Tav: l’opera tragicomica va avanti.

8 Giugno 2010

La vicenda, oramai quasi strabiliante e decennale, Tav si coloro ogni giorno di nuovi ed inimmaginabili colpi di scena.

Dopo il pieno accordo politico tra il presidente della provincia Saitta ed il presidente Cota, una simbiosi a dir poco preoccupante, ora assistiamo al ministro Tremonti che, alla luce dei tagli da effettuare al bilancio, decide finalmente di controllare i conti dell’opera più faraonica della nostra penisola: la mitica Tav.

Temo che oramai si sfiori il ridicolo e gli assi politici che nascono, prima e dopo le elezioni, nel nome dell’opera denotino una classe politica completamente adagiata ai voleri delle lobby.Dopo le proteste della valle Susa si è rivisto il primo tracciato ed ora si parla di dare lavoro alla valle.

Sarà curioso vedere come garantiranno lavoro ai residenti, come miglioreranno la Valle con le compensazioni, dove troveranno i soldi: soldi pubblici sottratti al sociale ed al lavoro, quello vero,  per fare ora  un’opera utile solo ad alcuni (la TAV) oppure per comprare i cacciabombardieri, come da poco fatto.

Risuona sempre più sinistro il ruolo dell’Osservatorio, che sempre più diventa strumento esecutivo e di persuasione.


TAV: gli interessi della collettività sono ben altri!

19 Maggio 2010

Parlare, come fa il Sindaco Chiamparino, di tutela degli interessi della collettività nel momento in cui valuta, positivamente, il progetto presentato ieri da Virano, è cosa paradossale.

La sceneggiatura della Tav è davvero quasi ironica. Prevedere attenzione verso il territorio e il cantiere, gioendo per i chilometri, i aumento, delle tratte in galleria è il segno di un’opera dai costi folli e dall’utilità sociale nulla.

Qualche imprenditore esulterà per il ricco appalto che si affaccia all’orizzonte, mentre i cittadini vedranno, ancora una volta, dilapidare i propri soldi in atti che non aiuteranno né il lavoro né il commercio internazionale.

Scarseggiano i fondi per i servizi alle persone e per la sanità, mentre abbonderanno per monumenti fini a se stessi: paradosso nel paradosso.


I miei anni in Regione: TAV, cosa ho fatto.

25 Aprile 2010

Lo stesso giorno in cui la Presidente Bresso presentava, per la votazione rituale di insediamento, il proprio programma al consiglio regionale alcuni consiglieri firmavano un ordine del giorno, primo firmatario Bossuto, che poneva forti punti critici nei riguardi del progetto Tav -Tac. Così si riavviava nell’ottava legislatura il dibattito sull’opera più dispendiosa della storia italiana, tramite molte firme, circa una quindicina seppur con qualche defezione incorso d’opera, e la conseguente reazione irosa della neo presidente Bresso.

Tra grida, discussioni feroci e minacce continue di dimissioni si apriva la nuova stagione di governo regionale, mentre al contempo le solite trivelle provavano a posizionarsi in località Seghino ed in seguito presso Venaus in valle Susa. I giorni si scandivano tra grandi atti di resistenza fisica e civile in Valle a cui si affiancavano le solite polemiche strumentali in consiglio sino a giungere, nella sorpresa generale, al blocco dei lavori nel momento in cui venne colpito da una manganellata, inferta dalle forze dell’ordine, l’eurodeputato Agnoletto.

Nel 2005 la Valle Susa conobbe una militarizzazione degna della Belfast degli anni ’80, ed il Paese intero vide come poteva essere facile perdere diritti e dignità nella nazione con la costituzione tra le più democratiche al mondo. Anche la trasparenza amministrativa scricchiolava in quei tempi, e continua tuttora a farlo, quando il gruppo regionale PRC,  grazie al lavoro di inchiesta attuato dai compagni di Bussoleno, rilevò l’anomalia di carotaggi eseguiti e analizzati dalla stessa ditta che nutriva interessi nei prossimi cantieri, con buona pace dell’ARPA (ridotta a ruolo di ente certificante) e di tutte le norme di tutela ambientale vigenti.

