Osservatorio: troppe tav-anate, oggi caduta la maschera.

20 Gennaio 2010

La giornata di oggi, contraddistinta dalle due cariche di polizia, unite alla mancata comunicazione dei sindaci in merito ai sondaggi in corso, rivela come tutta l’operazione, rivestita ufficialmente da un tono di condivisione e trasparenza da parte del’Osservatorio e di chi ha interesse a fare l’opera, dimostra la vera essenza: azione dai caratteri fortemente repressivi ed alquanto irresponsabili.

L’Osservatorio smette definitivamente i panni di tecnico super partes e indossa quelli di apparato repressivo. Non crediamo davvero più alle “tav-anate” di Virano. Sempre più torna il clima del 2005, ma altrettanto forte torna la risposta di una comunità più cha mai unita. Ci attiveremo per far arrivare anche in Europa la voce che l’opera non è condivisa.

 

 


L’incendio doloso di Bruzolo deve fare riflettere le forze politiche pro Tav!

17 Gennaio 2010

Ritengo molto grave ciò che è accaduto a Bruzolo. L’incendio, doloso, applicato al presidio No Tav in Valle Susa, su cui sono in corso le indagini, bene evidenzia i frutti creati da di chi, da anni, sostiene l’opera indicando nel Movimento la sintesi di tutti i mali possibili ed immaginabili: un clima di odio preparato a tavolino in modo irresponsabile. 

E’ sempre più chiaro che la Tav attira grandi golosità di profitto e malaffare di cui assistiamo le conseguenze intimidatorie: l’incendio del presidio di Bruzolo sembra avere tutte le caratteristiche di un chiaro avvertimento di stampo mafioso. 

Di fronte ad atti di questo genere è dovere delle forze democratiche prendere posizione a difesa della popolazione, dei lavoratori, del territorio, del Movimento No Tav stesso e delle imprese sane che non dalla Tav, ma da una seria politica industriale attendono segnali. 

Dispiace che la Chiesa, che prima annuncia (così come dovrebbe fare) di stare fuori dalle contese, si dichiara poi (tramite il Cardinal Paletto) a favore della Tav, non vedendo i gravi pericoli, per le persone ed i territori, che nel nome dell’Alta Velocità si affacciano sulla nostra Regione.

Per questo0 aderisco alla fiaccolata prevista a Bruzolo questa sera, invitando le forza politiche tutte a meditare su cosa rischiano di avallare con le loro scelte speculative.


La verità si tocca con mano in Valle!

14 Gennaio 2010

“La lettura che la politica dà in merito alla vittoria riportata tramite le trivelle – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC - è una lettura di comodo ed intrisa di ideologismo sino al punto di non voler vedere la verità della situazione in valle”.

  “Ricordiamo le varie camminate No Tav che si sono susseguite da settembre ad oggi sempre partecipatissime, la grande assemblea popolare di Bussoleno di sabato 9 e il frequente turn-over di presenze al presidio, notturno, feriale e gelido, di Susa. Tutto questo è miracoloso se pensiamo alla fase di riorganizzazione che attraversa il movimento”. 

“Non voglio mettere ansia a chi ha sposato interessi che accompagnano la Tav , ma temo per loro che l’apparente vittoria delle trivelle possa frantumarsi presto nel caso di ulteriori e insensate sfide alla comunità”. “Vedremo se chi ha soldi, potere e grande visibilità potrà risolvere a suo modo in maniera definitiva la vicenda tramite l’ormai famoso modello “marcia del 40mila” (che in realtà non erano più di 15mila)”. 

“Per ora rimane una spesa di parecchi milioni di Euro a fronte di alcune “carote”: il tutto a danno di una collettività sempre più defraudata di soldi e futuro”.


EVVIVA LA FORZA DEL MOVIMENTO DEI VALSUSINI!

