Di quale Democrazia parla, Onorevole? Forse lei preferisce la dittatura!

7 Marzo 2010

Rimango inorridito innanzi alla grande campagna di propaganda che si sta attuando, da tempo, ai danni del Movimento No Tav. Sono colto dalla netta impressione che fallendo l’azione militare del 2005, tramite cui si tentò di occupare la valle sul modello Belfast, oggi si sia giunti ad una strategia più subdola, fatta di false informazioni al fine di dividere e spaccare il Movimento stesso. 

Sul Movimento, infatti, sta salendo l’ombra nera della strategia della tensione: un’ombra costituita da gravi menzogne che trovano legittimazione nell’opinione pubblica. Il fulcro, della strategia stessa, consiste nel fare credere che in Valle i No Tav siano dei pericolosi esseri a caccia di cibo vivo,  e non bastano teste e nasi rotti dei valsusini, causati forse da chi male addestrato dovrebbe difenderci tutti, per fare emergere la verità. Ho sorriso amaramente quando leggo di violenti raggi laser contro le forze dell’ordine, immaginando un traffico di pericolose armi tra i venusiani ed i valsusini, ma poi lo stesso si è spento immaginando che questo si voglia davvero far credere al resto della nostra Regione: negando ai piemontesi che i “laser” erano in realtà piccole pile porta chiavi.  

Gentile Esposito, quale sarebbe, alla luce di ciò che scrivi e di ciò che vedo ogni qualvolta vado in Valle, la Tua Democrazia. Se Ti riferisci al militarizzare una valle, togliendo al contempo il diritto di parola e rappresentanza a chi osa criticare il totem Tav,  allora temo Tu ti riferisca ad un clamoroso ritorno al ventennio fascista, forse più vicino alle Tue posizioni ultime. 

Se al contrario la Democrazia è rappresentanza di comunità umana, la quale si ritrova compatta nell’esprimere un proprio dissenso, unito a proposte, allora questa ha piena cittadinanza in Valle e poco nei Tuoi concetti politici. La Democrazia, lo Stato è in realtà rappresentato solo da quei giovani, da quelle famiglie, da quegli anziani, da quelle donne e quegli uomini che sfidando repressione, e freddo, gridano la loro voglia di giustizia contro le lobby ed i poteri che decidono per loro. Persone autorganizzate e senza leaders  (questo spaventa il potere e lo dimostra la Tua vergognosa azione di discredito verso alcuni soggetti che nomini), persone spesso in cortei partecipati, ma inesistenti per l’opinione pubblica. 

La Tua Democrazia, Esposito, è quella del potere che non vede più nulla oltre ai suoi discutibili interessi, peccato che ci vorranno trent’anni per dimostrarlo ai nostri concittadini (vedi sprechi Olimpici); la Tua democrazia costringe a spese enormi, sottratte ai servizi per la cittadinanza, al fine di proteggere trivelle che bucano nei rifiuti o in terra riportata; la Tua democrazia è falsa informazione e verità distorte ad arte. 

Ho paura della Tua Democrazia, la stessa paura che provo innanzi a chi pur di raggiungere i suoi scopi ad ogni costo, adotterebbe ogni mezzo .                    


UN’IDEA: SMETTERLA CON I CAROTAGGI E TRASFERIRE IL PREFETTO IN ALTRO CAPOLUOGO!

23 Febbraio 2010

C’è da rimanere basiti ancora una volta di fronte all’apparente cecità di chi dovrebbe garantire il rispetto dei territori e delle persone nel nome dello Stato.

La scelta annunciata dal Prefetto di proseguire nella fase dei sondaggi, pare la classica scelta fatta a tavolino da chi non conosce o meglio non vuol conoscere gli avvenimenti del territorio.

Continuare nell’opera in un momento delicato di campagna elettorale ed ancor più dopo la repressione di ogni opinione che si è tradotta nel ricovero ospedaliero di due manifestanti feriti pesantemente, sembra azione più affine ad alimentare una sorta di strategia delle tensione che un’opzione lucida da parte di chi gestisce il nostro stato.

Ci auguriamo che i fautori delle tante linee dure a Torino, città in profonda crisi che avrebbe bisogno di dialogo e confronto, vengano presto trasferiti in luoghi dove possano meglio attuare i loro intenti bellicosi.


Le lobby comandano sui politici ed in Valle torna la repressione!

18 Febbraio 2010

“E’ preoccupante rivedere immagini – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC, presente ieri sera in Valle - che riportano un pezzo importante del nostro territorio ad un clima di militarizzazione di cui sono già state vittime due nostri concittadini. Il pensiero va sia al giovane Simone che alla signora valsusina che dovrà subire un delicato intervento al volto”.

“Ricordo che il vero pericolo per la democrazia non è esprimere la contrapposizione ad un’opera inutile e dispendiosa, ma negare costantemente il sacro diritto di rappresentanza a chi critica, dati alla mano, il frutto di una lobby così potente da piegare al suo volere anche molti nostri politici locali. Tra questi i deputati Stefano Esposito e Mimmo Portas che dal caldo delle loro poltrone romane sentenziano ed accusano senza conoscere nulla di ciò che è avvenuto”.

