DI CRISI E CHIEDIAMO CHE LA POLITICA SI DOTI DI MAGGIORI STRUMENTI PER AFFRONTARE QUESTI CASI

18 Giugno 2008

Abbiamo voluto portare la nostra solidarietà ai lavoratori in sciopero dopo l’inaspettata e crudele notizie della chiusura dello stabilimento. Davanti allo stabilimento, dove era presente anche il Circolo di Rifondazione della Valle, abbiamo incontrato sia i lavoratori che i rappresentanti sindacali, oltre che gli amministratori della Val Susa.

Siamo di fronte all’ennesimo caso di delocalizzazione produttiva che colpisce il territorio della valle e della cintura di Torino (vedi il contemporaneo caso Fapa di Beinasco) che la politica non riesce ad affrontare in maniera sistematica per mancanza di strumenti, anche legislativi. La delocalizzazione è spiegata addirittura dai documenti ufficiali dell’azienda: è legata al minor costo del lavoro che si trova in Polonia.

Come enti locali cercheremo di portare avanti una trattativa con la proprietà insieme ad un sostegno reale per i lavoratori. Il Consiglio Provinciale discuterà della crisi Cabind nella seduta del 26 giugno, poi vi sarà un’audizione con i vertici dell’azienda e con i sindacati. In Regione solleciteremo gli Assessori competenti Migliasso e Bairati affinché attivino al più presto un tavolo di crisi.

Parteciperemo inoltre alla manifestazione con corteo in Valle di venerdì prossimo in solidarietà con i lavoratori. Ci sembra un atto più che dovuto


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