13 Gennaio 2010

EVVIVA LA FORZA DEL MOVIMENTO DEI VALSUSINI –
A NULLA VARRÀ LA RIPROPOSIZIONE DEL MODELLO “MARCIA DEI 40MILA” LANCIATO DA CHIAMPARINO

Il Consigliere Regionale del Prc Juri Bossuto ha partecipato questa notte, con altri componenti del partito, al presidio NO Tav di Susa
“Il movimento dei valsusini – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC - ha dimostrato oggi, a chiunque riteneva di essere riuscito a spezzarlo in due o più tronconi, la reale compattezza e forza”.
“Ancora una volta, come cinque anni fa, si è ripetuta la pacifica, civile e responsabile resistenza di centinaia di persone - giovani e anziani - che hanno impedito l’avvio dei lavori dell’Alta Velocità. Cinque anni fa gli stessi, sfidando freddo e fatica, hanno dimostrato l’assurdità del tracciato originario della Tav, facendo così risparmiare moltissimi soldi ai piemontesi.
“Oggi sono convinto che lo stesso sacrificio farà meditare molti sull’assoluta inutilità, salvo prova contraria che ancora attendo, dell’opera. A nulla varrà la riproposizione della marcia dei 40mila proposta dal Sindaco di Torino. Chiamparino sembra avere memoria corta perché ripropone un meccanismo che tutta la sinistra, quindi forse lui compreso, a distanza di 30 anni paga ancora”.
“La nuova sperata marcia dei 40mila che curiosamente vedrà mescolarsi bandiere PD e PDL servirà solo a gettare la maschera su un sistema politico sempre più omologato ed inquietante”.


Valsusini esempio di partecipazione e organizzazione in un contesto di totale mancanza di democrazia!

11 Gennaio 2010

“Esprimo soddisfazione – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale PRC, presente a Susa - per le tante persone che hanno partecipato oggi al nuovo presidio No Tav di Susa. Una partecipazione importante perché svoltasi in un periodo molto brutto in cui pare essere scomparsa la parola democrazia nei due più grandi partiti politici”.

“L’esempio che i valsusini danno di partecipazione e organizzazione – continua il consigliere - ricorda sempre più la vicenda legata alla repubblica di Domodossola e gli anni bui del fascismo. Fascismo inteso come mancanza di democrazia, che oggi porta non più la camicia nera, ma l’imposizione di grandi opere, spesso moralmente discutibili, attorno a cui si creano addirittura le coalizioni politiche.

“Mi auguro – conclude Bossuto - che i sinceri democratici, ovunque collocati, meditino profondamente su ciò che le lobby di interesse stanno creando in questo paese”.

Susa, 9 Gennaio 2009


LETTERA APERTA ALL’ARCHITETTO MARIO VIRANO: CHI E’ IN MALAFEDE?