“Da quello che dicono è chiaro che Esposito e Portas non si recano in Valle da anni, al punto da  non aver mai avuto consapevolezza della tante manifestazioni che hanno raccolto intorno alla bandiere No Tav migliaia e migliaia di cittadini”.

“Ricordo ancora che l’atto grave per la democrazia è non avere la possibilità di individuare tra le forze dell’ordine coloro che violano il loro giuramento verso la Costituzione menando fendenti che spesso cadono su persone innocenti e indifese”.

“L’ultimo paradosso è che lo Stato in Val Susa è rappresentato solo da quei cittadini e amministratori che si pongono a difesa del bene pubblico, opponendosi a uno sperpero di risorse quale è la Tav ”.

 


L’Osservatorio Tecnico di Virano ha un difettino: non ha fondamento giuridico.

28 Gennaio 2010

L’Osservatorio tecnico di Virano pare che abbia cambiato decisamente composizione e finalità, non aderendo più in alcun modo al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri varato il 1°marzo 2006. 

Malgrado questo il presidente Virano pare si appresti a raccogliere adesioni di sindaci e tecnici per poter recare a Roma, nelle prossime ore, un regalo di Natale fuori tempo: ossia il via libero alla progettazione vera e propria. 

Tale velocità nell’agire insospettisce in merito alle procedure, ed alle scelte, a cui oramai ci abitua la vicenda Torino Lione: atti avviati nella notte, le trivellazioni, e decisione prese in prassi inventate di minuto in minuto. 

La stessa scelta riguardante tecnici e loro indennità non pare derivare né da atti formali regionali e, tanto meno, da atti ad evidenza pubblica. 

Di questa affermazioni chiedo conferma alla Giunta regionale, poiché vorrei essere rassicurato sul non trovarmi di nuovo innanzi ad atti, provenienti dal fronte Si Tav, che di nuovo presentino le caratteristiche per essere definiti “pericolose Tav-Anate” .       


Tav: è pronta per la pubblicazione l’ennesima pagina buia della storia italiana.

25 Gennaio 2010

Nulla a che vedere i numeri, e le motivazioni, di coloro che hanno partecipato al Lingotto oggi, con i 40.000 reali di ieri a Susa. 

Se quella di ieri era una minoranza, a detta di Chiamparino, oggi allora abbiamo assistito al ritrovo di una piccolissima parte di piemontesi, tra cui molti “interessati” all’opera:  alcuni pare motivati da incentivi economici elargiti dai propri datori di lavoro, in questo, se confermato, si vede che Berlusconi ha fatto scuola anche nel PD. 

Soldi, sponsor, comode e calde sale hanno partorito un topolino, molto lontano dal logo coniato da Esposito & C. per celebrare l’occasione. 

Ritengo molto grave che le Istituzioni pubbliche alzino il tono dello scontro sino a dare di fatto  legittimazione a chi di notte incendia i presidi No Tav, ultimo quello di Borgone su cui si indaga, dove nei paraggi sono comparse scritte Si Tav, ed al contempo a chi censura le scritte No Tav sui monti simbolo della Valle stessa (atto rivendicato da Giovine Italia, ex Fronte,  molto lontana dagli ideali liberali di Mazzini).

Pare chiaro l’intento di aprire un nuovo clima di tensione, intento aiutato da chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica anziché indossare i panni del grande imprenditore. 

Virano ha preso parte ai lavori del Lingotto, abbandonando così definitivamente quel poco che gli era rimasto addosso di panni super partes: l’Europa, ricordo che ieri manifestazione analoghe a Susa si sono svolte in Francia e Spagna, conosca le cronache di queste ultime due giornate prima di elargire alla Tav anche solo un centesimo.        

  


Osservatorio: troppe tav-anate, oggi caduta la maschera.

20 Gennaio 2010

La giornata di oggi, contraddistinta dalle due cariche di polizia, unite alla mancata comunicazione dei sindaci in merito ai sondaggi in corso, rivela come tutta l’operazione, rivestita ufficialmente da un tono di condivisione e trasparenza da parte del’Osservatorio e di chi ha interesse a fare l’opera, dimostra la vera essenza: azione dai caratteri fortemente repressivi ed alquanto irresponsabili.

L’Osservatorio smette definitivamente i panni di tecnico super partes e indossa quelli di apparato repressivo. Non crediamo davvero più alle “tav-anate” di Virano. Sempre più torna il clima del 2005, ma altrettanto forte torna la risposta di una comunità più cha mai unita. Ci attiveremo per far arrivare anche in Europa la voce che l’opera non è condivisa.

 

 


L’incendio doloso di Bruzolo deve fare riflettere le forze politiche pro Tav!

17 Gennaio 2010

Ritengo molto grave ciò che è accaduto a Bruzolo. L’incendio, doloso, applicato al presidio No Tav in Valle Susa, su cui sono in corso le indagini, bene evidenzia i frutti creati da di chi, da anni, sostiene l’opera indicando nel Movimento la sintesi di tutti i mali possibili ed immaginabili: un clima di odio preparato a tavolino in modo irresponsabile. 