L’Osservatorio Tecnico e le ambiguità marcatamente stridenti del Presidente Virano, hanno segnato i tempi a seguire sino agli sviluppi odierni in cui trivelle, e resistenza di Valle, tornano ad interessare le vicende politiche nazionali e regionali.

Una brutta vicenda aperta che contribuisce a scrivere l’ennesima, triste, pagina oscura del nostro Paese. L’ignorare scientemente e costantemente la voce dei migliaia che quotidianamente gridano il loro NO alla TAV, significa dare un calcio ben assestato a principi quali quelli della democrazia e della trasparenza nella rappresentanza istituzionale: sino a negare i diritti costituzionali a parte del nostro territorio.

Sinceramente si fatica a comprendere le ragioni per cui le Istituzioni pubbliche hanno sposato, in modo imbarazzante quasi si trattasse di un idolo pagano, il progetto alta velocità (o voracità, o nocività come si diceva un tempo). Una condivisione, la loro, folle e quasi sospetta di fronte ai grandi interessi economici in ballo. Soldi, male affari, distrazione dell’attenzione pubblica sembrano gli elementi destinati a caratterizzare l’affare TAV: un’opera di cui francamente non se ne intuisce la vera utilità, ed a cui tocca il compito di illustrarne il valore alle colate di cemento devastanti (oltre che onerose) ed al mega tunnel di base.

La lotta NO TAV è lotta di buon senso, è lotta sacrosanta di democrazia in difesa dei valori collettivi. In un Paese civile i No Tav sarebbero considerati quali difensori dello Stato, di quello Stato inteso qual istituzione democratica a tutela degli interessi  collettivi, e non quali moderni pericoloso trinariciuti individui. Un ruolo, quello di cui sopra, che invece pare non appartenere a quelle istituzioni che avrebbero nei loro scopi l’agire pubblico, e non il muoversi solo su impulso delle potenti lobbies.


Scritte su commissione: ecco come si getta il discredito!

11 Marzo 2010

Ribadendo la piena fiducia nelle indagini che si stanno conducendo sulle “scritte su commissione “ dei due ragazzi fermati, mi pare venga a galla in maniera chiara la prova di una strategia della tensione che viene montata ad arte da settori della politica e dell’imprenditoria poco sana.  In attesa dell’esito finale delle indagini, gli indizi emersi sembrano far emergere come le scritte sia state commissionate, su regia ad hoc, per gettare discredito verso chi si oppone, a Torino come in Valle di Susa, in modo democratico, popolare e non violento contro un’opera inutile.


Di quale Democrazia parla, Onorevole? Forse lei preferisce la dittatura!

7 Marzo 2010

Rimango inorridito innanzi alla grande campagna di propaganda che si sta attuando, da tempo, ai danni del Movimento No Tav. Sono colto dalla netta impressione che fallendo l’azione militare del 2005, tramite cui si tentò di occupare la valle sul modello Belfast, oggi si sia giunti ad una strategia più subdola, fatta di false informazioni al fine di dividere e spaccare il Movimento stesso. 

Sul Movimento, infatti, sta salendo l’ombra nera della strategia della tensione: un’ombra costituita da gravi menzogne che trovano legittimazione nell’opinione pubblica. Il fulcro, della strategia stessa, consiste nel fare credere che in Valle i No Tav siano dei pericolosi esseri a caccia di cibo vivo,  e non bastano teste e nasi rotti dei valsusini, causati forse da chi male addestrato dovrebbe difenderci tutti, per fare emergere la verità. Ho sorriso amaramente quando leggo di violenti raggi laser contro le forze dell’ordine, immaginando un traffico di pericolose armi tra i venusiani ed i valsusini, ma poi lo stesso si è spento immaginando che questo si voglia davvero far credere al resto della nostra Regione: negando ai piemontesi che i “laser” erano in realtà piccole pile porta chiavi.  

Gentile Esposito, quale sarebbe, alla luce di ciò che scrivi e di ciò che vedo ogni qualvolta vado in Valle, la Tua Democrazia. Se Ti riferisci al militarizzare una valle, togliendo al contempo il diritto di parola e rappresentanza a chi osa criticare il totem Tav,  allora temo Tu ti riferisca ad un clamoroso ritorno al ventennio fascista, forse più vicino alle Tue posizioni ultime. 