16 Dicembre 2009

Gentile Architetto Virano, leggo con dispiacere le Sue affermazioni apparse sui quotidiani il 14 ultimo scorso. Lei giudica, afferma, dichiara e dispensa giudizi, a detta degli articoli citati, sino a giungere a definire in “malafede” chi contesta la TAV. Nelle sue dichiarazioni, come da prassi, non mancano riferimenti a mentalità ottocentesche, assegnate naturalmente a chi protesta ed individua nel nodo di Orbassano non una utilità, ma solo rumore e inquinamento. Come da copione nelle sue parole non sono mancati gli accenni ad un Piemonte solo e isolato se privato dal collegamento ad Alta Capacità con Lione. Caro Virano, Le confido che sono sempre più convinto del fatto che i veri conservatori, alla prove dei fatti, non siano coloro che si oppongono a progetti modello Piramide di Cheope (corredata da schiavi) ma gli autodefiniti “Progressisti”, i quali nel nome del finto Progresso conservano in realtà il loro status unito al loro potere economico. Lei ammette essere stato, il vecchio progetto, nulla più che la realizzazione della tratta Milano- Lione, e su questo assioma vanta i miglioramenti ottenuti dalla nuova versione; ma dove erano, allora, le persone cosiddette “in buona fede” quando i valsusini, a Sua detta in malafede, ne contestavano l’essenza stessa: assurda inutilità di proposte progettuali confermata dall’Osservatorio nei suoi primo atti di studio.    Coloro in “malafede” hanno quindi di fatto evitato un grande spreco di finanziamenti pubblici ed una bruttissima figura allo Stato, dimostrando un raro senso civico all’interno di un Paese oramai devastato nel cuore e nell’anima. Un senso civico che ha dato legittimità all’Osservatorio Tecnico (nota bene) ed ha consegnato a Lei il ruolo di Presidente del medesimo.   A questo punto parliamo dell’Osservatorio: nato quale luogo neutro in cui valutare lo stato dei trasporti sull’asse Torino-Lione, e con lo scopo di valutare apertamente tutte le possibilità conseguenti allo studio compresa l’opzione zero; presto l’Osservatorio ha mutato forma e dalle prime elaborazioni in linea con gli originali scopi, si è giunti ad altro. Da luogo prettamente tecnico, l’Osservatorio si è trasformato in tavolo politico, di persuasione dove formulare un nuovo progetto TAV e dirimere le questioni territoriali con gradite compensazioni economiche. Sono stato colto da un forte disappunto quando ho letto le vignette, di cui Lei è autore dei testi, apparse sul giornale torinese “La Stampa”. Non è stata la qualità dei fumetti, poco coincidenti con i miei gusti in merito, ad inquietarmi, ma l’osservare tramite quella apparente innocua pubblicazione dove realmente si indirizzava la svolta politica dell’Osservatorio medesimo. Allora, architetto, Le chiedo chi sia davvero in malafede nel quadro appena descritto. Sono forse in malafede i contestatori o coloro che avvallano un progetto dai costi stellari, sempre in crescita rispetto alle previsioni; sono in malafede i valsusini oppure chi redige progetti magari con lo scopo di assecondare i privati dimenticando qualsiasi regia pubblica su progetti e lavori faraonici; sono in malafede i critici all’opera o coloro che in Italia riempiono l’Alta Velocità di cemento, disastri ambientali e speculazioni sino a caratterizzare l’infrastruttura anche nel confronto con il resto d’Europa; è in malafede chi ha devastato il Mugello garantendo però al contempo benessere e garanzie a chi ha vinto appalti e subappalti; è in malafede un popolo che fa della Tav una questione anche morale, o chi vuole convincere le genti non tramite argomenti convincenti, ma affidandosi a spot televisivi. Vedo tra chi sostiene l’idolo pagano, la TAV, molto populismo; leggo slogan sul modello TAV o isolati eternamente; vedo ferrovie pronte a lasciarsi alle proprie spalle pendolari, territori e lavoratori dell’azienda (creando ghiotti appetiti ai privati liberalizzati) prestando invece molta attenzione (troppa) per una linea ad Alta Velocità “per molti ma non per tutti”. Insomma chi è in malafede dottor Virano? Soprattutto dov’è il ruolo super partes che Le dovrebbe appartenere in qualità di presidente dell’Osservatorio nonché dipendente in qualche modo pubblico? Le piramidi si costruiscono con schiavi e catene, le opere utili alla collettività con la trasparenza e la discussione. L’idolo pagano TAV, su cui spero giunga presto la scomunica papale, è fine a se stesso: questa è la madre di tutte le malefedi. La ringrazio per l’attenzione, con l’occasione Le porgo i miei più cordiali saluti.  


Chi ama perdere tempo per screditare Plano!

22 Novembre 2009

Fa piacere notare come nei giorni in cui impazzisce l’orario dei treni, vengono ridotte numerose corse su diverse tratte, si stabilisce che Porta Susa - appena rifatta - potrebbe servire a poco niente, e il Parlamento decreta la fine dell’acqua quale bene di tutti, un deputato (Stefano Esposito) dedichi tempo prezioso a raccogliere firme per ribadire il sì alla Tav.  

Un’azione repentinamente ideata per mettere in difficoltà il collega di partito Plano, anche con la complicità dell’altro collega Corgiat: un’azione che soprattutto rischia di fare la gioia degli industriali, già soddisfatti per l’acqua, e gettare nella disperazione il futuro della nostra collettività.



Per la difesa del trasporto ferroviario pubblico.

8 Novembre 2009

Esprimo solidarietà piena ed assoluta ai lavoratori delle ferrovie che hanno partecipato allo sciopero indetto, in questo fine settimana, per denunciare le difficoltà operative determinate dalle scelte di organizzazione, degli equipaggi in macchina, attuate dai propri dirigenti

Invito i cittadini a comprendere le ragioni del disagio che lo sciopero ha comportato, ma certamente invito anche a non rassegnarsi innanzi ai disservizi che la rete ferroviaria quotidianamente comporta a pendolari e passeggeri. Occorre scegliere manager delle Ferrovie capaci nel loro mestiere e rimuovere, al contempo, chi non è in grado di gestire la rete trasportistica.