E’ sempre più chiaro che la Tav attira grandi golosità di profitto e malaffare di cui assistiamo le conseguenze intimidatorie: l’incendio del presidio di Bruzolo sembra avere tutte le caratteristiche di un chiaro avvertimento di stampo mafioso. 

Di fronte ad atti di questo genere è dovere delle forze democratiche prendere posizione a difesa della popolazione, dei lavoratori, del territorio, del Movimento No Tav stesso e delle imprese sane che non dalla Tav, ma da una seria politica industriale attendono segnali. 

Dispiace che la Chiesa, che prima annuncia (così come dovrebbe fare) di stare fuori dalle contese, si dichiara poi (tramite il Cardinal Paletto) a favore della Tav, non vedendo i gravi pericoli, per le persone ed i territori, che nel nome dell’Alta Velocità si affacciano sulla nostra Regione.

Per questo0 aderisco alla fiaccolata prevista a Bruzolo questa sera, invitando le forza politiche tutte a meditare su cosa rischiano di avallare con le loro scelte speculative.


La verità si tocca con mano in Valle!

14 Gennaio 2010

“La lettura che la politica dà in merito alla vittoria riportata tramite le trivelle – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC - è una lettura di comodo ed intrisa di ideologismo sino al punto di non voler vedere la verità della situazione in valle”.

  “Ricordiamo le varie camminate No Tav che si sono susseguite da settembre ad oggi sempre partecipatissime, la grande assemblea popolare di Bussoleno di sabato 9 e il frequente turn-over di presenze al presidio, notturno, feriale e gelido, di Susa. Tutto questo è miracoloso se pensiamo alla fase di riorganizzazione che attraversa il movimento”. 

“Non voglio mettere ansia a chi ha sposato interessi che accompagnano la Tav , ma temo per loro che l’apparente vittoria delle trivelle possa frantumarsi presto nel caso di ulteriori e insensate sfide alla comunità”. “Vedremo se chi ha soldi, potere e grande visibilità potrà risolvere a suo modo in maniera definitiva la vicenda tramite l’ormai famoso modello “marcia del 40mila” (che in realtà non erano più di 15mila)”. 

“Per ora rimane una spesa di parecchi milioni di Euro a fronte di alcune “carote”: il tutto a danno di una collettività sempre più defraudata di soldi e futuro”.


EVVIVA LA FORZA DEL MOVIMENTO DEI VALSUSINI!

13 Gennaio 2010

EVVIVA LA FORZA DEL MOVIMENTO DEI VALSUSINI –
A NULLA VARRÀ LA RIPROPOSIZIONE DEL MODELLO “MARCIA DEI 40MILA” LANCIATO DA CHIAMPARINO

Il Consigliere Regionale del Prc Juri Bossuto ha partecipato questa notte, con altri componenti del partito, al presidio NO Tav di Susa
“Il movimento dei valsusini – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC - ha dimostrato oggi, a chiunque riteneva di essere riuscito a spezzarlo in due o più tronconi, la reale compattezza e forza”.
“Ancora una volta, come cinque anni fa, si è ripetuta la pacifica, civile e responsabile resistenza di centinaia di persone - giovani e anziani - che hanno impedito l’avvio dei lavori dell’Alta Velocità. Cinque anni fa gli stessi, sfidando freddo e fatica, hanno dimostrato l’assurdità del tracciato originario della Tav, facendo così risparmiare moltissimi soldi ai piemontesi.
“Oggi sono convinto che lo stesso sacrificio farà meditare molti sull’assoluta inutilità, salvo prova contraria che ancora attendo, dell’opera. A nulla varrà la riproposizione della marcia dei 40mila proposta dal Sindaco di Torino. Chiamparino sembra avere memoria corta perché ripropone un meccanismo che tutta la sinistra, quindi forse lui compreso, a distanza di 30 anni paga ancora”.
“La nuova sperata marcia dei 40mila che curiosamente vedrà mescolarsi bandiere PD e PDL servirà solo a gettare la maschera su un sistema politico sempre più omologato ed inquietante”.


Valsusini esempio di partecipazione e organizzazione in un contesto di totale mancanza di democrazia!

11 Gennaio 2010

“Esprimo soddisfazione – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale PRC, presente a Susa - per le tante persone che hanno partecipato oggi al nuovo presidio No Tav di Susa. Una partecipazione importante perché svoltasi in un periodo molto brutto in cui pare essere scomparsa la parola democrazia nei due più grandi partiti politici”.

“L’esempio che i valsusini danno di partecipazione e organizzazione – continua il consigliere - ricorda sempre più la vicenda legata alla repubblica di Domodossola e gli anni bui del fascismo. Fascismo inteso come mancanza di democrazia, che oggi porta non più la camicia nera, ma l’imposizione di grandi opere, spesso moralmente discutibili, attorno a cui si creano addirittura le coalizioni politiche.

“Mi auguro – conclude Bossuto - che i sinceri democratici, ovunque collocati, meditino profondamente su ciò che le lobby di interesse stanno creando in questo paese”.

Susa, 9 Gennaio 2009