Se al contrario la Democrazia è rappresentanza di comunità umana, la quale si ritrova compatta nell’esprimere un proprio dissenso, unito a proposte, allora questa ha piena cittadinanza in Valle e poco nei Tuoi concetti politici. La Democrazia, lo Stato è in realtà rappresentato solo da quei giovani, da quelle famiglie, da quegli anziani, da quelle donne e quegli uomini che sfidando repressione, e freddo, gridano la loro voglia di giustizia contro le lobby ed i poteri che decidono per loro. Persone autorganizzate e senza leaders  (questo spaventa il potere e lo dimostra la Tua vergognosa azione di discredito verso alcuni soggetti che nomini), persone spesso in cortei partecipati, ma inesistenti per l’opinione pubblica. 

La Tua Democrazia, Esposito, è quella del potere che non vede più nulla oltre ai suoi discutibili interessi, peccato che ci vorranno trent’anni per dimostrarlo ai nostri concittadini (vedi sprechi Olimpici); la Tua democrazia costringe a spese enormi, sottratte ai servizi per la cittadinanza, al fine di proteggere trivelle che bucano nei rifiuti o in terra riportata; la Tua democrazia è falsa informazione e verità distorte ad arte. 

Ho paura della Tua Democrazia, la stessa paura che provo innanzi a chi pur di raggiungere i suoi scopi ad ogni costo, adotterebbe ogni mezzo .                    


UN’IDEA: SMETTERLA CON I CAROTAGGI E TRASFERIRE IL PREFETTO IN ALTRO CAPOLUOGO!

23 Febbraio 2010

C’è da rimanere basiti ancora una volta di fronte all’apparente cecità di chi dovrebbe garantire il rispetto dei territori e delle persone nel nome dello Stato.

La scelta annunciata dal Prefetto di proseguire nella fase dei sondaggi, pare la classica scelta fatta a tavolino da chi non conosce o meglio non vuol conoscere gli avvenimenti del territorio.

Continuare nell’opera in un momento delicato di campagna elettorale ed ancor più dopo la repressione di ogni opinione che si è tradotta nel ricovero ospedaliero di due manifestanti feriti pesantemente, sembra azione più affine ad alimentare una sorta di strategia delle tensione che un’opzione lucida da parte di chi gestisce il nostro stato.

Ci auguriamo che i fautori delle tante linee dure a Torino, città in profonda crisi che avrebbe bisogno di dialogo e confronto, vengano presto trasferiti in luoghi dove possano meglio attuare i loro intenti bellicosi.


Le lobby comandano sui politici ed in Valle torna la repressione!

18 Febbraio 2010

“E’ preoccupante rivedere immagini – dice Juri Bossuto, Consigliere Regionale del PRC, presente ieri sera in Valle - che riportano un pezzo importante del nostro territorio ad un clima di militarizzazione di cui sono già state vittime due nostri concittadini. Il pensiero va sia al giovane Simone che alla signora valsusina che dovrà subire un delicato intervento al volto”.

“Ricordo che il vero pericolo per la democrazia non è esprimere la contrapposizione ad un’opera inutile e dispendiosa, ma negare costantemente il sacro diritto di rappresentanza a chi critica, dati alla mano, il frutto di una lobby così potente da piegare al suo volere anche molti nostri politici locali. Tra questi i deputati Stefano Esposito e Mimmo Portas che dal caldo delle loro poltrone romane sentenziano ed accusano senza conoscere nulla di ciò che è avvenuto”.

“Da quello che dicono è chiaro che Esposito e Portas non si recano in Valle da anni, al punto da  non aver mai avuto consapevolezza della tante manifestazioni che hanno raccolto intorno alla bandiere No Tav migliaia e migliaia di cittadini”.

“Ricordo ancora che l’atto grave per la democrazia è non avere la possibilità di individuare tra le forze dell’ordine coloro che violano il loro giuramento verso la Costituzione menando fendenti che spesso cadono su persone innocenti e indifese”.