Mi pongo in modo fortemente critico, di conseguenza, nei riguardi della scelta che la Giunta piemontese ha intrapreso nell’ esternalizzare il servizio ferroviario lottizzando la Regione Piemonte in cinque aree. Mi ricorda le scelte drammatiche, nei risultati, attuate da Margaret Tatcher in Inghilterra, opzioni che pagarono a caro prezzo cittadini e lavoratori. Non è aprendo le porte alla privatizzazione spinta, e neppure alla cancellazione dei diritti in capo ai lavoratori stessi, che si risolve definitivamente il disservizio attuale. Spererei in un piano dei trasporti regionale che programmi il futuro della rete unito a  scelte, meditate, a questo conseguenti e prive di facile demagogia.    


In Comunità Montana Valle Susa, vince il coraggio di chi si schiera a fianco di una politica libera e morale.

8 Novembre 2009

Oggi è stata una giornata importante per tutti coloro che si schierano sul fronte critico riguardante la TAV. Infatti il corteo pacifico, e colorato, che si è snodato nel territorio di Rivalta Torinese sino a toccare i siti, oggi agricoli, destinati al sacrificio del nuovo tracciato TAV, ha visto una folta partecipazione che si è ingrossato man mano che il corteo procedeva. 

Questa sera la seconda notizia ben augurale, ossia l’aver vinto le elezioni della Comunità Montana Valle Susa- Sangone, la lista formata da Pd e Civiche No TAV, una vittoria che non si potrà ignorare e con cui dovranno confrontarsi i tanti fautori, privati e politici, della linea ad Alta Capacità. 

Lunedì, prossimo, chi si assumerà la responsabilità di avviare i fatidici carotaggi, premessa del nuovo progetto della Torino- Lione, dovrà aver chiaro di porsi in un contesto in cui le compensazioni, promesse, non hanno sgretolato il fronte No Tav; un fronte composto da amministratori e cittadini determinati nel non voler diventare vittime di quello che si annuncia un problema morale oltre che di grave impatto ambientale. Creare lavoro significa avviare cantieri con il fine di migliorare i servizi alla collettività, non certo imbarcarsi in avventure spregiudicate sorte dal sogno- business delle grandi (inutili) opere.    

Quando la politica capirà tutto questo?


Le migliaia di persone alla fiaccolata NO TAV non si piegano ai giochi politici nazionali: la TAV è anche questione morale!

1 Novembre 2009

Il Consigliere Regionale del Prc Juri ha partecipato, ieri, alla fiaccolata NON TAV sul tragitto Condove Sant’Antonino di Susa. 

 Dichiara Bossuto “La fiaccolata svoltasi la notte del 31 ottobre, ha visto una partecipazione massiccia sfilare sulla strada che collega Condove  a Sant’Antonino. Migliaia di persone, una moltitudine fatta di famiglie e residenti a cui i sono affiancati molti giovani, hanno voluto ribadire nuovamente il loro fermo dissenso nei riguardi delle opere legate all’Alta Velocità”. 

Ribadisce il consigliere “E’ chiara anche la sfiducia con cui i cittadini guardano a quello che una volta era l’Osservatorio, e che da tempo si presenta quale tavolo di progettazione e, soprattutto, persuasione rivolto alle comunità in Valle”.

Conclude Bossuto “La trappola predisposta a svantaggio dei valsusini e non solo, la questione TAV è oramai una questione morale nazionale oltre che ambientale e legata a modelli di sviluppo disumani, non ha raggiunto il suo obiettivo, e la  marea che ha sfilato ieri per le strade della Bassa Valle sembra voler evidenziare il proprio distacco, e dissenso, verso ogni gioco politico tramato dai dirigenti nazionali dei principali partiti presenti in Parlamento. Credo sia questa la vera questione su cui riflettere, insieme a come spendere bene importanti fondi che rischiano, oggi, di essere sprecati in opere faraoniche e che dovrebbero, invece, andare a soccorrere le reali esigenze che i cittadini denunciano, oramai quotidianamente, innanzi ad altrettanti disagi continui”.