“L’ultimo paradosso è che lo Stato in Val Susa è rappresentato solo da quei cittadini e amministratori che si pongono a difesa del bene pubblico, opponendosi a uno sperpero di risorse quale è la Tav ”.

 


L’Osservatorio Tecnico di Virano ha un difettino: non ha fondamento giuridico.

28 Gennaio 2010

L’Osservatorio tecnico di Virano pare che abbia cambiato decisamente composizione e finalità, non aderendo più in alcun modo al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri varato il 1°marzo 2006. 

Malgrado questo il presidente Virano pare si appresti a raccogliere adesioni di sindaci e tecnici per poter recare a Roma, nelle prossime ore, un regalo di Natale fuori tempo: ossia il via libero alla progettazione vera e propria. 

Tale velocità nell’agire insospettisce in merito alle procedure, ed alle scelte, a cui oramai ci abitua la vicenda Torino Lione: atti avviati nella notte, le trivellazioni, e decisione prese in prassi inventate di minuto in minuto. 

La stessa scelta riguardante tecnici e loro indennità non pare derivare né da atti formali regionali e, tanto meno, da atti ad evidenza pubblica. 

Di questa affermazioni chiedo conferma alla Giunta regionale, poiché vorrei essere rassicurato sul non trovarmi di nuovo innanzi ad atti, provenienti dal fronte Si Tav, che di nuovo presentino le caratteristiche per essere definiti “pericolose Tav-Anate” .       


Tav: è pronta per la pubblicazione l’ennesima pagina buia della storia italiana.

25 Gennaio 2010

Nulla a che vedere i numeri, e le motivazioni, di coloro che hanno partecipato al Lingotto oggi, con i 40.000 reali di ieri a Susa. 

Se quella di ieri era una minoranza, a detta di Chiamparino, oggi allora abbiamo assistito al ritrovo di una piccolissima parte di piemontesi, tra cui molti “interessati” all’opera:  alcuni pare motivati da incentivi economici elargiti dai propri datori di lavoro, in questo, se confermato, si vede che Berlusconi ha fatto scuola anche nel PD. 

Soldi, sponsor, comode e calde sale hanno partorito un topolino, molto lontano dal logo coniato da Esposito & C. per celebrare l’occasione. 

Ritengo molto grave che le Istituzioni pubbliche alzino il tono dello scontro sino a dare di fatto  legittimazione a chi di notte incendia i presidi No Tav, ultimo quello di Borgone su cui si indaga, dove nei paraggi sono comparse scritte Si Tav, ed al contempo a chi censura le scritte No Tav sui monti simbolo della Valle stessa (atto rivendicato da Giovine Italia, ex Fronte,  molto lontana dagli ideali liberali di Mazzini).

Pare chiaro l’intento di aprire un nuovo clima di tensione, intento aiutato da chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica anziché indossare i panni del grande imprenditore. 

Virano ha preso parte ai lavori del Lingotto, abbandonando così definitivamente quel poco che gli era rimasto addosso di panni super partes: l’Europa, ricordo che ieri manifestazione analoghe a Susa si sono svolte in Francia e Spagna, conosca le cronache di queste ultime due giornate prima di elargire alla Tav anche solo un centesimo.        

  


Osservatorio: troppe tav-anate, oggi caduta la maschera.

20 Gennaio 2010

La giornata di oggi, contraddistinta dalle due cariche di polizia, unite alla mancata comunicazione dei sindaci in merito ai sondaggi in corso, rivela come tutta l’operazione, rivestita ufficialmente da un tono di condivisione e trasparenza da parte del’Osservatorio e di chi ha interesse a fare l’opera, dimostra la vera essenza: azione dai caratteri fortemente repressivi ed alquanto irresponsabili.

L’Osservatorio smette definitivamente i panni di tecnico super partes e indossa quelli di apparato repressivo. Non crediamo davvero più alle “tav-anate” di Virano. Sempre più torna il clima del 2005, ma altrettanto forte torna la risposta di una comunità più cha mai unita. Ci attiveremo per far arrivare anche in Europa la voce che l’opera non è condivisa.

 

 


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